Cellulare e Smartphone - Frasi e battute divertenti

Raccolta di aforismi, frasi e battute divertenti sul telefono cellulare (detto anche telefonino), lo smartphone e gli SMS. L'invenzione del telefono cellulare risale al 1973, per opera dell'americano Martin Cooper. Da allora, il cellulare è diventato uno strumento di cui gli esseri umani sembra non riescano più a fare a meno, e i telefonino-dipendenti si sono andati moltiplicando di anno in anno in tutto il mondo. Lo smartphone, parola inglese che letteralmente significa "telefono intelligente", è un cellulare con capacità di calcolo, di memoria e di connessione dati molto più avanzate rispetto ai normali telefoni cellulari. I primi smartphone sono entrati in commercio nel 1993, oggi la maggior parte delle connessioni internet avviene proprio tramite smartphone e tablet.
Su Aforismario trovi altre raccolte di citazioni correlate a questa sul telefono, le telefonate e internet.
La solitudine, oggi, è un cellulare che non squilla mai. (Giovanni Soriano)
1. Cellulare / Smartphone
© Aforismario

L'uso dei cellulari farebbe regredire l'Alzheimer: lo afferma una ricerca finanziata da una nota azienda finlandese.
Stefano Andreoli e Alessandro Bonino (a cura di), Spinoza. Un libro serissimo, 2010

Lanciato Paperphone, il telefonino sottile come un foglio. Coglione, stai parlando con le istruzioni!
Stefano Andreoli e Alessandro Bonino (a cura di), Spinoza. Qualcosa di completamente diverso, 2012

Creatura recentemente apparsa ma ormai tristemente nota. Il suo dramma non è il cellulare, ma la dipendenza, cioè il non saper rinunciare al telefonino nei luoghi più improbabili e nelle situazioni più scomode. Per questa ragione è detto DDT, ovvero Drogato Da Telefonino. Ad esempio, il DDT è appena entrato nel bar e il cellulare trilla mentre sta bevendo un cappuccino. Il DDT continua a bere con la destra e risponde con la sinistra, oppure intinge il cellulare nella tazza e si attacca una brioche all'orecchio.
Stefano Benni, Bar Sport Duemila, 1997

Il DDT risponde in qualsiasi situazione, posizione, e occasione. La sua prerogativa è infatti "l'effetto Colt": non può sentire un trillo senza estrarre di tasca l'arma, vive sempre all'erta come un pistolero, risponde velocissimo non solo al trillo del suo cellulare, ma anche a quello del vicino, al trillo della cassa, ai trilli dei telefoni in televisione e, in campagna, anche al canto dei grilli.
Stefano Benni, Bar Sport Duemila, 1997

Un manager col telefonino entrò in una cabina telefonica e pianse di nostalgia.
Federico Bini (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Il telefono cellulare non serve solo per parlare con altri. Usato appropriatamente consente anche di parlare da soli ad alta voce per strada senza essere presi per matti.  
Carlo Bucci, La scatola azzurra, 2008

Sul mercato si trovano cellulari intelligenti. Alcuni sono persino più intelligenti dei loro proprietari.
Valeriu Butulescu, Aforismi, 2002

Si verificano pause per telefono, in ascensore, e succede il panico.
Pasquale Cacchio, Frantumi, 2010

Se chiediamo alle persone quali sono le tre cose più importanti che portano [quando escono di casa], a prescindere dalle culture, dal genere e dal contesto la maggior parte risponde: chiavi, soldi e cellulare, se lo hanno.
Jan Chipchase, TED, 2007

Il borghese rimpiange quel breve periodo in cui poteva distinguersi semplicemente parlando col telefonino mentre camminava per strada.
Paolo Costa, Aforismi borghesi, 2007

Il borghese conosce alla perfezione le tariffe praticate dal suo gestore di telefonia mobile.
Paolo Costa, Aforismi borghesi, 2007

Il borghese ascolta molta musica classica, specialmente quando riceve chiamate sul telefonino.
Paolo Costa, Aforismi borghesi, 2007

Il tempo libero, che una volta era un luogo in cui fare altre cose rispetto al lavoro, è un tempo intermittente che corre parallelo al lavoro. E il lavoro, con la reperibilità continua degli smartphone e dei tablet, entra anche nel tempo libero.
Roberto Cotroneo, su Sette, 2012

