2016-11-23

Poesie sulla Vita

Raccolta delle più belle poesie sulla vita. Per rendere davvero piacevole la lettura di questa raccolta poetica, sono state selezionate da Aforismario soltanto le poesie più significative ed emozionanti di grandi poeti. Le varie poesie, ordinate secondo l'iniziale dell'autore, trattano diversi aspetti dell'esistenza, come per esempio: la bellezza della vita, ma anche la sua durezza, il desiderio di vivere pienamente la propria vita e il rimpianto di vedersela sfuggire. Su Aforismario trovi altre raccolte di poesie correlate a questa sulla saggezza della vita, l'amore e la morte.
Non vi lasciate illudere, che è poco la vita. Bevetela a gran sorsi,
non vi sarà bastata quando dovrete perderla. (Bertolt Brecht)
Sommario
  • Anonimo: Istanti o Se potessi vivere nuovamente
  • Vannuccio Barbaro: In vita postuma
  • Samuel Beckett: Seguo questo corso di sabbia 
  • Bertolt Brecht: Contro la seduzione 
  • Vincenzo Cardarelli: Gabbiani - Alla deriva
  • Emily Dickinson: Conosco vite della cui mancanza - Ho preso un sorso di vita - Se potrò impedire a un Cuore di spezzarsi
  • Nazim Hikmet: Alla vita
  • Juan Ramón Jiménez: Vita!
  • Konstantinos Kavafis: Per quanto sta in te
  • Martha Medeiros: Lentamente muore 
  • Eugenio Montale: Meriggiare pallido e assorto
  • Erich Mühsam: Il presagio
  • Fernando Pessoa: Non sto pensando a niente
  • Francesco Petrarca: La vita fugge
  • Salvatore Quasimodo: Ed è subito sera
  • Totò: 'A vita
  • Walt Whitman: Vivere fra gli animali 
  • Juan Rodolfo Wilcock: A mio figlio
Anonimo
Istanti è una poesia apocrifa comunemente (ed erroneamente) attribuita al poeta argentino Jorge Luis Borges (1899-1986). Seppure sembra ormai accertato che Borges non  abbia mai scritto questa poesia (che per il tema trattato ricorda la sua Il rimorso), non si hanno notizie certe su chi ne sia il  vero autore. Secondo alcuni, Istantes sarebbe una traduzione in spagnolo di un testo pubblicato nel 1978 dalla statunitense Nadine Stairs (forse 1892-1988), ma persino sull'identità di questa presunta autrice ci sono parecchi dubbi. La tesi più accreditata, almeno fino a oggi, è che qualcuno abbia plagiato e tradotto in spagnolo un testo in prosa, pubblicato sul Reader's Digest nel 1953, dello scrittore e umorista americano Don Herold (1889-1966) dal titolo If I had my life to live over (Se potessi vivere nuovamente la mia vita).

Istanti
Se potessi vivere nuovamente la mia vita
nella prossima cercherei di commettere più errori.
Non cercherei di essere tanto perfetto, 
mi rilasserei di più.
Sarei più sciocco di quanto lo sono stato,
di fatto prenderei ben poche cose sul serio.
Sarei meno igienico.
Correrei più rischi,
farei più viaggi,
guarderei più tramonti,
salirei più montagne,
nuoterei in più fiumi.
Andrei in più posti dove mai sono andato,
mangerei più gelati e meno fave,
avrei più problemi reali e meno immaginari.
Io sono stato una di quelle persone che ha vissuto sensatamente 
e proficuamente ogni minuto della sua vita;
certo che ho avuto momenti di gioia.
Ma se potessi tornare indietro cercherei
di avere soltanto buoni momenti.
Che se non lo sapete, di quello è fatta la vita,
solo di momenti; non ti perdere l'oggi.
Io ero uno di quelli che non
andava mai da nessuna parte senza un termometro,
una borsa d'acqua calda,
un ombrello e un paracadute;
se potessi tornare a vivere, vivrei più leggero.
Se potessi tornare a vivere
comincerei ad andare scalzo all'inizio
della primavera
e continuerei così fino alla fine dell'autunno.
Farei più giri in calesse,
contemplerei più albe
e giocherei con più bambini,
se mi trovassi di nuovo la vita davanti.
Ma guardate, ho 85 anni e so che sto morendo.

