Ugo Bernasconi - Aforismi e Parole alla buona gente

Selezione dei migliori aforismi e delle frasi più belle di Ugo Bernasconi (Buenos Aires 1874 - Cantù 1960), pittore, scrittore e aforista italiano. Gli aforismi di Ugo Bernasconi riportati qui di seguito sono tratti da due raccolte postume: Parole alla buona gentePensieri ai pittori.
Ugo Bernasconi
Parole alla buona gente
ca. 1933 (postumo 1987) © Can Bianco - Selezione Aforismario

Benché il pubblico ci si confonda volentieri - altra cosa è il grand'uomo, e altra l'attore che recita bene la parte di grand'uomo.

C'è il mistero, ma c'è anche luce nel mondo. La stessa tenebra non è tenebra che di fronte al raggio che la circoscrive.

C'è una sol cosa al mondo che non inganna mai: − le apparenze.

Chi fa il pessimista sull'uomo si accaparra più facilmente gli animi. Per ciò che il suo pessimismo lascia sospettare chissà a quali altezze egli poggi.

Chi non seppe esser giovine non sa esser vecchio.

Chi si fa vanto de' suoi cattivi sentimenti cerca con quelli di nascondere i pessimi.

Ci sono lodi che valgon più di qualunque biasimo a farci rimordere del peccato commesso.

Conoscono poco le donne gli uomini che ne han godute molte. Non sono i beoni i migliori giudici del vino.

Fede e Speranza fanno tutt'uno: non può sperare chi non crede in nulla, né si può credere se non sperando.

Forse a forza di cattive fortune, il destino ti tempra a sostenere la buona.

Gli uomini d'azione sono ripagati di maggior grido che non gli uomini di pensiero. Ed è giusto, perché corrono il rischio maggiore.

Ha già il senso del profondo chi sa di essere superficiale.

Il peggio degli spiriti frivoli è che voglion sempre discorrere delle cose serie.

Il torto è di mettersi a giudicare dell'amore con l'animo del cinico; a giudicar della religione con l'acredine del miscredente: il che presuppone di aver già un giudizio bell'e fatto - un pre-giudizio. Allora l'amore è una malattia; la religione non è che superstizione.

Il tuo puzzo non t'offende.

Il vero castigo di chi compra le lodi è ch'egli finisce col credere alle lodi pagate.

In generale credono di lavorare per mangiare. Invece si mangia per lavorare. Il gusto dell'uomo non è di rimpinzarsi, ma di fare. Sentirsi nel mondo una forza efficiente.

La prima prova di buon senso è nel non pretendere di risolver tutto col buon senso.

La più amena trovata dell'intellettualismo è di pigliarsela con l'intelletto

La vera forza di volontà non va mai disgiunta da perspicacia; perché per persistere nel volere, bisogna sapere ciò che si vuole; e per ciò, veder chiaro in sé e nelle cose.

Le donne generalmente non negano i loro difetti. Solo li designano con nomi di virtù.

L'amore spesso non è ricambiato, ma l'odio sempre.

L'importante non è di avere tante idee, ma di viverne una.

L'incremento che la scienza porta al nostro potere è troppe volte annullato dall'aumento concomitante della nostra presunzione.

L'intelligenza non può non voler capire. Intendere le ragioni dell'avversario, per poter intender quelle della nostra avversione.

L'unica innocenza possibile all'uomo è di sentirsi colpevole.

L'uomo avendo avuto il dono dell'intelletto ha avuto insieme il carico di non doverne mai prescindere.

Mala curiosità intellettuale voler fiutare dove si sa che c'è il puzzo.

Meglio ci guarisce il medico che ci fa vedere anche la sua piaga.

Molte volte non tanto il conseguito giova, quanto lo sforzo fatto per conseguirlo.

Non cercarsi, − fare. Solo creando potrai trovare te stesso.

Non solo si può aver torto pure essendo logicissimi, e sia pure partiti da presupposti accettabilissimi; ma si è nel torto proprio perché si vuol guadare con la logica anche là dove la logica non fa più piede.

Odiare è dar troppa importanza all'odiato.

Ogni cuore ha il suo spavento.

Parere non è essere: ma per essere bisogna anche parere. Nulla contribuisce tanto a fare il monaco quanto l'abito.

Peggio che il non aver pietà dei mali altrui, − l'impietosire sui propri mali.

Più lega gli amanti il vincolo delle pene comuni che non quello dei piaceri.

Proprio chi vuol conservarsi ottimista, cioè fidente e fattivo, ha da rigettar dal cuore ogni falsa dolciura. Ché falsità non genera che delusione - e la delusione pessimismo.

Quando un lievito di bene ti è entrato in un solco dell'anima, tutte le altre parti ti si sollevano insieme.

Tale che non è riuscito ad esser genio, si rassegna a fare il santo.

Tutte le grandi passioni sono passioni infelici. Solo l'ostacolo fa inalberar l'onda.

Una delle maggiori prove del valore intrinseco di un uomo è nella qualità della donna che si è prescelta. Perché tale scelta è fatta dall'intimo istinto da cui diramano l'altre virtù. Ne posson discendere infatti per la vita conseguenze senza fine.

Vero che la forza della pianta è nelle radici; ma ciò che a noi interessa è il frutto. E la stessa forza sotterranea la valutiamo in ragione di quel che dà nella luce.

Resiste al duro presente chi sente di avere per sé l'avvenire.
(Ugo Bernasconi - foto: Dorando Pietri, maratona di Londra, 1908)
Pensieri ai pittori
1910-1924 - Selezione Aforismario

Abbiti allievi. Sono lo specchio dei vizi del maestro.

Anche gli occhi vedono quel che la mente gli dice di vedere.

Chi è dilettante nella vita è mestierante nell'arte.

La bellezza ci è connaturale; perciò il nostro sobbalzo di gioia quando la riconosciamo. La bruttezza ci è coabituale; perciò non ce ne avvediamo mentre che ci affoga.

Non è vero che l'arte è fatta di puri attimi di ispirazione. (Non v'è nulla di "puro" nella messe dell'uomo). L'arte rispecchia tutto l'intelletto dell'uomo; co' suoi culmini d'intuito e col suo substrato di logicità.

Non disprezzare nemmeno il talento. (Dico anche il semplice talento dell'eseguire.) Chi ne ha, non disprezzi il dono di Dio. Chi poco ne ha − ben sa quanto gli sarebbe prezioso.

Quando avete perduto la virtù di tentare − avrete perduto anche la virtù di fare. Bisogna ritrovarsi ogni volta dinanzi alla tela bianca con l'anima nuova come la tela.

Voi non dovete dipingere ciò che vi sta davanti − ma ciò che vi sta dentro. Il modello che vi sta dinanzi agli occhi non deve servire che a suscitare un fantasma nella mente. Voi dovete dipingere quello. Artista è colui che dà alla sua immagine interna sempre la prevalenza sulla realtà esteriore.

Libro di Ugo Bernasconi consigliato
Parole alla buona gente
Curatrice: Clelia Martignoni
Editore: Can Bianco, 1987

Soltanto ora. a quasi trent'anni dalla morte, il "tempo galantuomo" e la grande tenacia di alcuni hanno fatto sì che gli aforismi di Bernasconi vedessero finalmente la luce. Non ci si illuderà beninteso che ciò regali fama ad autore tanto schivo e sottile, lontanissimo in vita e in morte da facili fortune. Ma vale di sicuro la pena di osservare con attenzione gli scritti finalmente usciti dal cassetto, che si raccomandano sia per l'intensità dello stile sia per la straordinaria acutezza dei contenuti.

Note
  1. Parole alla buona gente, a cura di Clelia Martignoni, Edizioni Can Bianco, Niccolai, Pistoia, 1987
  2. Ugo Bernasconi, Pensieri ai pittori, a cura di Vanni Scheiwiller, All'insegna del pesce d'oro, Milano, 1961

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