Papaveri - Aforismi, frasi e poesie

Raccolta di aforismi, frasi e poesie sui papaveri, fiori appartenenti alla famiglia delle Papaveracee. Alcune specie di papavero sono coltivate nei giardini per la bellezza dei loro fiori, che possono essere di colore bianco, di un rosso accesso o di un giallo vistoso. Particolarmente nota è la specie papavero domestico (Papaver somniferum), da cui si estrae l'oppio. In Italia è abbastanza diffuso il papavero comune (Papaver rhoeas), detto anche rosolaccio, dai caratteristici fiori a petali rossi.
In senso figurato, si definiscono "papaveri" sia coloro che annoiano e fanno venire il sonno con i loro discorsi (con riferimento alle proprietà soporifere del papavero da oppio), sia le persone autorevoli e di maggior prestigio nella vita pubblica (con riferimento alla leggenda secondo la quale Tarquinio il Superbo, per mostrare al figlio il metodo più sicuro per impossessarsi di Gabî, fece abbattere nel suo giardino i papaveri più alti, volendo con ciò significare che andavano tolti di mezzo i cittadini più eminenti).
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Estate pose le labbra sul nudo seno della terra,
e lasciò in un papavero la sua impronta infuocata. (Francis Thompson)
Papaveri
© Aforismario

Nelle strade che diventano buie fioriscono i papaveri per il giorno dei Caduti in guerra. Sono fatti di crespo, rossi come i cuori del giorno di san Valentino, e hanno una macchia nera con uno spillo nel mezzo. Li portiamo sui cappotti. Per l'occasione abbiamo imparato a memoria una poesia: Nei campi di Fiandra fioriscono papaveri, trafile e file di croci che segnano le nostre dimore.
Margaret Atwood, Occhio di gatto, 1988

Godiamoci la vita. Tutto sembra nuovo ed eccitante: i papaveri rossi, il buon cibo e la brezza.
Paul Bäumer, in Delbert Mann, Niente di nuovo sul fronte occidentale, 1979

Questo è un anno di papaveri, la nostra / terra ne traboccava poi che vi tornai / tra maggio e giugno, e m’inebriai / d’un vino così dolce così fosco.
Attilio Bertolucci, I papaveri, Viaggio d’inverno, 1971

La reseda è profumatissima e cresce dappertutto, come pure i papaveri, del resto. Appena gli fai un fischio, crescono e fioriscono, e sono i fiori più belli di tutti.
Frances Hodgson Burnett, Il giardino segreto, 1911

È la stagione rossa. Ciliegie e papaveri.
[C'est la saison rouge. Cerises et coquelicots].
Albert Camus, Taccuini, 1935/59 (postumo 1962/89)

Una volta che il cuore si dà al male, è come un papavero che cresce in mezzo al grano.
Agatha Christie, C'era una volta, 1945

Il fiore di papavero è generoso.
Kurt Cobain (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Ondeggia il mare dei papaveri / il cielo assiste quieto e complice / noi respiriamo i nostri aneliti .
Riccardo Cocciante e Mogol, Il mare dei papaveri, 1985

Vidi campo di rossi / papaveri vasto al mio sguardo / come letto di strage, / come flutto ancor caldo / sgorgato da una ecatombe. / Non mai più fervente rossore / veduto avean gli occhi miei grandi, / e tutta la mia vita tremava / dalle radici / come s'io mi svenassi / sul sacro tuo suolo / con vene giganti.
Gabriele D'annunzio, Alcyone, 1903

Il garòfolo e il papavero  / non così vividi ardere mi parvero  / come la bocca tua che dissetai.
Gabriele D'annunzio, Alcyone, 1903

Dormi sepolto in un campo di grano | non è la rosa non è il tulipano | che ti fan veglia dall'ombra dei fossi | ma sono mille papaveri rossi.
Fabrizio De André, La guerra di Piero, 1966

Non aver paura di essere un papavero in un campo di narcisi.
[Never be afraid to be a poppy in a field of daffodils].
Michaela DePrince (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Tutto era passato su lui come acqua sul vetro: senza scalfire la sua natura di contadino che si ergeva intatta paradossale incredibile come un papavero su una strada di asfalto.
Oriana Fallaci, Se il sole muore, 1965

E attraverso i papaveri danzanti / alla mia anima arrivava / una brezza che con tocco / soave la cullava.
[Through the dancing poppies stole A breeze, most softly lulling to my soul].
John Keats (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

