Ardengo Soffici - Frasi e aforismi

Selezione dei migliori aforismi e delle frasi più belle di Ardengo Soffici (Rignano sull'Arno 1879 - Forte dei Marmi 1964), pittore, poeta, scrittore e aforista italiano. Ardengo Soffici è noto sia come pittore sia come scrittore. La sua attività letteraria è ricca di testi di vario genere: poesia, narrativa, saggistica e aforistica. Ardengo Soffici pubblica la maggior parte dei suoi aforismi sulla rivista Lacerba (da lui fondata nel 1913 insieme a Giovanni Papini), in Giornale di bordo (1915) e Taccuino di Arno Borghi (1933).
Ardengo Soffici
Giornale di bordo
© Libreria della Voce 1915 © Vallecchi 1918 - Selezione Aforismario

− Ama il prossimo tuo come te stesso.
− Il primo prossimo è sé medesimo.
Benissimo. Cominciamo dunque con l'amar noi stessi.

Ammetto la preghiera come una conversazione esaltata con un proprio io superiore.

C'è della gente così ricca di realtà che nega tutto, sicura di non restar mai vuota. Poiché essa stessa è una vivente affermazione.

È forse meno difficile essere un genio che trovare chi sia capace di accorgersene.

È mia, o l'ho letta in qualche posto, questa verità?: Il più bel miracolo che abbia operato Iddio, è di aver fatto parlar di sé senza esistere. [1]

È seccante che le mogli si accorgano sempre dei difetti dei loro mariti soltanto quando hanno già un'amante.

Farmi vivere è la sola cosa che domando all'opera d'arte.

Il pubblico è una bestia che il genio mette in furore e che i critici ed altra gente mediocre pensano poi ad ammansire a poco a poco.

Il riso abbonda nella bocca degli intelligenti; quella degli imbecilli è piena di parole serissime.

Il solo uomo veramente degno di questo bel nome è l'artista. Meglio dello scienziato e del filosofo, egli conosce il mondo nella sua pienezza e bellezza, e meglio di loro sa goderne. − La felicità è una forma dell'arte.

In filosofia la cosa più difficile non è il trovare la verità ma che la verità trovata significhi qualche cosa.

Io: Tutti i più bassi istinti, ma buon gusto abbastanza per non metterli in piazza.

L'amore? La più bella occasione per ripetere con entusiasmo dei luoghi comuni.

L'eroe antico era quello che affrontava la morte: l'eroe moderno è colui che accetta la vita.

L'esperienza e l'amore. − Da quanto mai tempo si dice: − Senza te non potrei vivere, ancorché tante ripetute esperienze ci dimostrino che si può vivere benissimo?

L'unica cosa che si possa rimproverare alle donne pubbliche è d'essere generalmente anche delle donne oneste.

L'universo è una sfera il cui raggio è uguale alla portata della mia immaginazione.

La donna? Per certuni un buco, per altri un abisso.

La moglie e le scarpe se non si adoperano si guastano.

La parola Dio è un po' come la botte delle Danaidi. Più significativi vi si mette dentro e più è vuota.

La più bella prova di fiducia che un marito possa dare alla moglie è di regalar del becco [2] a destra e a sinistra senza timore di fare un po' ridere.

La sincera modestia è un'ipocrisia da grandi. Bisogna sentirsi ricchi, per confessare la propria miseria.

La tigna del vicino, se viene sul nostro capo la chiameremo forfora.

La verità è il porto morto dello spirito.

Letteratura. Come fanno i cani nelle notti di luna piena che ognuno resta seduto sulla sua aia abbaiando contro a tutti gli altri

Molta irritazione muscolare, una pallida amicizia e un po' di letteratura. − Ecco l'ordinaria ricetta dell'amore. Variate la dosatura ed avrete i differenti amori.

Non mi piace che la polizia s'immischi in cose amorose; ma semmai, nel caso di una donna colta in flagrante adulterio, si cominci coll'arrestare il marito. Nove volte su dieci la colpa è sua.

Ottimo servizio da rendere a un amico: − Allontanare da lui con tutti i mezzi possibili ogni occasione di fare il miserabile con noi.

Proverbio africano. − Dal momento che lo stesso universo è un miracolo, perché non si dovrebbe poter trovar una donna fedele?

Tutti gli amori finiscono così male che l'atto più profondamente amoroso è forse quello di non farsi amare da colui che amiamo.

