Immigrazione e Immigrati - Frasi e citazioni

Raccolta dei migliori aforismi e delle frasi più significative sull'immigrazione e sugli immigrati (che negli Stati della Comunità Europea sono detti anche extracomunitari). L'immigrazione è l’insediamento di vari individui in paesi diversi da quello in cui sono nati. In genere, l'immigrazione è dovuta a cause economiche o politiche. Quando l'immigrazione in un Paese non è sporadica, ma di massa (come accade in epoca recente in Italia), la gestione degli immigrati diventa un problema di enorme rilevanza, che assume aspetti di carattere politico, economico e sociale.
Su Aforismario trovi altre raccolte di citazioni correlate a questa sull'emigrazione, gli emigranti, i profughi, i rifugiati e gli stranieri.
Il viaggiare per profitto viene incoraggiato; il viaggiare per sopravvivenza
viene condannato, con grande gioia dei trafficanti di "immigrati illegali".
(Zygmunt Bauman)
Immigrazione e Immigrati
© Aforismario

In questo secolo e mezzo il terziario avanzato ha potuto crescere moltissimo solo grazie al fatto che nel primario (agricoltura) e nel secondario (industria e affini) vi è stato un tale aumento di efficienza che oggi bastano poche persone per produrre cibo e oggetti per tutti. [...] Lo sviluppo di questo ecosistema ha permesso quindi la salita verso l'alto e la moltiplicazione di professioni prima impossibili; e ha provocato, contemporaneamente, il graduale svuotamento, in basso, dei lavori manuali, che oggi sono svolti dagli immigrati.
Piero Angela, A cosa serve la politica?, 2011

È vero che aumenteranno gli extracomunitari in Italia (mediamente molto più giovani), ma si tratta, soprattutto, di immigrati che provengono da paesi poveri, che non potranno sostituire quelle professioni alte mancanti di cui il paese avrà bisogno (eventualmente questo potrà succedere con una immigrazione d'élite). E poi c'è la seconda generazione di immigrati, quella dei figli delle prime ondate, che dovrà essere integrata nel miglior modo possibile per diventare una risorsa, e non un problema.
Piero Angela, A cosa serve la politica?, 2011

L'immigrazione è una realtà. Occorre saper coniugare insieme quel principio dell'accoglienza che ha sempre innervato l'anima profonda del nostro Paese con un altro principio, non meno necessario, quella della legalità, di cui tutti si avverte la necessità per la convivenza sociale.
Angelo Bagnasco, citato su Corriere della Sera, 2009

L'immigrazione diventa un "problema" (demografico, culturale o sociale) in quanto denota la non integrazione dei nuovi stranieri nella società ospitante. In una cultura che promuove spasmodicamente il turismo, le reti informatiche, l'internazionalizzazione della formazione, dell'economia e del sapere (e quindi un'integrazione virtuale), la circolazione delle persone produce, a
seconda dei tipi coinvolti, indifferenza, repulsione e inospitalità.
Zygmunt Bauman, La solitudine del cittadino globale, 1999

Il viaggiare per profitto viene incoraggiato; il viaggiare per sopravvivenza viene condannato, con grande gioia dei trafficanti di "immigrati illegali" e a dispetto di occasionali ed effimere ondate di orrore e indignazione provocate dalla vista di "emigranti economici" finiti soffocati o annegati nel vano tentativo di raggiungere la terra in grado di sfamarli.
Zygmunt Bauman, La società sotto assedio, 2002

In aggiunta alle solite accuse di vivere alle spalle del paese e di rubare posti di lavoro, ora gli immigrati vengono accusati di svolgere il ruolo di "quinta colonna" della rete terroristica globale. Finalmente c'è un motivo "razionale" e moralmente inattaccabile per rastrellare, incarcerare e deportare persone allorché non si sa più come gestirle e non ci si vuole prendere il disturbo di trovare un modo nuovo per farlo.
Zygmunt Bauman, La società sotto assedio, 2002

