Siena e Senesi - Aforismi, frasi e proverbi

Raccolta di aforismi, frasi e citazioni su Siena e sui senesi. Siena è un comune italiano con più di 50.000 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia in Toscana. La città di Siena è conosciuta nel mondo per il suo notevole patrimonio storico, artistico, paesaggistico e per il celebre Palio. Nel 1995 il centro storico di Siena è stato inserito dall'UNESCO nel Patrimonio dell'Umanità.
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Siena. Un’opera d’arte unica,
che non ha paragone nel nostro mondo occidentale. (Bernard Berenson)
Siena
© Aforismario

Or fu già mai | gente sì vana come la sanese?
Dante Alighieri, Inferno, Divina Commedia, 1304/21

[Siena]. Un’opera d’arte unica, che non ha paragone nel nostro mondo occidentale... un solo animale completo, con testa, cuore, arterie, zampe, di cui rimane lo scheletro quasi intatto, depositato su tre colli. 
Bernard Berenson (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Le 17 contrade di Siena, divise da rivalità secolari, insieme condividono e preservano lo spirito d'indipendenza e di orgoglio di tutta la città. E in questo senso tutti i toscani, alla fine, sono un po' contradaioli
Enzo Biagi, Corriere della Sera, 1998

Siena vista alle otto del mattino da Santa Maria dei Servi, cielo puro, sole, il pezzo di muro obliquo che fa la visione più netta nella vicina lontananza, è un sogno di Buongoverno. Questa visione di una creazione umana commuove, se pensi intensamente che, in questo mondo e tempo, è unica. Siena mattutina, asciutto porto di nervi riposati e attivi, tesa come una nave di Lepanto, una trireme di Salamina.
Guido Ceronetti, Il silenzio del corpo, 1979

Più sottilmente oppressiva, per la sua morfologia urbana, di una città industriale sgangherata e schiacciante è Siena: sei nel Labirinto, in un soave e implacabile labirinto. Le strade s'incastrano nelle strade, giri intorno a invisibili perni, tornato allo stesso punto ricominci lo stesso giro tra portoni bellissimi che portano a bocche sigillate, manca l'albero, c'è sempre il muro, temi di non uscirne più. Perfetta città di religione: uscivi facilmente dal labirinto senese guardando, pensando al cielo, concentrandoti su figure di abitanti del cielo. Oggi, persa la via del cielo, a Siena sei un prigioniero.
Guido Ceronetti, Il silenzio del corpo, 1979

In un mondo in cui i rapporti interpersonali si fanno sempre più difficili, in una società in cui cadono ad uno ad uno i miti e le certezze, a Siena la Contrada rimane. 
Daniele Magrini, su La Nazione, 1986

S'entra nel senese come nel burro. E qualcosa di burritoso è infatti non solo nel parlare, ma nei modi, in quell'atteggiar del viso al complimento, al sorriso riguardoso, all'occhiata liscia del padron di casa bene educato, e un po' timido, all'ospite forestiero.
Curzio Malaparte, Maledetti Toscani, 1956

A dirlo fra noi, la gentilezza sta di casa solo a Siena. Altrove, nel resto della Toscana, è civiltà di modi, e non di voce, di piglio, di tono, di parole. Civiltà, non gentilezza: che son due cose diverse.
Curzio Malaparte, Maledetti Toscani, 1956

Per fortuna, la natura, che fa le cose come si deve, ha provveduto a mettere intorno a Siena e ai senesi una cintura di gente viva, che parla a voce alta e pensa forte, e mangia e beve e respira e combatte e cammina e fa all'amore a muso duro, perché la gentilezza senese non diventi contagiosa, e non ingentilisca troppo i toscani, che stan bene così come sono, tutti occhiacci, gomiti, e nocche.
Curzio Malaparte, Maledetti Toscani, 1956

V'è la terra senese, che è proprio di quel colore che i pittori chiaman «terra di Siena», e la ritrovi nei capelli delle donne, nelle nuvole, nelle chiome degli alberi, nello stesso cielo, in quel cielo terroso dove ondeggiano le crete d'Asciano: per quella virtù che hanno i senesi di mescolare le cose celesti alle cose terrene e di rifare il cielo con la stessa materia di cui è fatta la terra.
Curzio Malaparte, Maledetti Toscani, 1956

Ritengo Siena e i senesi una delle comunità più civili non d'Italia ma del mondo: per di più ricca di sense of humour.
Gianluigi Melega, Siena merita un volto migliore, su la Repubblica, 1985

