2016-12-15

Defecazione e Stitichezza - Frasi e battute sul Cacare

Raccolta di aforismi, frasi celebri, proverbi e battute divertenti sul defecare o, volgarmente, cacare, e sulla stitichezza. La defecazone (o evacuazione) è l'atto fisiologico mediante il quale vengono espulsie le feci dal retto. La stitichezza (o stipsi) è un disturbo che consiste nella diradata e insufficiente evacuazione fecale, che può avere diverse cause (alimentazione sbagliata, vita sedentaria, ansia, ecc.).
Come introduzione a questa raccolta, riportiamo un brano di Voltaire che è un po' l'elogio della defecazione: "L’uomo non è mai stato capace di produrre artificialmente nulla di quanto fa la natura. Ha creduto di poter fare l’oro, e, pur essendo fatto di fango, non è mai riuscito a crearne. Ci è stata mostrata un’anatra artificiale che camminava e becchettava; ma non si è riusciti a farla digerire e a produrre vere deiezioni. Quale arte potrebbe produrre una materia che, preparata dalle ghiandole salivari, poi dai succhi gastrici, e successivamente dalla bile epatica e dal succo pancreatico, e avendo fornito lungo il proprio percorso un chilo che si è trasformato in sangue, diventa, alla fine, quel composto fetido e putrido che esce dall'intestino retto grazie alla stupefacente forza dei muscoli? C’è voluta tanta abilità e potenza per formare in questo modo quelle deiezioni che ripugnano alla vista e a predisporre i condotti che servono alla loro espulsione, quanta ce n’è voluta per produrre il seme che fece nascere Alessandro, Virgilio e Newton, e gli occhi con cui Galileo vide cieli nuovi. L’espulsione di quegli escrementi è necessaria alla vita quanto il cibo. Nell’uomo e negli animali, è un identico meccanismo che li prepara, li spinge e li evacua". [Voltaire, Dizionario filosofico, 1764].
Un altro elogio all'evacuazione è quello fatto da Roberto Benigni col brano L'inno del corpo sciolto riportato in appendice.
Su Aforismario trovi altre raccolte di citazioni correlate a questa sugli escrementi, il gabinetto e la carta igienica.
I cinque, dieci minuti che usi per evacuare non sono persi.
Perché seduti sul water si pensa, e pensare evita le cazzate. (Luciana Littizzetto)
1. Defecare
© Aforismario

Il sesso è una cosa interessante ma non ha un'importanza decisiva. Cioè è meno importante, dal punto di vista fisiologico, della defecazione. Un uomo può tirare avanti per 70 anni senza una figa ma può morire in una settimana se le budella non gli si muovono.
Charles Bukowski, Taccuino di un vecchio porco, 1969

C'è una certa somiglianza, più o meno grande, tra i piaceri che tutte le nostre evacuazioni ci procurano. Credo che il piacere derivi sempre dal sollievo − sollievo, cioè, dallo sforzo notevole, anche se per lo più inconscio, di trattenere quello che è gradevole eliminare.
Samuel Butler, Taccuini, 1912 (postumo)

Non riusciranno a concepire come si possa sedere senza una sedia, cacare senza un cesso e lavorare senza un macchinario.
Pasquale Cacchio, Frantumi, 2010

Ahi ahi ahi! Ci troviamo di fronte ad un tipico caso di defecazio isterica, si ha la chiara e netta sensazione di defecare, ma non esce nulla. Bisogna operare subito!
Adolfo Celi, in Mario Monicelli, Amici miei - Atto II, 1982

Evacuando si può pensare alla vita e alla morte, mangiando si può pensare a tutto, ma molto male, nel coito non si può e non si deve pensare a nient'altro. È svuotamento mistico. Ma per tutti.
Guido Ceronetti, Il silenzio del corpo, 1979

Per essere felici, bisogna dormire molto e defecare bene. L'insonne e suo cugino lo stitico, sono i dannati della terra.
Frédéric Dard, I pensieri di San Antonio, 1996

Secondo la convinzione comune a tutti i bambini, i quali persistono a lungo nella teoria cloacale, il bambino viene partorito dall'intestino come un escremento; la defecazione è il modello dell'atto della nascita.
Sigmund Freud, Introduzione alla psicoanalisi, 1915/32

Il breve sogno di una donna che soffre di una depressione acuta. «Sto defecando, e continuo finché l'escremento trabocca dalla tazza del gabinetto, cominciando a riempire la stanza, alzandosi sempre più di livello - oramai sto affogando - e in quel momento mi sveglio con un orrore indicibile.» Per questa persona, la vita tutta si è trasformata in sudiciume; non riesce a produrre altro che sozzura; il suo mondo diventa sozzura e la sua morte è l'unione finale con essa.
Erich Fromm, Anatomia della distruttività umana, 1973

Anche gli eroi vanno di corpo, anche i santi fanno pipì.
Roberto Gervaso, La volpe e l'uva, 1989

