Primo giorno di Scuola - Frasi e battute divertenti

Raccolta di aforismi, frasi celebri e battute divertenti sul primo giorno di scuola, inteso sia come primo giorno di scuola materna (o scuola dell'infanzia) o di scuola in prima elementare (o scuola primaria), sia come primo giorno dell'anno scolastico, al termine delle vacanze estive, in un qualsiasi livello del ciclo di istruzione (scuola media o scuola superiore).
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Il problema non è tanto il primo giorno di scuola, ma tutti quelli che seguono!
Primo giorno di Scuola
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Grembiule nero e fiocco azzurro: per un bambino milanista il primo giorno di scuola è un trauma.
Diego Abatantuono (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

In quella scuola esistevano delle caste chiuse (e ditemi se nella vostra scuola non esistevano), un po' come in India. I poveracci (Cagasotto Fifoni Cazzoni Merdacce Finocchi Negri e così via). I normali. E i fighi. I normali potevano finire nel fango e diventare poveracci, oppure elevarsi e trasformarsi in fighi, stava a loro. Ma se il primo giorno di scuola ti prendevano la cartella e te la buttavano fuori dalla finestra e ti nascondevano i gessetti nel panino allora eri un poveraccio, non c'erano santi, lì dovevi rimanerci per i successivi tre anni (e se non stavi attento, per i successivi sessanta), e potevi scordartelo, di diventare normale. Così andavano le cose.
Niccolò Ammaniti, Ti prendo e ti porto via, 1999

Quando, il primo giorno di scuola, sono arrivato davanti al liceo pubblico per poco non sono svenuto. Quello era l’inferno in terra. C’erano centinaia di ragazzi. Sembrava di stare all'entrata di un concerto. Alcuni erano molto piú grandi di me. Pure con la barba. Le ragazze con le tette. Tutti sui motorini, con gli skate. Chi correva. Chi rideva. Chi urlava. Chi entrava e usciva dal bar. Uno si è arrampicato sopra un albero e ha appeso lo zaino di una ragazza su un ramo e quella gli tirava le pietre. L’ansia mi toglieva il respiro. Mi sono appoggiato contro un muro coperto di scritte e disegni.
Perché dovevo andare a scuola? Perché il mondo funzionava cosi? Nasci, vai a scuola, lavori e muori. Chi aveva deciso che quello era il modo giusto? Non si poteva vivere diversamente?
Niccolò Ammaniti, Io e te, 2010

Tutti ricordano il loro primo giorno di scuola come un momento solenne ed emozionante. Io ricordo un'immensa cartella di cartone rosso e una mano che mi accompagnò oltre la soglia della porta fino al primo banco e poi mi lasciò al mio destino per correre in ufficio. Io e la bambina bionda seduta accanto a me ci guardammo e capimmo subito che quella di mettersi al primo banco era stata una pessima idea. I bambini sono perspicaci.
Federica Bosco, Cercasi amore disperatamente, 2010

«Sei pronta ad affrontare il tuo primo giorno di scuola?», chiesi al mio riflesso nello specchio. «No!», esclamai sedendomi sul letto e guardando sconsolata la mia borsa vuota. Sospirai e mi sdraiai coprendomi la faccia con le braccia. 
Federica Bosco, Un amore di angelo, 2012

Il primo giorno di scuola eravamo tutti come delle bocce lanciate a caso su un biliardo, qualcuna un po' prima e qualcuna un po' dopo, secondo l'ordine d'arrivo nei banchi. Ma Pucci notava che gli scolari arrivati nei banchi più avanti erano quelli che andavano avanti bene negli studi, e gli scolari arrivati nei banchi più indietro erano quelli che restavano indietro. Lui si trovava all'ultimo banco.
Gianni Celati, Costumi degi italiani I - Un eroe moderno, 2008

Nulla è più emozionante del primo giorno di scuola. Me lo ricordo: era già dal 23 luglio che facevano la disinfestazione per i topi, avevano vinto i topi e ce ne erano alcuni grossi come cammelli. Il bidello sorrise e aprì il portone; il portone cadde e aprì il bidello, che ancora sorride: è rimasto sotto, ridotto come una specie di radiografia. Lo portarono in ospedale in busta chiusa. Tutti i bambini entrarono di corsa urlando, anche perché cercavano di sfuggire agli spacciatori. Le aule erano splendide: pavimenti di cotto, prosciutto cotto, quello delle merende degli anni passati, azzeccato per terra. Per rendere trasparenti le finestre erano stati rotti i vetri. I nemici nascosti dell’igiene, grossi come tac chini, aspettavano i bambini in smoking: il primo giorno di scuola era anche per loro una grande occasione.
Giobbe Covatta, Pancreas - Trapianto del libro Cuore, 1993

