Marco Aurelio - Pensieri e Colloqui con sé stesso

Selezione dei migliori aforismi e dei pensieri più belli di Marco Aurelio (in latino: Marcus Aurelius, Roma 121 - Vindobona, attuale Vienna, 180), imperatore e filosofo romano. Marco Aurelio fu imperatore dal 161 sino alla morte. Le citazioni riportate qui di seguito, sono tratte dalla sua unica opera: Colloqui con sé stesso, che consiste in una raccolta di riflessioni, scritte in greco, conosciuta anche col titolo di Pensieri, Meditazioni, Ricordi o, semplicemente, A sé stesso.
I Colloqui con sé stesso sono considerati un capolavoro letterario dell'antichità e rappresentano una delle più importanti opere di filosofia stoica.
Marco Aurelio
Colloqui con sé stesso
Pensieri - Ricordi o A sé stesso, ca. 166-179
Selezione Aforismario

A nessuno accade nulla che egli non sia formato da natura a sopportare.

Adattati alla sorte che ti è toccata, e ama gli uomini tra cui ti è toccato vivere, ma amali veramente.

Ama il mestiere che hai imparato e contentane. Passa il resto della tua vita come chi ha affidato con tutta l'anima agli dèi le proprie cose, senza farti mai tiranno né schiavo di nessuno.

Bada di non provare mai, verso chi è misantropo, gli stessi sentimenti che egli prova verso l'umanità.

Ben difficilmente si vede un uomo infelice per non essere riuscito a scorgere ciò che avviene nell'anima altrui; ma colui che non avverte i moti della propria anima, è inevitabile che sia infelice.

Bisogna costruirsi la propria vita azione per azione, e accontentarsi che ogni singolo risultato sia conforme alle proprie possibilità: nessuno può impedirci di raggiungerlo. E se sorgesse qualche ostacolo esterno non sarà mai tale da impedirci di agire con giustizia, moderazione e razionalità.

Chi ama la gloria considera quale proprio bene l'attività altrui; chi ama il piacere, le proprie passioni; chi ha senno, le proprie azioni.

Ciò che non giova all'alveare, non giova neppure all'ape.

Ciò che non rende l'uomo peggiore di quanto sia, non peggiora neppure la sua vita, né gli reca danno esteriore o interiore.

Dal momento che non ho mai deliberatamente tormentato nessuno, non è giusto ch'io tormenti neppure me stesso.

È preciso dovere dell'uomo quello di amare persino chi gli fa torto.

È ridicolo non cercare di evitare la propria malvagità – cosa che è possibile –, mentre si cerca poi di evitare quella degli altri – cosa che è impossibile.

Gli uomini sono nati gli uni per gli altri. Ammaestrali dunque o sopportali.

Il dolore: ciò che è al di sopra di ogni possibilità di sopportazione uccide; ciò che perdura è tollerabile. La mente, se si isola, si mantiene calma e imperturbabile e il principio guida non riceve alcun danno.

Il modo migliore per difendersi da un nemico è di non comportarsi come lui.

Imperturbabilità circa le cose che provengono dalla causa esterna, giustizia nelle cose che si producono per la causa che deriva da te.

La vita è breve: bisogna dunque approfittare del presente, ma con assennatezza e nella convinzione che tutto accade secondo giustizia.

Le conseguenze della collera sono molto più gravi delle sue cause.

Nessuno possa dire con ragione che sei ipocrita o disonesto: comportati in modo che chi formula su di te simili giudizi si riveli un bugiardo. Ciò dipende esclusivamente da te: chi, infatti, può impedirti di essere schietto e virtuoso?

Non discutere più di come debba essere l'uomo per bene, ma siilo.

Non divagare, ma in ogni impulso ad agire compi ciò che è giusto e in ogni pensiero serba intatta la tua facoltà percettiva.
Non discutere più su come debba essere un uomo virtuoso: cerca di esserlo.
(Marco Aurelio)
Non dura che un giorno ogni cosa, tanto ciò che ricorda, quanto ciò che è ricordato.

Non immaginare le cose come le giudica il prepotente o come egli vuole che tu le giudichi, ma sappile vedere come effettivamente sono.

Non intraprendere nessuna azione a caso, né in altro modo che non sia perfettamente a regola d'arte.

Non stare in ansia per l'avvenire, perché vi arriverai, se dovrai, portando in te la stessa ragione di cui ti avvali ora per il presente.

Non vedi che le piante, gli uccelli, le formiche, i ragni, le api svolgono il loro compito, contribuendo ciascuno con la propria parte alla vita dell’universo? E tu non vuoi compiere il tuo dovere di uomo, non corri verso ciò che è conforme alla tua natura?

Non vivere come se tu avessi ancora diecimila anni da vivere. Il fato incombe su di te. Finché vivi, finché ti è possibile, diventa buono.

"Possiedi la ragione?" "Sì". "Allora perché non la usi? E se fa quel che deve, che altro vuoi?".

"Tutto ciò che accade, accade giustamente". Troverai che è vero, se rifletterai con attenzione. E non dico solo secondo un rapporto di conseguenza, ma secondo giustizia e come se qualcuno distribuisse le sorti secondo il merito individuale. Osserva quindi come hai iniziato, e qualunque cosa tu faccia, falla così, con la volontà di essere buono nel senso specifico in cui s'intende che un uomo è buono. Osserva questa regola in ogni tua azione.

Sopprimi l'opinione e sopprimerai il "sono stato offeso"; sopprimi il "sono stato offeso" e sopprimerai l'offesa.

Spesso compie un'ingiustizia non solo chi fa, ma anche chi non fa qualche cosa.

Spesso mi sono stupito di come ciascuno, pur amando se stesso più di ogni altra cosa, tenga in minor conto l'opinione che ha di se stesso di quella degli altri.

Sta’ come scoglio, immobile, contro il quale s’infrangono assiduamente i flutti, e intorno a cui finisce per placarsi il ribollir delle acque. Non dire: «Me infelice, quale disgrazia m’ha colto!». Di’ piuttosto: «Felice, perché, malgrado questo, io resto imperturbabile: non mi abbatte il presente, né mi sgomenta il futuro».

Tutto ciò che è reale, storicamente vero, a un certo punto svanisce e diventa favoloso, e presto verrà completamente dimenticato. Questo, naturalmente, vale per coloro che in vita ebbero una fama particolare, perché gli altri nell'istante stesso in cui esalano l’ultimo respiro escono di scena: «scomparsi, ignorati da tutti».

Vivere è un'arte che assomiglia più alla lotta che alla danza, perché bisogna sempre tenersi pronti e saldi contro i colpi che ci arrivano imprevisti.

Libro di Marco Aurelio consigliato
Pensieri 
Editore Mondadori, 2006 

Scritti dall'imperatore Marco Aurelio, i "Pensieri" hanno goduto nei secoli di una fama costante, non tanto per i concetti filosofici che vi sono esposti, quanto per l'universalità e la sincerità delle riflessioni, quasi un intimo colloquio dell'anima con sé stessa. I Pensieri si impongono soprattutto per la loro semplicità: ora profondi, ora del tutto comuni e quotidiani. Il loro fascino risiede nell'immediatezza e nella schiettezza con cui sono espressi e rivelano un'umiltà di spirito sorprendente in un imperatore.

Nessun commento: