Discoteca - Frasi e battute divertenti

Raccolta di aforismi, frasi e battute divertenti sulla discoteca e la sala da ballo. La discoteca è un locale pubblico in cui si ritrovano soprattutto i giovani per ballare e per socializzare al suono di musiche di diverso genere (house, dance pop, synth pop, latino-americana, ecc.).
Come introduzione riportiamo un brano ironico di Gianni Monduzzi sulla discoteca: "Sarà una forma di masochismo, ma non sai resistere, specialmente in vacanza: lo devi fare. A volte hai tentato di andare a coricarti senza, ma poi una forza superiore ti ha ordinato di rivestirti, di parcheggiare l’auto come un pirata e, alla fine, di entrare. Sto parlando della discoteca più vicina, naturalmente: l’antro maliardo della frustrazione sessuale, il teatro stabile dello psicodramma collettivo sexy-analfabeta, il trionfo della lusinga afasica. Grazie ai suoi decibel da infarto acustico, qui finalmente il concetto di democrazia trova la sua massima applicazione: nella totale assenza di ogni forma di linguaggio evoluto, il tuo coefficiente mentale si attesta armoniosamente sui livelli del karaoke. Dovendo star zitto, nessuno potrà prevaricare il prossimo suo con motti di spirito e argomentazioni complesse. La baldanza del pensiero finalmente è neutralizzata. Qui tutta la tua scienza di animale pensante, le tue lauree, la tua biblioteca mentale crollano miseramente di fronte a due tettine che sobbalzano ritmiche, a un culetto che si dimena bene. Culetto e tettine cui manca soltanto il dono della parola, come a te, come a tutti, in quel frastuono, del resto". [Della donna non si butta via niente, 1994].
Su Aforismario trovi altre raccolte di citazioni correlate a questa sul ballare, il danzare e i ballerini.
Le discoteche sono il luogo della più disperata solitudine. Non si può parlare
per l'assordamento dei microfoni, non si può vedere bene perché le luci
mutano continuamente, e le persone ballano, in fondo, da sole.
(Goffredo Parise)
Discoteca
© Aforismario

Il disincanto del mondo è parallelo all'inaridimento della vita. Questo disagio si fa sentire, nell'anima giovanile, come bisogno di uscire dalla vita quotidiana. Con la musica, con un eccesso di movimento, di eccitazione. Ma, soprattutto, lasciando il mondo diurno per riunirsi con gli altri la notte. La famiglia è abituata a vedere i giovani stanchi davanti ai libri. E non sa quale energia esplosiva possano manifestare altrove. Per andare in discoteca possono fare centinaia di chilometri. Non appena inizia la musica si scatenano, vivono la potenza del loro corpo, e si sentono liberi, vivi. È nella notte, nei riti della notte, che riscoprono la loro natura istintuale profonda.
Francesco Alberoni, Abbiate coraggio, 1998

La maggior parte delle persone non sopporta di stare sola. Va dove si affollano tutti gli altri, si mescola con loro in discoteca, sulla spiaggia più affollata.
Francesco Alberoni, Abbiate coraggio, 1998

Molte persone oggi riescono a vivere, a sopportare il lavoro quotidiano solo perché sono in attesa della notte magica della discoteca o della vacanza.
Francesco Alberoni, Abbiate coraggio, 1998

"Pensa che mio padre, alla bella età di novantanni, la notte di Natale, dopo la messa di mezzanotte, è andato ancora in discoteca!" dice Maniglia. "Però!" "Be', in realtà lui voleva tornare a casa, ma siccome è completamente rincoglionito, ha sbagliato strada ed è finito al Macumba."
Romano Bertola, Includetemi fuori, 2003

Però, anche la Morte come caduta in basso! Una volta i giovani li aspettava all'uscita di una trincea, adesso all'uscita della discoteca.
Romano Bertola, Includetemi fuori, 2003