Vannuccio Barbaro
(1919-1999) poeta e aforista italiano
In vita postuma 
Ho visto sopra un marciapiede stanco
il cadavere ancora caldo di un mort’ammazzato,
il sangue rosso vivo e la pioggia, e una donna,
in piedi lì accanto, pallida e smorta come la paralisi,
come l’ostia consacrata, come la neve sporca,
con un filo di voce perso nell’aria di cemento…
Sono andato in cerca 
di ciò che non poteva essere trovato,
ho scritto qualche brutto verso,
ho ascoltato le parole dei folli,
ho letto e riletto pagine di lucido dolore
che ho scolpite nel cuore e nel cervello.
Ho diviso con lei, angelo impuro,
i giorni e me stesso:
abbiamo respirato la stessa aria,
bevuto le stesse lacrime, sognato gli stessi sogni,
abbiamo unito i nostri corpi e le nostre anime sole;
ma io ho saputo darle soltanto
la triste gioia di un amore malato.
Ho visto primavere grigie,
ho baciato labbra insapori,
ho trascorso intere giornate ad aspettare,
ho provato amicizia soltanto per gli alberi spogli
e il mare nero di notte.
Ho visto migliaia di facce,
facce di dubbi, facce di problemi, facce di noia,
facce di malinconia per una sera d’estate,
per un amico lontano, per un sogno perduto;
facce di marmo, facce di cera,
facce di terra solcate dal tempo,
facce rassegnate, smarrite e stanche,
e facce raggianti, luminose e bianche
con occhi grandi per guardare il mondo.
Ho trascinato la mia vita in strade desolate e buie,
ho abbattuto idoli, spezzato catene,
ho scavato dentro me stesso e toccato il fondo;
ho fatto mia la notte 
ascoltandone i silenzi, 
assaporandone la solitudine, 
lasciandone traboccare i pensieri
fino a sommergermi,
e il giorno in cui sono morto
ho cominciato a vivere. 

Samuel Beckett
(1906-1989)
Scrittore, drammaturgo e poeta irlandese
Seguo questo corso di sabbia
seguo questo corso di sabbia che scorre
tra i ciottoli e la duna
la pioggia d'estate piove sulla mia vita
su me la mia vita che mi sfugge mi insegue
e finirà il giorno del suo inizio
caro istante ti vedo
in questa tenda di bruma che indietreggia
dove non dovrò più calpestare quelle lunghe soglie mobili
e vivrò il tempo di una porta
che si apre e si richiude

Bertolt Brecht
(1898-1956) drammaturgo, poeta e regista teatrale tedesco
Contro la seduzione
[Traduzione dal tedesco di Franco Fortini]
Non vi fate sedurre: 
non esiste ritorno.
Il giorno sta alle porte,
già è qui vento di notte,
altro mattino non verrà.
Non vi lasciate illudere 
che è poco, la vita.
Bevetela a gran sorsi,
non vi sarà bastata
quando dovrete perderla.
Non vi date conforto:
vi resta poco tempo.
Chi è disfatto, marcisca.
La vita è la più grande: nulla sarà più vostro.
Non vi fate sedurre
da schiavitù e da piaghe.
Che cosa vi può ancora spaventare?
Morite con tutte le bestie
e non c’è niente, dopo.

Vincenzo Cardarelli
(1887-1959) poeta e scrittore italiano
Gabbiani
Non so dove i gabbiani abbiano il nido, 
ove trovino pace. 
Io son come loro, 
in perpetuo volo. 
La vita la sfioro 
com'essi l'acqua ad acciuffare il cibo. 
E come forse anch'essi amo la quiete, 
la gran quiete marina, 
ma il mio destino è vivere 
balenando in burrasca. 

Alla deriva
La vita io l'ho castigata vivendola. 
Fin dove il cuore mi resse 
arditamente mi spinsi. 
Ora la mia giornata non è più 
che uno sterile avvicendarsi 
di rovinose abitudini 
e vorrei evadere dal nero cerchio. 
Quando all'alba mi riduco, 
un estro mi piglia, una smania 
di non dormire. 
E sogno partenze assurde, 
liberazioni impossibili. 
Oimè. Tutto il mio chiuso 
e cocente rimorso 
altro sfogo non ha 
fuor che il sonno, se viene. 
Invano, invano lotto 
per possedere i giorni 
che mi travolgono rumorosi. 
Io annego nel tempo.

