Geisha - Aforismi, frasi e citazioni

Raccolta di aforismi, frasi e citazioni sulle geishe. Il termine giapponese "geisha" è composto da gei "arte" e sha "persona", per cui la traduzione letterale in italiano potrebbe essere "artista" o "persona d'arte"; in senso più esteso: "arte femminile". La geisha è un'intrattenitrice le cui abilità spaziano dalla danza ala musica, dal canto alla cerimonia del tè, all'arte di conversare. Le geishe erano numerose tra il XVIII e il XIX secolo; oggi ne esistono ancora, ma il loro numero si è molto ridotto rispetto al passato. Il termine "geisha", specie in Occidente, è spesso usato impropriamente come sinonimo di prostituta di lusso. Come scrive Lesley Downer: "Le geishe erano danzatrici, musiciste, intrattenitrici e conversatrici che occupavano una specifica nicchia nei massimi livelli della società nipponica. Non erano assolutamente prostitute, né di alto né di basso bordo". [Geisha, 2000].
Arthur Golden, nel suo famoso romanzo Memorie di una geisha (1997), scrive: "A volte, dopo essere stati a una festa con una geisha, certi uomini non si sentono soddisfatti e iniziano a desiderare qualcosa di più dei semplici ammiccamenti erotici. [...] Alcuni fanno appello a tutto il proprio coraggio e, con gli occhi torbidi, si chinano e chiedono a bassa voce alla geisha che hanno di fronte quale sia il suo «onorario». Una geisha d'infimo livello può essere totalmente disponibile a una simile transazione; con ogni probabilità è felice di accettare qualsiasi somma le venga offerta. Una donna così può definirsi geisha ed essere registrata come tale; ma ritengo che dovreste vedere come danza, come suona lo shamisen e che cosa sa della cerimonia del tè prima di decidere se lo è realmente oppure no. Una vera geisha non infangherebbe mai la propria reputazione accettando un rapporto casuale con un uomo. Non voglio dire con questo che una geisha non si conceda mai per una sola notte a un uomo che trova attraente. Ma, che lo faccia o no, una simile decisione deve restare nell'ambito privato. Le geishe hanno passioni come ogni altra donna e commettono errori al pari di tutte. Però, se corrono un tale rischio, possono soltanto sperare che non lo si venga a sapere". [2]
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Non puoi considerarti una vera geisha finché non riuscirai
a fermare un uomo per la strada con un solo sguardo.
(Mameha, Memorie di una geisha, 2005)
Geisha
© Aforismario

Le geishe giapponesi hanno fatto leva soprattutto sulla sensibilità maschile all'accoglienza. Il massimo di piacere lo danno su questo piano, accogliendo, valorizzando, interessando l'uomo, facendolo diventare parte essenziale di una struttura poetica.
Francesco Alberoni, L'erotismo, 1986

L'intelligenza femminile ha creato il giusto mezzo, il ne quid nirnis: la finzione erotica, l'arte di far credere all'uomo che il ghiaccio è in ebollizione. Dunque l'arte della geisha è la suprema arte femminile, la base di un'autentica educazione della donna.
Guido Ceronetti, Il silenzio del corpo, 1979

Volevo sapere quali donne si celassero in realtà dietro a quelle facce dipinte, conoscere meglio quel loro affascinante chiacchiericcio e il loro eterno sorriso enigmatico, convinta che la geisha fosse una dispensatrice di sogni, che il suo fosse un nebuloso mondo romantico creato per la gioia e il divertimento degli uomini, in cui anche il più squallido impiegato poteva sentirsi re.
Lesley Downer, Geisha, 2000 [1]

Le geishe sono state definite icone di femminilità e in questo caso sono da considerarsi immagini stilizzate e simboliche, con un significato di bellezza e sensualità lontano anni luce dai canoni estetici occidentali.
Lesley Downer, Geisha, 2000 

Le geishe non cercano pubblicità, la temono come una malattia, la loro professione è basata sulla capacità di mantenere i segreti. Molte di loro sono state amiche degli uomini più potenti della nazione, spesso per tutta la vita, di signori che amavano frequentare le loro case perché certi che le geishe sarebbero state mute come pesci, qualunque cosa avessero potuto ascoltare o vedere.
Lesley Downer, Geisha, 2000 [1]

Il punto non era diventare una geisha, ma esserlo. Diventare una geisha... non si poteva certo definirlo uno scopo nella vita; ma esserlo...
Arthur Golden, Memorie di una geisha, 1997 [2]

Non si diventa geishe senza tirocinio.
Arthur Golden, ibidem

Alcune geishe possono non sostenere il proprio ruolo con la dovuta serietà, ma una sorella maggiore che si impegni coscienziosamente diventa la figura più importante nella vita dell'apprendista, perché non si limita a verificare che la sorella minore sappia reagire con l'appropriato amalgama di imbarazzo e ilarità quando un uomo racconta una barzelletta sconcia o ad aiutarla a scegliere la cera nella giusta sfumatura come sottofondo per il trucco; deve anche fare in modo che l'altra attiri l'attenzione delle persone che ha bisogno di conoscere.
Arthur Golden, Memorie di una geisha, 1997 [2]

Una geisha deve essere più che consapevole dell'immagine di sé che offre al mondo.
Arthur Golden, ibidem

Una geisha è, soprattutto, un'intrattenitrice e un'esecutrice. Possiamo versare a un uomo un bicchiere di saké o una tazza di tè, ma non andremo mai a prendere un'altra porzione di sottacéti. Anzi, noi geishe veniamo così viziate dalle nostre domestiche che a malapena siamo in grado di badare a noi stesse o di tenere in ordine la nostra stanza, perciò non sapremmo da che parte cominciare se dovessimo disporre i fiori in un locale della casa da tè.
Arthur Golden, Memorie di una geisha, 1997 [2]

Il tirocinio di una geisha è un cammino arduo.
Arthur Golden, ibidem

A nessuna geisha piace che un uomo la trovi intenta ad oziare.
Arthur Golden, ibidem

La danza è, fra le arti che una geisha deve conoscere, la più venerata. Soltanto le ragazze più belle e promettenti vengono incoraggiate a specializzarsi in questo campo e nessuna tradizione, a parte forse quella della cerimonia del tè, è altrettanto ricca.
Arthur Golden, Memorie di una geisha, 1997

Non si diventa geishe per avere un'esistenza piacevole, ma perché non si ha altra scelta.
Arthur Golden, ibidem

Dalle geishe ci si aspetta che siano discrete nei riguardi degli uomini che conoscono.
Arthur Golden, ibidem

Dovete sapere che una geisha, quando si sveglia al mattino, è come qualsiasi altra donna. Il suo volto può essere impastato di sonno e il suo fiato sgradevole. È possibile che, mentre lei sta ancora lottando per aprire gli occhi, i suoi capelli abbiano una stupenda acconciatura, ma, da ogni altro punto di vista, è soltanto una donna e non ha nulla della geisha. Soltanto quando si siede davanti allo specchio per truccarsi accuratamente, lo diventa. Non voglio dire con questo che cominci ad averne l'aspetto, ma è in quel momento che inizia a ragionare da geisha.
Arthur Golden, Memorie di una geisha, 1997 [2]

Il ruolo di una geisha consiste a volte soltanto nel rimestare la zuppa.
Arthur Golden, ibidem

Ci si dimentica a volte quanto possa essere incantevole una geisha.
Arthur Golden, ibidem

Una geisha di primo o secondo livello non può essere comprata per una sola notte, non da chiunque càpiti. Ma, se il tipo giusto di uomo è interessato a qualcos'altro (non ad avere un breve rapporto erotico, ma ad allacciare una relazione più duratura) e offre condizioni favorevoli, allora sì, la geisha sarà ben felice di accettare. Le feste ed altri intrattenimenti del genere sono certamente remunerativi, tuttavia a Gion la vera ricchezza proviene dall'avere un danna, e la geisha che non ce l'ha è simile a un gatto randagio, senza un padrone che lo nutra.
Arthur Golden, Memorie di una geisha, 1997 [2]

Le geishe non pronunciano un formale voto di silenzio, ma la loro esistenza si basa sulla convinzione, prettamente giapponese, che tra ciò che avviene di giorno nella quotidianità e ciò che succede di sera dietro le porte chiuse non esiste alcun rapporto e le due cose devono sempre rimanere disgiunte.
Jakob Haarhuis, introduzione ad Arthur Golden, Memorie di una geisha, 1997

Le geishe non parlano mai delle proprie esperienze. Come le prostitute, che sono la loro controparte a livello più basso.
Jakob Haarhuis, ibidem

L'attività di queste farfalle della notte è vista come una specie di rapporto fiduciario, ma in ogni caso la geisha che vìola la riservatezza del cliente si mette in una posizione insostenibile.
Jakob Haarhuis, ibidem

Noi geishe non siamo cortigiane, e non siamo mogli. Vendiamo la nostra abilità, non il nostro corpo. Creiamo un altro mondo, segreto... un luogo solo di bellezza. La parola geisha significa artista, ed essere geisha vuol dire essere valutata come un'opera d'arte in movimento.
Mameha (Michelle Yeoh), in Rob Marshall, Memorie di una geisha, 2005

Non puoi considerarti una vera geisha finché non riuscirai a fermare un uomo per la strada con un solo sguardo.
Mameha (Michelle Yeoh), ibidem

Noi non diventiamo geishe per perseguire il nostro destino... noi diventiamo geishe perché non abbiamo scelta. 
Mameha (Michelle Yeoh), in Rob Marshall, Memorie di una geisha, 2005

Cosa credi? Che una geisha sia libera di amare? Mai! 
Kaori Momoi, in Rob Marshall, Memorie di una geisha, 2005

La Geisha è un'artista del mondo che fluttua: canta, danza, vi intrattiene; tutto quello che volete. Il resto è ombra, il resto è segreto. 
Sayuri Nitta (Zhang Ziyi), in Rob Marshall, Memorie di una geisha, 2005

Non è per una Geisha desiderare, non è per una Geisha provare sentimenti. 
Sayuri Nitta (Zhang Ziyi), ibidem

Per un uomo la Geisha può essere solo una moglie a metà: siamo le mogli del crepuscolo. Eppure apprendere la gentilezza, dopo così tanta poca gentilezza, capire che una bambina, con più coraggio di quanto creda, trovi le sue preghiere esaudite, non può chiamarsi felicità? 
Sayuri Nitta (Zhang Ziyi), in Rob Marshall, Memorie di una geisha, 2005

Le geishe si ordinano nei ristoranti assieme alle vivande e ai liquori. Un risotto, un pesce crudo, del saké e delle geishe. 
Ercole Patti, Un lungo viaggio lontano, 1975

Possa tu vivere fino a cento anni, io fino a novantanove. Io non cambierò.
Antico canto di geishe

Note
  1. Lesley Downer, Geisha. Storia erotica del Giappone raccontata dalle maestre del piacere. Traduzione di Giancarlo Carlotti © Edizione Piemme, 2002
  2. Arthur Golden, Memorie di una geisha, traduzione di Donatella Cerruti Pini © Longanesi, 1998
  3. Vedi anche aforismi, frasi e citazioni su: Giappone e Giapponesi - Samurai

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