Le porte possono anche essere sbarrate, ma il problema non si risolverà, per quanto massicci possano essere i lucchetti. Lucchetti e catenacci non possono certo domare o indebolire le forze che causano l'emigrazione; possono contribuire a occultare i problemi alla vista e alla mente, ma non a farli scomparire.
Zygmunt Bauman, La società sotto assedio, 2002

Barriere di confine accuratamente erette contro «falsi profughi» e immigrati «meramente economici» portano la speranza di poter fortificare un'esistenza fragile, erratica e imprevedibile. Ma la vita liquido-moderna è destinata a restare erratica e capricciosa qualunque azione si intraprenda contro gli «estranei indesiderabili», e dunque il sollievo è effimero, e le speranze riposte nelle «misure forti e definitive» svaniscono un secondo dopo essere state adottate.
Zygmunt Bauman, Amore liquido, 2003

Gli Stati Uniti sono dichiaratamente un paese di immigrati: in tutta la loro storia l'immigrazione è sempre stata dipinta come un nobile intento, una missione, un eroico successo dell'ardimentoso, del valente e dell'impavido; cosicché, denigrare gli immigrati o gettare sospetti sui nobili intenti dell'immigrante andrebbe a tutto detrimento dell'identità americana e forse infliggerebbe un colpo mortale al mito del sogno americano.
Zygmunt Bauman, Amore liquido, 2003

In tutto il mondo guidato da governi democraticamente eletti lo slogan «Debelleremo la criminalità» si è rivelato la carta che batte tutte le altre, ma la mano vincente è pressoché invariabilmente costituita da una duplice promessa: quella di «più carceri, più polizia, sentenze più dure» e quella di un «no all'immigrazione, no ai diritti di asilo, no alla naturalizzazione». Come osserva McNeil, «i politici di tutta Europa brandiscono lo stereotipo 'gli stranieri generano criminalità' per collegare l'odio etnico, che è fuori moda, alla più accettabile paura per la propria incolumità».
Zygmunt Bauman, Amore liquido, 2003

In aggiunta alle solite accuse di vivere alle spalle del paese e di rubare posti di lavoro), o di introdurre nel paese malattie da tempo dimenticate come la tubercolosi o altre di fresca invenzione come l'Hiv, ora gli immigrati vengono accusati di svolgere il ruolo di «quinta colonna» della rete terroristica globale. Finalmente, c'è un motivo «razionale» e moralmente inattaccabile per rastrellare, incarcerare e deportare persone allorché non si sa più come gestirle e non ci si vuole prendere il disturbo di trovare un modo nuovo per farlo.
Zygmunt Bauman, Amore liquido, 2003

Trasformati in un «pericolo per la sicurezza», gli immigrati offrono un comodo bersaglio alternativo per le apprensioni nate dalla improvvisa precarietà e vulnerabilità delle condizioni sociali: sono quindi una valvola relativamente più sicura per lo sfogo dell'ansia e della rabbia che tali apprensioni non possono non provocare.
Zygmunt Bauman, Vite di scarto, 2004

Oggi il potere politico e il suo establishment, così come la sua conservazione, dipendono in toto dalle
tematiche scelte con cura su cui impostare le loro campagne. E ai primi posti fra queste c'è la sicurezza (e i sentimenti di insicurezza). Si noti che gli immigrati si adattano allo scopo assai meglio di qualsiasi altra categoria di cattivi, veri o presunti. Vi è una specie di «affinità elettiva» fra gli immigrati (i rifiuti umani di regioni remote del pianeta scaricati nei «nostri cortili») e le meno sopportabili fra le paure che costruiamo in casa nostra.
Zygmunt Bauman, Vite di scarto, 2004

