Bertrand Russell - Aforismi, frasi e citazioni

Selezione di citazioni, aforismi e frasi celebri di Bertrand Russell (Trellech 1872 - Penrhyndeudraeth 1970), filosofo, logico e matematico inglese.
In merito alle polemiche che sorsero quando a Bertrand Russell fu conferito un incarico accademico alla City University di New York, Albert Einstein ebbe a dire: "I grandi spiriti hanno sempre incontrato la violenta ostinazione delle menti mediocri. La mente mediocre è incapace di comprendere chi, rifiutando di inchinarsi ciecamente ai pregiudizi convenzionali, scelga invece di esprimere le proprie opinioni con coraggio e onestà".
Le seguenti citazioni di Bertrand Russell sono tratte da alcune delle sue opere più note, comprese quelle a carattere divulgativo come: Perché non sono cristiano (1927), Matrimonio e morale (1929), La conquista della felicità (1930), Elogio dell'ozio (1935) e Bertrand Russell dice la sua (1960).
Bertrand Russell
Lo studio della matematica
1907

La matematica è la sola scienza che non sa di che cosa parla, né se ciò che dice è vero.

L'autentico piacere, l'esaltazione, il senso di essere qualcosa di più di un uomo, che sono le pietre di paragone delle più elevate acquisizioni, si ritrovano nella matematica con altrettanta certezza che nella poesia.

Nella matematica, più che in qualsiasi altra disciplina, l'amore per la verità trova incoraggiamento anche quando la fede vacilla.

La filosofia dell'atomismo logico
1918

Tutto è vago a un livello di cui non ti rendi conto finché non provi a renderlo preciso,

Icaro, o il futuro della scienza
Icarus, or the Future of Science, 1924

Temo che la scienza sarà utilizzata per promuovere il potere di gruppi dominanti piuttosto che per rendere gli esseri umani più felici.
La causa principale dei problemi è che al mondo d'oggi gli stupidi sono
strasicuri, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi. (Bertrand Russell)
Perché non sono cristiano
Why I Am Not a Christian, 1927 - Selezione Aforismario

Penso che tutte le grandi religioni del mondo: buddismo, induismo, cristianesimo, islamismo e comunismo, siano, a un tempo, false e dannose. A rigor di logica, poiché contrastano fra loro, non più di una dovrebbe essere quella vera. Con pochissime eccezioni, la religione che l'uomo accetta è la stessa professata dalla comunità dove vive, sicché è l'influenza dell'ambiente che lo spinge ad accettarla.

Trovo strano si possa pensare che una divinità onnipotente, onnisciente e benevola abbia preparato il mondo, da nebulose senza vita, in tanti milioni di anni, per poi ritenersi soddisfatta dall'apparizione finale di Hitler, Stalin e dalla bomba H.

Una cosa è chiedersi se una religione è vera, altra se è utile. Io sono fermamente convinto che le religioni, come sono dannose, così sono false.

L'educazione dovrebbe mirare alla libertà della mente dei giovani, e non al suo imprigionamento in una rigida armatura di dogmi destinati a proteggerla, nella vita, contro i pericoli dell'evidenza imparziale. Il mondo necessita di menti e di cuori aperti, non di rigidi sistemi, vecchi o nuovi che siano.

Nel mondo non regna certamente la giustizia e questo, anziché a favore, è un argomento contro l'esistenza di Dio. Gli argomenti speculativi non spingono gli uomini a credere in un Dio: molti vi credono perché non sanno liberarsi degli insegnamenti appresi nell'infanzia. Nell'uomo c'è il desiderio di credere in Dio per bisogno di sicurezza e di protezione.

La storia ci presenta persone ben più sagge di Cristo; citerò soltanto Buddha e Socrate, che, sotto questo aspetto, mi appaiono molto superiori.

In ogni tempo si è manifestata una ferma opposizione da parte delle Chiese contro ogni forma di progresso in campo morale e umanitario: dalla riforma delle leggi penali ai tentativi di evitare le guerre; dal miglior trattamento delle razze di colore all'abolizione della schiavitù. Il cristianesimo, così com'è organizzato, è stato ed è tuttora il più grande nemico del progresso morale nel mondo.

Con l'aiuto della scienza e del nostro cuore, impareremo a non cercare aiuti immaginari, a non inventare alleati in cielo, ma piuttosto a valerci delle nostre forze per rendere questo mondo più piacevole e diverso da quello che è diventato, in questi secoli, sotto l'influsso delle Chiese.

Il mio concetto di religione è simile a quello di Lucrezio: la considero una specie di malattia, frutto della paura e fonte di indicibile sofferenza per l'umanità.

Il cristiano moderno è divenuto certamente più tollerante, ma non per merito del cristianesimo. Questo addolcimento del costume è dovuto a generazioni di liberi pensatori, che dal Rinascimento a oggi hanno provocato, nei cristiani, un senso di sana vergogna per molti dei loro tradizionali pregiudizi.

È divertente udire il cristiano odierno esaltare la dolcezza e la ragionevolezza della sua religione, ignorando che questa dolcezza e questa ragionevolezza sono dovute all’insegnamento di uomini, un tempo perseguitati dai cristiani.

La religione impedisce ai nostri figli di ricevere un'educazione razionale; la religione ci impedisce di rimuovere le cause fondamentali delle guerre; la religione ci impedisce di insegnare l'etica della collaborazione scientifica in luogo delle vecchie, aberranti dottrine di colpa e castigo. Forse l'umanità è alla soglia di un periodo aureo; ma per poterla oltrepassare sarà prima necessario trucidare il drago di guardia alla porta: questo drago è la religione.

La nostra concezione di Dio deriva dall’antico dispotismo orientale, ed è una concezione indegna di uomini liberi. Non ha rispetto di sé stesso chi si disprezza e si definisce miserabile peccatore.

Credo che quando morirò il mio corpo si decomporrà, e nulla del mio io sopravvivrà. Non sono giovane, e amo la vita, ma disprezzo il terrore dell’annichilimento. La felicità non è meno vera solo perché finisce, e nemmeno il pensiero e l’amore perdono valore perché non sono eterni.

Matrimonio e morale
Marriage and Morals, 1929

Temere l'amore è temere la vita, e chi teme la vita è già morto per tre quarti.

La scienza ci mette in grado di realizzare i nostri progetti, e se i progetti sono cattivi, il risultato sarà disastroso.

Una personalità non è un fine: essa deve entrare in contatto fecondo col mondo e perdere perciò la propria qualità distintiva.

La mancanza di qualcosa che si desidera
è una componente indispensabile della felicità. (Bertrand Russell)
La conquista della felicità
The Conquest of Happiness, 1930 - Selezione Aforismario

Il potere, se mantenuto entro i suoi propri limiti, può accrescere grandemente la felicità, ma quale unico scopo della vita non conduce che alla catastrofe, interiormente, se non esteriormente.

Purché non sia in quantità eccessiva, anche il lavoro più monotono riesce meno gravoso dell'ozio alla maggior parte della gente.

Essere capaci di riempire intelligentemente le ore di ozio è l'ultimo prodotto delia civiltà, e al giorno d'oggi pochissime persone hanno raggiunto questo livello.

Gli uomini che sono infelici, come gli uomini che dormono male, ne menano sempre vanto.

Uno dei sintomi dell'arrivo di un esaurimento nervoso è la convinzione che il proprio lavoro sia tremendamente importante. Se fossi un medico, prescriverei una vacanza a tutti i pazienti che considerano importante il loro lavoro.

L'essere privi di qualcuna delle cose che desideriamo è una condizione indispensabile della felicità.

L'unico rimedio contro l'invidia per gli uomini e le donne comuni è la felicità, e il difficile sta nel fatto che l'invidia è in sé stessa un terribile ostacolo alla felicità.