Non capisco perché, quando compro un telefonino cellulare, il giorno dopo ne esce uno molto più bello che costa la metà.
Giobbe Covatta, Dio li fa e poi li accoppa, 1999

Nel girone dei telefonatori eccessivi: tutta gente che col cellulare va alla ricerca della linea, e non appena la trova tenta di telefonare ma la comunicazione cade immediatamente. Sono condannati a non riuscire a dire per l'eternità neanche una parola al telefono, proprio come gli succedeva nella vita.
Giobbe Covatta, Dio li fa e poi li accoppa, 1999

Pendolini pieni di gente che telefona, che continua a dire soltanto: "Pronto, c'è la galleria! Mi senti? Ti volevo dire che... Pronto? C'è un'altra galleria..." Undici milioni e settecentomila lire di bolletta, solo per comunicare all'altro tutte le gallerie della linea.
Giobbe Covatta, Dio li fa e poi li accoppa, 1999

Moderna incomunicabilità: avere il cellulare scarico.
Liomax D'Arrigo, Pensierini... ovvero aforismi, 2011

Quando suona il telefonino mentre si sta a tavola, la colpa non è mai di chi ha telefonato ma sempre di chi ha lasciato il telefonino acceso.
Luciano De Crescenzo, I pensieri di Bellavista, 2005

Il telefonino ha qualcosa a che vedere con l'età. Fra quelli che hanno superato i settanta, è sempre più difficile trovare qualcuno che se lo porti in tasca acceso.
Luciano De Crescenzo, I pensieri di Bellavista, 2005

Se Napoleone avesse avuto il telefonino non avrebbe perso a Waterloo. Invece d'inviare il suo attendente (che poi fu ucciso per strada), avrebbe chiamato direttamente il maresciallo Grouchy.
Luciano De Crescenzo, I pensieri di Bellavista, 2005

Giulietta e Romeo non si sarebbero suicidati se avessero avuto un telefonino. Giulietta avrebbe avvisato Romeo che non era morta, ma che fingeva solo di esserlo.
Luciano De Crescenzo, I pensieri di Bellavista, 2005

I telefonino-dipendenti sono tutti sintonizzati in modo autoreferenziale sul loro cellulare, non lo abbandonano mai, nemmeno per un istante, lo usano ogni giorno come lo strumento prioritario della comunicazione con gli altri, lo tengono sempre acceso e non possono non inviare almeno qualche messaggino per colazione e qualche altro per cena.
Luciano Di Gregorio, Psicopatologia del cellulare, 2003 [3]

Il feticcio cellulare sta al posto dell'assenza della persona e della relazione reale che viene a mancare.
Luciano Di Gregorio, Psicopatologia del cellulare, 2003

La telefonata fatta o ricevuta con il cellulare in pubblico, in cui si mostra, anche distrattamente, la propria intimità agli altri, è una conquista di visibilità a buon mercato: solo il costo di una telefonata fatta dal telefonino.
Luciano Di Gregorio, Psicopatologia del cellulare, 2003

Possedere un telefonino, tenerlo sempre acceso, significa immaginare di avere tutto sotto controllo, di possedere qualcuno, e di poterlo in seguito lasciare quando si vuole, per esempio, non chiamandolo più e spegnendo il cellulare.
Luciano Di Gregorio, Psicopatologia del cellulare, 2003

Sembra che il cellulare, ancor più del telefono fisso, abbia reso possibile la trasformazione dell'assenza di qualcuno in una presenza anche assidua e abbia risolto la questione della separazione e della distanza trasformandole in contatto, calore e vicinanza.
Luciano Di Gregorio, Psicopatologia del cellulare, 2003 [3]

In Italia circola il più alto numero di telefonini al mondo. La statistica dice che in Belgio, per esempio, ci sono tre persone per ogni apparecchio. Da noi, chiunque, anche i bambini, ha almeno tre numeri di telefono. Non ho alcuna intenzione di fare della morale sulla questione. Mi infastidisce semmai di avere al momento soltanto due cellulari attivi, perché il terzo me lo hanno fregato in palestra.
Gioele Dix, Manuale dell’automobilista incazzato, 2007

Quando si dice “il cellulare”, tutti pensano a una cosa soltanto. soltanto. Se si eccettuano forse quei nostalgici delle lotte studentesche anni Sessanta, che ricordano come la polizia lo usasse più che altro per trasferirli in galera, senza nemmeno preavvertirli con una telefonata.
Gioele Dix, Manuale dell’automobilista incazzato, 2007

Sarà possibile utilizzare i telefonini e i tablet anche in volo. Non sia mai che l'areo dovesse cadere senza poterlo condividere con tutti!
Paolo Dune, Al di qua dell'aldilà, 1998-2016

La Apple ha lanciato da poco l’iPhone, che è una combinazione di un iPod e un telefono. La Microsoft cerca di raggiungere la Apple, ma non ce la fa mai. Per esempio, per contrastare l’iPhone, la Microsoft ha tirato fuori questa combinazione tra telefono e ferro da stiro, ma non funziona: “Pronto? Aaahhh!! Come stai? Aaahhh!! Aspetta, ho un’altra chiamata. Aaahhh!!”
Craig Ferguson (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

L'uomo moderno è quasi sempre volgare perché vuol essere diverso da quello che è e cercando in tutti i modi di far dimenticare la propria animalità finisce per sottolinearla. Lo si vede bene osservando una persona in strada che parla al telefonino: sembra una scimmia vestita e ammaestrata. Il gap fra l'altissimo contenuto tecnologico dell'oggetto, che può essere considerato un elemento dell'abbigliamento, e la cultura e l'antropologia di chi lo sta usando ne evidenzia il carattere animalesco.
Massimo Fini, Dizionario erotico, 2000

Secondo me gli italiani sono i maggiori acquirenti di telefonini, e non è vero che tutti quelli che hanno il telefonino sono imbecilli. È che tutti gli imbecilli hanno il telefonino.
Giorgio Gaber, in Guido Harari, Quando parla Gaber, 2011

Non c'è dubbio che, da un punto di vista psicologico, il cellulare è un regolatore e un moderatore dell'angoscia di separazione, determinata non solo dalla lontananza fisica, ma soprattutto da quella più intollerabile di natura sentimentale che nasce dai vissuti di mancanza e di perdita del contatto con l'altro.
Umberto Galimberti, I miti del nostro tempo, 2009 [2]

"Pur avendo il cellulare sempre acceso non mi chiama e non mi scrive nessuno, quindi sono nessuno." I sentimenti non hanno mediazioni razionali, il loro modo di procedere è da cortocircuito. Le conclusioni arrivano presto. E allora mettiamoci noi a telefonare, a chattare, a scrivere mail, non perché abbiamo davvero qualcosa da dire, ma per soddisfare un bisogno di sicurezza incrinato, da ricostruire con contatti continui, per non dire compulsivi. Non tolleriamo la distanza, non sopportiamo l'assenza, viviamo come dono degli altri, come loro concessione, in uno stato di dipendenza parziale o totale, che la dice lunga sul nostro stato infantile e sulla nostra mancanza di autonomia.
Umberto Galimberti, I miti del nostro tempo, 2009 [2]

Acceso o spento che sia, il cellulare non ci dà scampo. Se chiamiamo vuol dire che non sappiamo più attendere e, nell'attesa, pensare ed elaborare, se rispondiamo siamo in ogni momento alla mercé degli altri, se spegniamo il cellulare dobbiamo prima o poi giustificarci. Come ognuno può constatare non siamo più liberi, non abbiamo più chance. Non disponiamo più del nostro tempo per pensare le nostre risposte perché dobbiamo darle subito e di corsa, non abbiamo più la possibilità di interiorizzare i nostri amori perché, se non chiamano, è già subito abbandono. Non sappiamo più stare soli con noi per più di un'ora, e così la nostra interiorità si impoverisce.
Umberto Galimberti, I miti del nostro tempo, 2009 [2]

Un tempo chi parlava da solo ad alta voce in strada era considerato un pazzo. Oggi quanti si comportano in questo modo sono considerati persone molto impegnate. Per loro il cellulare è la spina che li tiene legati al mondo, e così perdono il mondo circostante e soprattutto il loro mondo interiore.
Umberto Galimberti, I miti del nostro tempo, 2009 [2]

Oggi i ragazzi vanno agli esami col videofonino e tutto va bene. Ai nostri tempi non potevi andare col telefono a scuola. Intanto si vedeva il filo…
Giuseppe Giacobazzi (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Vivere senza telefono cellulare, si può immaginare il tormento?
Françoise Giroud, La voce del mondo, 1999

