Pavone - Aforismi, frasi e proverbi

Raccolta di aforismi, frasi, favole e proverbi sul pavone e sul pavoneggiarsi. "Pavone" è il nome di due specie di grandi uccelli appartenenti al genere Pavo (il pavone mutico e il pavone comune o crestato). I pavoni sono noti per la bellezza del piumaggio, particolarmente evidente quando il maschio, durante il corteggiamento, fa la ruota, cioè solleva le penne per mettersi in evidenza davanti alla femmina. Per questa sua caratteristica di "fare la ruota" e per la sua tipica andatura impettita, il pavone è diventato simbolo di vanità e di superbia. Da qui il termine "pavoneggiarsi", che significa assumere un atteggiamento altero e vanitoso, cercare ostentatamente l’ammirazione degli altri o mostrare eccessivo compiacimento di sé.
Come introduzione riportiamo un brano di Bertrand Russell tratto da La conquista della felicità (1930), nel quale, parlando di autostime e invidia, Russell fa riferimento proprio alla coda del pavone: "Per parte mia, credo non si siano ancora presi abbastanza in considerazione i vantaggi che potrebbero derivare ai ragazzi da un'educazione intesa a inculcare in loro la sicurezza della propria personalità. Non credo che un pavone invidi la coda di un altro pavone, poiché ogni pavone è persuaso d'avere la coda più bella del mondo. La conseguenza di ciò è che i pavoni sono uccelli pacifici. Immaginate quanto sarebbe infelice la vita di un pavone se gli avessero insegnato che non si deve avere una buona opinione di sé stessi. Ogni qualvolta gli capitasse di vedere un altro pavone fare la ruota, penserebbe tra sé: «Non devo immaginare che la mia coda sia più bella di quella, perché sarei un presuntuoso, ma come vorrei che lo fosse! Quell'odioso uccello è così convinto della sua bellezza! Devo strappargli qualche penna? Allora, forse, non avrei più da temere un confronto con lui». O forse gli tenderebbe un tranello per poterlo incolpare di malvagità e denunciarlo quindi come indegno all'assemblea degli anziani. Gradatamente stabilirebbe il principio che i pavoni dotati d'una coda particolarmente bella sono quasi sempre malvagi e che nel regno dei pavoni un governante saggio darebbe la palma all'umile pavone dalla coda spennacchiata. Una volta riuscito a far accettare questo principio, farebbe mettere a morte tutti gli uccelli più belli, di modo che una coda realmente magnifica finirebbe col diventare uno sbiadito ricordo del passato. A queste vittorie può giungere l'invidia quando si camuffa da moralità. Ma là dove ogni pavone si crede il più bello di tutti, non nasce il bisogno di questa repressione. Ogni pavone è certo di vincere il primo premio del concorso, e ognuno, poiché apprezza la sua pavonessa, crede di averlo vinto".
Su Aforismario trovi altre raccolte di citazioni correlate a questa sui cigni, i polli, le oche, la vanità e i vanitosi.
Tutti i piccoli si pavoneggiano; i grandi si curano meno della propria grandezza.
(Voltaire)
1. Pavone
© Aforismario

L’ondeggiare dei pavoni, il loro grido: ballerine squittenti.
Elias Canetti, La provincia dell'uomo, 1973

I letterati, e soprattutto i poeti, sono come i pavoni, ai quali si getta nella gabbia qualche misero granello per vederli fare la ruota, mentre galli, polli, oche e tacchini razzolano nell'aia in libertà e si riempiono il gozzo a loro piacimento.
Nicolas de Chamfort, Massime e pensieri, 1795 (postumo)

Come al solito, si pavoneggia di modestia.
Carlo Dossi, Note azzurre, 1870/1907 (postumo 1912/64) [1]

Lo stridere del pavone = il lamento della vanità.
Carlo Dossi, Note azzurre, 1870/1907 (postumo 1912/64)

L’aspetto del pavone è magnifico alla vista, ma il pavone non sa di essere bello o brutto.
Kahlil Gibran, Segreti del cuore, 1947 (postumo)

Lo stesso portamento e l'andatura del cigno, o del tacchino, o del pavone, mostrano quale alta idea questi animali abbiano di sé stessi, e il loro disprezzo per tutti gli altri. E, cosa ancor più notevole, in queste due ultime specie di animali l'orgoglio accompagna sempre la bellezza.
David Hume, Trattato sulla natura umana, 1739

Ci sono pavoni che hanno solo la loro bellezza, infastidiscono con il loro canto e distruggono i luoghi in cui abitano.
François de La Rochefoucauld, Riflessioni varie, XVII sec. (postumo 1863)

In questo vizio [della vanagloria], si legge del pavone esserli più che altro animale sottoposto, perché sempre contempla in nella bellezza della sua coda, quella allargando in forma di ruota, e col suo grido trae a sé la vista dei circostanti animali. E questo è l'ultimo vizio, che si possa vincere.
Leonardo da Vinci, Codici, XV-XVI sec. (postumo)

Taluni pavoni nascondono a ogni sguardo la loro coda − e chiamano ciò la loro superbia.
Friedrich Nietzsche, Al di là del bene e del male, 1886

Laudato pavone superbior.
[Più superbo di un pavone lodato].
Ovidio, Metamorfosi, I sec.

