Alfred de Musset - Aforismi, frasi e citazioni

Selezione di aforismi e frasi celebri di Alfred de Musset (Parigi 1810-1857), poeta, scrittore e drammaturgo francese, tra i maggiori rappresentanti del romanticismo letterario. Le seguenti citazioni di Alfred de Musset sono tratte da alcune delle sue opere più famose quali: La coppa e le labbra (La coupe et les lèvres, 1831), Con l'amore non si scherza (On ne badine pas avec l'amour, 1834), La confessione di un figlio del secolo (La confession d'un enfant du siècle, 1836) e Poesie nuove (Poésies nouvelles, 1850).
Alfred de Musset
Prime poesie
Premières poésies, 1829

Mio malgrado, l'infinito mi tormenta.
[Malgré moi, l'infini me tourmente].

La metà di un amore violento, è quasi un'amicizia.

La notte veneziana
La nuit vénitienne, 1830

I due grandi segreti della felicità: il piacere e l'oblio.

La coppa e le labbra
La coupe et les lèvres, 1831

Il bicchiere in cui io bevo non è grande, ma è mio.

L'orgoglio è il pudore delle donne, la costanza del soldato, del martire sulla croce.

L'orgoglio in collera è un cattivo consigliere.

L'uomo senza pazienza è come una lampada senz'olio.

A che cosa pensano le ragazze
A quoi rêvent les jeunes filles, 1832

La vita è un sonno, l'amore ne è il sogno, e avrete vissuto se avete amato.

Lorenzaccio
Lorenzaccio, 1833

I grandi artisti non hanno patria.

Non tutti gli uomini sono capaci di grandi cose, ma tutti sono sensibili alle grandi cose.

L'entusiasmo è il fratello della sofferenza.

Con l'amore non si scherza
On ne badine pas avec l'amour, 1834

Il piacere delle dispute è di fare la pace. 

Un complimento vale un bacio.

Tutti gli uomini sono mentitori, incostanti, falsi, ciarlieri, ipocriti, orgogliosi o vili, spregevoli e sensuali; tutte le donne sono perfide, artificiose, vanitose, curiose e depravate; il mondo è una cloaca senza fondo in cui le foche più informi strisciano e si torcono su montagne di fango; ma c'è al mondo una cosa sublime, ed è l'unione di queste due creature così imperfette e così orribili.

Fantasio
Fantasio, 1834

L'immaginazione a volte dispiega ali grandi come il cielo in una prigione grande come una mano.

Ognuno ha i propri occhiali, ma nessuno sa esattamente quale colore abbiano le proprie lenti.
Si può avere l'ultima parola con una donna, a condizione che sia "sì".
(Alfred de Musset - Foto: Juliette Binoche e Benoît Magimel)
I figli del secolo © Diane Kurys 1999
La confessione di un figlio del secolo
La confession d'un enfant du siècle, 1836

Attento al disgusto; è un altro male incurabile; un morto vale più di un vivo disgustato di vivere.

La perfezione non esiste, capirla è il trionfo dell'intelligenza umana, desiderarla per possederla è la più pericolosa delle follie.

La perfezione non è fatta per noi più di quanto lo sia l'immensità. Non bisogna cercarla in niente, non chiederla a niente, né all'amore, né alla bellezza, né alla felicità, né alla virtù, ma bisogna amarla per essere virtuosi, belli e felici per quanto l'uomo può esserlo.

La donna che ama un po' e che resiste, non ama abbastanza, e quella che ama abbastanza e che resiste sa di essere meno amata.

La verità, scheletro delle apparenze, vuole che ogni uomo, chiunque sia, pervenga un certo giorno e una certa ora, a toccare le proprie ossa eterne in fondo a qualche piaga passeggera. Ciò si chiama conoscere il mondo, e l'esperienza è un tale prezzo.

Non vi è, a mio parere, abisso più insondabile per il pensiero dell'importanza decisiva che assumono le piccole cose su questa terra, dei cambiamenti che le circostanze meno importanti producono sulla nostra sorte.

Se la tua amante è sincera e fedele, amala per questo; ma se non lo è, ed è giovane e bella, amala perché è giovane e bella; e se è piacevole e spiritosa, amala ancora; e se non è niente di tutto questo, ma semplicemente ti ama, amala ancora. Non si è amati tutte le sere.

Si possono paragonare le nostre azioni ordinarie a piccole frecce smussate che ci abituiamo a mandare a segno, o quasi, di modo che finiamo per fare di tutti quei piccoli risultati un essere astratto e regolare che noi chiamiamo la nostra prudenza o la nostra volontà. Poi passa una ventata ed ecco la più piccola di quelle frecce, la più leggera, la più futile, che s'innalza a perdita d'occhio, oltre l'orizzonte nel seno immenso di Dio.
Attento al disgusto; è un altro male incurabile;
un morto vale più di un vivo disgustato di vivere. (Alfred de Musset)
La notte di maggio
La nuit de mai, 1835-1837

Niente ci rende così grandi, quanto un grande dolore.

La notte d'ottobre
La nuit d'octobre, 1837

L'uomo è uno scolaro e il dolore è il suo maestro; nessuno si conosce finché non ha sofferto.

Le messi per maturare abbisognano di rugiada; per vivere e per sentire l'uomo ha bisogno di lacrime.

Idillo
Idylle, 1839

Una lacrima dice più d'ogni parola.
[Une larme en dit plus que tu n'en pourrais dire].

Emmelina
Emmeline, 1841

Proverbi. Sono selle buone per tutti i cavalli; non ce n'è uno che non abbia il suo contrario, e qualunque condotta si tenga se ne trova uno per appoggiarvisi.

Poesie nuove
Poésies nouvelles, 1850

Chiunque abbia mai amato porta una cicatrice.
[Quiconque aima jamais porte une cicatrice].

Da un secolo senza speranze nasce un secolo senza paura.

Il bene perduto rende l'uomo avaro.

L'abitudine, che fa della vita un proverbio.

La bocca custodisce il silenzio per ascoltare il cuore che parla.

Nulla ci rende così grandi come un grande dolore.

Non si può pensare a tutto
On ne saurait penser à tout, 1849

Tra un "quasi sì" e un "sì" c'è tutto un mondo.

L'asino e il rigagnolo
L'âne et le ruisseau, 1855

Si può pure essere ridicoli quando si ama, ma non quando si soffre.
[On peut bien être ridicule quand on aime, mais on ne l'est pas quand on souffre].

Libro di Alfred de Musset consigliato
La confessione di un figlio del secolo 
Editore: Mondadori, 1996

"Le confessioni di un figlio del secolo" è il romanzo più famoso di Alfred de Musset. Questo libro si potrebbe considerare un'autobiografia, infatti ciò che si cela dietro le vicende narrate dallo scrittore è il riflesso dell'amore tormentato che lo legò a George Sand. È lo stato d'animo, anzi la malattia di un intero secolo, come l'autore stesso avverte nelle prime pagine del romanzo.

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