Ergastolo - Frasi e citazioni sugli Ergastolani

Raccolta dei migliori aforismi e delle frasi più significative sull'ergastolo e sugli ergastolani. Il termine "ergastolo" deriva dal latino ergastŭlum, adattamento che deriva dal greco ἐργάζομαι "lavorare", e presso gli antichi Romani consisteva in una "casa di lavoro", cioè un edificio adibito per l’abitazione degli schiavi o dei condannati ai lavori agricoli. Tale significato del termine è stato in uso fino a non molto tempo fa, quando ancora per ergastolo s'intendeva un penitenziario destinato ai condannati a vita. Nel linguaggio odierno, per ergastolo s'intende la pena detentiva destinata a durare tutta la vita del condannato, con obbligo del lavoro e isolamento notturno. In Italia, la pena all'ergastolo è in qualche modo mitigata dalla possibilità concessa al condannato di essere ammesso alla libertà condizionale dopo avere scontato 26 anni di pena, qualora ne venga provato il ravvedimento.
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Qual è la reale differenza tra la camera a gas e l'ergastolo?
Entrambe mettono fine alla speranza. (Edward Bunker)
Ergastolo
© Aforismario

L'uomo d'onore in carcere lo distingui subito, ti dà quasi l'impressione di starci come in vacanza, "il carcere non ha mai mangiato nessuno" dicono, e sono convinti che ne usciranno; "ognuno di noi" mi ha confidato uno di loro "deve essere vestito come se da un momento all'altro potesse uscire libero a passeggiare per via Ruggiero Settimo". Guai a pensare per un solo momento che un ergastolo significa veramente un ergastolo.
Giorgio Bocca, L'Inferno, 1992

Non appena il cancello della cella e la porta esterna vennero chiusi, tutta la sua spacconeria venne oscurata da nubi di disperazione. Qual era la reale differenza tra la camera a gas e l'ergastolo? Entrambe mettevano fine alla speranza.
Edward Bunker, Animal Factory, 1977

Tutti portiamo in noi il nostro ergastolo, i nostri delitti e le nostre devastazioni. Ma il nostro compito non è quello di scatenarli attraverso il mondo; sta nel combatterli in noi e negli altri.
Albert Camus, L'uomo in rivolta, 1951

Il tempo psichico è un connotato personale, come il colore degli occhi o dei capelli, ma è anche una grandezza accidentale: basta confrontare la giornata di un venditore di detersivi a domicilio con quella di un ergastolano per capire come possa variare il tempo.
Luciano De Crescenzo, Il dubbio, 1992

Tra l'ergastolo in una cella puzzolente insieme a un ergastolano antipatico e un'iniezione letale, non avrei dubbi: meglio la pena di morte.
Luciano De Crescenzo, I pensieri di Bellavista, 2005

I tribunali infliggono l'ergastolo a chi non è folle o, come dice la legge, a "chi è in grado di intendere e volere". Ma che significato hanno queste due categorie "intendere" e "volere" in uso nell'Ottocento quando si pensava che le sofferenze psichiche fossero degenerazioni cerebrali che portavano alla demenza, "senile" se si era vecchi, "precoce" se si era giovani? Cento anni di psichiatria hanno dimostrato che tutti i cosiddetti "malati di mente" – siano essi schizofrenici, paranoici, maniaci – sono in grado di "intendere" e "volere", salvo quando la loro mente è obnubilata da una crisi che può durare un attimo, alcuni giorni, alcuni mesi.
Umberto Galimberti, I miti del nostro tempo, 2009

Che cosa vuol dire "infermità mentale" o addirittura "seminfermità mentale", che si è soliti addurre per evitare l'ergastolo? Nulla, proprio nulla. Perché "infermo" o "seminfermo" sono categorie che non appartengono neppure al repertorio medico, ma al linguaggio popolare in riferimento a chi ha problemi motori.
Umberto Galimberti, I miti del nostro tempo, 2009

Meglio condannare un trentenne a cinquant'anni di carcere che un ottantenne all'ergastolo. Mai togliere all'uomo la speranza.
Roberto Gervaso, La volpe e l'uva, 1989

Il primo furto non si scorda mai, / un vecchio ergastolano me l'ha detto, / si comincia quasi sempre dai pollai, / per fuggire con un pollo stretto al petto. 
Enzo Jannacci, Il primo furto non si scorda mai, 1965

Si potrebbe escogitare una condanna all'ergastolo aggravata dal prolungamento artificiale della vita.
Stanisław Jerzy Lec, Pensieri spettinati, 1957

Le punizioni che volessero essere davvero rieducative, dovrebbero prescindere dal codice. Andrebbero studiate caso per caso secondo la colpa in relazione alla personalità. Sicché per il medesimo reato si potrebbe comminare l'ergastolo o concedere l'assoluzione.
Alessandro Morandotti, Minime, 1979/80