I cinque, dieci minuti che usi per evacuare non sono persi. Perché seduti sul water si pensa, e pensare evita le cazzate.
Luciana Littizzetto, La Jolanda furiosa, 2008

Non esser troppo prodigo: è da cani cacare ogni momento!
Friedrich Nietzsche, Frammenti postumi, 1869/89

Per santi, santoni e aspiranti tali non dev’essere facile armonizzare l’aspetto escatologico della loro dottrina con quello scatologico della natura umana, trovare un accordo, cioè, tra l’etereo bisogno di spiritualità e certi bisogni molto piú terreni. Insomma, detto chiaramente e in parole povere: come possono, questi devoti, conciliare lo spirito con la merda? Un sacerdote, un monaco, un asceta, un mistico, tutti loro sono chiamati ad affrontare quotidianamente questo dilemma nel momento in cui si vedono obbligati al rito – umiliante oltre che imbarazzante – della defecazione; peraltro, con tutte le incombenze scatologiche che esso comporta e di cui non è certo il caso di fare un elenco dettagliato (pulizia anale, puzzo degli escrementi, ecc.). Il problema non è di poco conto, e il fatto che su quest’argomento ci sia da parte dei religiosi – tranne qualche caso che sconfina nel patologico – un riserbo maggiore rispetto a qualunque altro (sesso, potere, denaro, ecc.) è un segno di quanto sia delicata la questione. L’attività escrementizia, infatti, è ciò che piú di ogni altra cosa equipara, senza mezzi termini, l’umano a tutti gli altri animali, ciò che inchioda, senza via di scampo, tutti i “semi-angeli” alla terra fino alla morte. Ma all’escremento, come se non bastasse, si lega anche un altro problema, la cui rilevanza è paragonabile persino a quella della teodicea: come possono costoro, i religiosi, conciliare la defecazione con la presunta benevolenza divina nei confronti della creatura umana? Come sostiene Milan Kundera, che ha affrontato con sorprendente schiettezza l’argomento ne L’insostenibile leggerezza dell’essere: «La merda è un problema teologico più arduo del problema del male. Dio ha dato all’uomo la libertà e quindi, in fin dei conti, possiamo ammettere che egli non sia responsabile dei crimini perpetrati dall’umanità. Ma la responsabilità della merda pesa interamente su colui che ha creato l’uomo».
Giovanni Soriano, Malomondo, 2013

Oh uomo, che osi dire di essere l’immagine di Dio, dimmi se Dio mangia e se dispone di un intestino retto. Tu, l’immagine di Dio, mentre il tuo cuore e il tuo spirito dipendono dal defecare! Tu, l’immagine di Dio, sulla seggetta! Il primo che ha formulato questa impertinenza la proferì per un eccesso di stupidità o di orgoglio?
Voltaire, Dizionario filosofico, 1764

La merda dell'uomo comincia a formarsi nel duodeno, quando gli alimenti escono dallo stomaco e s’impregnano della bile del suo fegato. Se ha la diarrea, è spossato e mite, non ha la forza di essere malvagio. Se è costipato, allora i sali e gli acidi solforici della sua merda penetrano nel suo chilo, portando l’acidità nel sangue e fornendo spesso al suo cervello idee atroci. C’è chi (e il numero è grande) ha commesso delitti solo a causa dell’acidità del suo sangue, prodotta unicamente dai suoi escrementi che avevano alterato quel sangue.
Voltaire, Dizionario filosofico, 1764

Vi piace il vostro corpo? Io mi sono sempre chiesto come si fa a mettere un impianto di smaltimento vicino alla sala giochi...
Robin Williams, in Barry Levinson, L'uomo dell'anno, 2006

2. Stitichezza
© Aforismario

Soffrivo di stitichezza ma ho rimediato con un poco d'inventiva. Ho spostato la televisione in bagno!
Bilbo Baggins (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Uno dei pensieri più terrificanti sulle folle umane, ormai smisurate e incontenibili, è che sono bocche divoranti; uno dei più sconfortanti è che sono intestini che non cacano. Ho quest'ossessione filantropica... Alle folle urbane, inurbate, incluse, incatramate, avviluppate, imbabelizzate nelle brotopoli prive di rapporto diretto con la terra, col suolo, con quel che scende come seme e fermento tra i denti dell'ironica Adamà, è negato vuotare bene, regolarmente l'intestino. La posizione seduta sull'infame W.C. è nemica di ogni ragionevole evacuazione. E poi la frusta continua degli orari e degli impegni, delle apprensioni, delle nevrosi, l'eccesso di relazioni sociali inibitrici («non potevo, ero con loro»), degli spostamenti, dei passaggi d'ambiente, dei divertimenti, la privazione del movimento, il lavoro al chiuso, l'enorme avarizia, la convivenza con automi le cui perdite non hanno somiglianza con le umane (perciò non esemplari: mentre vedere un cavallo defecare stimola l'evacuazione), il nutrimento asciutto, falso, poco slittante, lo Stare prevalente sull'Andare: le città sono immensi Stock Yards di ventri costipati e induriti. Basterebbe questo per commiserare città e popoli...
Guido Ceronetti, Il silenzio del corpo, 1979