Non si capisce perché persone laconiche e monosillabiche davanti al proprio fedele cellulare si attardino in arabescate e pedanti descrizioni di ogni sciocchezza che passa loro per la mente.
Mario Grasso, Manager lavate l'insalata, 2007

I telefonini. Io ho paura di queste cose qua. Quando sugli aerei ti dicono "Spegnete il telefonino", vuol dire che ci sono delle onde che possono intercettare, non so, il flusso del carburante al motore e può cadere l'aereo. Non ci sarà più bisogno del terrorista con il mitra sull'aereo. Arriva con un cellulare e dice: "Fermi dove siete o faccio un'interurbana che vi ammazzo tutti! ".
Beppe Grillo, Tutto il Grillo che conta, 2006

Utilità è quando hai un telefono, lusso è quando ne hai due, opulenza è quando ne hai tre... e paradiso è quando non ne hai nessuno.
Doug Larson [1]

C'è gente che vive aggrappata al cellulare. I maschi soprattutto. Che fanno qualsiasi cosa col telefonino. Dall'amore alla cacca. Ebbene sì. Da una recente indagine sociologica mi risulta che almeno l'80% degli utenti maschi usi il telefonino in bagno. È vero che gli amici si vedono nel momento del bisogno ma non pensavo così alla lettera.
Luciana Littizzetto, Col cavolo, 2004

I cellulari sono l'unica cosa che gli uomini sono fieri d'avere piccolo.
Luciana Littizzetto, Col cavolo, 2004

Vogliamo parlare dei caricabatteria dei telefonini? Io ne avrò 36. Ogni telefono c’ha il suo. Chi ce l’ha tondo, e chi ce l’ha quadrato, e chi con lo spinotto piccolo e chi col buco grande. Ma vi rendete conto o no che per ingrossare le vostre tasche ci tirate tutti scemi? Fatene uno universale che vada bene per tutti i buchi. D’altronde la natura insegna. Pensa se le donne dovessero cercare il maschio dotato di spinotto giusto per ognuna. Sarebbe una follia. I maschi hanno un caricabatteria universale. E noi donne non abbiamo mai fatto un plissé. Mai una rimostranza alla direzione generale.
Luciana Littizzetto, La Jolanda furiosa, 2008

Non sopporto i cellulari che scattano fotografie. Non solo continuo a farmi foto alle orecchie, ma adesso lo scocciatore con la macchina fotografica e l'idiota col telefonino si sono fusi in una sola persona!
Daniele Luttazzi, Bollito misto con mostarda, 2005

Il telefonino non mi serve per fare foto o navigare in Internet. Mi serve solo per telefonare. Di un cellulare mi interessano i fondamentali: che suoni in momenti inappropriati, che interferisca con le strumentazioni aeree e che mi dia un tumore al cervello. Quando usi il telefonino, dopo un po' cambi orecchio. Non vuoi solo un tumore. Ne vuoi un altro che faccia pendant.
Daniele Luttazzi, Bollito misto con mostarda, 2005

Le chiedo il suo numero di cellulare. Lei mi dice: - No, dammi tu il tuo, ti chiamo io. - Ora: gli esperti sanno bene che questa frase è l'anticamera della buca. Se le dai il tuo numero, stai pur certo che non ti richiamerà mai più per il resto dei tuoi giorni. E anche di più. Ma in questi casi c'è una contromossa: il gambetto Califano, dal nome del suo inventore [...]. Ti chiede il numero per non darti il suo? Tu non devi fare altro che dirle: - Ma come? Una donna bella e importante come te chiama lei per prima? - È il gambetto Califano. Ed è infallibile.
Daniele Luttazzi, Bollito misto con mostarda, 2005

Si suppone che il telefono in macchina occorra a un manager superimpegnato in telefonate d’affari. Lasciamolo credere. Meglio tener segreto che serve soprattutto per le chiamate di mamma.
Gianni Monduzzi, Manuale per difendersi dalla mamma, 1991

I nuovi piccoli telefoni palmari che ti beccano ovunque sono strumenti formidabili per le mamme telematiche. Le onde hertziane si dimostrano un buon succedaneo del cordone ombelicale.
Gianni Monduzzi, Manuale per difendersi dalla mamma, 1991