Con più effetto e meno spesa, si possono usare i quartieri degli immigrati che pullulano di potenziali borseggiatori e scippatori alla stregua di campi di battaglia della grande guerra per la legge e l'ordine, che i governi combattono con grande vigore e ancor maggiore pubblicità.
Zygmunt Bauman, Vite di scarto, 2004

Si sarebbe tentati di dire che, se non ci fossero immigrati che bussano alle porte, bisognerebbe inventarli... perché offrono ai governi un ideale «altro deviante», un bersaglio quanto mai gradito per le «tematiche scelte con cura su cui impostare le loro campagne».
Zygmunt Bauman, Vite di scarto, 2004

Quando tutti i posti di lavoro sono precari e considerati non più sicuri, la vista degli immigrati è come il sale sulle piaghe.
Zygmunt Bauman, Vite di scarto, 2004

Gli immigrati, e in particolare quelli arrivati da poco, emanano il leggero tanfo di discarica che, nelle sue varie versioni, turba i sonni delle future vittime dell'accresciuta vulnerabilità. Per chi li odia e li attacca, gli immigrati incarnano - in modo visibile, tangibile, nel corpo - il presentimento inespresso, ma penoso e doloroso, della loro stessa smaltibilità.
Zygmunt Bauman, Vite di scarto, 2004

I partiti politici specializzati nella denuncia anti-immigratoria non sono nient'altro che partiti demagogici piccolo-borghesi, che cercano di capitalizzare sulle paure e sulle miserie del mondo attuale praticando la politica del capro espiatorio. L'esperienza storica ci ha mostrato verso cosa conducono tali flautisti!
Alain de Benoist, su Junge Freiheit, 1998

L'americanizzazione del mondo, l'omogeneità dei modi di produzione e di consumazione, i regno della merce, l'estensione del mercato planetario, l'erosione sistematica delle culture sotto l'effetto della mondializzazione mettono in pericolo l'identità dei popoli molto di più dell'immigrazione. 
Alain de Benoist, su Junge Freiheit, 1998

L'immigrazione va regolata, gestita, non subita. Ma non va neppure vissuta come una minaccia. Abitiamo un mondo globale, in cui circolano liberamente i capitali, le merci e le informazioni. I migranti sono l'elemento umano della globalizzazione, l'avanguardia del mondo futuro.
Laura Boldrini, intervista di Aldo Cazzullo, su Sette, 2013.

Non possiamo, senza una insopportabile contraddizione, offrire servizi di lusso ai turisti affluenti e poi trattare in modo a volte inaccettabile i migranti.
Laura Boldrini, su Libero, 2014

Gli immigrati sono nel complesso meno istruiti degli italiani che vanno a sostituire, così aggiungono meno valore, almeno inizialmente. Esportano buona parte dei loro risparmi attraverso rimesse. E spesso, nuove spese sono sostenute per prepararli al lavoro, come ad esempio corsi di lingua italiana o di consulenza legale. [...] Un altro problema è che l'Italia è la terra della Divina Commedia di Dante e della Cappella Sistina. Potrebbe essere possibile convincere un americano o un australiano a credere (o dire) che un grande arrivo di migranti sarà un "arricchimento" culturale. È più difficile farlo in Italia, anche nel 21° secolo. L'immigrazione può arricchire l'Italia in molti modi, ma è improbabile che lo faccia culturalmente. È altrettanto improbabile che lo faccia fiscalmente.
Christopher Caldwell, Immigration, debt and the sorrows of young Italy, su Financial Times, 2013

Per me, accogliere a casa propria chi viene dal mare è un onore. Anzi, un raro privilegio di cui esser grati.
Erri De Luca, citato su Lettera43, 2014

L’immigrato − o poveraccio generico − che ha scelto di puntare sulla pulizia dei parabrezza per ovviare alla disoccupazione, si ritrova comunque disoccupato per la troppa concorrenza. Anche l’automobilista politicamente corretto e ben disposto non può collaborare più di tanto. Lungo certi tragitti urbani, l’assalto è talmente ininterrotto da rendere materialmente impossibile l’intervento di tutti i lavatori disponibili. Con tutta la buona volontà, non si riesce a sporcare un vetro in meno di quattrocento metri, soprattutto nei giorni di pioggia intensa.
Gioele Dix, Manuale dell’automobilista incazzato, 2007

