Altalena - Aforismi, frasi e citazioni

Raccolta dei migliori aforismi e delle frasi più belle sull'altalena (dal latino tolleno "trave oscillante). L'altalena è un gioco che può assumere due forme diverse: quella più semplice consiste in una tavola collocata in equilibrio sopra un sostegno, alle cui estremità siedono due persone che s’innalzano e si abbassano alternatamente. La seconda forma di altalena è costituito da una tavola sospesa mediante funi a un sostegno posto in alto, sulla quale una persona, seduta o in piedi, oscilla avanti e indietro, per la spinta ch’essa stessa si imprime o che le viene data da altri. [cfr. Vocabolario Treccani].
A mo' d'introduzione, riportiamo una descrizione della gioia pura che si può provare su un'altalena, tratta dal libro Il supplizio del legno di sandalo [2001 © Einaudi 2005] dello scrittore cinese Mo Yan: "L'altalena si mise a oscillare. Andava sempre più in alto, la velocità aumentava, e più saliva più prendeva forza e il movimento si faceva ampio... Le corde tese al massimo fischiarono nel vento, gli anelli di ferro gemettero da far paura. Mi sentii leggera come una dea: le mie braccia divennero ali di uccello, il mio petto si copri di piume. Spinsi l'altalena al massimo, e il mio corpo ondeggiò in sintonia: un'alta marea mi sgorgò nel cuore, salì e calò in flussi e riflussi. Onda dopo onda, spuma dopo spuma. Il pesce grosso inseguì il piccolo, il pesce piccolo inseguì il gambero... In alto, sempre più in alto, ancora più in alto, ancora un po' , ancora un po'... Il mio corpo si ritrovò a guardare il cielo, parallelo al terreno: sfiorai col viso il petto giallo pallido delle rondinelle accorse a godersi lo spettacolo, mi pavoneggiai adagiandomi su un morbido giaciglio tessuto di vento e intrecciato di pioggia e, quando arrivata nel punto più alto allungai il collo e addentai uno dei fiori del vecchio albicocco, tutt'intorno risuonarono gli applausi... Che soddisfazione, che piacere, ero al colmo della felicità... poi aprii le chiuse e lasciai che la marea si ritirasse, onda dopo onda, spuma dopo spuma; il pesce grosso si portò dietro quello piccolo e il pesce piccolo trascinò il gambero. La marea scese, poi di colpo risalì: strinsi forte le corde tese e vibranti, il corpo praticamente parallelo al terreno, e vidi la fresca terra gialla e i germogli purpurei dell'erba nuova, il fiore di albicocco tra i denti e nel naso il suo leggero profumo".
Su Aforismario trovi altre raccolte di citazioni correlate a questa sulla giostra e sul gioco.
Tutti gli adulti sono stati prima di tutto dei bambini.
Ma pochi di loro se lo ricordano. (Antoine de Saint-Exupéry)
Altalena
© Aforismario

Quando sarò ricco, voglio un orologio che, come pendolo, abbia una ragazza in altalena.
Romano Bertola, Le caramelle del diavolo, 1991

Ho visto bambini andare in bicicletta, correre, giocare a palla, andare in altalena, fare la guerra, nuotare e correre per otto ore... e poi pretendere di essere accompagnati in macchina al bidone della spazzatura.
Erma Bombeck, Se la vita è un piatto di ciliege, perché a me solo i noccioli?, 1978

Per ogni Giovanna d'Arco c'è un Hitler appollaiato dall'altra estremità dell'altalena. La vecchia storia del bene e del male.
Charles Bukowski, Factotum, 1975

Un'altalena penzola da un melo come un braccio in disuso. C'è il seggiolino in legno ancora attaccato al cavo. Solo un filo d'acciaio da teleferiche poteva resistere alla corrosione di quarant'anni d'intemperie. Un capo ha ceduto, l'altalena si tiene al ramo con un braccio solo. Ci furono bambini in quel cortile. Giocarono a dondolarsi, l'altalena lo testimonia.
Mauro Corona, I fantasmi di pietra, 2006

Il ramo del melo è cresciuto. In quarant'anni un albero mette polpa. Si è tirato dentro il filo d'acciaio. Il legno gli è cresciuto intorno, si è mangiato il cavo come per non lasciarlo andar via. Forse aspetta quei bambini ormai adulti, per mostrare loro la vecchia altalena sulla quale si dondolarono. Fa male al melo il braccialetto d'acciaio, ma non lo molla. Aspetta che qualcuno torni. Vorrebbe rivedere quei bambini. Se non tutti, almeno uno, il più piccolo. Molto orgoglioso, gli dirà: «Vedi? Sono stato fedele, ho tenuto da conto la vostra altalena, non l'ho lasciata cadere, è un bel ricordo conservare l'altalena. Tornate, ogni tanto, a trovarmi!».
Mauro Corona, I fantasmi di pietra, 2006

Arriva un momento in cui i figli ti si staccano dalle mani, come sull'altalena, quando li spingi per un pezzo e poi li lasci andare. Mentre salgono più in alto di te, non puoi fare altro che aspettare, e sperare che si reggano saldi alle corde. L'oscillazione te li restituisce, prima o poi, ma diversi e mai più tuoi.
Paolo Giordano, La maestra Gisella, su Gioia, 2008

Altalena. Arnese balocco molto adoperato dai bambini noiosi che si dicon filosofi − dai bambini sudici che si chiaman politici − da quelle bambine volubili che son le amanti − da quei bambini deboli che furono i modernisti; e odiato, invece, dall'Omo Salvatico cui piace star seduto sopra un sedile scavato nel macigno del monte.
Domenico Giuliotti e Giovanni Papini, Dizionario dell'omo salvatico, 1923

Chi è stato sospeso su un abisso dovrebbe essere ormai capace di fare l'altalena.
Stanisław Jerzy Lec, Pensieri spettinati, 1957

Io lo so perché i giovani si drogano. Perché da piccoli si va in altalena. Hai 4 anni, vai per la prima volta in altalena e la sera stessa, dopo una giornata in altalena, capisci che vuoi emozioni più forti. È la natura umana. Prima l'altalena, poi gli autoscontri alle giostre, poi le montagne russe, poi il Pirata, poi la masturbazione, poi le gite scolastiche con i primi baci, poi l'alcol verso i 13 anni, poi le droghe leggere, il sesso, il sesso spinto, l'eroina, la cocaina, l'estasi, il bungee jumping, e in men che non si dica arrivi a punzonarti il pisello con un black and decker. Per cui, la prossima volta che un bambino vi chiede se potete spingerlo sull'altalena, dite: "No".
Daniele Luttazzi (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Sei il mio asparago, il mio profumo preferito. Quante volte ti ho spinta in altalena, quante volte la tua schiena è tornata indietro nelle mie mani. E non ho fermato quel momento, l'ho lasciato andare...
Margaret Mazzantini, Non ti muovere, 2001

La luna è un'altalena tra le nuvole di una notte stellata.
Federico Moccia, Scusa ma ti chiamo amore, 2007

Il mondo non è che una continua altalena. Tutte le cose vanno su e giù senza posa.
[Le monde n’est qu’une branloire pérenne. Toutes choses y branlent sans cesse].
Michel de Montaigne, Saggi, 1580/88

La vita è una danza di paura e speranza, un'altalena di piacere e pena.
Alessandro Morandotti, Minime, 1979/80

Sarà sempre così? Questa impossibilità di trovare la certezza di uno stato d'animo, di una fase, di un umore, mai. Siamo tutti seduti su delle altalene.
Anaïs Nin, Henry and June, 1986

Ogni volta che i miei propositi, per effetto dei miei sogni, si sono innalzati al di sopra della quotidianità della mia vita e per un momento mi sono sentito alto, come un bambino su di una altalena, sempre, come lui al giardino municipale, sono dovuto scendere e riconoscere la mia sconfitta
Fernando Pessoa, Il libro dell'inquietudine, 1982 (postumo)

Ho visto Nina volare / tra le corde dell'altalena / un giorno la prenderò / come fa il vento alla schiena.
André Previn e Fabrizio De André, Ho visto Nina volare, 1996

La vita è un’altalena... e noi, dietro a spingerla.
Guido Rojetti, L'amore è un terno (che ti lascia) secco, 2014

Qualche volta la vita è come un'altalena: ci si muove sempre, avanti e indietro, e non si arriva da nessuna parte.
Mario Vassalle, Foglie d'Autunno, 2006

In fondo, cos'è un'altalena? È un palcoscenico sospeso su cui recitare, che mette in mostra il corpo e dà risalto al viso, è una barchetta in mezzo alle onde, è follia e spregiudicatezza, un'occasione offerta alle donne per civettare e scatenarsi.
Mo Yan, Il supplizio del legno di sandalo, 2001

In quel momento l'altalena si liberò; inzuppate dalla pioggerellina fine, le spesse corde di canapa pendevano inerti in attesa che andassi a farle dondolare. Mi gettai l'ombrello dietro le spalle e uno dei macachi lo afferrò. Mi tuffai in avanti come una carpa che salta fuori dall'acqua. Afferrai le corde con le mani e con un balzo mi ritrovai in piedi sulla tavola. Ora vedrete a che servono i piedi grandi! Urlai: - Aprite bene gli occhi, oggi vi mostrerò un paio di trucchi: imparate come si va in altalena. Poco prima ci stava andando la figlia di non so chi, una ragazzina idiota, grassa e goffa, con la faccia nera come il carbone, il sedere grosso come una macina e i piedi più piccoli di due castagne d'acqua. Con quel fisico non si vergogna ad andare sull'altalena? Ci vuole proprio un bel coraggio.
Mo Yan, Il supplizio del legno di sandalo, 2001

Mentre me la spassavo sull'altalena, a terra, gli spettatori, figli, nipoti e pronipoti, ragazzini, scapoli e
furfanti, impazzivano per me. Quando oscillavo verso l'alto, urlavano «Oh!»; quando tornavo giù, gridavano «Ah!» Oh, è andata in su! Ah, torna giù!
Mo Yan, Il supplizio del legno di sandalo, 2001

Note
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