Cellulare. Telefonino per comunicare tra microorganismi.
Orazio e Paolo, Cercopiteco ma non lo trovo, 1999

A volte ti sento così vicina... / A volte ti sento così lontana... / Certo che hai proprio un cellulare di merda!
Flavio Oreglio, Poesie catartiche, 2003

Il telefonino, con la sua litania «Io sono qui, tu dove sei?», è lo strumento tipico di una «comunicazione narcisista»: è indispensabile per essere sempre raggiungibili e per sentirsi nel cuore di una «rete» pulsante di parole e di messaggi. 
Willy Pasini, La vita è semplice, 1998

Il telefonino sta diventando un'espansione della nostra memoria: conserva ricordi, numeri, appuntamenti, immagini. Presto ci ricorderà anche se siamo stati vaccinati contro il morbillo o se abbiamo preso la pillola. Quando diventerà anche un sistema di pagamento conserverà i nostri dati fiscali e la traccia delle transazioni. Praticamente saprà tutto di noi. Sarà lo scrigno della nostra privacy. Perderlo sarà come perdere una parte di noi, del nostro passato e del nostro futuro. Senza cellulare saremo persi. 
Marco Pratellesi, su Corriere della Sera, 2008

All'inizio c'era Adamo. E dio disse: "Non è bene che l'uomo sia solo". Così creò il cellulare. Allora Adamo telefonò a Eva, ma trovò occupato.
Leo Ortolani, Rat-Man, 1989/...

Il telefono cellulare, o telefonino. La più grande invenzione dell'umanità dopo la ruota. Una scoperta che ha rivoluzionato il mondo. Il mondo senza pareti, senza muri, senza segreti. L'incomunicabilità che va a farsi fottere. Fine della privacy. Sappiamo tutto di tutti. 
Dino Risi, I miei mostri, 2004

Le rivoluzioni tecnologiche, in Italia, devono innestarsi su una caratteristica nazionale. Il telefonino, per esempio, è stato un successo formidabile perché ha stuzzicato prima il nostro esibizionismo (farsi belli); poi il nostro conformismo (ce l'hanno tutti!); infine il nostro familismo (papà chiama mamma, mamma chiama nonna, nonna chiama nipote, nipote chiama amico eccetera).
Beppe Severgnini, Manuale dell'uomo domestico, 2002

Ho una suoneria che riconoscerei tra mille. È incredibile, non ce l'ha nessuno. Perché è una suoneria normale.
Beppe Severgnini, Manuale dell'uomo domestico, 2002

La dipendenza sociale dal telefonino mostra la nostra inquietudine personale. Anzi, la nostra irrequietezza. Non ci bastano i luoghi, la compagnia, le attività. Vogliamo sentire altro, parlare con altri, essere altrove. Incontentabili.
Beppe Severgnini, Manuale dell'uomo domestico, 2002

L'associazione tra telefonino e cittadino italiano è uscita dal campo delle statistiche per entrare nel costume. Se chiude gli occhi e pensa all'Italia, un francese o un tedesco non vede un'immagine del Colosseo: vede un tipo che parla a voce alta, con la mano sull'orecchio.
Beppe Severgnini, La testa degli italiani, 2005

L'impressionante diffusione dei cellulari in Italia non è dovuta solo all'utilità, ma a una serie di sintonie successive col carattere nazionale. Il fenomeno è iniziato come forma d'esibizionismo («Io ce l'ho, e tu?»); è diventato una faccenda conformistica («Tu ce l'hai? Anch'io!»); poi una questione utilitaristica («Tutti ce l'abbiamo: è indispensabile!»).
Beppe Severgnini, La testa degli italiani, 2005

Il successo attuale [dei cellulari] dipende dalle tentacolari relazioni delle famiglie italiane. Anche i finlandesi - che possiedono, in percentuale, più cellulari di noi - sarebbero felici di usarli continuamente; ma non sanno a chi telefonare. Noi italiani, invece, lo sappiamo benissimo. Papà chiama mamma, mamma chiama figlio, figlio chiama amico, amico chiama collega, collega chiama conoscente, conoscente chiama fidanzata, fidanzata chiama sorella, sorella chiama genitori, genitori chiamano zii, zii chiamano nipoti, nipoti chiamano casa, e a casa c'è la mamma, che trova il papà mentre fa la coda in banca. Il cerchio è chiuso: si può ricominciare.
Beppe Severgnini, La testa degli italiani, 2005

