Critici d'Arte - Aforismi, frasi e citazioni

Raccolta di aforismi, frasi e citazioni sui critici d'arte. Si definisce critico d'arte chi per professione, o in determinate occasioni, esercita la critica artistica e letteraria, che consiste, fondamentalmente, nel giudicare il valore di un'opera e nell'interpretarne i significati.
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Critici si nasce, artisti si diventa, pubblico si muore. (Achille Bonito Oliva)
Critici d'Arte
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Il critico deve compiere il proprio dovere con passione, giacché egli non rinuncia ad essere uomo, e la passione avvicina i temperamenti affini, trasporta la ragione a nuove altezze.
Charles Baudelaire, Salone del 1846, 1846

I critici sono come gli eunuchi di un harem: sanno come si fa, lo vedono fare tutti i giorni, però non sono capaci di farlo.
Brendan Behan (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Critico. Persona che si vanta di essere incontentabile perché nessuno si sforza di compiacerla.
Ambrose Bierce, Dizionario del diavolo, 1911

Critici si nasce, artisti si diventa, pubblico si muore.
Achille Bonito Oliva, M.D., 1997 (confronta la citazione di Roberto Longhi)

Non bisogna chiedere all'artista più di quanto possa dare, né al critico più di quanto possa vedere.
Georges Braque, Quaderni 1917/47, 1948

L'apprendista critico vada a scuola dagli scassinatori di banche, adoperi lusinghevoli dita... Ma coi testi moderni non abbia riguardi: ricorra alla fiamma ossidrica, all'esplosivo.
Gesualdo Bufalino, Il malpensante, 1987

Oggi un critico che non scriva un romanzo si considera disonorato.
Gesualdo Bufalino, Il malpensante, 1987

Pessimo critico, quel poeta. Ma miglior critico che poeta.
Gesualdo Bufalino, Il malpensante, 1987

Una cosa si dimentica volentieri: che uno scrittore, anche il più indegno, è il celebrante d’una messa, poco importa quanto scomunicabile, quanto risibile... Mentre un critico, anche il più degno, è solamente un sacrestano.
Gesualdo Bufalino, Bluff di parole, 1994

Alla perspicacia d’un critico una dose di pregiudizio e malanimo giova. L’odio vero e proprio non è necessario, ma aiuta.
Gesualdo Bufalino, Bluff di parole, 1994

Allo stesso modo degli scrittori, i critici si dividono in umidi e secchi (ma anche in grassi e magri, vegetariani e carnivori...). Si danno quindi tre casi: di chi, umido o secco, s’incontra col suo simile e lo accoglie; oppure col suo diverso e lo scaccia; di chi, infine, timoroso di indulgere alle proprie inclinazioni o allergie, tiene a freno le prime e si vaccina contro le seconde. Non è detto che il più prudente sia il giudice più valoroso.
Gesualdo Bufalino, Bluff di parole, 1994

Critici. Le pulci s’attaccano dove trovano il sangue più nutriente.
Gesualdo Bufalino, Bluff di parole, 1994

Metamorfosi del critico: fu un tempo giudice areopagita; quindi patrono; quindi complice e sodale dello scrittore. Oggi, novanta volte su cento, mezzano e giullare del re.
Gesualdo Bufalino, Bluff di parole, 1994

In un critico la tendenza alla pinguedine è segno buono: vuol dire che sta molto seduto, che legge prima di scrivere.
Gesualdo Bufalino, Bluff di parole, 1994

Occhi di critici: miopi, ipermetropi, astigmatici. E nessuno che vada dall’oculista.
Gesualdo Bufalino, Bluff di parole, 1994

[Il critico è] la cavia dell'arte, il banco di prova di quell'influenza che l'arte dovrà poi, a largo raggio, esercitare sulla società.
Maurizio Calvesi, cit. su La Fiera Letteraria, 1967

Noi critici facciamo quello che possiamo. La nostra vera missione è spazzare via le migliaia di aborti che ogni giorno, oscenamente, tentano di venire al mondo.
Carini (Jean Rougeul), in 8½, 1963

I critici giudicano le opere e non sanno di essere giudicati.
Jean Cocteau, La difficoltà di essere, 1947

I critici sono spesso persone che avrebbero voluto essere poeti, storici, biografi ecc., se avessero potuto; hanno messo alla prova il loro talento nell'una o nell'altra cosa, e non hanno avuto successo; perciò si sono dati alla critica.
Samuel Taylor Coleridge, Letture su Shakespeare e Milton, 1811/12

La poesia mette il critico di fronte a un'alternativa: o parlare di tutto tranne che di poesia o non parlare di nulla se parla solo di poesia.
Nicolás Gómez Dávila, In margine a un testo implicito, 1977/92