Quest'anno è durato una vita. Sono nato il primo giorno di scuola, cresciuto e invecchiato in soli duecento giorni. Ora mi aspetta il giudizio quasi universale dei voti e poi spero cominci il paradiso delle vacanze...
Alessandro D'Avenia, Bianca come il latte, rossa come il sangue, 2010

Primo giorno di scuola. Seduto vicino a Silvia anche le ore scolastiche sembrano brevi, meravigliose, piene di vita. Sembra che l'universo in fin di vita abbia ricevuto la trasfusione di sangue di cui aveva bisogno per tornare a respirare.
Alessandro D'Avenia, Bianca come il latte, rossa come il sangue, 2010

Gli studenti sciamavano dal portone d’ingresso. Quelli di prima li riconoscevi dalla foga con cui muovevano le mani e dai sorrisi aperti e inconsapevoli, ancora suggestionati dal primo giorno di scuola. Le ragazze poi portavano la mano alla bocca per sussurrare alla compagna quanto era bello un ragazzo, come se non ne avessero mai visti. Era ridicolo: nei loro occhi brillava la speranza di chissà quale cambiamento nelle loro vite, mentre nelle loro mani si agitava la frenesia di afferrare qualcosa che non esiste.
Alessandro D'Avenia, Cose che nessuno sa, 2011

Che cosa avrei voluto sentirmi dire il primo giorno di scuola dai miei professori o cosa vorrei che mi dicessero se tornassi studente? Il racconto delle vacanze? No. Quelle dei miei compagni? No. Saprei già tutto. Devi studiare? Sarà difficile? Bisognerà impegnarsi di più? No, no grazie. Lo so. Per questo sto qui, e poi dall'orecchio dei doveri non ci sento. Ditemi qualcosa di diverso, di nuovo, perché io non cominci ad annoiarmi da subito, ma mi venga almeno un po’ voglia di cominciarlo, quest’anno scolastico. Dall'orecchio della passione ci sento benissimo.
Alessandro D'Avenia, Il primo giorno che vorrei, su Avvenire, 2011

Dimostratemi che perdete il sonno per insegnare quelle cose che – dite – valgono i miei sforzi. Voglio guardarli bene i vostri occhi e se non brillano mi annoierò, ve lo dico prima, e farò altro. Non potete mentirmi. Se non ci credete voi, perché dovrei farlo io?
Alessandro D'Avenia, Il primo giorno che vorrei, su Avvenire, 2011

Dimostratemi che vale la pena stare qui per un anno intero ad ascoltarvi. Ditemi per favore che tutto questo c’entra con la vita di tutti i giorni, che mi aiuterà a capire meglio il mondo e me stesso, che insomma ne vale la pena di stare qua. Dimostratemi, soprattutto con le vostre vite, che lo sforzo che devo fare potrebbe riempire la mia vita come riempie la vostra. Avete dedicato studi, sforzi e sogni per insegnarmi la vostra materia, adesso dimostratemi che è tutto vero, che voi siete i mediatori di qualcosa di desiderabile e indispensabile, che voi possedete e volete regalarmi. 
Alessandro D'Avenia, Il primo giorno che vorrei, su Avvenire, 2011

Non nascondetemi le battaglie, ma rendetemi forte per poterle affrontare e non avvelenate le mie speranze, prima ancora che io le abbia concepite. Per questo, un giorno, vi ricorderò.
Alessandro D'Avenia, Il primo giorno che vorrei, su Avvenire, 2011

Oggi primo giorno di scuola. Passarono come un sogno quei tre mesi di vacanza in campagna! Mia madre mi condusse questa mattina alla sezione Baretti a farmi inscrivere per la terza elementare: io pensavo alla campagna, e andavo di mala voglia.
Edmondo De Amicis, Cuore, 1886

Al pian terreno, dove s’eran già fatte le ripartizioni, c’erano dei bambini delle prime inferiori che non volevano entrare nella classe e s’impuntavano come somarelli; bisognava che li tirassero dentro a forza; e alcuni scappavano dai banchi; altri al vedere andar via i parenti, si mettevano a piangere, e questi dovevano tornare indietro a consolarli o a ripigliarseli, e le maestre si disperavano.
Edmondo De Amicis, Cuore, 1886

Ecco il primo giorno. Ancora nove mesi. Quanti lavori, quanti esami mensili, quante fatiche! – Avevo proprio bisogno di trovar mia madre all'uscita, e corsi a baciarle la mano. Essa mi disse: – Coraggio, Enrico! Studieremo insieme. – E tornai a casa contento.
Edmondo De Amicis, Cuore, 1886

