Simone de Beauvoir - Frasi da "Il secondo sesso" e altri libri

Selezione delle frasi più belle di Simone de Beauvoir (Parigi 1908-1986), filosofa, scrittrice e femminista francese. Simone de Beauvoir ha affermato: "Devo ammettere che la posterità ha su di me un grande vantaggio. Essa conoscerà la mia epoca mentre questa ancora non si conosce. Saprà una quantità di cose che io ignoro. La mia cultura, la mia visione del mondo, le appariranno sorpassate. A parte alcune grandi opere che resistono ai secoli, disdegnerà gli alimenti di cui io mi sono nutrita".
Le seguenti citazioni di Simone de Beauvoir sono tratte da alcune delle sue opere più importanti: Il secondo sesso (1949), Memorie d'una ragazza perbene (1958), Una donna spezzata (1967) e altre.
Simone de Beauvoir
Pirro e Cinea 
Pyrrhus et Cinéas, 1944

Lo schiavo che obbedisce, sceglie l'obbedire.

Tutti gli uomini sono mortali 
Tous les hommes sont mortels, 1946

Se vivi abbastanza a lungo, vedrai che ogni vittoria si muta in una sconfitta.

Per una morale dell'ambiguità
Pour une morale de l'ambiguïté, 1947 

È il desiderio che crea ciò che è desiderabile, è il progetto che pone il fine.

È proprio di ogni morale considerare la vita umana come una partita che si può vincere o perdere, e insegnare all'uomo il modo di vincere.

Il presente non è un potenziale passato, è il momento della scelta e dell'azione.

Non si nasce donne: si diventa. (Simone de Beauvoir)
Il secondo sesso
Le Deuxième Sexe, 1949
© Il Saggiatore - Selezione Aforismario

C'è una strana malafede nel conciliare il disprezzo per le donne con il rispetto di cui si circondano le madri. 

Ciò che dà alle donne chiuse nell'omosessualità un carattere virile non è la loro vita erotica, che, al contrario, le confina in un universo femminile: è l'insieme delle responsabilità che sono costrette ad assumere in quanto fanno a meno degli uomini.

Non si nasce donne: si diventa.

I complessi, le ossessioni, le nevrosi di cui soffrono gli adulti hanno la loro radice nel passato familiare; i genitori che hanno i loro conflitti, i loro problemi, i loro drammi, sono la compagnia meno desiderabile per il bambino.

[Il marito] quando viene a casa, dopo una giornata in cui ha provato la difficoltà di rapporti con gli uguali o la subordinazione ai superiori, ama sentirsi un capo assoluto e dispensare verità incontestate.

La coppia è una comunità i cui membri hanno perso la loro autonomia senza liberarsi della solitudine.

La coppia felice che si riconosce nell'amore sfida l'universo e il tempo; è sufficiente a sé stessa, realizza l'assoluto.

La donna non è vittima di una misteriosa fatalità... Non si deve arrivare alla conclusione che le sue ovaie le condannano a vivere eternamente in ginocchio.

"La femmina è femmina in virtù di una certa assenza di qualità", diceva Aristotele. "Dobbiamo considerare il carattere delle donne come naturalmente difettoso e manchevole"; e San Tommaso ugualmente decreta che la donna è "un uomo mancato", “un essere "occasionale". Proprio questo vuol simboleggiare la storia della Genesi in cui Eva appare ricavata da un osso "in soprannumero di Adamo". 

L'umanità è maschile e l'uomo definisce la donna non in quanto tale ma in relazione a sé stesso; non è considerata un essere autonomo. 

L'umanità preferisce alla vita delle ragioni per vivere.

L'uomo può pensarsi senza la donna: lei non può pensarsi senza l'uomo. Lei è soltanto ciò che l'uomo decide che sia; così viene qualificata "il sesso", intendendo che la donna appare essenzialmente al maschio un essere sessuato: la donna per lui è sesso, dunque lo è in senso assoluto. La donna si determina e si differenzia in relazione all'uomo, non l'uomo in relazione a lei; è l'inessenziale di fronte all'essenziale. 

La verginità ha questa attrattiva erotica solo in quanto va unita alla giovinezza; altrimenti torna ad essere un inquietante mistero.

Nessuno è di fronte alle donne più arrogante, aggressivo e sdegnoso dell'uomo malsicuro della propria virilità. 

Non è sempre il rifiuto a farsi oggetto che porta la donna all'omosessualità; la maggior parte delle lesbiche cerca al contrario di impadronirsi dei tesori della propria femminilità.

Non sono gli individui a essere responsabili del fallimento del matrimonio: è la sua stessa istituzione a essere originariamente perversa. 

Se si mantiene una casta in stato d'inferiorità, essa rimane inferiore: ma la libertà può spezzare il cerchio.

Tra le donne l'amore è contemplativo, non v'è lotta né vittoria, né sconfitta, ognuna è soggetto e oggetto, schiava e padrona.

Una donna può dedicarsi alle donne perché l'uomo l'ha delusa, ma talvolta l'uomo la delude perché essa cercava in lui una donna.

Una donna può dedicarsi alle donne perché l'uomo l'ha delusa,
ma talvolta l'uomo la delude perché essa cercava in lui una donna.
(Simone de Beauvoir)
I mandarini
Les Mandarins, 1954

In tutte le lacrime indugia una speranza.

Memorie d'una ragazza perbene
Mémoires d'une jeune fille rangée, 1958

Gli adulti mi garantivano il mondo, e solo raramente tentavo di penetrarlo senza il loro aiuto.

Il solo legame tra persone che si amano, dovrebbe essere l'amore.

L'educazione che mi avevano dato mi aveva convinta dell'inferiorità intellettuale del mio sesso, inferiorità che molte delle mie compagne ammettevano.

Mi è stato più facile pensare un mondo senza creatore, che un creatore pieno di tutte le contraddizioni del mondo. 

O l'amore fisico si integrava con l'amore puro e semplice e in questo caso era naturale, oppure era una tragica caduta, e io non avevo l'audacia di piombarvi.

Per entrare nel segreto delle cose, prima bisogna darsi a esse.

L'età forte
La Force de l'âge, 1960

La vecchiaia è la parodia della vita.

La forza delle cose
La Force des choses, 1963

Invecchiare è definirsi e stabilire i propri limiti.

La vecchiaia da lontano la si prende per una istituzione, ma in realtà si tratta di giovani che all'improvviso si ritrovano vecchi.

Non si finisce mai di imparare perché non si finisce mai di ignorare.

Quando si scrive, essere donne significa fornire verghe per essere frustate.

Se un dolore viene tenuto temporaneamente lontano, non si può dire che abbia cessato di esistere; è presente persino nella cura con cui si cerca di evitarlo.

Un libro è un oggetto collettivo. I lettori contribuiscono quanto l'autore a crearlo.

Una morte dolcissima
Une mort très douce, 1964 

Non si muore né dell'essere nati; né dell'aver vissuto, né di vecchiaia. Si muore di un «qualche cosa».

Profumo, pellicce, biancheria fine, gioielli: lussuosa arroganza di un mondo dove non c'è posto per la morte; ma essa restava in agguato dietro quella facciata, nel segreto grigiastro delle cliniche, degli ospedali, delle camere chiuse.

Una donna spezzata
La Femme rompue, 1967

Che cos'è un adulto? Un bambino gonfio di anni.

La gente simpatizza più volentieri con l'infelicità anziché con la felicità.

Non si trasforma la propria vita senza trasformare sé stessi.

Vi sono risposte che non avrei la forza di ascoltare e perciò evito di porre le domande.

Mantenute ipocritamente ai margini della società,
le prostitute vi hanno un posto tra i più importanti. (Simone de Beauvoir)
La terza età
La Vieillesse, 1970

I vecchi sono degli esseri umani? A giudicare dal modo con cui sono trattati nella nostra società, è lecito dubitarne.

Per tranquillizzare la coscienza della collettività, gli ideologi hanno forgiato miti, del resto contraddittori, che incitano l'adulto a vedere nell'anziano non un suo simile, ma un "altro": il saggio venerabile che domina dall'alto il mondo terrestre, o il vecchio folle stravagante e vanesio. Che lo si ponga al di sopra o al di sotto della nostra specie, resterà in ogni caso un esiliato. 

Il senso di un avvenimento del passato è sempre revocabile.

A conti fatti
Tout compte fait, 1972

Il vuoto del cielo disarma la collera.

Libro di Simone de Beauvoir consigliato da Aforismario
Il secondo sesso 
Traduzione: R. Cantini e M. Adreose 
Editore: Il Saggiatore, 2008 

Nel 1949 esce "Il secondo sesso" che fece, allo stesso tempo, successo e scandalo. Con veemenza da polemista di razza, de Beauvoir passa in rassegna i ruoli attribuiti dal pensiero maschile alla donna e i relativi attributi. In questo saggio l'autrice si esprime in un linguaggio nuovo, parla di controllo delle nascite e di aborto, sfida i cultori del bel sesso con "le ovaie e la matrice". Affronta il tema della sessualità, il lesbismo, la prostituzione, l'educazione religiosa e la maternità, indicando alle donne la via per l'indipendenza e l'emancipazione.

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