Emily Dickinson
(1830-1886) poetessa statunitense
[Traduzione dall'inglese a cura di Aforismario]
Conosco vite della cui mancanza
Conosco vite della cui mancanza
non soffrirei affatto −
di altre invece ogni attimo di assenza
mi sembrerebbe eterno.
Sono scarse di numero − queste ultime −
appena due in tutto −
le prime molto di più di un orizzonte
di moscerini.

Ho preso un Sorso di Vita
Ho preso un Sorso di Vita −
Vi dirò quanto l'ho pagato −
Precisamente un'esistenza −
Il prezzo di mercato, dicono.
M'hanno pesata, Granello per Granello −
Bilanciata Fibra con Fibra,
Poi m'han dato il valore del mio Essere −
Un solo Grammo di Cielo!

Se potrò impedire a un cuore di spezzarsi
Se potrò impedire a un Cuore di spezzarsi
Non avrò vissuto invano 
Se potrò alleviare il Dolore di una Vita 
O lenire una Pena
O aiutare un Pettirosso caduto 
A rientrare nel suo nido
Non avrò vissuto invano.

Nazim Hikmet
(1902-1963) poeta turco, naturalizzato polacco
Alla vita
La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
come fa lo scoiattolo, ad esempio,
senza aspettarti nulla dal di fuori o nell'al di là.
Non avrai altro da fare che vivere.
La vita non è uno scherzo. 
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto 
che messo contro un muro, ad esempio, le mani legate,
o dentro un laboratorio 
col camice bianco e grandi occhiali, 
tu muoia affinché vivano gli uomini 
gli uomini di cui non conoscerai la faccia, 
e morrai sapendo
che nulla è più bello, più vero della vita.
Prendila sul serio 
ma sul serio a tal punto 
che a settant'anni, ad esempio, pianterai degli ulivi 
non perché restino ai tuoi figli 
ma perché non crederai alla morte 
pur temendola, 
e la vita peserà di più sulla bilancia.

Juan Ramón Jiménez
(1881-1958) poeta spagnolo
Vita!
Giorno difficile, in cui il sole
e le nuvole combattono
− a tratti aperto, fiore,
a volte chiuso, frutto −,
per confondersi nella notte!
Vita!
Veglia in cui gli occhi
si aprono e si chiudono,
in un gioco stanco
di verità e menzogna,
per confondersi nel sogno!
Vita!

Konstantinos Kavafis
(1863-1933) poeta greco
Per quanto sta in te
E se non puoi la vita che desideri 
cerca almeno questo
per quanto sta in te: non sciuparla
nel troppo commercio con la gente
con troppe parole in un viavai frenetico.
Non sciuparla portandola in giro
in balìa del quotidiano
gioco balordo degli incontri
e degli inviti,
fino a farne una stucchevole estranea.

Martha Medeiros
(1961) giornalista, scrittrice e poetessa brasiliana
Lentamente muore (Ode alla vita)
[Attribuita erroneamente a Pablo Neruda]
Lentamente muore 
chi diventa schiavo dell'abitudine, 
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, 
chi non cambia la marcia, 
chi non rischia e cambia colore dei vestiti, 
chi non parla a chi non conosce. 
Muore lentamente 
chi fa della televisione il suo guru.
Muore lentamente chi evita una passione, 
chi preferisce il nero su bianco 
e i puntini sulle "i" 
piuttosto che un insieme di emozioni, 
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, 
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, 
quelle che fanno battere il cuore 
davanti all'errore e ai sentimenti. 
Lentamente muore 
chi non capovolge il tavolo
quando è infelice sul lavoro, 
chi non rischia la certezza per l'incertezza 
per inseguire un sogno, 
chi non si permette almeno una volta nella vita, 
di fuggire ai consigli sensati. 
Lentamente muore 
chi non viaggia, 
chi non legge, 
chi non ascolta musica, 
chi non trova grazia in sé stesso. 
Muore lentamente 
chi distrugge l'amor proprio, 
chi non si lascia aiutare 
chi passa i giorni a lamentarsi 
della propria sfortuna o della pioggia incessante. 
Lentamente muore 
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, 
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce 
o non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce. 
Evitiamo la morte a piccole dosi, 
ricordando sempre che essere vivo 
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore 
del semplice fatto di respirare. 
Soltanto l'ardente pazienza 
porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

Eugenio Montale
(1896-1981) poeta italiano
Meriggiare pallido e assorto
Meriggiare pallido e assorto 
presso un rovente muro d’orto, 
ascoltare tra i pruni e gli sterpi 
schiocchi di merli, frusci di serpi. 
Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.
Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
mentre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.
E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.

