Hugo von Hofmannsthal - Aforismi da Il libro degli amici

Selezione dei migliori aforismi e delle frasi più significative di Hugo von Hofmannsthal (Vienna 1874 - Rodaun 1929), scrittore, drammaturgo e aforista austriaco. Gli aforismi di Hofmannsthal riportati in questa pagina sono tratti da Il libro degli amici (Buch der Freunde) pubblicato nel 1922.
Hugo von Hofmannsthal
Andrea o i ricongiunti
Andreas oder die Vereinigten, 1913

Prima diventare capace d'amore, poi imparare che spirito e corpo sono una cosa sola.

Il libro degli amici
Buch der Freunde, 1922
© Adelphi 1996 - Selezione Aforismario

Amore e odio di se stessi sono le più profonde tra le forze produttive del mondo.

Anche l'antropocentrismo è una sorta di campanilismo.

Bisogna credere interamente in qualcuno per fidarsi veramente di lui nei singoli casi.

Come sentiamo, così vogliamo essere sentiti.

Come si è leggeri di fronte a ciò che colpisce gli altri. Ad esempio, la sorte di un grande cantante che perda la voce nella sua giovinezza è di una crudeltà inimmaginabile. Egli ha posseduto ciò che lo elevava sopra tutti e insieme lo rendeva a tutti grato. Lo perde d’un colpo, e ciò che resta è un guscio vuoto che vagherà ancora trenta o quarant'anni sulla terra.

Di tanti vuoti è costruita la pienezza dell'esistenza umana.

Gli amici non sono né molti né pochi, ma in numero sufficiente.

I bambini sono divertenti proprio perché si possono divertire con poco.

I caratteri semplici, non i complessi, sono difficili a capire.

I più pericolosi dei nostri pregiudizi regnano in noi contro noi stessi. Dissiparli è creatività.

Il genio crea concordanza tra il mondo in cui vive e il mondo che vive in lui.

Il peggiore stile nasce quando si imita qualcosa e allo stesso tempo si tiene a far sapere che ci si sente superiori a ciò che si è imitato.

Il presente è il lato assolutamente doloroso dell'esistenza − ma soltanto provvisorio.

In ogni uomo abita una sua propria innocenza.
Il presente è il lato assolutamente doloroso dell'esistenza,
ma soltanto provvisorio. (Hugo von Hofmannsthal)
L'egoismo non pecca tanto nelle azioni quanto nell'incomprensione.

L'età dell'uomo, vista dal di dentro, è eterna giovinezza.

L'uomo comprende tutto, salvo ciò che è perfettamente semplice.

L’uomo scopre nel mondo solo quello che ha già dentro di sé; ma ha bisogno del mondo per scoprire quello che ha dentro di sé; a questo sono però necessarie l’azione e la sofferenza.

La morte stessa non è, per chi vi rifletta, cosa così seria come il matrimonio.

La più pericolosa sorte di stupidità è un'acuta intelligenza.

La profondità va nascosta. Dove? Alla superficie.

La stupidaggine degli intelligenti, la goffaggine dei raffinati, dove hanno radice? Nella smania sfrenata d'imitazione.

La vita è integrale conciliazione dell'inconciliabile.

Lasciare una donna amata è segno di fantasia esaurita.

Le circostanze hanno meno potere di farci felici o infelici di quel che non si creda; ma l'anticipazione di circostanze future nella fantasia, un potere immenso.

Lo spirito sano cerca il reale, e l'insano si attacca all'irreale.

Non esistono due uomini al mondo che una indiscrezione diabolicamente escogitata non possa far diventare nemici mortali.

Non già conoscere molte cose, ma mettere molte cose in contatto, questo è uno dei primi gradini dello spirito creativo.

Non l'azione macchia chi la compie; solo chi la compie macchia l'azione.

Non siamo tanto più poveri quanto più siamo al sicuro, tanto più ricchi quanto più siamo esposti al pericolo? – non ci si deve esporre sempre di nuovo? Non aleggia un fiato di morte e di disfacimento su tutti quegli istituti dove la vita viene posposta al meccanismo della vita; negli uffici, nelle scuole pubbliche, nell'esercizio sicuro della funzione dei sacerdoti e via dicendo?

Pochissimi sono coloro che hanno veramente voluto, anche un attimo solo della loro vita, o veramente amato.

Riconoscere il merito è più difficile che entusiasmarsi.

Se l’amore ha uno ‘scopo’, in senso trascendentale, dovrebbe essere che nel suo fuoco l’uomo, che continuamente si scompone in parti sempre più intime, si fonde in una unità.

Si hanno un po' meno amici di quanto si supponga, ma un po' più di quanto si sappia.

Solo da ciò che sembra perfettamente chiaro, da toccare con mano, può procedere l'alta virtù del mistero.

Tutto ciò che è creduto, esiste, e soltanto questo.

Una certa dose d'orgoglio è un utile ingrediente del genio.

Una intelligenza ordinaria è simile a un cattivo cane da caccia, che trova rapidamente la traccia di un pensiero e rapidamente la perde; una intelligenza fuori del comune è simile a un segugio che non si lascia sviare dalla traccia fino a che non abbia raggiunto la preda.

Una piuma può tornire un ciottolo, se la conduce la mano dell'amore.

Libro di Hofmannsthal consigliato da Aforismario
Il libro degli amici 
Curatrice: Gabriella Bemporad 
Editore: Adelphi, 1996 

Il libro degli amici di Hofmannsthal è composto di una scelta di suoi aforismi – forma congeniale a scrittori, come lui, alieni da un pensiero sistematico –, e di pensieri e massime tratti da opere di altri autori, per lo più del passato, molto spesso attinti, gli uni e gli altri, non al puro pensiero, ma alla vita stessa, cioè a colloqui, lettere, diari. Ma da tutti parla l’autorità – che l’urbanità rende appena avvertibile – di chi ha raggiunto e fissato il luogo e le dimensioni del proprio spazio. Il libro degli amici fu pubblicato per la prima volta nel 1922 dallo stesso Hofmannsthal in un'edizione per bibliofili di soli 800 esemplari, palesemente destinata a una cerchia di "amici" lettori di particolare qualità. Questa traduzione si fonda tuttavia sulla seconda edizione, curata nel 1929 da Rudolf Alexander Schröder e arricchita da una serie di aforismi tratti dalle carte inedite dello scrittore.

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