Piazza - Aforismi, frasi e proverbi

Raccolta di aforismi, frasi, proverbi e battute divertenti sulla piazza. Il termine "piazza" deriva dal latino platĕa "via larga", e indica un'area pubblica più o meno estesa e di varie forme, di una città o di un paese, che si trova spesso all'incrocio di più vie. Le piazze, specie nei paesi, costituiscono il centro della vita economica, politica e sociale, e servono da luogo di ritrovo e di riunione dei cittadini.
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Ogni volta che si entra nella piazza ci si trova in mezzo a un dialogo.
(Italo Calvino - foto: Piazza del Popolo a Roma)
Piazza
© Aforismario

È ora che gli italiani scendano in piazza a protestare contro se stessi. 
Aldo Busi, Grazie del pensiero, 1995

Ogni volta che si entra nella piazza ci si trova in mezzo a un dialogo.
Italo Calvino, Le città invisibili, 1972

In piazza, si consumano incontri, seduzioni, amplessi, orge, senza che ci si scambi una parola, senza che ci si sfiori con un dito, quasi senza alzare gli occhi.
Italo Calvino, Le città invisibili, 1972

Quando qualcuno cambia di parte o abbandona la piazza per sempre o vi fa il suo primo ingresso, si producono cambiamenti a catena, finché tutte le parti non sono distribuite di nuovo.
Italo Calvino, Le città invisibili, 1972

Non si circolerebbe più nelle piazze d'Italia se di questi tempi decidessimo di erigere monumenti ai caduti... in disgrazia!
Guido Clericetti, Clericettario, 1993

Io in storia non sono molto ferrato! Comunque, se ricordo bene, Cavour è una piazza, Vittorio Emanuele è un corso, e i fratelli Dandolo... boh! Bisognerebbe vedere lo stradario.
Giobbe Covatta, Dio li fa e poi li accoppa, 1999

Ho recuperato un appuntamento quasi al buio, al crepuscolo direi, in una piazza bellissima, romantica, storica e affollata, tremendamente affollata. Accetto senza grandi riserve perché escludo di finire bendata in un Fiorino e trasportata chissà dove per la tratta delle bianche. Un rendez-vous in pubblico scongiura la paura che l’uomo misterioso sia un pazzo squilibrato. Se lo è, posso almeno contare sull’involontaria solidarietà di una piazza in festa.
Geppi Cucciari, Meglio donna che male accompagnata, 2006

Santi che pagano il mio pranzo non ce n’è / sulle panchine in Piazza Grande, / ma quando ho fame di mercanti come me qui non ce n’è. / Dormo sull'erba e ho molti amici intorno a me, / gli innamorati in Piazza Grande, / dei loro guai dei loro amori tutto so, sbagliati e no.
Lucio Dalla e Ron, Piazza Grande, 1972 [1]

Una famiglia vera e propria non ce l’ho / e la mia casa è Piazza Grande, / a chi mi crede prendo amore e amore do, quanto ne ho. / Con me di donne generose non ce n’è, / rubo l’amore in Piazza Grande, / e meno male che briganti come me qui non ce n’è.
Lucio Dalla e Ron, Piazza Grande, 1972 [1]

Lenzuola bianche per coprirci non ne ho / sotto le stelle in Piazza Grande, / e se la vita non ha sogni io li ho e te li do. / E se non ci sarà più gente come me / voglio morire in Piazza Grande, / tra i gatti che non han padrone come me attorno a me.
Lucio Dalla e Ron, Piazza Grande, 1972 [1]

Con gli occhi bendati in una piazza deserta passo il tempo ad acchiappare l'amore.
Luciano De Crescenzo, I pensieri di Bellavista, 2005

Il poeta ribelle, l'eroe solitario, è un individuo senza seguaci: non trascina le masse in piazza, non provoca le rivoluzioni. Però le prepara.  
Oriana Fallaci, Un uomo, 1979

Quando sento il verso «Planando sopra boschi di braccia tese» penso sempre a Mussolini che si getta dal balcone di piazza Venezia.
Ermanno Ferretti, Per chi suona la campanella, 2011

Il papa alla televisione benedice la folla in Piazza San Pietro e dà la buona Pasqua in molte lingue (come le edizioni del Reader's Digest).
Ennio Flaiano, Don’t Forget, 1967-72 (postumo, 1976)

Internet sta diventando la piazza del villaggio globale del domani.
[The Internet is becoming the town square for the global village of tomorrow].
Bill Gates (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Più che per fare le rivoluzioni l'italiano scende in piazza per farle fare.
Roberto Gervaso, Il grillo parlante, 1983

Quando la piazza sostituisce il parlamento, la democrazia può far fagotto.
Roberto Gervaso, Il grillo parlante, 1983

Per unire gl'italiani − e per dividerli − adunateli in un bar, una piazza, uno stadio.
Roberto Gervaso, Il grillo parlante, 1983

Novembre, una domenica di sole sulla piazza di Tivoli: sereni i volti dei passanti, placidi i lineamenti di quelli seduti ai tavolini dei caffè, pigre si muovono alla brezza le fronde degli alberi, d'oro la luce che abbraccia tutto, nessun gesto, nessun rumore, nessuna voce in eccesso. Un anticipo di Paradiso?
Fausto Gianfranceschi, Aforismi del dissenso, 2012

Quando uno, come me, ha attraversato migliaia di volte piazza della Chiesa Nuova, piazza Navona, piazza del Pantheon, piazza Montecitorio, ha accumulato energia sufficiente per affrontare e vincere molte avversità.
Fausto Gianfranceschi, Aforismi del dissenso, 2012

Non si deve giudicare il sapiente da ciò che va dicendo in piazza, giacché allora non parla con la propria voce, ma con quella della generale stoltezza, anche se nel suo intimo la sta disapprovando.
Baltasar Gracián y Morales, Oracolo manuale e arte della prudenza, 1647

Io voglio tornare nelle piazze perché nell'era della grande e globale comunicazione non sappiamo più niente. Non riusciamo più a distinguere niente, il miracolistico dal normale, il vero dal finto. La grande globalizzazione della comunicazione ci ha reso sordi. Non sappiamo più chi siamo, dove siamo e da dove veniamo.
Beppe Grillo, Tutto il Grillo che conta, 2006

Voglio la piazza, la piazza del Medioevo, dove si conoscevano tutti e dove ci potevi trovare tutti: i truffatori, i falsi, gli usurai. Noi non sappiamo più chi siamo.
Beppe Grillo, Tutto il Grillo che conta, 2006

Contrordine compagni! La frase pubblicata sull'Unità: "Bisogna scendere in piazza con bandiere e porci, alla testa delle masse", contiene un errore di stampa, e pertanto, spostando una virgola, va letta: "Bisogna scendere in piazza con bandiere, e porci alla testa delle masse".
Giovannino Guareschi, su Candido, 1948

Dall'incontro di strade nascono spesso le piazze.
Stanisław Jerzy Lec, Nuovi pensieri spettinati, 1964

Se ognuno di noi andasse in piazza a scambiare la propria croce con quella degli altri, ciascuno tornerebbe a casa con la propria.
Luciana Littizzetto, Rivergination, 2006 [cfr. proverbio].

Non è nei vasti campi o nei grandi giardini che vedo giungere la primavera. È nei rari alberi di una piccola piazza della città. Lì il verde spicca come un dono ed è allegro come una dolce tristezza.
Fernando Pessoa, Il libro dell'inquietudine, 1982 (postumo)

Piazza del Popolo (ad Ascoli Piceno], la piazza italiana che insieme con quella di San Marco a Venezia dà più di un'impressione di sala.
Guido Piovene, Viaggio in Italia, 1957

Pe' truva' nu parcheggio a piazza Medaglie d'Oro a Napoli mi dovetti fare dieci giri. Aggie capito pecche si chiama così la piazza: si truove 'o parcheggio, te danno 'a medaglia.
Alessandro Siani, Non si direbbe che sei napoletano, 2011

Fin quando in una piazza, invece di passanti inorriditi o irridenti, ci saranno folle ammirate ad ascoltare a bocca aperta un vecchio delirante, tutto vestito di bianco, che sproloquia sul “figlio di dio”, sullo “spirito santo”, sulla “vergine Maria” e su altre superstizioni simili, il Medioevo non potrà dirsi ancora del tutto superato.
Giovanni Soriano, Malomondo, 2013

Proverbi sulla Piazza
  • Angelo in casa, diavolo in piazza.
  • Bella in fascia brutta in piazza; brutta in fascia bella in piazza. [2]
  • Bella in piazza, tribolazione della casa.
  • Chi a tavola mangia tutto e in piazza racconta tutto, finisce male.
  • Chi fa la casa in piazza o la fa bassa o la fa alta.
  • Chi lavora in piazza ha molti maestri.
  • Chi racconta in piazza i fatti suoi non se la prenda se la gente ride
  • Chi si inchina davanti ai grandi mostra il culo alla piazza.
  • Con una buona parola si compra una piazza.
  • Finiti i balli e finiti i suoni restano in piazza solo i coglioni.
  • I poveri tengono l’orologio in piazza.
  • La bella della piazza tutti la guardano e ognuno la caccia.
  • Non tutti possono avere la casa in piazza.
  • Ogni vicolo porta in piazza.
  • Quando uno dice i suoi malanni in piazza chi se ne ride e chi se ne sollazza.
  • Se ognuno portasse in piazza la sua croce tornerebbe a casa con la sua.
  • Tutti vedon pazzi in piazza ma nessun della sua razza.
  • Vai in piazza, vedi e odi, torna a casa, bevi e godi.
  • Val più aver amici in piazza che denari in cassa.
Note
  1. La canzone Piazza Grande, dedicata a un senzatetto, non si riferisce né a Piazza Maggiore di Bologna né a Piazza Grande di Modena, bensì a Piazza Cavour di Bologna, dove Lucio Dalla ha anche abitato da giovane.
  2. Quando la neonata è molto bella, col tempo perderà la sua avvenenza e da grande non sarà straordinaria. Quando invece è poco graziosa spesso, crescendo, diventa una donna di bell'aspetto. Le fasce sono il simbolo della prima infanzia; la piazza quello della vita sociale, del luogo frequentato dai giovani e dagli adulti. [Carlo Lapucci, Dizionario dei proverbi italiani © Mondadori 2007].
  3. Vedi anche aforismi, frasi e citazioni su: Città - Paese

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