L'attuale invasione dell'Europa non è che un altro aspetto di quell'espansionismo. Più subdolo, però. Più infido. Perché a caratterizzarlo stavolta non sono i Kara Mustafa e i Lala Mustafa e gli Ali Pascià e i Solimano il Magnifico e i giannizzeri. O meglio: non sono soltanto i Bin Laden, i Saddam Hussein, gli Arafat, gli sceicchi Yassin, i terroristi che saltano in aria coi grattacieli o gli autobus. Sono anche gli immigrati che s'installano a casa nostra, e che senza alcun rispetto per le nostre leggi ci impongono le loro idee. Le loro usanze, il loro Dio.
Oriana Fallaci, La forza della ragione, 2004

L'Occidente industriale si è cacciato in una fourchette irrisolvibile, che esso stesso ha creato. Se, infatti, apre indiscriminatamente all'immigrazione rischia di esserne corroso dall'interno, ma se non lo fa creerà sempre più masse di disperati che premeranno alle frontiere e che saranno facile preda delle lusinghe del terrorismo.
Massimo Fini, Il vizio oscuro dell'Occidente, 2002

I paesi industrializzati si oppongono ferocemente a questa immigrazione quando non sia funzionale ai loro interessi, quando gli immigrati non vengano a sostituire gli autoctoni in lavori che questi non vogliono più fare.
Massimo Fini, Il vizio oscuro dell'Occidente, 2002

Chi lotta contro l'immigrazione senza lottare contro il capitale è un criminale che non ha capito nulla del mondo in cui vive.
Diego Fusaro, su YouTube, 2014

Tramontato il principio che regolava l'etica kantiana secondo cui: "L'uomo va trattato sempre come un fine e mai come un mezzo", oggi vediamo che non solo l'immigrato, ma ciascuno di noi ha diritto di cittadinanza non in quanto esiste, non in quanto è un uomo, ma solo in quanto "mezzo" di produzione e di profitto.
Umberto Galimberti, D la Repubblica delle Donne, 2007

Il mondo della vita ti porta anche gli immigrati in casa. E siccome gli immigrati valgono meno della merce che producono, e comunque hanno minor possibilità di circolazione di quanta non ne abbiano i beni da loro prodotti, con loro si può fare ciò che si vuole. Li si può impiegare regolarmente, oppure in nero, li si può cooptare nelle forme del caporalato che li assolda a giornata, oppure per altri "mestieri" che vanno dal racket allo spaccio. Il mondo della vita è anche questo, ed è per vivere che gli immigrati si adattano a questo. Dietro le loro facce, che sembrano icone della sofferenza, c'è chi nell'illegalità li usa per fare gli affari suoi, sporchi o puliti che siano.
Umberto Galimberti, I miti del nostro tempo, 2009

Dopo il crollo del Muro di Berlino, l'Europa è diventata l'epicentro amato e odiato di una vasta migrazione di popoli che, dall'Est e dal Sud del mondo, cerca una via d'uscita alla fame, alla persecuzione politica, al tempo senza progetto e senza futuro. Come nel secolo scorso è accaduto per gli Stati Uniti, ora anche per gli europei si pone il problema di reperire un codice comune di convivenza un po' più evoluto di quanto non siano le proposte estemporanee dei vagoni separati per extracomunitari e cittadini della Comunità europea, o peggio le impronte digitali per i bambini rom.
Umberto Galimberti, I miti del nostro tempo, 2009

