Psicosi - Frasi e citazioni sugli Psicotici

Raccolta di aforismi, frasi e citazioni sulle psicosi e sugli psicotici, con un paragrafo sulla differenza tra nevrosi e psicosi. Con il termine "psicosi" si indica un insieme di gravi disturbi psichici caratterizzati fondamentalmente da: origine che può essere organica o psicogena; disgregazione della personalità; alterazione del senso della realtà; disadattamento sociale; presenza di allucinazioni o deliri. Lo studio delle cause che stanno alla base delle psicosi rappresenta uno dei problemi più complessi dell'intera psichiatria a cui, ancora oggi, non si è riusciti a dare soluzioni certe. Molti sono i fattori chiamati in causa, e l'unica certezza sembra essere che nessuno di essi preso singolarmente è di per sé sufficiente a produrre una psicosi, ma che occorrano diversi fattori che interagiscono tra loro in maniera e in misura differente da caso a caso. I principali di questi fattori sono di carattere ereditario, biologico, relazionale e psichico.
Su Aforismario trovi altre raccolte di citazioni correlate a questa sulla schizofrenia, la psichiatria, la salute mentale e i disturbi psichici
Nevrotico: colui che costruisce castelli in aria. Psicotico: colui che vi abita.
Psichiatra: colui che riscuote l'affitto.
(Foto: Marty Feldman / Igor, Frankenstein Junior 1974)
1. Psicosi
© Aforismario

Le persone estremamente narcisistiche quando devono incassare una sconfitta, in genere non si riprendono. Poiché la loro realtà interiore, soggettiva, e quella esteriore, oggettiva, sono completamente lacerate, possono diventare psicotiche, oppure soffrire di qualche altro grave disturbo mentale.
Erich Fromm, Anatomia della distruttività umana, 1973

La psicosi, se vogliamo darne una definizione generica, è il più completo narcisismo, dal quale è praticamente assente ogni relazionalità con il mondo oggettivo così com'è.
Erich Fromm, I cosiddetti sani, 1991 (postumo)

La fuga nella psicosi permette di vivere, come apparentemente realizzato, ciò che la realtà non offre, sebbene generalmente in modo ambiguo. Nella psicosi insorgono in modo deliroide ed allucinatorio, tutte le angosce e le miserie, come pure tutte le speranze e tutti i desideri, confusamente e consecutivamente come se fossero realizzati realmente.
Karl Jaspers, Psicopatologia generale, 1913/59 [1]

Le psicosi sono il campo più ristretto dei disturbi psichici, che per la coscienza generale aprono un abisso fra malato e sano. La loro base è in quegli eventi morbosi che sopraggiungono essenzialmente per trasmissione ereditaria, in determinate epoche della vita, oppure che sono provocati essenzialmente da lesioni esogene.
Karl Jaspers, Psicopatologia generale, 1913/59 [1]

Lo psicotico ha difficoltà a capire chi è lui stesso come soggetto, come persona, con il proprio corpo, e come individuo sociale. Ne è espressione la presenza costante di un'ansia psicotica, che è l'angoscia di perdere il centro e il controllo di sé e del proprio mondo. Si può dire che lo psicotico, in qualche misura, ha perso le coordinate di se stesso.
Giovanni Jervis, Manuale critico di psichiatria, 1975

Le caratteristiche centrali della psicosi sono la destrutturazione della realtà esterna così come viene percepita e vissuta, e la destrutturazione della propria interna unità e identità psicologica. 
Giovanni Jervis, ibidem

Essere psicotici può significare vivere un episodio che può durare poche ore e poi sparire senza lasciare residui; può significare vivere per anni in uno stato psicologico quasi del tutto normale, salvo per qualche piccola difficoltà nel rapporto interpersonale e nella consapevolezza di sé; può significare, ,all'opposto, essere a lungo in una condizione di disgregazione della personalità in cui il rapporto con la realtà è ridotto a brandelli di lucidità in un caos di terrori e di esperienze di sogno. 
Giovanni Jervis, Manuale critico di psichiatria, 1975

Psicosi può significare, e significa molto spesso, vivere con alterne vicende una situazione in equilibrio instabile.
Giovanni Jervis, ibidem

Ogni psicotico, anche se ha un comportamento che a prima vista appare incomprensibile, può essere compreso nei suoi meccanismi psicologici, nelle motivazioni delle sue reazioni, nei suoi stati di animo: ma occorre, per riuscirei, avvicinarsi a questa persona con simpatia, desiderio di capire e, talora, con molto tempo e molta pazienza. 
Giovanni Jervis, Manuale critico di psichiatria, 1975

La psicosi è più "prossima" alla vita quotidiana e alla psicologia normale di quanto si ritenga comunemente. La psicosi è infatti sempre una delle possibilità della mente umana. 
Giovanni Jervis, Manuale critico di psichiatria, 1975