Il critico letterario deve avere una filosofia ma non deve saperlo.
Nicolás Gómez Dávila, Tra poche parole, 1977/92

Fino a ieri gli scrittori lamentavano la mancanza di critici. Oggi mute di critici battono instancabili la campagna. Un tempo non c'era chi mangiasse, oggi non c'è nulla da mangiare.
Nicolás Gómez Dávila, Tra poche parole, 1977/92

I critici gironzolano come cani curiosi tra le grinfie dei grandi scrittori morti. Ah, se il vecchio leone si svegliasse!
Nicolás Gómez Dávila, Tra poche parole, 1977/92

Il critico d'arte normalmente condanna l'opera che meglio osserva quei princìpi in nome dei quali
egli la giudica.
Nicolás Gómez Dávila, Tra poche parole, 1977/92

Il critico formula giudizi impersonali solo quando è venduto. Il critico che non è complice è semplicemente cieco.
Nicolás Gómez Dávila, Tra poche parole, 1977/92

Il grande critico è la somma tanto delle sue eccentricità e dei suoi capricci quanto dei suoi giudizi azzeccati.
Nicolás Gómez Dávila, Tra poche parole, 1977/92

Il critico è simile all'attore; entrambi non riproducono semplicemente il mondo poetico, ma lo integrano.
Francesco De Sanctis, Saggi critici, 1866

Si dice che il poeta nasce; anche il critico nasce; anche nel critico ci è una parte geniale, che gli dee dar la natura.
Francesco De Sanctis, Saggi critici, 1866

Che sciocca occupazione quella d'impedirci di provare un piacere o farci arrossire di quello che abbiamo provato! È l'occupazione del critico.
Denis Diderot, Pensieri sulla pittura, la scultura, l'architettura e la poesia, 1772

Per molti versi la professione del critico è facile: rischiamo molto poco, pur approfittando del grande potere che abbiamo su coloro che sottopongono il proprio lavoro al nostro giudizio; prosperiamo grazie alle recensioni negative, che sono uno spasso da scrivere e da leggere. Ma la triste realtà a cui ci dobbiamo rassegnare è che nel grande disegno delle cose, anche l'opera più mediocre ha molta più anima del nostro giudizio che la definisce tale. Ma ci sono occasioni in cui un critico qualcosa rischia davvero. Ad esempio, nello scoprire e difendere il nuovo. Il mondo è spesso avverso ai nuovi talenti e alle nuove creazioni: al nuovo servono sostenitori!
Ego, in Ratatouille, 2007

Pensare prima di parlare è la parola d'ordine del critico. Parlare prima di pensare è quella del creatore.
Edward Morgan Forster, Two Cheers for Democracy, 1951

Il critico pretende d'insegnare all'artista quel che lui non imparerà mai.
Roberto Gervaso, Il grillo parlante, 1983

Siate umani: se avete un figlio che non sa distinguere i colori, fatene un critico d'arte piuttosto che un macchinista ferroviario.
Rémy de Gourmont, I passi sulla sabbia, 1919

I biasimi di molti critici non hanno altra ragione che la incapacità di essi critici d'intendere le opere che pretendono di giudicare.
Arturo Graf, Ecce Homo, 1908

Chiedere a uno scrittore in attività cosa ne pensa dei critici è come chiedere a un lampione cosa ne pensa dei cani.
Christopher Hampton, su Sunday Times Magazine, 1977

Un "critico" è un uomo che non crea nulla e proprio perciò si ritiene qualificato a giudicare il lavoro degli uomini creativi. Vi è logica, in questo: lui non ha preconcetti... odia allo stesso modo tutti gli individui creativi.
Robert Anson Heinlein, Lazarus Long l'Immortale, 1973

I critici ti stanno sempre alla gola o ai piedi.
Stanley Kubrick, cit. in John Baxter, Stanley Kubrick. Una biografia, 1997

Il critico deve stare tutto o sulla scena o sulla platea, altrimenti il sipario gli cadrà sul collo come una ghigliottina.
Stanisław Jerzy Lec, Pensieri spettinati, 1957

Critici si nasce, artisti si diventa.
Roberto Longhi, Quesiti Caravaggeschi, 1928/29

Un saggio scetticismo è il primo attributo di un buon critico.
James Russell Lowell, Saggi letterari, 1864/90

Non ho mai capito la "funzione" del critico. Dovrebbe forse controllare l'esattezza di un'espressione artistica per stilare classifiche o usare con maggiore appropriatezza gli aggettivi "migliore" e "peggiore"? Dovrebbe mettersi a indagare l'intenzione di uno scrittore, di un pittore, di un musicista esplorandone psiche, cultura, emozione, malattie intercorrenti, conto in banca, temperatura delle guance? Non mi stupisco se qualcuno o tutti fanno commenti, ma la critica, quella che alcuni chiamano critica, mi appare come una disprezzabile invasione di campo.
Mina, su Vanity Fair, 2013

I critici malvagi maligni e malevoli sono i boia dello spirito.
Alessandro Morandotti, Minime, 1979/80

Considerato il godimento che procura il criticare, sarebbe giusto che i critici retribuissero gli autori (in misura proporzionale alle stroncature) .
Alessandro Morandotti, Minime, 1979/80

Critici alla ricerca di testi che si adattino ai loro giudizi prefabbricati.
Alessandro Morandotti, Minime, 1979/80

In un punto la solidarietà fra letterati e artisti è granitica: nell'odio dei critici e nel negare ogni ragion d'essere della critica.
Alessandro Morandotti, Minime, 1979/80

Un critico che non si faccia temere perde prima la considerazione e poi l'impiego.
Alessandro Morandotti, Minime, 1979/80

Gli insetti pungono non per cattiveria, bensì perché vogliono vivere anch'essi: così anche i nostri critici; essi vogliono il nostro sangue, non il nostro dolore.
Friedrich Nietzsche, Umano troppo umano II, 1879/80

Ogni critico ha tre sorta di avversari: quelli che ha biasimati; quelli che non ha mai nominati; quelli che ha lodato una volta sola, molti anni addietro e che, per quanto s'intenerisca, non riesce più a lodare. Questi sono i più accaniti.
Ugo Ojetti, Sessanta, 1937

Chiedere a uno scrittore cosa pensa dei critici, è come chiedere a un lampione cosa pensa dei cani.
John Osborne, su Time, 1977

Ogni critico è propriamente una donna nell'età critica, astioso e refoulé. [1]
Cesare Pavese, Il mestiere di vivere, 1935/50 (postumo, 1952)

Il critico è un signore come te e come me, al quale piace o non piace; talvolta deve scrivere che non gli piace. E scrive che gli piace, anche se non gli piace, quando lo pagano.
Pitigrilli, La donna di 30, 40, 50, 60 anni, 1967

A volte lo spettatore meno avvertito è proprio il critico.
Gigi Proietti, intervista a TV Sorrisi e Canzoni, 2003

Critico: autore mancato.
Charles Régismanset, Nuove contraddizioni, 1939

Il critico è un soldato che spara sulle sue truppe, o che passa dalla parte del nemico, il pubblico.
Jules Renard, Diario, 1887/1910 (postumo, 1925/27)

È noto che gli autori sono una razza estremamente suscettibile. Chi potrebbe sostenere il contrario? In effetti ne conosco solo un'altra ancor più suscettibile: quella dei critici. Perché su una dozzina di autori che non se la sono presa poi troppo se un critico ha trovato da ridire sulla loro opera, l'ha sbeffeggiata o l'ha condannata, che hanno anche accettato tranquillamente la soddisfazione con cui quello ha messo in dubbio la loro onestà di artisti o la rettitudine del loro carattere, non c'è nemmeno un critico che sia disposto a tollerare un'obiezione sull'infallibilità dei propri giudizi o il più lieve dubbio sulla propria spregiudicatezza senza definire con sprezzo o indignazione l'autore che ha osato tanto.
Arthur Schnitzler, Il libro dei motti e delle riflessioni, 1927

Al vero critico balza subito agli occhi se un'opera che può essere più o meno riuscita nei particolari sia stata creata per necessità interiore o per qualche ragione esterna. Ma anche l'artista capisce, con non minore infallibilità, se il giudizio emesso dal critico, sia esso di approvazione o di rifiuto, nasce da un interessamento obiettivo o è offuscato da una serie di altri motivi.
Arthur Schnitzler, Il libro dei motti e delle riflessioni, 1927

Di fronte a qualche giudizio che leggo sulla stampa mi accade di pensare per prima cosa: «Com'è intelligente, com'è azzeccato, com'è equilibrato! Ne sottoscriverei ogni parola». Eppure non riesco a provare una vera gioia; perché avverto subito l'impulso di chiedere al critico: detto tra noi, amico mio, avresti scritto le stesse cose se non provassi una particolare simpatia per l'autore di cui hai giudicato l'opera? O se le lodi che hai intonato non ti procurassero un qualche vantaggio morale o (fosse pure per via indiretta) d'altro genere? O se in questo caso non avessi colto una specifica occasione per far brillare la tua intelligenza? Insomma - mi chiedo alla fine - se per caso l'opera fosse stata di un altro avresti notato che meritava il tuo plauso? E se l'avessi notato, pensi che sarebbe valsa la pena di metterlo nero su bianco o addirittura di pubblicarlo sul giornale?
Arthur Schnitzler, Il libro dei motti e delle riflessioni, 1927

