Anselmo Bucci - Aforismi di un pittore volante

Selezione dei migliori aforismi e delle frasi più belle di Anselmo Bucci (Fossombrone 1887 - Monza 1955), pittore, scrittore e aforista italiano. Più che come scrittore, Anselmo Bucci è conosciuto come pittore e come uno dei principali rappresentanti del movimento artistico del Novecento, sorto a Milano nel 1922. Eppure, Anselmo Bucci, oltre ad aver scritto libri di diverso genere, è stato anche autore di uno dei migliori libri di aforismi degli anni '30, e cioè Il pittore volante, pubblicato dall'editore milanese Ceschina nel 1930. Con questo libro, tra l'altro, Anselmo Bucci si aggiudica (a pari merito con Lorenzo Viani) il Premio Viareggio del 1930.
Come introduzione a questa raccolta di aforismi, riportiamo alcuni brani tratti da un magistrale "Vademecum per svendere" in cui Anselmo Bucci dà qualche consiglio ai pittori su come comportarsi davanti al cliente: "In materia di vendite, ti è permesso di essere intelligente, purché tu non ne abbia l'aria. L'affare lo fanno non gli svegli ma i furbi. L'intelligenza non serve che a soffrire. Il soffrire non giova che a diventar bisbetici. Lavorare non giova, perché lavorare è appartenersi; ma aver relazioni, far visite, intrigare, servire; cioè appartenere agli altri. Cosomati dice: il pittore mondano dovrebbe aver un servitore che gli dipingesse i quadri. [...] Accade dei quadri esposti od appesi nello studio, come di «quelle signore» che attendono nella sala delle case equivoche. Non uno sguardo per loro. Tutti aspettano quella che sopraggiungerà. Davanti al cliente, non sballare tutta la quadreria. Mostra due pezzi, tre pezzi, come il gioielliere esibisce due collane, tre collane. Dudreville suggerisce: un pezzo solo. [...] Quando tu mostri un quadro, trattalo con riguardo non esagerato, ma ben stabilito. Cerca pacatamente la luce, avessi tu alle spalle, sull'attenti, lo Scià di Persia. Il disprezzo che mostri all'opera tua ricadrà su di te. All'ammiratore che ammira e non guarda, fa ben vedere che tu guardi senza ammirare. Mentre egli ciancia e fa le giravolte, tu guarda l'opera tua. Mentre interroga, esclama, chiedi dell'altro, non rispondere e guarda. Capirà. La maggior villania che si possa fare ad un'opera, presente 1'autore, è di non dirne niente. Si deve assolutamente dirne qualcosa purchessia; perché chi mostra obbliga, ed ha diritto a questo purchessia. Se il cliente dice: «Tornerò con mia moglie», è un cliente perduto. [...] Di' pure al cliente di provincia che un quadro non basta pagarlo; bisogna capirlo, meritarlo. [...] Non invitare mai a visitar lo studio un cliente digiuno, o che digerisca male. Giudica dall'aspetto, dal sigaro. Boccioni osservava: «E' difficile in materia di quadri vendere il vino novello. Non vendi che vino vecchio, o di tre o quattro anni almeno». [...] Il numero di catalogo che le esposizioni lasciano incollato all'angolo della tela, ha un fascino per il cliente. E' il visto, il timbro, la ceralacca del passaporto. Conservalo. [...] C'è il cliente che se ne intende, e vuol rovistar lui. Nascondi nella pila, contro la parete, i rospi. Li troverà: scoprirà l'America. Conoscere un libro, un quadro, è come conoscere una donna: il piacere è in ragione diretta della resistenza vinta. [...] Si dice in Francia che nessun oggetto ode più sciocchezze di un quadro".
Gli aforismi riportati in questa pagina sono tratti da Il pittore volante, libro che consigliamo a tutti i lettori di aforismi (si trovano ancora delle vecchie edizioni nelle librerie specializzate in libri antichi e fuori commercio).
Anselmo Bucci
Il pittore volante
© Ceschina 1930 - Selezione Aforismario

A tutto si arriva, ma tardi, male e in parte. A vent'anni si esige la gloria. A trenta si spera la fama. A quaranta si attende un successo. Si ottiene una affermazione a cinquanta. E chi arriva a sessanta finalmente diviene una giovine speranza.