Per quanto riguarda questa richiesta della pena, di come debba essere la pena, un giudizio negativo, in linea di principio, deve essere dato non soltanto per la pena capitale, che istantaneamente, puntualmente, elimina dal consorzio sociale la figura del reo, ma anche nei confronti della pena perpetua: l'ergastolo, che, privo com'è di qualsiasi speranza, di qualsiasi prospettiva, di qualsiasi sollecitazione al pentimento e al ritrovamento del soggetto, appare crudele e disumano non meno di quanto lo sia la pena di morte. 
Aldo Moro, Lezione alla Facoltà di Scienze politiche, Roma, 1976

Ci si può domandare se, in termini di crudeltà, non sia più crudele una pena che conserva in vita privando questa vita di tanta parte del suo contenuto, che non una pena che tronca, sia pure crudelmente, disumanamente, la vita del soggetto e lo libera, perlomeno, con sacrificio della vita, di quella sofferenza quotidiana, di quella mancanza di rassegnazione o di quella rassegnazione che è uguale ad abbrutimento, che è la caratteristica della pena perpetua. 
Aldo Moro, Lezione alla Facoltà di Scienze politiche, Roma, 1976

Quando si dice pena perpetua si dice una cosa estremamente pesante, estremamente grave, umanamente non accettabile. 
Aldo Moro, Lezione alla Facoltà di Scienze politiche, Roma, 1976

Come magistrato e come studioso ritengo che le stesse ragioni che militano a favore dell'abolizione della pena di morte portino a concludere per la giustificazione della soppressione dell'ergastolo. Si tratta di un complesso di motivazioni che si incentrano sul recupero del criminale come persona umana.
Piero Pajardi, Per questi motivi. Vita e passioni di un giudice, 1986

Mi rendo conto che proporre l'abolizione dell'ergastolo in un momento storico in cui se mai purtroppo si registrano qua e là voci contrarie di ripristino della pena di morte pare anacronistico. Ma lo spirito crociato, sanamente inteso, deve resistere alle suggestioni negative dei tempi e trovare la forza di affermare principi e di promuovere evoluzioni culturali determinando persuasioni evolutive.
Piero Pajardi, Per questi motivi. Vita e passioni di un giudice, 1986

La pena dell'ergastolo è per definizione «per sempre», cioè per tutta la durata della vita. Essa suona come una rinuncia aprioristica a sperare, un rifiuto in partenza ad ammettere l'ipotesi che il condannato si ravveda e meriti prima o poi, anche in un lontanissimo giorno la fiducia dei suoi fratelli. È questo, è puntualmente questo, che non è più accettabile alla luce di una crescita coscienziale del senso della vita, dei suoi valori e dei valori stessi della vita sociale.
Piero Pajardi, Per questi motivi. Vita e passioni di un giudice, 1986

Una fondamentale esigenza etica della società impedisce che si possa affermare in generale e aprioristicamente l'impossibilità di un recupero. Anche di fronte alla persona più deviante e più incallita, al cosiddetto mostro umano, a colui che presenta i più ristretti margini di speranza di ravvedimento, mai e poi mai è accettabile sul piano razionale e sul piano morale l'affermazione di massima negatoria in assoluto di una possibilità di conversione, di reinserimento sociale, di riconciliazione. Ciò sia pure, va detto altrettanto fermamente, alle imprescindibili condizioni di un pentimento sincero e catartico nonché di un'espiazione adeguata.
Piero Pajardi, Per questi motivi. Vita e passioni di un giudice, 1986

Si passi dunque al sistema del cumulo delle pene, anche quando questo comporta tempi di reclusione estremamente lunghi. Per quanto un tempo sia lungo esso è sempre determinato e deve esserlo. Ciò che importa è che non sia anche solo nominalmente «per sempre», un per sempre che dà tragicamente il senso del distacco definitivo e che non prelude ad un ritorno responsabile per il deviarne come per la società, la quale ultima giustamente lo ha condannato quanto giustamente deve prepararsi ad aiutarlo a salvare la sua vita e a salvare la sua anima.
Piero Pajardi, Per questi motivi. Vita e passioni di un giudice, 1986

Chi non ha provato la muraglia di una impossibilità fisica in cose che interessino tutta la vita (impotenza, dispepsia, dispnea, ergastolo, ecc.) non sa che cosa sia soffrire.
Cesare Pavese, Il mestiere di vivere, 1935/50 (postumo 1952)

Ergastolo. Lo sconto di una pena senza sconto.
Guido Rojetti, L'amore è un terno (che ti lascia) secco, 2014

Se un domani venisse sconfitta la morte, che eterna fregatura per quelli che stanno già scontando una condanna all'ergastolo!
Guido Rojetti, L'amore è un terno (che ti lascia) secco, 2014

[La noia], altrettanto che l'estremo opposto, la fame, può spingere gli uomini alle più grandi sfrenatezze: il popolo ha bisogno di panem et cìrcenses. Il severo sistema penitenziario di Filadelfia fa semplicemente della noia uno strumento di punizione, per mezzo della solitudine e dell'inattività; ed esso è così terribile, che ha già condotto gli ergastolani al suicidio.
Arthur Schopenhauer, Il mondo come volontà e rappresentazione, 1819

Chi si marita si condanna a vita.
Proverbio

Sposarsi è come ammazzare un uomo: minimo ti danno trent'anni (se no l’ergastolo).
Detto

Note
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