La prima domanda del critico dovrebbe essere: opera, cos'hai da dirmi? Ma questo di solito lo preoccupa poco. Il suo primo impulso è piuttosto: dunque, opera, fa' attenzione a quello che ho da dirti!
Arthur Schnitzler, Il libro dei motti e delle riflessioni, 1927

Quante volte accade - e non sempre necessariamente con cattive intenzioni - che il critico trasfonda la propria idea fissa nell'opera di un autore e non riesca a vedere in essa nient'altro che quell'idea, da cui è posseduto in dimensioni maniacali; mentre per l'autore si tratta di un'idea che rappresenta solo un elemento della sua opera, e nemmeno il più importante tra una dozzina d'altri.
Arthur Schnitzler, Il libro dei motti e delle riflessioni, 1927

Quasi tutte le obiezioni nei riguardi di un'opera d'arte possono avere una loro giustificazione, se prendono le mosse da un punto di osservazione particolarmente elevato. Ma quando si guarda la gente che osa insediarsi in quel punto di osservazione, spesso vien voglia di chiedere scuotendo la testa: da dove prendete il coraggio per arrampicarvi fin lassù? Cosa andate cercando a quelle altezze? Non temete che la più lieve folata di vento possa farvi precipitare?
Arthur Schnitzler, Il libro dei motti e delle riflessioni, 1927

Vi sono critici, ognuno dei quali opina di poter stabilire che cosa è buono e che cosa è cattivo - credono infatti che la loro trombetta da bambini sia la tromba della Fama.
Arthur Schopenhauer, Parerga e paralipomena, 1851

I critici non sanno discernere il genuino dal falso, né l'avena dalla pula, né l'oro dal rame e non s'accorgono dell'enorme distanza intercorrente fra una testa comune e quella più rara.
Arthur Schopenhauer, Parerga e paralipomena, 1851

Di fronte a un’opera di dubbia qualità ma di straordinario successo di pubblico, accade, a volte, che anche il critico piú severo si mostri fin troppo indulgente. Ciò costituisce un’imperdonabile debolezza per un esperto, il quale dovrebbe sempre porsi dinanzi al successo di un autore con la medesima accortezza che adotterebbe per l’acquisto di un semplice cocomero, del quale, si sa, non basta considerare le dimensioni, bisogna anche tastarne la consistenza.
Giovanni Soriano, Malomondo, 2013

A meno che un critico abbia il coraggio di lodarti senza riserve, io dico, ignora il bastardo.
[Unless a reviewer has the courage to give you unqualified praise, I say ignore the bastard].
John Steinbeck (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Il critico dovrebbe, per poter dare un giudizio definitivo, rifare il corso del mondo sino all'opera d'arte da giudicare, in due parole, essere uguale a Dio.
Adriano Tilgher, Studi sul teatro contemporaneo, 1928

Un critico è un tizio che conosce la strada ma non sa guidare.
Kenneth Tynan, su The New York Times Magazine, 1966

Credo che un critico ne sappia sempre di più sull'opera di un artista dell'artista stesso. Ma, allo stesso tempo, ne sa di meno: la funzione del critico è proprio quella di saperne contemporaneamente di più e di meno dell'artista.
Orson Welles, Io, Orson Welles, 1993

È solo attraverso l’intensificazione della sua propria personalità che il critico può interpretare la personalità e l’opera di altri, e più questa personalità entra con forza nell'interpretazione più reale diventa l’interpretazione.
Oscar Wilde, Il critico come artista, 1889

Il critico ci mostrerà sempre l’opera d’arte in una qualche nuova relazione con la nostra epoca. Lui ci ricorderà sempre che le grandi opere d’arte sono cose vive − sono, infatti, le sole cose vive.
Oscar Wilde, Il critico come artista, 1889

Il temperamento è il requisito primario per il critico – un temperamento suscettibile squisitamente alla bellezza, e alle varie impressioni che la bellezza ci offre.
Oscar Wilde, Il critico come artista, 1889

Nei giorni migliori dell’Arte non c’erano critici d’Arte.
Oscar Wilde, Il critico come artista, 1889

I critici sono come eunuchi: sanno perfettamente come si fa, ma non possono.
Anonimo

Note
  1. Refoulé: "represso", in lingua francese (cfr. citazione di Cesare Pavese)
  2. Vedi anche aforismi, frasi e citazioni su: Critica artistica e letterariaOpera d'Arte - Estetica

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