Per effetto dell'immigrazione massiccia, stiamo avviandoci, ultimi in Europa, a diventare una nazione multietnica, per vivere nella quale è necessario ampliare, e di molto, il concetto di "uomo", e imparare quella prima virtù della convivenza che si chiama tolleranza.
Umberto Galimberti, I miti del nostro tempo, 2009

Per ragioni economiche, dovute al fatto che nessuno di noi svolge più i lavori che affidiamo agli stranieri (primo sintomo della disgregazione della società), accogliamo gli immigrati purché non si integrino (nonostante le chiacchiere che a questo proposito si fanno), perché la loro integrazione cancellerebbe le differenze socialmente percepibili tra Noi (che per difendere la nostra identità ci consideriamo superiori) e Loro (che accogliamo solo se si mantengono a un livello inferiore e subordinato).
Umberto Galimberti, I miti del nostro tempo, 2009

A ostacolare l'integrazione non sono tanto Loro, quanto Noi che ci sentiamo minacciati di declassamento se anche loro hanno diritto a una casa, a un'assistenza medica, a una pensione, ai vantaggi di uno stato sociale che Noi, a differenza di Loro, abbiamo conquistato.
Umberto Galimberti, I miti del nostro tempo, 2009

Chiunque incontri è tuo fratello, figlio, figlia; non ci sono fratelli e sorelle di serie B, C e D. Su tutte le difficoltà riguardanti l'immigrazione, dico: diamo prima l'accoglienza e poi le difficoltà le affronteremo.
Andrea Gallo, a Cominciamo bene, Rai Tre, 2010

Il fenomeno migratorio chi è in grado di fermarlo? È come un fenomeno sismico. Siamo in grado di arrestare il terremoto? No. Sparare o affondare le barche che portano gli extracomunitari serve a qualche cosa? Per una nave che viene fermata ce ne sono altre cento pronte a solcare il mare.
Andrea Gallo, Sono venuto per servire, 2010

Un immigrato è qualcuno che non ha perso niente, perché lì dove viveva non aveva niente. La sua unica motivazione è sopravvivere un po' meglio di prima.
Jean-Claude Izzo, Chourmo, 1996 

Come si fa a restare aperti agli scambi e chiusi alle persone?
Naomi Klein (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

L’Italia non ha avuto una buona guida in grado di accompagnare il passaggio da Paese di emigrati a Paese di immigrazione. Abbiamo avuto per anni al potere la destra che ha portato avanti una cultura dell’odio. Quello che serve invece è il dialogo.
Cécile Kyenge, su Today, 2014

È facile e doveroso criticare la barbarie di chi respinge gli immigrati, ma potrebbe venire il momento in cui il numero di nostri concittadini del mondo giustamente desiderosi di sfuggire a condizioni di vita intollerabili divenisse così grande da rendere a essi materialmente impossibile trovare posto, generando così conflitti insostenibili e in forme imprevedibili, anche molto diverse da ciò che tradizionalmente chiamiamo guerra.
Claudio Magris, Livelli di guardia, 2011

Il problema dell'immigrazione è grande e forte. Ci dicono che lo fermeranno ma ci raccontano bugie. Non si interromperà mai. La spinta alla vita dell'essere umano, contro la fame e le guerre, è molto più forte. Quale essere umano si mette in attesa della morte?
Fiorella Mannoia, intervista di Paola Medori, su Lettera Donna, 2015.

L'immigrato ha un mondo del passato a cui appartiene e un mondo del presente al quale sempre, più o meno, sarà estraneo; suo figlio invece sta in tutti e due e molte volte in nessuno. Per questo c'è bisogno che il processo di integrazione abbia successo, in modo che la seconda generazione non resti chiusa nel ghetto.
Antonio Muñoz Molina, su Corriere della sera, 2010

L'incontro/scontro con lo straniero, l'immigrato, è uno scontro di paure.
Mauro Maria Morfino, Amate dunque il forestiero, su Dialogo, 2011

L'immigrazione è la forma più sincera di adulazione.
Jack Paar, cit. in King Duncan, King's Treasury of Dynamic Humor, 1990