Erich Mühsam 
(1878-1934) scrittore, poeta e anarchico tedesco
Il presagio
Bevvi il mio caffè del mattino e non ebbi nessun brutto presentimento.
Suonò il campanello. Di nuovo non avvertii il male avvicinarsi.
Il postino mi consegnò una lettera. Non sentii trepidazione, la aprii.
Non recava alcuna orribile notizia.
“Aaah!”, urlai. Le mie sensazioni non mi avevano ingannato.

Fernando Pessoa
(1888-1935) poeta, scrittore e aforista portoghese.
Non sto pensando a niente
Non sto pensando a niente,
e questa cosa centrale, che a sua volta non è niente,
mi è gradita come l'aria notturna,
fresca in confronto all'estate calda del giorno.
Che bello, non sto pensando a niente!
Non pensare a niente
è avere l'anima propria e intera.
Non pensare a niente
è vivere intimamente
il flusso e riflusso della vita...
Non sto pensando a niente.
È come se mi fossi appoggiato male.
Un dolore nella schiena o sul fianco,
un sapore amaro nella bocca della mia anima:
perché, in fin dei conti,
non sto pensando a niente,
ma proprio a niente,
a niente...

Francesco Petrarca
(1304-1374) scrittore e poeta italiano
La vita fugge, e non s’arresta un'ora
La vita fugge, e non s’arresta un'ora,
e la morte vien dietro a gran giornate,
e le cose presenti e le passate
mi dànno guerra, e le future ancora;
e ’l rimembrare e l’aspettar m’accora,
or quinci or quindi, sí che ’n veritate,
se non ch’i’ ò di me stesso pietate,
i’ sarei già di questi penser’ fòra. 
Tornami avanti, s’alcun dolce mai
ebbe ’l cor tristo; e poi da l’altra parte
veggio al mio navigar turbati i vènti; 
veggio fortuna in porto, e stanco omai
il mio nocchier, e rotte arbore e sarte,
e i lumi bei che mirar soglio, spenti.

Totò (Antonio de Curtis)
(1898-1967) attore, comico, sceneggiatore e poeta italiano
La vita
[Traduzione dal napoletano a cura di Aforismario]
La vita è bella, sì, è stato un dono,
un dono che ti ha fatto la natura.
Ma quando poi questa vita è una sciagura,
voi me lo chiamate dono questo qua?
E non parlo per me che, storto o morto,
riesco a guadagnare una mille lire.
Ho la salute e, non faccio per dire,
sono uno di quelli che ci sa fare.
Ma quanti ne ho visti di disgraziati:
ciechi, paralitici, ritardati, sordomuti.
Gente che non ha visto e mai avuto
un poco di bene in questa umanità.
Guerre, miseria, fame, malattie,
cristiani diventati pelle e ossa,
e tanta gioventù col culo alla fossa.
Questo non è un dono, è infamità. 

Juan Rodolfo Wilcock
(1919-1978) poeta e scrittore argentino naturalizzato italiano
A mio figlio
Abbi fiducia nella vita 
e non nelle ideologie; 
non ascoltare i missionari 
di quest’illusione o quell’altra. 
Ricorda che c’è una sola cosa 
affermativa, l’invenzione; 
il sistema invece è caratteristico 
della mancanza d’immaginazione. 
Ricorda che tutto accade 
a caso e che niente dura, 
il che non ti vieta di fare 
un disegno sul vetro appannato, 
né di cantare qualche nota 
semplice quando sei contento; 
può darsi che sia un bel disegno, 
che la canzone sia bella: 
ma questo non ha certo importanza, 
basta che piacciano a te. 
Un giorno morrai; non fa niente, 
poiché saranno gli altri ad accorgersene. 

Note
  1. Se conosci una bella poesia sulla vita che pensi meriti di essere aggiunta a questa raccolta, segnalala ad Aforismario.
  2. Vedi anche: Poesie brevi - Poesie d'Amore - Poesie sulla MortePoesie sul Dolore e la Sofferenza

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