Al grande insuccesso tutti resistono. Sovrumano è resistere al piccolo successo.

Ama soltanto quello che non sai fare.

Chi disprezza il prossimo si preoccupa già troppo del prossimo.

Chi si uccide, offende i vivi perché li disapprova.

E allora il Signore chiamò Eva e le disse: − Tu guadagnerai il tuo pane nelle Scuole nelle Banche e nelle Poste col sudore della fronte. E disse ad Adamo: − Tu partorirai con dolore Opere d'Arte.

Gli uomini sposano non perché vogliono ammogliarsi; ma perché le donne vogliono maritarsi.

Il suicidio è un gesto di impazienza, come l'omicidio del resto; vani entrambi come i loro perché.

In ogni giovane italiano all'estero c'è un Valentino che sonnecchia.

La furberia sta al talento come la saccarina allo zucchero.

La tua vita sia tessuta di delusioni piuttosto che di rimpianti.

La vita è come la bicicletta; sta su perché va.

La vita senza opere è tempo che passa. E il tempo che cos'è? Nulla. Tu misuri la tua vita con le opere tue.

L'amicizia più difficile da conservare è verso se stesso.

L'Amore è l'Arte di chi non ne fa.

L'arte d'oggi è il ricevimento dei servitori nel salotto dei padroni.

L'artista deve sbagliare con autorità.

Le donne sono architette. Cessano di amarti quando non possono più fare progetti.

L'Universo mi sembra la creazione di un umorista che abbia passato i limiti.
La tua vita sia tessuta di delusioni piuttosto che di rimpianti. (Anselmo Bucci)
Maledetta la sobrietà. Da noi si beve troppo poco spirito, per averne qualche traccia.

Meglio una donna bella in due, che una brutta da solo.

Nella vita artistica non si 'considera mai lo sforzo, ma sempre la riuscita. Il furbo imposta lo sforzo minimo per la riuscita massima; fa centro a tre metri; e poi mostra il cartone alla folla.

Non c'è perdita più amara di un pacchetto di sigarette non ancora aperto.

Non c'è successo senza infamia.

Non cercare le qualità che non sono in te; fa' dei tuoi difetti delle qualità.

Non diffidare dei cattivi, ma degli imbecilli; e, sopra tutto, dei buoni.

Non si può offendere un artista; lo si può tutt'al più insultare.

Ogni verità contiene in sé la sua perfezione; ogni menzogna anche.

Per vedere dove è il successo guarda dal lato dove guardan le donne.

Ridi della così detta spontaneità. Non c'è erba più spontanea dell'ortica. Spontaneamente, saremmo tutti cannibali.

Se l'uomo è un verme, io sono un verme solitario.

Se tu tradisci la cara donna lontana essa lo saprà, perché non le avrai scritto quel giorno. Se la cara donna ti tradisce tu lo saprai, perché riceverai da lei due lettere affettuosissime insieme.

Sola vera dolcezza è la stanchezza.

Vivi notoriamente nascosto.

Vivi, e lascia rubare.

Vuoi riuscire subito? Quattro modi: l. Piangere. 2. Minacciare. 3. Vantarsi. 4. I tre precedenti riuniti.

Libro di Bucci consigliato da Aforismario
Il pittore volante
Prefazione Orio Vergani
Editore Ceschina, 1930
(2^ e ultima edizione, 1956) 

Quando, nel 1930, il nascente Premio Viareggio fu assegnato ad un libro intitolato "Il pittore volante", l'autore premiato era del tutto sconosciuto al normale pubblico dei lettori. Il libro portava in copertina il nome del pittore Anselmo Bucci, che le sue noterelle, i suoi foglietti di taccuino, le sue greguerías, i suoi aforismi, prima che in volume era andato pubblicandoli in un periodico (Le Arti Plastiche, 1927/29) diretto da Vincenzo Costantini e diffuso solamente nel ristretto mondo dei pittori.

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