Ricordatevi che le cose più belle del mondo sono le più inutili: i pavoni e i gigli, per esempio.
[Remember that the most beautiful things in the world are the most useless: peacocks and lilies, for instance].
John Ruskin, Le pietre di Venezia, 1853

Non credo che un pavone invidi la coda di un altro pavone, poiché ogni pavone è persuaso d'avere la coda più bella del mondo. La conseguenza di ciò è che i pavoni sono uccelli pacifici.
[I do not believe that any peacock envies another peacock his tail, because every peacock is persuaded that his own tail is the finest in the world. The consequence of this is that peacocks are peaceable birds].
Bertrand Russell, La conquista della felicità, 1930

Un pavone che riposa sulle sue piume non è altro che un normale tacchino.
Anonimo

Taluni pavoni nascondono a ogni sguardo la loro coda
e chiamano ciò la loro superbia. (Friedrich Nietzsche)
2. Pavoneggiarsi
© Aforismario

Chi ha dello spirito non cerca di ostentarlo: non ci pavoneggiamo degli ornamenti che indossiamo tutti i giorni.
Charles-Louis de Montesquieu, I miei pensieri, 1716/55 (postumo 1899/01)

San Gregorio Nazianzeno [2] dice che il pavone, lanciando il suo verso quando fa la ruota e sfoggiando il suo piumaggio, eccita grandemente le femmine che l’ascoltano: quando si vede un uomo pavoneggiarsi, azzimarsi e venire a far vezzi, a sussurrare e a indugiare all'orecchio di una donna o d’una fanciulla, senza l’intenzione di un giusto matrimonio, ah! senza dubbio è solo per indurla all'impudicizia; e la donna onorata si tapperà gli orecchi per non udire il grido di quel pavone e la voce dell’ammaliatore che la vuole astutamente incantare: se ella l’ascolta, oh Dio!, quale cattivo augurio sarebbe della futura rovina del suo cuore!
François de Sales, La filotea, 1609

L'affettazione di una qualità e il pavoneggiarsi con questa costituiscono una confessione spontanea della sua mancanza.
Arthur Schopenhauer, Parerga e paralipomena, 1851

La storia della letteratura mostra, senza eccezione, che coloro i quali hanno scelto come loro fine l'avere realmente intuizioni e conoscenze sono rimasti misconosciuti e abbandonati, mentre coloro che si sono pavoneggiati con la sola loro parvenza, hanno avuto l'ammirazione dei contemporanei, insieme con gli emolumenti.
Arthur Schopenhauer, Parerga e paralipomena, 1851

Tutti i piccoli si pavoneggiano; i grandi si curano meno della propria grandezza.
Voltaire, Dizionario filosofico, 1764

Favole sul Pavone
Un pavone prendeva in giro una gru, criticando il colore di lei e dicendo: «Io sono vestito d’oro e di porpora, mentre tu non porti niente di bello sulle tue ali». Gli rispose quella: «Io però canto vicino alle stelle e volo ad altezze sublimi; tu invece devi camminare in basso, in mezzo alle galline come un gallo». È meglio essere illustre sotto un vestito povero che vivere oscuro andando orgoglioso della propria ricchezza.
Esopo, Il pavone e la gru, Favole, VI sec. a.e.c.

Gonfia di vana superbia, una cornacchia raccolse le penne che andava perdendo un pavone e si abbellì. Poi, deridendo i suoi pari, s’intrufolò in una bella schiera di pavoni. A quella spudorata, i pavoni tolgono le penne e con i becchi la mettono in fuga. Afflitta e mal ridotta, la cornacchia tenta il ritorno tra i suoi. Da questi allontanata, subì uno sgradevole rimprovero. Poi, una di loro che prima era stata derisa: «Se tu fossi rimasta tra noi e ti fossi accontentata di quanto la natura ti aveva accordato non avresti subìto quell'affronto né ora la tua sventura sperimenterebbe questo rifiuto».
Fedro, La cornacchia superba e il pavone, Favole, I sec.

Il pavone si recò da Giunone mal sopportando che non gli fosse stato attribuito il canto dell’usignolo: quello suscita l’ammirazione di tutti gli uccelli, mentre lui è schernito appena fa sentire la sua voce. E la dea, per sollevarlo, rispose: «Ma tu lo superi in bellezza e in grandezza; dal tuo collo rifulge lo splendore dello smeraldo e apri con piume variopinte la gemmea coda». «A che cosa mi giova» rispose «una bellezza muta se sono vinto nel canto?» «Il potere divino vi ha assegnato le parti: a te la bellezza, all'aquila la forza, all'usignolo il dolce canto, al corvo la profezia, alla cornacchia i presagi favorevoli; e tutti sono contenti delle loro doti. Non pretendere ciò che non ti è stato dato, perché la speranza delusa non diventi lamento».
Fedro, Il pavone a Giunone riguardo alla propria voce, Favole, I sec.

Proverbi sul Pavone
  • Al pavone manca la voce dell’usignolo.
  • Al pavone piace solo la sua coda.
  • Chi è nato pavone resta pavone anche senza le penne.
  • Il pavone non pensa che alla sua coda.
  • Il pavone presto` le penne al corvo, ma non le regalo` .
  • L’orgoglioso fa la ruota come il pavone.
  • La cornacchia si fa bella con le piume del pavone.
  • Lo spirito fiero, il pavone e il cavallo sono i tre animali più alteri della terra.
  • Quando si sente lodato il pavone fa la ruota.
  • Quel che la natura ha negato al pavone nella testa, glielo ha dato nella coda.
  • Un signore senza reputazione è come un pavone senza coda.
  • Una donna vanitosa, è mezz'oca e mezzo pavone.
Angelus est pluma, pede latro, voce gehenna
[Il pavone è un angelo per le penne, ha il piede di ladro e voce d’inferno].
Detto medievale

Note
  1. Come al solito, si pavoneggia di modestia: la frase di Carlo Dossi è riferita ad Alessandro Manzoni.
  2. Gregorio Nazianzeno: chiamato anche Gregorio il Teologo (329-390 circa), è stato un vescovo e teologo greco antico.
  3. Vedi anche aforismi, frasi e citazioni su: Galline e Polli -  CignoOche - Vanità e Vanitosi

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