Per ragioni interne soggettive possono avvenire mutamenti di personalità nei quali le cause o le occasioni esteriori non hanno che poca o punta importanza. Ciò succede di regola nei mutamenti morbosi della personalità. Quei casi di psicosi che costituiscono una chiara e semplice reazione a un avvenimento esteriore e sbalorditivo sono rarità; di modo che per la psichiatria la disposizione patologica, ereditaria o acquisita, è il fattore etiologico più importante.
Carl Gustav Jung, L'Io e l'inconscio, 1928

La psicosi diventa comprensibile quando, e soltanto allora, si riesca a raccogliere dallo stesso paziente la storia del suo io, anziché la solita anamnesi psichiatrica che di solito si raccoglie in questi casi, e cioè la storia del sistema del falso io.
Ronald Laing, L'Io diviso, 1960 [2]

La salute mentale, o la psicosi, si misura col grado di convergenza o divergenza esistente fra due persone, una delle quali sia, per comune consenso, sana di mente.
Ronald Laing, L'Io diviso, 1960

«Psicotico» è il nome che riserviamo all'altra persona che sta con noi in un rapporto disgiuntivo particolare. È solo per questa disgiunzione interpersonale che cominciamo a chiedere un'analisi delle urine e a cercare anomalie nel suo elettroencefalogramma.
Ronald Laing, L'Io diviso, 1960

Se è stata raggiunta una condizione di sicurezza ontologica primaria, le normali circostanze della vita non presentano una minaccia continua per la propria esistenza. Ma se questa base per vivere non è stata raggiunta, tutte le circostanze comuni della vita quotidiana costituiscono un pericolo continuo e mortale. Solo rendendosi conto di ciò è possibile cominciare a capire come possano svilupparsi certe psicosi.
Ronald Laing, L'Io diviso, 1960 [2]

L'io corporeo non è una fortezza inviolabile che difenda contro il deterioramento prodotto dai dubbi e dalle incertezze ontologiche: in se stesso non può garantire l'immunità dalla psicosi.
Ronald Laing, L'Io diviso, 1960

Ciò che si chiama psicosi non è altro, talvolta, che una brusca rimozione del velo del falso io, che era servito finora a conservare una normalità esteriore della condotta, anche se forse già da tempo questa non rifletteva più in alcun modo le condizioni reali del vero io nascosto.
Ronald Laing, L'Io diviso, 1960

Può succedere che la psicosi abbia un inizio improvviso e drammatico, e manifestazioni tanto chiare da non lasciare alcuna possibilità di dubbio sulla diagnosi; ma in moltissimi altri casi, può succedere che in luogo di un cambiamento qualitativo repentino ed evidente, si abbia piuttosto un passaggio graduale, che può durare degli anni senza che vi sia un momento preciso in cui appaia chiaramente che il punto critico è stato varcato.
Ronald Laing, L'Io diviso, 1960 [2]

Evoluzione dell'idea di psicosi nella mente dei familiari. Buono-cattivo-pazzo.
Ronald Laing, ibidem

La psicosi diventa comprensibile quando, e soltanto allora, si riesca a raccogliere dallo stesso paziente la storia del suo io, anziché la solita anamnesi psichiatrica che di solito si raccoglie in questi casi, e cioè la storia del sistema del falso io.
Ronald Laing, L'Io diviso, 1960

L'ex psicotico, anche se ha imparato a vivere nel presente, non dimentica quando nel passato era preda della paura. Adesso, per l'azione combinata del presente e del passato, può andare più a fondo nei problemi di chi ha sempre vissuto nel presente e non ha mai avuto paura.
Marcello Valgattarri, Aforismi e note di un ex psicotico, 2005

Il nevrotico costruisce castelli in aria, lo psicotico ci vive dentro.
Mia madre li pulisce. (Rita Rudner)
2. Psicosi e Nevrosi
© Aforismario

La nevrosi si distingue dalla psicosi in termini di qualità: in linea del tutto generale nella nevrosi, per quanto si possa essere devastati dalla sofferenza, l’Io è presente ed è consapevole del suo disagio. Nella psicosi, invece, l’Io viene assorbito dalla malattia stessa e la consapevolezza
Aldo Carotenuto, La nostalgia della memoria, 1988

L'etiologia comune che determina lo scoppio di una psiconevrosi o di una psicosi rimane sempre la frustrazione, il mancato appagamento di uno di quegli invincibili desideri infantili che nella nostra organizzazione, filogeneticamente determinata, hanno radici così profonde.
Sigmund Freud, Nevrosi e psicosi, 1923

La differenza genetica più importante tra le nevrosi e le psicosi: la nevrosi sarebbe l'effetto di un conflitto tra l'Io e il suo Es, mentre la psicosi rappresenterebbe l'analogo esito di un perturbamento simile nei rapporti tra Io e mondo esterno.
Sigmund Freud, Nevrosi e psicosi, 1923

