Gino Ruozzi - Riflessioni sull'aforisma

Raccolta dei migliori aforismi e delle frasi più interessanti di Gino Ruozzi (Rubiera, 1958), italianista e critico letterario. Gino Ruozzi, tra i maggiori esperti italiani di scrittura aforistica, è professore ordinario di Letteratura italiana nella Scuola di Lettere e Beni culturali dell'Università di Bologna. I suoi studi sono rivolti in particolare alla tradizione italiana ed europea delle forme letterarie brevi: aforismi, pensieri, massime, epigrammi, favole, apologhi, bestiari, facezie, dal Medioevo al Novecento.
Gino Ruozzi ha curato numerosi volumi di aforismi tra cui: Pensieri diversi di Francesco Algarotti (Milano, Angeli, 1987); Facezie e Dialogo de la partita soa di Ludovico Carbone (Bologna, Commissione per i testi di lingua, 1989); Un milione di giorni di Francesco Burdin (Venezia, Marsilio, 2001); Pensieri morali di Niccolò Tommaseo (Bologna, Il Mulino, 2001); Epigrammi italiani (Torino, Einaudi, 2001); Favole, apologhi e bestiari (Milano, Rizzoli Bur, 2007); Aforismi di Luigi Pirandello (Milano, Rizzoli Bur, 2007).
Inoltre, ha curato o ha collaborato alla stesura di diversi saggi sulla scrittura aforistica italiana ed Europea, tra cui: Forme brevi. Pensieri, massime e aforismi nel Novecento italiano (Pisa, Goliardica, 1992); il secondo tomo della collettanea Configurazioni dell'aforisma (Bologna, Clueb, 2000); Teoria e storia dell'aforisma (Milano, Bruno Mondadori, 2004); Aforismi d'Oriente (Bologna, Gedit, 2007),
Una menzione particolare, però, meritano i due volumi di Scrittori italiani di aforismi (Milano, «I Meridiani» Mondadori, 1994-1996), che raccolgono una vasta selezione di aforismi di autori italiani più o meno noti, entro uno spazio temporale che va dal Duecento alla fine del Novecento. Grazie a Gino Ruozzi, per la prima volta il percorso del genere aforistico in Italia viene presentato in modo organico e sistematico. Si tratta di un'opera che non può mancare nella libreria di chiunque apprezzi il genere aforistico.
Ha scritto Gino Ruozzi: "In Italia l'attenzione per il genere dell'aforisma è notevolmente cresciuta nell'ultimo decennio, così da avere almeno in parte colmato un vuoto che ci separava dagli altri paesi europei, in particolare Francia e Germania. Lo si vede anche dalla frequenza con cui aforismi, massime e pensieri compaiano in rubriche giornalistiche e televisive e dalla quantità di dizionari di citazioni in commercio". [Introduzione a Teoria e storia dell'aforisma © Bruno Mondadori 2004].
Qui di seguito, sono riportate, per la prima volta sul web, alcune citazioni di Gino Ruozzi tratte da alcuni suoi saggi sull'aforisma.
Gino Ruozzi
Scrittori italiani di aforismi I
© Mondadori, 1994 [prefazione] - Selezione Aforismario

La letteratura aforistica è una letteratura marginale perché poco attraente e ammiccante. Ci invita non al sogno, ma al confronto con noi stessi e la società in cui viviamo.

L'aforisma sollecita il pensiero, sprona a nuove azioni e riflessioni. Forse è per questo che di norma si parla di aforismi e non di aforisma. Ogni aforisma chiede nuovi aforismi, successivi sviluppi di pensiero.

L'aforista è un solitario ("tutto il mondo è in disaccordo con me", scrive Nietzsche in Ecce Homo) anche quando riveste cariche pubbliche; nel momento in cui scrive, egli prende le distanze "dal mondo nemico del bene" (Leopardi) e manifesta la sua sdegnosa differenza.

L'aforista è un solitario e un malpensante per definizione, un censore implacabile dei vizi del mondo.

Lo scrittore di aforismi ricerca; contrariamente a quanto si crede, è raro che egli esprima certezze assolute; piuttosto egli racconta i risultati di un'esperienza, che come tale è limitata, anche se provata.

Lo scrittore di aforismi esprime in primo luogo la morale della verità, aggrappata alle cose e alle persone. Egli non è uno scrittore di fantasia, ma di realtà. Il suo obiettivo è descrivere le cose, non inventarle. Questo lo rende subito ostico, scomodo. "Chiamare le cose coi loro nomi", come scrive Leopardi, non suscita simpatia.

Per scrivere aforismi occorre esperienza, saggezza. Senza aver saggiato, pesato le cose e gli uomini, non può esistere pensiero aforistico.

La letteratura aforistica è una letteratura marginale perché poco attraente
e ammiccante. Ci invita non al sogno, ma al confronto con noi stessi.
(Gino Ruozzi)
Scrittori italiani di aforismi II
© Mondadori, 1996 [prefazione] - Selezione Aforismario

Gli scrittori di aforismi, che sono in primo luogo scrittori di meditazione, offrono l'opportunità di scandagliare gli umori oscillanti del nostro tempo.

La maggior parte degli aforisti è conservatrice, nel senso che non crede attuabile alcun cambiamento sostanziale: l'uomo è quello che è − povera cosa, in eterno.

Lo scrittore di aforismi si sente quasi sempre straniero e in esilio, comunque, separato dal resto. Il suo è per lo più un giudizio di differenza e di distacco, con cui egli sottolinea la sua personale integrità rispetto all'ipocrisia e alla corruzione del mondo.

La pratica aforistica si potrebbe definire un prolungato commento al mondo
fatto in forma di glosse, asterischi, appunti. (Gino Ruozzi)
Giano bifronte
Teoria e forme dell'aforisma italiano contemporaneo
Teoria e storia dell'aforisma © Bruno Mondadori 2004

Il capovolgimento è una categoria essenziale del pensiero aforistico, che nella necessità deve capovolgere lo stesso capovolgimento, in una successione a catena di cui non si vede la fine.

L'aforisma ha l'indubbio vantaggio di essere veloce da leggere; in genere (ma non necessariamente) è inoltre spiritoso e sorprendente, nel senso che contraddice la verità dei luoghi comuni.

La concisione, la spartana laconicità, e senza dubbio un carattere insito nella nozione di aforisma, riconosciuto e ricercato da tutti, al punto che credo si possa tranquillamente affermare che l'immagine collettiva del genere è quella di una frase sentenziosa della misura di una/due righe.

La pratica aforistica si potrebbe definire un prolungato commento al mondo fatto in forma di glosse, asterischi, appunti.

Le poche parole sono il frutto di una selezione estrema e devono restituire, nella nuova e più efficace rappresentazione verbale dell'aforisma, la ricchezza e la profondità del pensiero originale.

Nonostante il luogo comune i singoli aforismi non sono monadi a sé stanti ma dialogano tra loro, creando un effetto di legame reciproco. Pertanto se è vero che l'aforisma si riconosce dal suo isolamento formale, spesso oggi rappresentato tipograficamente e metaforicamente dallo spazio bianco che separa l'uno dall'altro, è pure vero che leggere un aforisma all'interno di un libro o di una silloge di aforismi è diverso che leggerlo da solo, estraendolo dal contesto originale in cui l'autore lo ha inserito.

Per la sua brevità incisiva l'aforisma sembra in sintonia con i tempi odierni, ritmati da una rapidità forse eccessiva.

Quasi ogni aforista esorta alla massima sintesi, che corrisponde anche alla massima densità.

Libri di Gino Ruozzi consigliati da Aforismario
Scrittori italiani di aforismi - Vol. 1
Editore Mondadori, 1994
Collana I Meridiani - Pagine 1464

Questo primo volume degli scrittori italiani di aforismi comprende una cinquantina di autori dal Duecento all'Ottocento. Il testo si apre con una prefazione di Giuseppe Pontiggia intitolata "L'aforisma come medicina dell'uomo", seguita da un'introduzione generale del prof. Gino Ruozzi: "Nereo il Giusto". Seguono poi le note critiche e bio-bibliografiche ad introduzione di ogni singolo autore.

Scrittori italiani di aforismi - Vol. 2
Editore Mondadori, 1996
Collana I Meridiani - Pagine 1696

Questo secondo volume degli scrittori italiani di aforismi comprende una cinquantina di autori e compie un percorso di novant'anni che attraversa fasi cruciali della storia contemporanea. Il testo si apre con un'introduzione del prof. Gino Ruozzi dal titolo "L'esperienza ferita". Nelle pagine successive, di ogni autore citato sono riportate un'introduzione bio-bibliografica e critica, che precede la selezione degli aforismi.

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