Mia cugina fa la cubista in discoteca al Giambellino. Le hanno messo così tante mani sul culo che la scientifica la usa come banca dati per le impronte digitali.
Alessandro Brunello (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Se c'è una cosa che odio è la discoteca. La discoteca è quel posto dove qualsiasi cosa tu voglia fare costa 60.000 lire. Per entrare? 60.000 lire. Per bere qualcosa? 60.000 lire. Per lasciare la giacca al guardaroba? 60.000 lire. Come sarebbe a dire 60.000 lire per lasciare la giacca al guardaroba? L'ho pagata 40.000 l'altro ieri al mercatino, se la brucio risparmio 20.000 lire. Va bene, le do fuoco.
Dario Cassini, Tranne mia madre e mia sorella, 2003

La discoteca, di per sé, rappresenta una risposta a un comprensibile desiderio dei giovani: quello di riunirsi per trascorrere qualche ora ballando, incontrando altri amici. Questo è il punto di partenza che spinge tanti ragazzi a frequentare certi locali. Il punto d'arrivo, purtroppo, è ben diverso. Si inizia con un semplice desiderio di ballare, e si finisce con il consumare droga o morire in automobile, sulla strada del ritorno a casa.
Carlo Climati, Il popolo della notte, 2002

La voglia di divertimento dei ragazzi viene tradita dai «burattinai» di turno. Ovvero: da chi gestisce le discoteche e si arricchisce sulla pelle dei giovani, creando ambienti pericolosi e facendo finta di non vedere ciò che accade nei propri locali.
Carlo Climati, Il popolo della notte, 2002

Per essere trasgressivi e ribelli, bisogna essere lucidi. È necessario saper pensare e comunicare. La non-cultura proposta da certe discoteche, invece, immerge i giovani in una dimensione opposta: quella del rimbecillimento e del non-pensiero. Di conseguenza, il popolo notturno è tutt'altro che ribelle e trasgressivo.
Carlo Climati, Il popolo della notte, 2002

Certi locali da ballo non sono altro che fucine di docili strumenti del potere, storditi e non-pensanti. Il potere ha bisogno delle discoteche, poiché esse rappresentano una valvola di sfogo e di salvezza. Il giovane stordito e drogato può essere più facilmente controllato, manovrato, ridotto a uno stato di dipendenza.
Carlo Climati, Il popolo della notte, 2002

La discoteca è uno spazio chiuso pieno di isotope. Per la legge di Newton, due corpi nel vuoto si attraggono. Figurati in discoteca.
Maurizio Crozza, a Crozza Italia, su La7, 2006-2009

Abbiamo ballato tutta la notte come dei neutrini ionizzati e le isotope ci hanno respinto come fossimo antimateria. E lì abbiamo fatto la scoperta più importante che si possa fare: l'impenetrabilità dei corpi. Un corpo in discoteca suda, ma non si accoppia.
Maurizio Crozza, a Crozza Italia, su La7, 2006-2009

Forse ha ragione mia madre: una donna alla nostra età dovrebbe essere a casa a leggere una fiaba ai suoi figli, non in discoteca a cercare un uomo qualsiasi con cui metterli al mondo.
Geppi Cucciari, Meglio donna che male accompagnata, 2006

Ormai la chat è un luogo d’incontro come la discoteca, senza l’ansia di prepararsi, uscire e dover trovare parcheggio per andarci.
Geppi Cucciari, Meglio donna che male accompagnata, 2006

Ogni età ha le sue mete prestabilite: a 30 anni vai in discoteca, a 60 Lourdes, in entrambi i casi ti aspetti il miracolo.
Geppi Cucciari (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Questa è la canzone del ragazzo anziano | che non va più in discoteca. | Ma i ragazzi vogliono le ragazze giovani | e le ragazze giovani sono in discoteca.
Elio e le Storie Tese, La chanson, 2003

Come scrive Francesco di Sales: "I corpi umani assomigliano a dei cristalli, che non possono essere trasportati insieme, perché toccandosi l'un con l'altro corrono il rischio di rompersi, e ai frutti che, sebbene intatti e ben preparati, si guastano, se si toccano gli uni con gli altri". I consigli di Francesco di Sales sembrano presi alla lettera dai giovani delle nostre discoteche avvolti in una danza solipsistica, dove anche quando si mimano gli atti del coito non si spezzano le pareti dell'incomunicabilità. L'eccesso d'energia sprigionata dai corpi, il tentativo di compensare con i gesti l'afasia del linguaggio, il ritmo meccanico che affoga l'espressività gestuale in una cadenza senza tempo, le luci stroboscopiche che, spezzando la continuità del movimento, ne inchiodano le forme, sono in realtà la parodia della danza, dove ciò che drammaticamente trapela è l'incapacità di riportare il corpo al centro della propria esperienza.
Umberto Galimberti, L'ospite inquietante, 2007

L'atmosfera apocalittica, orgiastica, ipertecnologica delle nostre discoteche in cui è ricoverata la danza, come la malattia all'ospedale e la morte al cimitero, dice di corpi che hanno rinunciato ai propri gesti, per regredire a quel movimento autonomo e per tutti identico che è il ritmo, qui inteso non come ritmo cardiaco, ritmo respiratorio, in cui sono rintracciabili le prime forme d'esistenza, quelle del ventre buio della madre, e quella del grido lacerante appena se ne esce, ma il ritmo della ripetizione che non sposta le gabbie del proprio corpo oltre quelle delle convenzioni.
Umberto Galimberti, L'ospite inquietante, 2007

Espulsa dalla scuola l'educazione emotiva, l'emozione vaga senza contenuti a cui applicarsi, ciondolando pericolosamente tra istinti di rivolta, che sempre accompagnano ciò che non può esprimersi, e tentazioni d'abbandono in quelle derive di cui il mondo della discoteca, dell'alcol e della droga sono solo esempi neppure troppo estremi.
Umberto Galimberti, L'ospite inquietante, 2007

La sessualità, quando c'è, è tecnica corporea, perché questi ragazzi sono "emancipati", in discoteca ballano in modo parossistico, insieme a tutti gli altri, la propria solitudine. Un po' di ecstasy dà quella leggera scossa emotiva di cui si è assetati, ma non lo si dice, lo si fa per moda, per essere come gli altri, con cui si fa "gruppo", anche gruppo ben educato, nel tentativo di ottenere dagli amici quel residuo di conforto affettivo di cui il loro cuore, come un organo autonomo, saltuariamente ha sete.
Umberto Galimberti, L'ospite inquietante, 2007

Le prime discoteche. Mi ricordo che iniziai andando al Calamaro Nero, una discoteca piccola, semplice ma completa. C’erano già le ragazze immagine, nel senso che te le dovevi immaginare.
Giuseppe Giacobazzi, Una vita da paura, 2008

Ho visto un ragazzo con la testa rapata che somigliava a un naziskin uscire da una discoteca, ubriaco, alle quattro di mattina. L’ho visto salire su una macchina, sgommare e schiantarsi a 180 all’ora contro
un albero. E ho pianto... Ho pianto perché era un albero bellissimo. Un tiglio.
Gino e Michele, Anche le formiche nel loro piccolo s'incazzano. Opera omnia, 1995

I ragazzi vanno in discoteca... ci ammazziamo nei weekend! Prendiamo fuoco nei weekend! I ragazzi vanno a ballare, questa musica pazzesca, le donne gliela fanno un attimo vedere ma non gliela danno, escono, vedono il primo paracarro e ci si disintegrano. Perché il lavoro cosa è diventato? La prima funzione del lavoro oggi è quella di limitarti i danni che ti fai nel tempo libero!
Beppe Grillo, Tutto il Grillo che conta, 2006

Di notte le ragazze sembran tutte belle / e a volte becchi una in discoteca / la rivedi la mattina e ti sembra un strega.
Jovanotti, Gente della notte, 1990

Le discoteche sono come le chiese: preti e DJ si dannano l'anima per convincerti che tutto va bene, che tutto è bellissimo, siate felici, ci pensiamo noi. Io, in chiesa e in discoteca ci andavo una volta all'anno. In chiesa se moriva qualche parente, in discoteca oggi. E più o meno con lo stesso stato d'animo.
Valerio Mastandrea, in Davide Ferrario, Tutti giù per terra, 1997

Quello che non capisco è cosa ci trova la gente! Ti rinchiudano in uno stanzone con la musica a tutto bòrdone, tutti pìgiati l'uno coll'altro, invece di balla' devi dimenarti come se t'avessero messo la sabbia nelle mutande, e alla fine esci tutto rincoglionito. E per fatti tratta' così ti fanno anche paga'! Dimmi te se è regolare... [...] Ma dìo, se voi senti' tutto che rimbomba prenditi a mattonate sur cranio, almeno è gratis...
Marco Malvaldi, La briscola in cinque, 2007

Se un uomo a 40 anni va in discoteca con gli amici a cuccare le ragazzine è una simpatica canaglia. Se lo fa una donna o è una mignotta o una sfigata. La vita da single per una donna è un campo minato.
Giovanna Mezzogiorno, su Corriere della sera, 2001

In discoteca, il volume del suono è di solito un tantino alto, così si ha il vantaggio di evitare la conversazione e si offre una buona opportunità a coloro che hanno tutto da guadagnare stando zitti.
Gianni Monduzzi, Il manuale della playgirl, 1985

Se per far colpo non ti basi sulla conversazione, [in discoteca] giochi in casa. Basta che impari come si comunica in discoteca: slogan brevissimi, frasi a effetto, flash studiati appositamente per essere urlati tutti d’un fiato. La durata di ogni colloquio dipende dalla capacità polmonare: il tempo di fare un respiro e hai già perso l’interlocutore.
Gianni Monduzzi, Il manuale della playgirl, 1985

In ogni discoteca c’è un gergo diverso, che la caratterizza culturalmente: le frasi più ricorrenti girano da sole su e giù per la sala, rimbalzando sui muri come palline da squash. Se stazioni in un angolo per un paio d’ore, le impari subito e ti guadagni il titolo di «habitué».
Gianni Monduzzi, Il manuale della playgirl, 1985

Quando vai in discoteca con una donna ti trovi bersagliato da un incrocio di sguardi femminili da drizzare le orecchie. Poi ci torni da solo e nessuna ti bada più. Noi uomini abbiamo il vizio di crederci protagonisti, mentre siamo soltanto il laboratorio vivente della seduzione femminile.
Gianni Monduzzi, Della donna non si butta via niente, 1994

Quando un uomo raggiunge l’età degli amori, s’ingegna a cercare il territorio propizio alla sua indole, per fare miglior figura. Il «fatuo-bello» stazionerà in discoteca, dove il suo sguardo assassino scintillerà, maliardo, tra luci psichedeliche e ultraviolette. E dove la conversazione, suo tallone d’Achille, sia resa impossibile da tutti quei decibel provvidenziali.
Gianni Monduzzi, Della donna non si butta via niente, 1994

In discoteca, le tue credenziali le hai stampate in faccia: dato che l’uso della conversazione verbale è interdetto e che la parola è monopolio degli altoparlanti.
Gianni Monduzzi, ibidem

Ogni volta che esci dai suoi megawatt, stravolto da residue allucinazioni acustiche, ti riprometti di non tornarci mai più. Ma poi ci ricaschi come un minchione. La discoteca è una droga.
Gianni Monduzzi, Della donna non si butta via niente, 1994

[In discoteca] ci vai e ci torni. Un’ansia ti chiama, una sirena che, se non le obbedisci, ti tormenterebbe con diuturne recriminazioni per la «grande occasione perduta». L’assillo è sempre lo stesso: la donna (o l’uomo) dei sogni che vaga sconsolata (o) alla tua ricerca per tutta la notte.
Gianni Monduzzi, Della donna non si butta via niente, 1994

Se la discoteca è una giungla, la festa privata è uno zoo.
Gianni Monduzzi, Orgasmo e pregiudizio, 1997

Passare notti in discoteca e uscirne indenni, in uno slalom tra alcol, pasticche e polverine, non è un’impresa da poco.
Gianni Monduzzi, Salire al cielo fermando le donne in ascensore, 2004