La nevrosi non rinnega la realtà e semplicemente di essa non vuole sapere nulla; la psicosi invece rinnega la realtà e cerca di rimpiazzarla.
Sigmund Freud, La perdita di realtà nelle nevrosi e nelle psicosi, 1924

Nevrosi e psicosi sono entrambe espressioni della ribellione dell'Es contro il mondo esterno, del suo dispiacere, o, se preferite, della sua incapacità di adattarsi alla dura realtà.
Sigmund Freud, ibidem

Nella psicosi la parte della realtà che è stata rigettata torna continuamente a imporsi alla vita psichica, così come fa nella nevrosi la pulsione rimossa.
Sigmund Freud, ibidem

La netta distinzione fra nevrosi e psicosi si attenua per il fatto che anche nella nevrosi non mancano i tentativi di sostituire la realtà indesiderata con una realtà più consona ai propri desideri. La possibilità di far questo è offerta dall'esistenza del mondo della fantasia, di un regno cioè che a suo tempo, quando fu instaurato il principio di realtà, fu separato dal mondo esterno reale, e da allora è stato risparmiato dalle esigenze e dalle necessità della vita come una sorta di “territorio protetto”.
Sigmund Freud, La perdita di realtà nelle nevrosi e nelle psicosi, 1924

Dalla lettura di un manuale di psichiatria e dallo studio delle nevrosi e delle psicosi si può ricavare l'idea che tali patologie siano delle risposte che l'individuo dà al problema dell'esistenza umana. Si può quindi affermare che ad ammalarsi di nevrosi e psicosi sono proprio le persone più sensibili della media alla questione del senso della vita.
Erich Fromm, I cosiddetti sani, 1991 (postumo)

I nevrotici studiano psicologia e gli psicotici filosofia.
Umberto Galimberti, Comunicazione e Linguaggi non Verbali, Università Ca' Foscari, Venezia, 2007

Secondo la psichiatria tradizionale, le psicosi non sono altro che una serie di malattie mentali, e le nevrosi un'altra serie di malattie, meno gravi. Le nevrosi sarebbero anzi non tanto "malattie" quanto piuttosto "disturbi"; le psicosi sarebbero invece vere malattie, in quanto simili alle malattie del corpo. In realtà, se è vero che la condizione psicologica del nevrotico non è dovuta a vera malattia, lo stesso può dirsi per la maggior parte delle condizioni di psicosi.
Giovanni Jervis, Manuale critico di psichiatria, 1975

La differenza principale fra i disturbi di tipo nevrotico e quelli di tipo psicotico sta nel tipo di rapporto che il soggetto intrattiene con la realtà. Nel caso del nevrotico il soggetto ha disturbi e sofferenze che possono ostacolarlo anche molto gravemente nella sua vita quotidiana: ma egli interpreta la realtà, cioè il mondo, secondo i modi e i criteri tipici dell'ambiente sociale in cui vive ed è stato educato. Nelle condizioni di sofferenza psicotica, invece, la personale interpretazione della realtà da parte del soggetto è difficile da capire da parte di coloro che appartengono al suo stesso ambiente culturale. 
Giovanni Jervis, Manuale critico di psichiatria, 1975

Nevrotico significa che non sei sensibile quanto lo sono io, psicotico che sei anche peggio di mio cognato.
Karl Augustus Menninger (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

La somma dei sentimenti, delle conoscenze, delle esperienze, cioè il peso totale della civiltà, è diventato così grande, che una sovreccitazione delle forze nervose e di pensiero è oggi il pericolo generale ; anzi, le classi colte dei paesi europei sono diventate completamente nevrotiche e quasi ciascuna delle loro famiglie più grandi si è avvicinata, in qualche membro, alla pazzia.
Friedrich Nietzsche, Umano troppo umano, 1878

Il nevrotico costruisce castelli in aria, lo psicotico ci vive dentro. Mia madre li pulisce. 
Rita Rudner (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Nevrotico: colui che costruisce castelli in aria. Psicotico: colui che vi abita. Psichiatra: colui che riscuote l'affitto. 
Anonimo (attribuito a Jerome Lawrence e Robert Webb-Johnstone - vedi "Citazioni errate" su Aforismario)

Note
  1. Karl Jaspers, Genio e follia. Strindberg e Van Gogh, © 2001 Raffaello Cortina Editore, traduzione di Brigitte Baumbusch e Mario Gandolfi.
  2. Ronald Laing, L'io diviso, © 1969 Giulio Einaudi editore, traduzione di David Mezzacapa.
  3. Vedi anche aforismi, frasi e citazioni su: Schizofrenia - Manicomio - PsichiatriaSalute mentale e Disturbi psichici

Nessun commento: