Ubiquità - Aforismi, frasi e citazioni

Raccolta di aforismi, frasi e citazioni sull'ubiquità. Col termine "ubiquità" (dal latino ubīque "in ogni luogo") si indica la particolare facoltà, attribuita a Dio, di trovarsi contemporaneamente in ogni luogo (onnipresenza), o il dono, attribuito ad alcuni santi, di trovarsi in due o più luoghi nello stesso tempo. Il termine può essere anche usato scherzosamente per indicare una persona che si trova presente ovunque. Su Aforismario trovi altre raccolte di citazioni correlate a questa su Dio, la sua presenza e la sua onnipotenza.
Non è Dio, è il Dolore a godere dei vantaggi dell'ubiquità. (Emil Cioran)
Ubiquità
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Lo spirito non ha né un tempo determinato (e per questo, leggendo Dante o Shakespeare, diventiamo loro contemporanei) né un luogo determinato (da qui l'ubiquità di Dio).
Corrado Augias e Vito Mancuso, Disputa su Dio, 2009

Essendo riconosciuto come «vero uomo» e al contempo «vero Dio», Gesù riunisce nella sua unica persona i contrari di finito (in quanto uomo) e di infinito (in quanto Dio), di essere circoscritto nello spazio (in quanto uomo) e di essere ovunque (in quanto Dio, di essere circoscritto nel tempo (in quanto uomo) e di essere eterno (in quanto Dio), di essere ignorante (in quanto uomo) e di essere onnisciente (in quanto Dio), di provare passioni e dolori (in quanto uomo) e di essere impassibile (in quanto Dio). Infinitezza, ubiquità, eternità, onniscienza, impassibilità sono contrari rispetto a finitezza, determinazione spaziale, determinazione temporale, ignoranza, passibilità. Tali contrari, però, trattandosi di Dio, non comportano la contraddizione; anzi, poiché l'universalità è l'attributo essenziale del divino, Dio non può per essenza non partecipare all'essere dell'uomo.
Corrado Augias e Vito Mancuso, Disputa su Dio, 2009

Ubiquità. Dono o facoltà di trovarsi in tutti i luoghi nello stesso momento, ma non in ogni luogo in ogni momento: questa è onnipresenza, attributo che appartiene solo a Dio e all'etere luminoso. Questa importante distinzione fra ubiquità e onnipresenza non era molto chiara alla Chiesa medioevale, e per tale motivo ci fu un grande spargimento di sangue. Certi Luterani, che sostenevano la presenza del corpo di Cristo ovunque, erano noti come Ubiquitariani. A causa di questo errore saranno finiti senz'altro all'Inferno, perché il corpo di Cristo è presente solo nell'Eucaristia, anche se è peraltro vero che tale sacramento può essere celebrato in più luoghi simultaneamente. In tempi più recenti, l'ubiquità non è stata sempre ben compresa, neppure da Sir Boyle Roche, per cui un uomo non può trovarsi in due luoghi contemporaneamente a meno che non sia un uccello.
Ambrose Bierce, Dizionario del diavolo, 1911

Che cosa, se non la stupidità, ha il massimo dono dell'ubiquità?
Carl William Brown, Aforismi, 2014

La stupidità, l'arroganza e l'egoismo non sono né di destra né di sinistra, sono infatti ubiqui.
Carl William Brown, Aforismi contro il potere e l'autorità della stupidità, 2015

Quando si è onnipotenti, ubiqui, onniscienti è facile montarsi la testa. 
Pino Caruso, Ho dei pensieri che non condivido, 2009

Non è Dio, è il Dolore a godere dei vantaggi dell'ubiquità.
Emil Cioran, Sillogismi dell'amarezza, 1952

Obbligato a essere dovunque, schiavo della propria ubiquità, Dio stesso è prigioniero.
Emil Cioran, La tentazione di esistere, 1956

Ho il dono dell’ubiquità. Così ora mi devo pagare due vacanze.
Nicola Farina (Aforismi inediti su Aforismario)

L'anima è onnipresente; perché dovrebbe preoccuparsi di essere confinata nel corpo come in una prigione?
Mohandas Gandhi, Antiche come le montagne, 1958 (postumo)

Il genio esercita una specie di ubiquità, nell'universale prima dell'esperienza, nel particolare dopo l'esperienza.
Johann Wolfgang Goethe, Massime e riflessioni, 1833 (postumo)

L'ubiquità è la triste conseguenza della scrittura: un tale che non sa scrivere, sarebbe scemo soltanto a Pechino; invece, per mezzo di una sola lettera, è scemo nello stesso tempo a Pechino e a Parigi.
Alphonse Karr (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

Dio è presente dappertutto in ogni momento in un senso più vero della giustizia umana più solerte di cui si dice ch'essa è dovunque. Benché sempre invisibile a ogni mortale, Egli è onnipresente, dappertutto presente, sia nelle cose più piccole come nelle più grandi, sia in ciò che solo impropriamente si può chiamare un evento come in ciò ch'è l'evento eccezionale, quando muore un passero e quando nasce il Salvatore del genere umano.
Søren Kierkegaard, Discorsi edificanti, 1843

Dio è così lungi dall'essere qualcosa di sorprendente che è invisibile, al punto che non ci si accorge neppure ch'Egli esiste, mentre a sua volta la sua invisibilità è la sua onnipresenza. Ma un onnipresente è uno che si vede dappertutto, per esempio come un poliziotto: quale astuzia allora che un onnipresente sia riconoscibile precisamente dal fatto ch'egli è invisibile, unicamente in questa maniera, perché la sua visibilità toglierebbe appunto l'onnipresenza! Questo rapporto fra l'onnipresenza e l'invisibilità è come il rapporto fra mistero e rivelazione: il mistero è l'espressione del fatto che la rivelazione è rivelazione in senso rigoroso; il mistero è l'unico segno da cui essa si può riconoscere, poiché altrimenti la rivelazione diventa qualcosa come l'onnipresenza di un maresciallo di polizia.
Søren Kierkegaard, Postilla conclusiva non scientifica alle briciole filosofiche, 1846

L'onnipresenza di Dio è la sua invisibilità e la rivelazione, il mistero.
Søren Kierkegaard, ibidem

Il vero significato della Onnipresenza non consiste nel dire che Dio è semplicemente in ogni luogo e in ogni tempo, ma che realizza anche la totalità della sua presenza in ogni presenza: è presente nella Sua assolutezza in ogni singolo, totalmente in ciascuno e tuttavia in tutti gli Enti non è – per così dire –spezzettato e perciò solo parzialmente presente in ognuno, e quindi presente totalmente a se stesso a traverso una successione (questo è Panteismo); ma è totalmente presente in ciascuno in particolare e insieme in tutti (questo è Teismo, personalità, individualità). Senonché quando uno abbia riflettuto su questo, anche lo sviluppo organico avrà raggiunto un valore più profondo e pieno, così come un'armata non sarebbe di minor valore se ogni soldato fosse in ispirito un generale.
Søren Kierkegaard, Diario, 1834/55 (postumo 1909/49)

Preghiera. Padre celeste! Spesso noi, nei riguardi di un uomo, diciamo una cosa quando è presente e un'altra quand'è andato via; parliamo diversamente in sua presenza o in sua assenza. Ma come si potrebbe parlare di Te, o Dio nostro, nella Tua assenza se sempre sei onnipresente? Come si potrebbe parlare in altro modo di Te, che sempre rimani lo stesso? Concedi dunque, o Dio, di vincere quella dissipazione dello spirito che vuol farci credere che Tu sei assente, affinché per raccoglimento ed edificazione dell'anima, per disciplina e purificazione dell'anima, possiamo considerare che sei sempre presente.
Søren Kierkegaard, Diario, 1834/55 (postumo 1909/49)

In un'epoca senza Dio la stampa è la provvidenza, ed essa ha persino elevato a convinzione la fede nella onniscienza e nell'onnipresenza.
Karl Kraus, Detti e contraddetti, 1909

Dove non è riuscito il Vangelo con la predicazione della Caritas, sono riusciti i mezzi moderni di comunicazione collettiva, che ci danno il senso, anche visivo, di una nostra ubiquità, e dunque colleganza con tutti i nostri simili, anche se dislocati agli antipodi.
Guido Morselli, Diario, 1938/73 (postumo 1988)

In tutta l’appassionata perorazione di Pascal, c’è un unico argomento capitale, che egli desume dalla Sacra Scrittura: il «Dio nascosto», il Deus absconditus. Ma dalla stessa Scrittura, la dottrinetta, e la teologia, desumono un’affermazione opposta, quella di un Dio che è «in Cielo, in terra e dappertutto», di un Dio onnipresente. Quest’altra affermazione riesce di gran lunga più plausibile, nonostante certi svantaggi (quella fanciulla inglese che diceva al pastore: davvero, il Signore Iddio è dappertutto? proprio dappertutto? Ma è sconveniente!). Un Ente che ha creato ogni cosa, ogni essere, e che seguita a sostenere, a mantenere, l’universo, come può «nascondersi»? (e dove, fra l’altro?). Molto più logico è che egli sia dovunque: nelle cose, nei fenomeni, nei viventi, quand'anche intendesse nascondersi, o non rivelarsi, alla mente di questo o quell'individuo.
Guido Morselli, Diario, 1938/73 (postumo 1988)

Mortali, finiti, limitati, addolorati per queste costrizioni, gli umani ossessionati dalla completezza inventano una potenza dotata esattamente delle qualità opposte: rivoltano i loro difetti come un guanto e fabbricano le qualità davanti alle quali si inginocchiano e si prosternano. Sono mortale? Dio è immortale; sono finito? Dio è infinito; sono limitato? Dio è illimitato; non so tutto? Dio è onnisciente; non posso tutto? Dio è onnipotente; non sono dotato del talento dell'ubiquità? Dio è onnipresente; sono creato? Dio è increato; sono debole? Dio incarna l'Onnipotenza; sono sulla terra? Dio è in cielo; sono imperfetto? Dio è perfetto; sono nulla? Dio è tutto.
Michel Onfray, Trattato di Ateologia, 2005

Dio è ovunque, ma è sempre in riunione.
Flavio Oreglio, Non è stato facile cadere così in basso, 2007

Il dono dell'ubiquità è privilegio e condanna di pochi.
Andrea G. Pinketts, Il senso della frase, 1995

Versione umana dell'ubiquità: facoltà di non essere da nessuna parte nello stesso tempo.
[Version humaine de l'ubiquité : faculté de n'être nulle part au même instant].
Yvon Rivard, Morte e nascita di Christopher Ulric, 1976

Onnipresenza di Dio: tu lo vedi, lo senti, lo percepisci ovunque... lui, te, in nessun luogo.
Arthur Schnitzler, Il libro dei motti e delle riflessioni, 1927

Nusquam est qui ubique est.
[Non è in nessun luogo chi è dappertutto].
Lucio Anneo Seneca, Lettere a Lucilio, 62/65

Note
Vedi anche aforismi, frasi e citazioni su: Dio - Presenza di Dio - Onnipotenza di Dio

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