Væ soli? [3] − Gloria, ai soli: sono i più forti! 

Val meglio, per lo sviluppo dello spirito umano, propagare e sostenere una menzogna nuova che ripetere una vecchia verità.

Non c'è migliore ottimista di chi si frega di tutto. (Ardengo Soffici)
Taccuino di Arno Borghi
© Vallecchi 1933 - Selezione Aforismario

Certa civiltà moderna potrebbe esser detta: la civiltà dello sciacquone.

I due odori più buoni e più santi son quelli del pane caldo e della terra bagnata dalla pioggia.

I grandi artisti prendon coraggio alla vista delle grandi opere, e si disanimano a quella delle cattive e pessime.

I mediocri e i pessimi, il contrario.

Il pensiero è disfattista; se non è quello dei grandissimi filosofi; ma allora è poesia.

La bellezza è il genio della donna: e la sua morale.

La vita non è filosofica: l'oggi trascorre, e domani il sole si leva anche se io nego la realtà dello spazio e del tempo.

Memento. Non una metafisica, ma un'iperfisica.

Non c'è migliore ottimista di chi si frega di tutto.

Ogni vero artista, per creare efficacemente, ha bisogno di credersi più grande di tutti i suoi compagni viventi. Ma non deve dirlo. Neanche a se stesso.

Questa nostra epoca difetta di stile perché difetta di unità spirituale. Qui sta la tragedia del nostro tempo rispetto ad altri della storia più felici.

Una civiltà senza arti sarebbe una vasta azienda, e la sua storia un bilancio.

Libri di Soffici consigliato da Aforismario
Giornale di bordo
Editore: Vallecchi, Firenze, 1948

Ogni volta che pigli la penna in mano, tu ti prepari a far della letteratura, tranne quando tu la prendi per scrivere alla tua amante o al tuo amico, − se sei un uomo. Il tuo libro, tu lo sai, dovrebbe essere scritto con lo stesso stile di quelle lettere; ma tutti ti accuserebbero di non rispettare l'arte. L'arte deve dunque essere necessariamente un po' falsa − un artificio, in fondo − per piacere agli altri. Perché gli altri non ti amano. Se ti amassero capirebbero la tua delicatezza, e sarebbero offesi ogni volta ti cogliessero al balzello della frase ben tornita, o della parola elle scolpisce e colorisce altrimenti che per la forza interna della tua passione messa in geroglifici. Anche sono guasti da pregiudizi tradizionalistici: chiamano stile la maniera di esprimersi particolare di questo o quello reputato grande, e non capiscono che basta esser vivi per esser perfetti. Così, tu hai bisogno di lettori nuovi, cordiali, amorosi che sappiano leggere fra le linee del tuo scritto: di lettori liberi da preconcetti; sensibilissimi. Ma questi lettori, probabilmente, non gli troverai, e ti converrà esser falso se vuoi piacere, o oscuro e vilipeso se vuoi esser sincero. Sii sincero lo stesso. I lettori, tuoi, verranno o non verranno. − Forse verranno.

Taccuino di Arno Borghi
Editore: Vallecchi, Firenze, 1933

Tutto ciò che è del genio è sacro. I ritagli, le briciole, gli spurghi e resti, gli aborti. Posto che Dante o Leopardi avessero scritto in un momento oscuro della loro vita geniale qualche inezia o stupidità, le loro inezie e stupidità non sarebbero quelle del letterato O., P., M.; ma ancora dantesche o leopardiane. Come quelli della seta, che son pur sempre seta: cascami aurei del loro genio. Il genio consiste nel dar la chiave della propria grandezza, alla quale va poi accordato tutto quanto uno fa, pensa o scrive. Ciò spiega il fervore col quale un amatore d'ingegno o di gusto fa tesoro anche dello sgorbio di un sommo artista, della nota insulsa di un eccellente poeta.

Note
  1. Forse Ardengo Soffici si riferisce al celebre aforisma di Baudelaire: "Dio è l'unico essere che per regnare non ha nemmeno bisogno di esistere".
  2. Becco: caprone, montone; con riferimento alle corna, si chiama "becco" il marito tradito.
  3. Væ soli: locuzione latina che significa "guai ai soli".
  4. Vedi anche aforismi, frasi e citazioni di: Domenico GiuliottiGiovanni Papini - Italo Tavolato

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