La professoressa di Greco entrò in classe il primo giorno di scuola e ci disse: «Iniziamo subito la lezione, perché il tempo è l’unica cosa che nessuno potrà mai restituirvi».
Giovanni Floris, La fabbrica degli ignoranti, 2008

Il primo giorno di scuola non lo ricordo. Ma mia madre non lo saprà mai.
Roberto Gervaso, Il grillo parlante, 1983

Per i tipi esigenti come me, decidere dove sedersi il primo giorno di scuola può essere drammatico. Un passo falso e trascorrerai un anno intero accanto a un completo idiota. 
Greg Heffley (Zachary Gordon), in Thor Freudenthal, Diario di una schiappa, 2010 

Sai cos'è che odio del primo giorno di scuola? Che è troppo lontano dall'ultimo giorno di scuola.
Bentornato Kotter! - I ragazzi del sabato sera, 1975/79

Oggi non è il mio primo giorno di scuola. Non indosso grembiuli che mal si accorderebbero con la mia mole, la mia dignità generica, i miei occhiali pensosi, che sono la mia parte più squisitamente intellettuale. Sono esentato dalla marmellata, dai quaderni, dalle campanelle, e nessun bidello, nell'intera penisola, ha alcun potere su di me. Dal punto di vista della scuola, e di questo, fatale, iniziatico primo giorno, io sono un uomo libero. Non è un risultato da poco, e qualcuno vorrà sapere come mai io, che sono, tutto considerato, un inetto, sia riuscito a tanto. Il metodo è semplice: invecchiando.
Giorgio Manganelli, Improvvisi per macchina da scrivere, 1989

Chi non ha pianto il primo giorno di scuola? Anche oggi, lo spettacolo di quei bambini, con quei grembiulini a quadretti rossi e celesti che si avviano all'asilo, stringe il cuore: ah, quanto è duro, il primo giorno, fare a meno della mamma!
Anna G. Miliotti, E Nikolaj va a scuola, 2005

Percepisco ora, ripensando agli odori e alle emozioni riscoperti nel giro degli anni, delle situazioni e dei cicli scolastici, quante volte io abbia vissuto come assoluta novità il primo giorno di scuola.
Letizia Nucciotti, Avanzi popolo, 2009

La mia infanzia, nella sua semplicità, è stata accompagnata da un'assoluta certezza: il primo giorno di ottobre iniziava la scuola. Una data, sempre quella, fissa come Natale o ferragosto. Sembra cosa di poco conto, eppure ha rappresentato per anni un punto di riferimento fermo e sicuro. Un punto intorno al quale girava il tempo, che allora pareva più vasto, lento e disponibile a seguire i miei ritmi.
Letizia Nucciotti, Avanzi popolo, 2009

Dolcissimo tesoro mio, ti auguro di entrare da quel portone portando con te tutto il tuo entusiasmo e la tua fantasia e che loro possano colorare l'aula in cui siederai; non importa se sarai timido, credimi, la tua timidezza è un dono, ricordalo! Ti auguro di potere sentire il profumo delle merende, l'odore delle gomme e di incantati dinnanzi a un'illustrazione del tuo primo libro di lettura, perché saranno i tuoi ricordi, parte della tua storia. 
Roberta Peri, su Giornale di Sicilia, 2013

Il primo giorno di scuola è un trauma per tanti bimbi. Per lui lo saranno anche i giorni seguenti.
Fulvio Pierangelini e ‎Raffaella Prandi, Il grande solista della cucina italiana, 2005

Il primo giorno di scuola può essere per taluni drammatico perché rappresenta un secondo taglio del cordone ombelicale, per altri invece la possibilità di incontrare bambini con cui giocare. La scuola con il suo spazio, gli insegnanti, i bambini stessi rappresentano insieme un micro-cosmo in cui avvengono molti mutamenti consapevoli e inconsapevoli.
Antonio Piva, Oltre l'architettura, 2016

Suona la campanella / scopa scopa la bidella, / viene il bidello ad aprire il portone, / viene il maestro dalla stazione / viene la mamma, o scolaretto, / a tirarti giù dal letto… / Viene il sole nella stanza: / su, è finita la vacanza. / Metti la penna nell'astuccio, / l’assorbente nel quadernuccio, / fa la punta alla matita / e corri a scrivere la tua vita. / Scrivi bene, senza fretta / ogni giorno una paginetta. / Scrivi parole diritte e chiare: / Amore, lottare, lavorare.
Gianni Rodari, Il primo giorno di scuola, XX sec.

