Francesco Burdin - Un milione di aforismi

Selezione dei migliori aforismi e delle frasi più significative di Francesco Burdin (Trieste 1916 - 2003), scrittore e aforista italiano. Francesco Burdin è conosciuto soprattutto per la sua attività di romanziere. Tra i suoi libri possiamo ricordare: Caduta in Piazza del Popolo (Cappelli, 1964), Marzo è il mese più crudele (De Donato, 1973), Antropomorfo (Marsilio, 1979), Apoteosi di un libertino (Spirali, 1993). Per gli appassionati di aforismi, il nome di Francesco Burdin è però legato alle sue belle raccolte aforistiche: Frammenti di un mondo in bilico (Istituto giuliano 1991) e Un milione di giorni (Marsilio 2001), da cui sono tratti gli aforismi riportati qui di seguito.
Sulle raccolte aforistiche ha scritto Burdin: "Leggere un diario o una raccolta di aforismi con l'aspettativa di trovare una evoluzione - di qualità, di finezza, di profondità - nei pensieri di chi lo ha scritto; o addirittura negli atti di esistenza quotidiana annotati dall'autore: mentre, se mai, dovremmo stupirei di non trovare nelle pagine autografe una graduale degradazione dei concetti e uno svilimento dei sentimenti, così come si sono indubitabilmente menomate con l'avanzare degli anni le facoltà corporee dello scrittore". [Un milione di giorni, Marsilio 2001].
Francesco Burdin
Frammenti di un mondo in bilico
© Istituto giuliano 1991 - Selezione Aforismario

Come ci rende fieri l'essere vittime di una grave ingiustizia! Da oggi in avanti ci sentiamo in credito.

Huss, Savonarola, Bruno, per citare solo gli arsi vivi più rinomati. Roghi motivati con l’esigenza di salvaguardare l’integrità di un principio. A distanza di qualche secolo sei milioni di inceneriti per un non dissimile motivo. Il fuoco elemento privilegiato nella tutela delle idee.

Il fatto che sono morti non testimonia affatto che siano vissuti.

Il poeta ha bisogno di elogi. Senza elogi intristisce e muore. Come qualunque altro uomo.

Morì con tanta bravura che sembrò non avesse fatto altro in vita sua.

Non interessano le idee che appartengono a tutti. Meritano attenzione le idee che appartengono a uno solo.

Un Dio che non sia anche il Dio degli altri non è un Dio, è un idolo.

Una goccia di sperma, e allo scadere del nono mese la donna più intelligente del mondo si trasforma in una produttrice di latte.

Non si riceverà mai tanto aiuto dalla generosità altrui
quanto se ne ottiene dalla altrui vanità. (Francesco Burdin)
Un milione di giorni
© Marsilio 2001 - Selezione Aforismario

All'improvviso tutto quello che sappiamo non vale nulla al confronto con una sola cosa che ci accorgiamo di non sapere.

Andare in Spagna per veder ammazzare i tori. In Cina per veder ammazzare i cani. In Groenlandia per veder ammazzare le foche. In Sicilia per vedere ammazzare i tonni. Le guerre si fanno periodicamente per far vedere agli uomini come si ammazzano gli uomini.

Chissà che il dolore non venga dato agli uomini per aiutarli a procedere nel loro cammino: come un chiodo nella scarpa, che fa distogliere la mente dalla strada che dobbiamo percorrere.

Deve essere noiosa la vita in una bara. È giusto che vi si collochino i morti.

È incredibile con quanta prontezza e buona grazia ci rassegniamo alle disgrazie altrui.

«Essere felici» è una espressione che ha un universale valore di conseguimento, di accrescimento: significa in ogni caso raggiungere «qualche cosa», aggiungerla a ciò che si ha. Mentre probabilmente nella felicità - e supponendo che il concetto abbia rispondenza in una realtà effettiva - avviene come nell'arte, che il meglio si consegue sottraendo, mai aggiungendo. L'inconveniente è che nessun uomo è disposto a togliersi ciò che già possiede, nemmeno per diventare felice.

I giovani di oggi costretti a vivere in un mondo nel quale non credono. I giovani di ieri costretti a morire per un mondo nel quale non credevano.

Il maggior numero degli uomini definiti di alta qualità è formato da individui che hanno messo a frutto la propria mediocrità.