Ti senti proprio bene quando esci da una discoteca: sai di aver dato il tuo tributo alla giovinezza. Se la vita ti chiamasse all'appello potresti alzarti in piedi e dichiarare: «Presente! »
Gianni Monduzzi, ibidem

A ben vedere, la discoteca è solo una festa a pagamento, una sorta di festino assistenziale: per entrare basta esibire una CUP card da una ventina di euro. I buttafuori all'ingresso fanno una selezione che è la metafora del vero privilegio, quello delle feste private, esclusive, in casa di amici.
Gianni Monduzzi, Salire al cielo fermando le donne in ascensore, 2004

Le discoteche sono una fortuna per i loro gestori e per chi vende apparecchi acustici.
Davide Morelli (Aforismi inediti su Aforismario)

Le discoteche sono il luogo della più disperata solitudine. Non si può parlare per l'assordamento dei microfoni, non si può vedere bene perché le luci mutano continuamente, e le persone ballano, in fondo, da sole.
Goffredo Parise, L'odore del sangue, 1979 (postumo, 1997)

La sera che arriva / non è mai diversa dalla sera prima / la gente che affoga / nell'unica sala / la discoteca / ci vuol qualcosa per tenersi a galla / sopra questa merda.
Vasco Rossi, Fegato spappolato, 1979

Non c’è niente che ti possa dare lo stesso fremito di quando hai quindici anni e stai per andare in discoteca sperando di trovare una ragazza per la serata.
Vasco Rossi, La versione di Vasco, 2011

Le discoteche sono piccoli nirvana dove il solenne fragore del rock fa assaporare il piccolo nulla al figlio di Siddharta. Non essere per un poco è tutto quello che si chiede. Piccoli "niente" di cui la vita dell'individuo odierno ha bisogno per rinascere e vivere un'altra settimana.
Manlio Sgalambro, La conoscenza del peggio, 2007

A Napoli, a Milano e, direi, nel mondo, qual è la vera chiesa, la moschea dello spirito libero, il tempio della trasgressione? La discoteca! Un luogo che io definirei quasi sacro, perché culture e persone diverse tra loro qui diventano un unico grande popolo.
Alessandro Siani, Non si direbbe che sei napoletano, 2011

Nelle discoteche al buio non si vede nulla. Nu compagno mio si avvicinò a una ragazza e chiese: «Come ti chiami?». Lei mosse la testa lentamente da sinistra a destra e poi da destra a sinistra, senza parlare. «Mi dici almeno dove abiti?» Lei fece lo stesso movimento. «Ma sei timida?» Nessuna risposta. Intervenne il barista: «Amico, puoi stare qua tutta 'a nuttata, non ti risponderà mai». «Perché è fidanzata?» «No, pecché chisto è 'o ventilatore.»
Alessandro Siani, Non si direbbe che sei napoletano, 2011

A me fanno impazzire quelle ragazze che in pieno inverno, quando vanno in discoteca, indossano dei vestitini leggerissimi e lasciano i giubbotti e i cappotti nelle auto. E da dove hanno parcheggiato fino all'ingresso della discoteca si fanno due chilometri a piedi, in un freddo polare. Mò dico io: e tu per risparmiare cinque euro per il guardaroba, ne rimetti cinquanta 'e medicine?
Alessandro Siani, Non si direbbe che sei napoletano, 2011

Aperta a Padova una discoteca senza alcol. I ragazzi son contenti: solo che ci si mette una vita, a sballarsi con la spuma...
Dario Vergassola, Un annetto buono, 2009

Autori sconosciuti

  • La sala da ballo era così affollata che la donna quando svenne dovette fare ancora tre lenti prima di cadere.
  • Le ragazze vanno in discoteca per ballare, i ragazzi vanno in discoteca perché ci vanno le ragazze.
  • Non è che la discoteca non mi piace, è che se per parlare con qualcuno gli devo strillare nell'orecchio, allora vado a trovare mia nonna.
Note
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