Il telefono cellulare è un segno esteriore d'angoscia.
Pascal Sevran [1]

Uno smartphone è un giocattolo elettronico progettato per il bambino solitario nascosto dentro ognuno di noi.
Saurabh Sharma [1]

La solitudine, oggi, è un cellulare che non squilla mai.
Giovanni Soriano, Finché c'è vita non c'è speranza, 2010

Cellulare. O suonano troppo o non suonano affatto, entrambe le cose danno ansia e raramente c’è la giusta via che consente di considerarlo solo per quello che è: un oggetto comodo che, se usato con discrezione e cautela, può aiutarci in molte situazioni. In questo modo normalmente lo usano solo i padroni che lo lasciano acceso quando vogliono e rispondono solo a chiamate conosciute. Ormai i sottoposti non si riconoscono solo dalla busta paga e dal foglio ferie ma anche dalla disponibilità continua che devono avere davanti a quell'oggetto che trilla, che comanda, che dispone della loro vita. Chi è sempre reperibile o è un giovanissimo in cerca di avventure o è uno o una che conta poco.
Lina Sotis, Il nuovo bon ton, 2005

Una volta si chiamava telefonia mobile perché i primi telefonini erano più grandi di un armadio a quattro ante. Adesso si chiama telefonia mobile perché con una bolletta ci puoi comperare un punto vendita dell’Ikea.
Carlo Turati (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Oltre al tempo cambia anche lo spazio: se tutto è più veloce, tutto dev’essere anche piccolo. Quando eravamo bambini facevamo a gara a chi ce l’aveva più grosso. Da quando ci sono i cellulari si fa a gara a chi ce l’ha più piccolo. Ci sono ragazze che quando gli suona il telefonino prendono le ferie per cercarlo nella borsa.
Fabio Volo, Esco a fare due passi, 2001
Quanti sms ci sarebbero in meno
se si eliminassero tutti i messaggi con scritto: «ok»? (Francesco Piccolo)
2. SMS
© Aforismario

Ogni tanto mi sono appartato, e ho cominciato a spedire sms in quella formula inventata apposta alla nascita di questa forma di comunicazione, e cioè un frullato di ambiguità, sfacciataggine e pudore abilmente miscelati in modo tale che riesci a mandare sempre dei messaggi fortemente allusivi che potrebbero essere letti anche in modo per niente allusivo, e a seconda della risposta si arriva in fondo a una strada o all'altra, in fondo a «voglio scopa*** adesso gridandoti putt***» oppure «ci sentiamo presto, saluta tutta la famiglia»; tutt'e due partendo dallo stesso messaggio ambiguo-sfacciato-pudico.
Francesco Piccolo, Momenti di trascurabile felicità, 2010

Gli sms dopo le undici di sera che dicono: «dove sei?», che significano molto di più di quello che dicono.
Francesco Piccolo, Momenti di trascurabile felicità, 2010

Quanti sms ci sarebbero in meno se si eliminassero tutti i messaggi con scritto: «ok»?
Francesco Piccolo, Momenti di trascurabile felicità, 2010

Cerchi di telefonare a qualcuno con un po’ di apprensione, ma il cellulare è spento. Riprovi un sacco di volte. Poi mandi degli sms simpatici, poi degli sms allarmati. E poi finalmente, dopo un sacco di tempo, appare un sms di risposta. Finalmente. Lo leggi con quel sentimento misto di ansia e godimento. Ma è soltanto «di nuovo contattabile» In pratica, non hai fatto nessun passo avanti.
Francesco Piccolo, Momenti di trascurabile infelicità, 2015

Se qualcuno vi manda più di cinque «messaggini» al giorno è innamorato, è scemo, oppure non ha niente da fare nella vita. Regalategli un criceto, così la smette.
Beppe Severgnini, Manuale dell'uomo domestico, 2002

Note
  1. Fonte della citazione sconosciuta; se la conosci, segnalala ad Aforismario.
  2. Umberto Galimberti, I miti del nostro tempo, 2009 © Giangiacomo Feltrinelli Editore
  3. Luciano Di Gregorio, Psicopatologia del cellulare ©  Franco Angeli, 2003
  4. Vedi anche aforismi, frasi e citazioni su: Telefono - TelefonareInternet

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