Il primo giorno di scuola rappresenta per ogni bambino e per ogni famiglia una svolta considerevole. Cambiano i tempi del fare quotidiano, le modalità di accudimento, le responsabilità. Improvvisamente il bambino si fa grande: deve imparare le cose che servono nella vita; deve lasciare per diverse ore al giorno rassicuranti figure di riferimento per "lanciarsi" nel gruppo-classe; deve cominciare a farcela da solo.
Rosanna Schiralli, Ti parlo ma non mi senti, 2004

Il passaggio dalla famiglia al gruppo-classe è estremamente complesso e delicato: la famiglia contiene elementi di intimità ed esclusività; la scuola è invece caratterizzata da elementi di socialità.
Rosanna Schiralli, Ti parlo ma non mi senti, 2004

Per molti di loro la frequenza [della scuola materna] rappresenta la prima vera esperienza di socializzazione al di fuori del nucleo familiare e il primo complesso impegno di autonomia e responsabilità. Si passa, più o meno improvvisamente, da relazioni e spazi collaudati e conosciuti ad ambienti nuovi da esplorare e conquistare, a relazioni multiple non più esclusive e a figure adulte mediatrici di nuove regole. Dalla maggior parte dei bambini il salto è vissuto con curiosità e senza soluzioni di continuità affettiva, emotiva e cognitiva. Per altri l'ingresso alla scuola materna appare più problematico: pianti, malesseri fisici, chiusura, rifiuto ostinato e prolungato, come se il distacco, sia pur temporaneo, dalla madre e dalla famiglia non sia attuabile e possibile.
Rosanna Schiralli, Ti parlo ma non mi senti, 2004

Papà, radice e luce, / portami ancora per mano / nell'ottobre dorato / del primo giorno di scuola. / Le rondini partivano, / strillavano: / fra cinquant'anni / ci ricorderai.
Maria Luisa Spaziani, Papà, radice e luce, portami ancora per mano, XX sec.

Il primo giorno di scuola non si scorda mai.
R. L. Stine, Il primo giorno di scuola non si scorda mai, 2014

I miei genitori erano talmente poveri che quando andavo a scuola non solo mi compravano i libri usati, ma addirittura i diari usati. Il primo giorno avevo già compiti per tutto l’anno.
Mario Zucca (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Sono entrata in classe tante volte, il primo giorno di scuola, con un pizzico di ansia per il timore di non piacere, di non essere simpatica, di non essere considerata brava; il nostro è un esame continuo: dobbiamo dimostrare tante cose a questi ragazzi che ti guardano dubbiosi e qualche volta un po' altezzosi perché "tu sei al loro servizio". Li dobbiamo preparare per gli esami, ma noi siamo sempre sotto esame ed e un esame più profondo: da come parli, da come ti muovi, da come ti vesti, i nostri alunni comprendono chi siamo nella nostra vera essenza ed immaginano, forse scoprono, la vita che è dietro di te, dentro di te e ti promuovono subito o ti respingono, qualche volta danno una possibilità di recupero.
Anna Maria Bonamore, Tutti a scuola con me, 2014

Il primo giorno di scuola, che condanna. Me lo ricordo come se fosse ieri. Seduto sul motorino, mentre suona la campanella e si aprono i cancelli. Guardali, i miei compagni di classe... Sembra di essere tutti in fila verso la lapidazione. Non c'è un sorriso neanche a pagarlo oro. Gli unici che ridono sono i professori, quei sadici! E i secchioni, quei sudici!
AA.VV., Espulso dalla classe, cerca di rientrare dalla finestra, 2010

Fino dal primo giorno di scuola, mostrati desideroso di imparare e fa che il maestro sia contento della tua condotta. Se adempirai sempre il tuo dovere, avrai lodi dai superiori e carezze dei parenti.
AA. VV., L'istitutore - giornale della società d'istruzione e di educazione dedicato ai maestri, alle maestre, ai padri di famiglia ed ai comuni, 1892

Autori sconosciuti
  • Il problema non è tanto il primo giorno di scuola, ma tutti quelli che seguono!
  • La mamma chiede alla bambina appena tornata da scuola: "Ti è piaciuto il tuo primo giorno di scuola?". E la bambina: "Primo giorno? Non mi dirai che domani devo tornare!".
  • Pierino torna a casa dopo il primo giorno di scuola. La mamma gli chiede: "Allora, che cosa hai imparato?". E Pierino: "Tante cose, ma non abbastanza. Infatti vogliono che torni anche domani."
  • Perché i bambini il primo giorno di scuola piangono? perché sulla porta c'è scritto "Prima classe", ma poi i banchi sono di legno...
Santa Susina si ritorna a scuolina.
Proverbio italiano [1]

Note
  1. Santa Susina:  santa immaginaria la cui festa cade ogni anno, il primo giorno di scuola.
  2. Vedi anche aforismi, frasi e citazioni su: Scuola - Maestro e Allievo - Studenti e Insegnati

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