Siena vive delle sue Contrade e per le sue Contrade non solamente nei giorni del Palio, ma tutto l'anno. Esse perpetuano tra i cittadini usi e costumi spiccatamente comunali, raffermano vincoli religiosi e civili.
Piero Misciatelli (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Per avere una visione esatta di Siena è bene precisare che ci troviamo di fronte non tanto a una città quanto a una confederazione di diciassette città. E questo è tanto vero che il territorio è diviso da confini stabiliti prima dalla consuetudine e, dopo, da una legge di Stato (1729) che ebbe ed ha tuttora pieno valore giuridico.
Giulio Pepi (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Siena, città misteriosa perché fatta a chiocciola, con le vie attorcigliate l’una sull'altra, ci attende sotto le torri e una luna enorme. È la città d’Italia rimasta più intera: una città del Medio Evo.
Guido Piovene, Viaggio in Italia, 1957

Malgrado le violenze dei deturpatori, tanto più gravi perché perpetrate a danno di una città coerente come un corpo o un racconto, i motivi di meraviglia rimangono sempre gli stessi.
Guido Piovene, Viaggio in Italia, 1957

Siena resta medievale e quasi immobilizzata nel tempo. La meraviglia nasce dalla visione di uno scheletro intatto di città medievale, che non ha nulla di archeologico. La vita d’oggi con le sue accese passioni vi ribolle quasi con furia; mai, nemmeno per un istante, si ha l’impressione di vivere in un anacronismo. 
Guido Piovene, Viaggio in Italia, 1957

A Siena si hanno quei momenti perfetti, in cui il passato più lontano risale a galla fino a noi, confondendosi col presente, diventandogli contemporaneo.
Guido Piovene, Viaggio in Italia, 1957

Il mistero della città viene dalle sue strade, strette, curve, girate le une sulle altre, a forma di spirale o di chiocciola; o, se vogliamo prendere il paragone più vieto, dei petali d’una rosa che si coprono con i loro strati.
Guido Piovene, Viaggio in Italia, 1957

È questo il primo e il più grande incanto di Siena. Vi si scoprono palazzi e chiese, chiusi nel ghirigoro della città medievale, o svettanti fuori di essa.
Guido Piovene, Viaggio in Italia, 1957

L'attaccamento alla Contrada non ha nulla a che fare con le idee, col partito politico, con gli interessi. Dipende in modo esclusivo dal luogo di nascita, dall'atavicità, da tutto quello insomma che è prenatale; non è pensiero, ma passione contratta con il semplice venire al mondo. L'uomo di Siena sente più profondo di tutto, di fronte alla propria Contrada, quello che fu chiamato «il demone di appartenenza».
Guido Piovene, Viaggio in Italia, 1957

Che chiarità tranquille per queste campagne, che si mettono stese per stare più comode! Che silenzii là dall'orizzonte e dentro di me! La strada per tornare a Siena è là. Vado.
Federigo Tozzi, Bestie, 1917

La mia anima, per aver dovuto vivere a Siena, sarà triste per sempre: piange, pure che io abbia dimenticato le piazze dove il sole è peggio dell'acqua dentro un pozzo, e dove ci si tormenta fino alla disperazione. Ma i miei brividi al tremolio bianco degli olivi! E quando io stavo fermo, anche più di un'ora, senza saper perché, allo svolto di una strada, e la gente mi passava accanto e mi pareva di non vederla né meno! Città, dove la mia anima chiedeva l'elemosina, ma non alla gente! Città, il cui azzurro mi pareva sangue! 
Federigo Tozzi, Bestie, 1917

Cor magis tibi Sena pandit.
Siena ti apre un cuore più grande [della porta che stai attraversando]
Iscrizione su Porta Camollia

Proverbi su Siena
  • Bandi da Siena, per chi sì e per chi no.
  • Fiorentini ciechi, Senesi matti, Pisani traditori, Lucchesi signori.
  • Mattoni a Siena, selci a Roma e lastre a Firenze.
  • Passa il piano e varca il monte: troverai Siena di fronte. [1]
  • Panno senese, si rompe prima che si metta in dosso.
  • Quando Siena piange, Firenze ride.
  • Siena di tre cose è piena: di torri, di campane e di donne puttane.
  • Vento senese, acqua per un mese.
  • Voi di Siena avete un santo Sano e v’ammalate, Avete un san Vittore e vu’ perdete, Avete un san Crescenzio e bassi siete, Avete un san Savinio e matti siete, o che razza di Santi vu’ ci avete?
Note
  1. Esempio della proprietà di linguaggio che avevano un tempo i contadini toscani. Una donna, rispondendo a un passante che le chiedeva la strada per Siena, rispose usando propriamente questi due verbi, lasciando stupito il dotto viaggiatore. Il detto sottolinea la proprietà di linguaggio soprattutto nell'uso dei due verbi: passare con pianura e varcare con monte. S’inquadra nella passata ammirazione per la lingua popolare toscana che fu presa anche come modello. [Carlo Lapucci, Dizionario dei proverbi italiani © Mondadori 2007].
  2. Vedi anche aforismi, frasi e citazioni su: Palio di Siena - FirenzePisa - Toscana

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