Se il colon è intasato, l’uomo cessa di essere cogitane. I filosofi non considerano, per pruderie, questa, più ovvia che crudele, condizione.
Guido Ceronetti, Insetti senza frontiere, 2009

È sbagliato mandare a cagare uno stitico. Potrebbe prenderlo per un auspicio.
Paolo Dune, Al di qua dell'aldilà, 1998-2016

C'è chi è diventato stitico per poter leggere in pace al cesso.
Roberto Gervaso, Il grillo parlante, 1983

La stitichezza ha questo di bello: ci dà il senso della lotta e il piacere, poi, della vittoria.
Roberto Gervaso, Il grillo parlante, 1983

Non c'è uomo che, vinto un attacco di stitichezza, non si senta più sicuro di sé.
Roberto Gervaso, La volpe e l'uva, 1989

Non c’è una pubblicità una dove sia l’uomo a essere stitico. Tutte donne. Gli unici uomini usati in pubblicità per raccontare come funziona l’intestino sono due, uno se ne frega e va allegramente su e giù in bicicletta per il duodeno e un altro che se la faceva addosso alla coda alla posta. Ma la stitichezza è donna. La pubblicità è piena di donne gonfie, che dalla pressione han gli occhi fuori dalle orbite, donne che si massaggiano la pancia depresse solo perché non van di corpo, come se dentro avessero accumulato una tale quantità di residuo, una tal pignatta, un tale stantuffo di scorie da renderle invalide.
Luciana Littizzetto, La Jolanda furiosa, 2008

La gente non evacua più. È tappata. Stoppa. Non rilascia, trattiene. Sarà per via della crisi, ma si tende a risparmiare anche lì.
Luciana Littizzetto, L'incredibile Urka, 2014

Ho notato che molti stitici mangiano crusca. Dev'essere quella che li blocca.
Gianni Monduzzi, Orgasmo e pregiudizio, 1997

Le persone stitiche non sono belle dentro.
Anonimo

L'inno del corpo sciolto
Roberto Benigni, 1983

E questo è l'inno del corpo sciolto lo può cantare solo chi caca di molto se vi stupite la reazione è strana perché cacare soprattutto è cosa umana Noi ci svegliamo e dalla mattina il corpo sogna sulla latrina le membra posano in mezzo all'orto e questo è l'inno, l'inno sì, del corpo sciolto. Ci hanno detto vili, brutti e schifosi ma son soltanto degli stitici invidiosi ma il corpo è lieto, lo sguardo è puro noi siamo quelli che han cacato di sicuro. Pulirsi il culo dà gioie infinite con foglie di zucca di bietola o di vite quindi cacate perché è dimostrato ci si pulisce il culo dopo aver cacato. Evviva i cessi, sian benedetti evviva i bagni le toilettes e i gabinetti, evviva i campi da concimare viva la merda e chi ha voglia di cacare. Il bello nostro è che ci si incazza parecchio, ci si calma solo dopo averne fatta un secchio. La vogliam reggere per una stagione e con la merda poi fare la rivoluzione. Pieni di merda andremo a lavorare poi tutto a un tratto si fa quello che ci pare e chi ci dice te fai questo o quello, gli cachiamo addosso e lo copriam fino al cervello. Cacone merdone stronzone puzzone la merda che mi scappa si spappa su di te!!!

Proverbi sul Cacare
  • A mangiare tutto bene, a cacar sudore e pene.
  • Cacare di mattina è meglio d’una medicina.
  • Chi caca nella neve presto è scoperto.
  • Chi mangia bene caca male.
  • Chi mangia da benedetto caca da maledetto.
  • Chi mangia uccelli caca penne.
  • Chi non caca calcherà e chi caca troppo morirà.
  • Chi tutto mangia tutto caca.
  • Chi va al cesso e non caca bene tre volte va e tre volte viene.
  • Diarrea d’inverno e tosse d’estate beato colui che l’ha passate.
  • Diarrea giovane sana e al vecchio suona la campana.
  • Di cacare e sposarsi la voglia viene all’improvviso.
  • Lo starnuto e la diarrea vanno lasciati andare.
  • Meglio si mangia e peggio si caca.
  • Non cacare in quella fontana dove dovrai tornare a bere.
  • Non cacare nella neve se non vuoi che si scopra.
  • Non si può far cacare il mulo per forza.
  • Per ben cacare bisogna calar le brache.
  • Per fermare la cacarella ci vuole una sporta di pane.
  • Piovere e cacare mal chi li deve desiderare.
  • Tosse, diarrea e caduta sono la fine dei vecchi.
Si dimentica presto il posto dove si è defecato, ma chi vi ha messo il piede non lo dimentica facilmente.
Proverbio africano

Note
Vedi anche aforismi, frasi e citazioni su: Stomaco e IntestinoEscrementi - Gabinetto e Carta igienica

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