L'invidia è la base della democrazia.

Ci si può liberare dell'invidia gustando le gioie che si trovano sul proprio cammino, svolgendo il lavoro che si deve svolgere, ed evitando di fare confronti con coloro che reputiamo, forse erroneamente, molto più fortunati di noi.

Una certa capacità di sopportare la noia è indispensabile per avere una vita felice, ed è una delle cose che si dovrebbero insegnare ai giovani.

Le cose indispensabili alla felicità umana sono semplici, così semplici che le persone complicate non sanno costringersi a riconoscere quali sono le cose delle quali sentono realmente la mancanza.

La felicità fondamentale dipende più di qualunque altra cosa da ciò che si può chiamare un cordiale interesse per le persone e le cose.

È essenziale per la felicità che il nostro modo di vivere sia determinato dai nostri impulsi profondi e non dai gusti e dai desideri accidentali di coloro che il caso ha voluto fossero nostri vicini, o persino nostri parenti.

Più sono le cose alle quali un uomo si interessa, e maggiori occasioni di felicità egli ha, e tanto meno è in balìa del destino, poiché se perde una cosa può ripiegare su di un'altra. 

Per essere felici, la vita deve trascorrere per lo più tranquilla, poiché la vera gioia può vivere soltanto in un'atmosfera di tranquillità.

Il segreto della felicità è questo: fate in modo che i vostri interessi siano il più possibile numerosi e che le vostre reazioni alle cose e alle persone che vi interessano siano il più possibile cordiali anziché ostili.

L'indifferenza all'opinione pubblica è considerata una sfida, e il pubblico fa tutto quello che può per punire l'uomo che osa beffarsi della sua autorità.

Di regola, si dovrebbe rispettare l'opinione pubblica quel tanto che è necessario per evitare di morire di fame e di andare in prigione, ma tutto quanto vada al di là di questo diventa volontaria sottomissione ad una tirannia non necessaria e arrischia nei più vari modi di compromettere la felicità.

È difficile giungere ad una qualsiasi forma di grandezza fintanto che una tale paura è forte, ed è impossibile conquistare quella libertà dello spirito nella quale consiste la vera felicità, poiché è essenziale per la felicità che il nostro modo di vivere sia determinato dai nostri impulsi profondi e non dai gusti e dai desideri accidentali di coloro che il caso ha voluto fossero nostri vicini.

Senza il rispetto di sé stessi, la vera felicità difficilmente è possibile.

L'opinione pubblica è sempre più tirannica verso coloro che palesemente la temono, che verso coloro che non se ne curano. Un cane abbaierà più forte e morderà più prontamente se si troverà di fronte a una persona che lo teme, di quanto non farà se si vede trattato con disprezzo, e il gregge umano ha in sé quasi la stessa caratteristica.

La salute è una fortuna che nessuno può essere sicuro di conservare

Non vi è, naturalmente, alcun senso nel beffarsi deliberatamente dell'opinione pubblica; ciò significa soltanto che se ne è ancora dominati, sebbene si cerchi di ribellarvisi. Ma l'esservi sinceramente indifferenti è tanto una forza che una fonte di felicità.

La visione scientifica del mondo
The Scientific Outlook, 1931

Anche se può sembrare un paradosso, tutte le scienze esatte sono dominate dall'idea di approssimazione.
Temere l'amore è temere la vita, e chi teme la vita è già morto per tre quarti.
(Bertrand Russell)
Elogio dell'ozio
In Praise of Idleness, 1935 - Selezione Aforismario

Il saggio uso dell'ozio è un prodotto della civiltà e dell'educazione.

La tecnica moderna consente che il tempo libero, entro certi limiti, non sia una prerogativa di piccole classi privilegiate, ma possa essere equamente distribuito tra tutti i membri di una comunità. L'etica del lavoro è l'etica degli schiavi, e il mondo moderno non ha bisogno di schiavi.

Dopo aver tanto predicato la virtù del duro lavoro, è difficile che le autorità possano proporre un paradiso dove si fatichi poco e ci si riposi molto. È più probabile che esse trovino continuamente nuovi sistemi per dimostrare che il tempo libero deve essere sacrificato alla produzione.

Un uomo che ha lavorato per molte ore al giorno tutta la sua vita si annoia se all'improvviso non ha più nulla da fare. Ma, se non può disporre di una certa quantità di tempo libero, quello stesso uomo rimane tagliato fuori da molte delle cose migliori.

Oggigiorno, per colpa della smania del profitto, il tempo libero non è distribuito equamente; taluni lavorano troppo, mentre altri sono disoccupati.

Quattro ore di lavoro al giorno dovrebbero poter assicurare a un uomo il necessario per vivere con discreta comodità, e per il resto egli potrebbe disporre del suo tempo come meglio crede.

Religione e scienza
Religion and Science, 1935

Può sembrare strano che la vita sia un puro incidente, ma in un universo tanto grande è inevitabile che accadano degli incidenti.

Storia della filosofia occidentale
History of Western Philosophy, 1945

Insegnare a vivere senza la certezza e tuttavia senza essere paralizzati dall'esitazione è forse la funzione principale cui la filosofia può ancora assolvere nel nostro tempo.

La scienza può porre limiti alla conoscenza, ma non dovrebbe porre limiti all'immaginazione.

La scienza ci dice ciò che possiamo sapere, ma ciò che possiamo sapere è poco, e se dimentichiamo quanto non possiamo sapere diventiamo insensibili a molte cose di grandissima importanza.

La conoscenza umana
Human Knowledge, 1948

La conoscenza umana è incerta, inesatta e parziale.

Autorità e individuo
Authority and the Individual, 1949

Una vita senza avventura è probabilmente noiosa, ma una vita in cui si lascia che l'avventura assuma qualsiasi forma sarà sicuramente breve.

Saggi impopolari
1950

La fede in una Missione Divina è una delle tante forme di certezza che hanno afflitto la razza umana.

La filosofia è stata definita come un tentativo straordinariamente ingegnoso di pensare con chiarezza; io la definirei piuttosto come un tentativo straordinariamente ingegnoso di pensare erroneamente.

Bertrand Russell dice la sua
Bertrand Russell Speaks His Mind, 1960

È fanatico chi pensa che qualcosa possa essere tanto importante da superare qualsiasi altra.

La tolleranza delle opinioni, se è veramente piena, consiste nel non esercitare pressioni su nessun tipo di opinione finché non provoca un'azione criminale.

Gli uomini si abituano a tutto con una spaventevole rapidità.

La scienza è quel che conosciamo e la filosofia è quel che non conosciamo. È una definizione semplice e per questa ragione le domande si trasferiscono dalla filosofia alla scienza, man mano che il sapere progredisce.

Se non c'è entusiasmo non si riesce a far niente. Se c'è troppo entusiasmo si corre il rischio di diventare fanatici.

A me sembra che tutti, con pochissime eccezioni, facciano un cattivo uso del potere e di conseguenza la cosa più importante è distribuire il potere quanto più si può e non dare un immenso potere a una piccola cricca.

Tutto quel che sapete far bene contribuisce alla vostra felicità.

Penso che prima di tutto essere in buona salute vi rende felici, ma funziona anche nell'altro modo. Secondo me è molto meno probabile che un uomo felice si ammali che non un uomo infelice.

Libro di Bertrand Russell consigliato
La conquista della felicità
Traduzione: G. Pozzo Galeazzi 
Editore: TEA, 2003

"La conquista della felicità" non è e non vuole essere la soluzione a tutti i problemi esistenziali dell'uomo moderno, bensì il tentativo di individuare concretamente una via verso una consapevole serenità. Autonomia di giudizio, rispetto delle opinioni altrui, solidarietà, pari opportunità per tutti, sono, per Russell, alcuni degli ingredienti per una moderna ricetta della "felicità".

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