La fortuna esiste per assistere coloro che non hanno bisogno della fortuna.

La fortuna non è mai meritata. Se fosse meritata non sarebbe fortuna, ma felice risultato, esito fausto ecc.

La mia sfiducia incrollabile come nei credenti fanatici la fede.

La sola cosa che gli uomini aspirano veramente a conoscere è il segreto della propria esistenza. Tutte le conquiste della scienza trovano origine da questo desiderio. Un segreto dunque fruttifero. Se, come pare, la scienza condurrà gli uomini alla autodistruzione, il segreto risulterà di una semplicità sbalorditiva: gli uomini sono stati creati per distruggersi.

Le critiche che ci vengono mosse, per odiose che siano, contengono maggiore verità di qualunque elogio. Non per questo siamo obbligati ad alcuna gratitudine verso i nostri detrattori.

Le probabilità di incontrare certa gente in libreria non sono maggiori di quelle di incontrare un neonato dal dentista.

Le statistiche indicano la percentuale di nati morti. Trascurano la percentuale di morti vivi.

− Lei è un dipendente del Comune? − Sì, come le bestie feroci dello zoo.

L'orrore, la tragedia, la incomprensibilità del «male» non provengono dalla presenza di uomini malvagi, ma dalla scoperta della malvagità in uomini assolutamente ordinari.

L'uggia del "non accade nulla" viene sempre sconfitta dal disgusto di ciò che finalmente accade.

Non offrire le cose semplici ai poveri di intelletto, perché le giudicheranno prive di valore.

Non si può giudicare il carattere di un uomo né condannare il suo comportamento se non si conosce lo stato del suo portafoglio.

Non si riceverà mai tanto aiuto dalla generosità altrui quanto se ne ottiene dall'altrui vanità.

Quale è il passato che ci appartiene: quello di cui conserviamo la memoria e che può .dunque essere «riutilizzato» rendendone partecipi gli altri; oppure il passato ripudiato dalla nostra mente e che nessun altro potrà mai conoscere?

Se mi volgo a considerare il passato, scopro che nella mia vita tutto è stato accadimento, non azione.

Si consiglia di evitare l'ostentazione dell'onestà: è un comportamento altamente offensivo nei riguardi della maggioranza.

Verso la fine si avverte che alla vita umana manca quello che nella scrittura è il Post Scriptum. È questa imperfezione della vita che la rende insoddisfacente e inaffidabile.

Vivono nel peggiore dei modi per cercare di morire meglio che si può.

Libro di Burdin consigliato da Aforismario
Un milione di giorni
Aforismi 
Curatore: Gino Ruozzi 
Editore: Marsilio, 2001 

Questa raccolta di aforismi è stata tratta dai "Quaderni di appunti" che Francesco Burdin ha affiancato nei decenni alla elaborazione dei romanzi e dei racconti. In "Un milione di giorni" l'autore fa osservazioni di cronaca e storia, di letteratura e filosofia, di costume e morale. Burdin è scrittore di frontiera e quella aforistica è per definizione scrittura dei confini e delle frontiere; si è detto da più parti che è scrittura adatta a descrivere il clima di instabilità del Novecento, lacerato da ideologie fortissime e smarrimenti nichilistici. Nei secoli l'aforisma ha cambiato varie volte natura e da scrittura affermativa si è spesso mutato in scrittura dubitativa, atta a descrivere esplorazioni più che conquiste. Mappe frammentarie come quella di Burdin ne sono un eloquente esempio. Attraverso queste annotazioni stese con paziente tenacia in cinquant'anni di vita e di scrittura Burdin cerca di tracciare i confini del territorio del nostro umanesimo e verificarne lo stato, che è sempre una verifica insieme personale e sociale. Il titolo di questo libro, desunto dall'ultimo frammento del 1998,  [1] è un chiaro esempio di affermazioni che introducono sostanziali interrogazioni. Risposte non ce ne sono. Ma nemmeno, per usare versi indimenticabili della Ginestra leopardiana, arrendevoli cedimenti «alla crudel possanza» del «sotterraneo foco» e del «futuro oppressor».

Note
  1. L'aforisma da cui è tratto il titolo del libro di Burdin è: "Un milione di giorni. L'equivalente di 2740 anni. Quanti ne sono trascorsi da quando poetava Omero. Alla fine del secondo milione di giorni qualcuno ne ricorderà il nome?".

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