O turgidi papaveri carnosi, | fra l'oro del fromento | sbocciati come steli desiosi | e rosseggianti al vento; | amate, poi che tutto si rinnova | ne la feconda luce; | amate: è maggio ne la veste nova | che la vita conduce.
Gesualdo Manzella Frontini, Canzon di Maggio, Ars Nova, 1905

I ciliegi, le dalie, le creste di gallo / I girasoli, le margherite e i papaveri / Perché continuano a fiorire / Ancora e ancora / In questo mondo senza te?
Hara Masumi (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Bambino, la manina nella mano di mia madre, costeggiavo un campo verde e rosso di papaveri in un tempo e luogo che nel ricordo sono di paradiso. Anche oggi quando mi trovo davanti a un campo invaso dai papaveri provo un'ineffabile emozione. Bisognerebbe in silenzio farsi calare e ricercare in solitudine questi tesori.
Fausto Melotti, Linee, 1975/78

Poche piante sono dispettose come i papaveri della California. Soltanto la loro grande bellezza, la loro speciale e inaspettata vigoria giustificano il forte desiderio di averli nel giardino. Scorbutici e veramente dispettosi, ma incantevoli: amano il sole e il secco, i posti ghiaiosi, ma soprattutto essere e restare indisturbati.
Paolo Pejrone, In giardino non si è mai soli, 2002

[I papaveri] da giovani amano essere bagnati, seguiti, diserbati e attentamente guardati. Le loro foglie "parlano": se leggermente gialle chiedono acqua, se troppo scure, la rifuggono. Tra le due, comunque, è meglio scegliere la prima opzione: spesso è meglio un buon colpo di secco. La troppa acqua è causa di infinite complicazioni e spesso di malattie fatali.
Paolo Pejrone, In giardino non si è mai soli, 2002

Come tutte le piante che amano essere lasciate indisturbate, [i papaveri] sono l'ideale per i giardini senza giardiniere, quelli da... abbandonare.
Paolo Pejrone, In giardino non si è mai soli, 2002

Non ami le pareti della tua / stanza. Hai negli occhi i papaveri rossi / in fuga. Il sorriso del giovane / acrobata. Il trionfo / di lui, o della tua / vita quando torna primavera.
Sandro Penna, Poesie, 927-1938

Lo sai che i papaveri son alti, alti, alti, | e tu sei piccolina, e tu sei piccolina, | lo sai che i papaveri son alti, alti, alti, | sei nata paperina, che cosa ci vuoi far...
Nilla Pizzi, Papaveri e papere, 1952

Inseguivo fino alla scarpata, che al di là della siepe saliva scoscesa verso i campi, qualche papavero disperso, qualche fiordaliso rimasto pigramente indietro, che l’ornavano qua e là con le loro corolle così come nella bordatura di un arazzo compare, sparsamente accennato, il motivo agreste che trionferà nel centro; ancora radi, spaziati come le singole case che annunciano già l’approssimarsi di un villaggio, essi mi annunciavano l’immensa distesa dove dilagano le messi, dove la vista di un solo papavero che inalberava in cima alla sua fune e lasciava sferzare dal vento il rosso della sua fiamma al di sopra del nero unto della sua boa, mi faceva battere il cuore, come al viaggiatore che, scorgendo su una terra bassa una prima barca incagliata e un calafato che la ripara, esclama, prima ancora d’averlo visto: Il Mare!
Marcel Proust, Alla ricerca del tempo perduto, 1913/27

Tra giganti di cemento / una piccola ferita / scopre incerta un papavero / stretto, stento e raggrinzito / che mostra in volto il suo pallore. / Non c'è erba che lo culli, / né una spiga / che lucente del suo oro / gli rifletta il caldo sole. / Come un bimbo di città / fermo, immobile, / seduto a guardar la sua TV. / Non le guance arrossate / da una corsa li sul prato / Come quando, ancor piccina, / allegra e un po' accaldata, / mi stendevo li sull'erba / tra papaveri assolati / che scoppiando di salute, / mi guardavano sornioni, / giocando a nascondino / tra quei chicchi d'oro puro / che muovendosi leggeri, / alla brezza del mattino, / mi sfioravano i capelli.
Gabriella Rienzi, Papavero di città, in Ancora papaveri, 2013

Pose le labbra Estate sul nudo seno della terra, / e lasciò in un papavero la sua impronta infuocata: / esso sorse dall'erba come alito di fuoco,  / e il vento lo gonfiò come fiamma danzante.
Summer set lip to earth's bosom bare; / and left the flushed print in a poppy there: / like a yawn of fire from the grass it came, / And the fanning wind puffed it to flapping flame.
Francis Thompson, Il papavero, 1891

Note
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