L’unico criterio su cui è possibile fondare una politica razionale dell’immigrazione, per quanto arido o «meschino» possa apparire a coloro che non apprezzano l’etica della responsabilità, è quello della convenienza , della nostra convenienza .
Angelo Panebianco, su Corriere della Sera, 2014

Un Paese economicamente avanzato non può permettersi di importare troppa mano d’opera non qualificata. Oltre una certa soglia, non può assorbirla nei mercati legali, finendo così per favorire quelli illegali, gestiti dalla criminalità.
Angelo Panebianco, su Corriere della Sera, 2014

In Europa la popolazione diminuisce, si apre la porta all'immigrazione incontrollata e si diventa tutti meticci.
Marcello Pera, discorso al Meeting per l'amicizia fra i popoli di Comunione e liberazione, Rimini, 2005

Per fermare l’immigrazione clandestina dal Terzo al Primo Mondo, basterebbe fermare l’emigrazione assassina dal Primo al Terzo.
Enzo Raffaele, Aforismi sovrani, 2014

Fino a che punto la società pluralistica può accogliere senza disintegrarsi estranei che la rifiutano? E, per converso, come si fa ad integrare l'estraneo, l'immigrato di tutt'altra cultura, religione e etnia?
Giovanni Sartori, Pluralismo, multiculturalismo e estranei, 2000

L'integrazione avviene tra integrabili e pertanto la cittadinanza concessa a immigrati inintegrabili non porta a integrazione ma a disintegrazione.
Giovanni Sartori, Pluralismo, multiculturalismo e estranei, 2000

L'immigrazione va regolata e spiegata: altrimenti gli ignoranti e i malintenzionati troveranno pretesti. Non rappresenta infatti un'eredità coloniale, come in Gran Bretagna, in Francia o in Olanda. È una necessità economica e una conseguenza geografica. L'Italia penzola come un frutto sulla testa dei poveri dell'Africa, dei Balcani e del Vicino Oriente; e ci sono mestieri che noi non vogliamo più fare e gli immigrati desiderano.
Beppe Severgnini, La testa degli italiani, 2005

L'immigrazione è una materia delicata, e richiede un progetto, magari non rivoluzionario come quello americano, metodico come quello canadese, radicale come quello australiano o razionale come quelle giapponese. Basta sia chiaro e coinvolgente. Invece accade che ai nuovi arrivati diamo un lavoro, ma neghiamo rispetto e diritti. Oppure concediamo diritti, senza ricordare i doveri.
Beppe Severgnini, La testa degli italiani, 2005

Per il ministro dell'istruzione le classi di «inserimento» per i bambini immigrati «non sono un problema di razzismo, ma un problema didattico». È la solita storia: «educarne uno per colpirne cento».
Dario Vergassola, Un annetto buono, 2009

L’ISTAT ha detto che in Italia siamo più di sessanta milioni grazie anche agli immigrati. Allora è vero che vengono qui a trombare le nostre donne!
Dario Vergassola, Un annetto buono, 2009

Nella sfera depoliticizzata dell'amministrazione postideologica, il solo modo di mobilitare l'elettorato è suscitare paura (degli immigrati, del prossimo).
Slavoj Žižek, Benvenuti in tempi interessanti, 2012

Sempre mi è parso nobile l'indigeno e insulso l'immigrato.
Anonimo, citato in Karen Blixen, La mia Africa, 1937

Note
  1. La citazione di Jack Paar è una variazione da Charles Caleb Colton: "L'imitazione è la forma più sincera di adulazione", tant'è che in alcuni siti italiani la frase sull'immigrazione è attribuita erroneamente a quest'ultimo.
  2. Vedi anche aforismi, frasi e citazioni su: Emigrazione ed Emigranti - Profughi e RifugiatiStranieriPatria - Africa e Africani

Nessun commento: