André Gide - Aforismi, frasi e citazioni

Selezione di aforismi, frasi e citazioni di André Gide (Parigi 1869-1951), scrittore francese, premio Nobel per la letteratura nel 1947 "Per la sua opera artisticamente significativa, nella quale i problemi e le condizioni umane sono stati presentati con un coraggioso amore per la verità e con una appassionata penetrazione psicologica". 
Le seguenti citazioni di André Gide sono tratte dal suo diario e da alcune delle sue opere più note: I nutrimenti terrestri (Les Nourritures terrestres, 1897), L'immoralista (L'Immoraliste, 1902), La porta stretta (La Porte étroite, 1909) e I falsari (Les Faux-monnayeurs, 1925).
André Gide
I nutrimenti terrestri
Les Nourritures terrestres, 1897 - Selezione Aforismario

Famiglie, vi odio! Focolari chiusi; porte serrate; geloso possesso della felicità.

Il presente sarebbe pieno di tutti i futuri, se il passato non vi proiettasse già una storia.

L'importanza sia nel tuo sguardo, non nella cosa guardata.

Saggio è colui che si stupisce di tutto.

Ogni desiderio mi ha arricchito più che il possesso sempre falso dell'oggetto stesso del mio desiderio.

Osa diventare ciò che sei. E non disarmarti facilmente. Ci sono meravigliose opportunità in ogni essere. Persuaditi della tua forza e della tua gioventù. Continua a ripetere incessantemente: "Non spetta che a me".

Prometeo male incatenato
Le Prométhée mal enchaîné, 1899

Non amo gli uomini; amo ciò che li divora.

L'immoralista
L'Immoraliste, 1902 - Selezione Aforismario

Bisogna lasciare la ragione agli altri perché questo li consola del non avere altro.

Che cos'è il racconto della felicità? Solamente ciò che la prepara, o ciò che la distrugge si può raccontare.

Ciò che si avverte in sé di diverso, è esattamente ciò che si possiede di raro, ciò che costituisce il valore di ciascuno – ed è proprio quello che si cerca di sopprimere.

Ho l'abitudine di essere discreto solo per ciò che mi viene confidato; per quello che vengo a sapere da solo la mia curiosità, confesso, è senza limiti.

Il futuro toglie incanto all'ora presente più di quanto il presente non tolga l'incanto al passato.

Le più belle opere dell'uomo sono ostinatamente piene di dolore.

Meno che a chiunque altro, ciascuno vuole somigliare a sé stesso.

Non posso pretendere che gli altri abbiano le mie virtù. È già molto se ritrovo in essi i miei vizi.

Non si può allo stesso tempo essere sinceri e sembrare tali.

Non c'è niente che ostacola la felicità quanto il ricordo della felicità.

Sapersi liberare non è niente: il difficile è saper essere liberi.

Pretesti
Prétextes, 1903

Le idee chiare e precise sono le più pericolose, perché allora non si osa più cambiarle; ed è un'anticipazione della morte.

Vi sono due mondi: quello che è senza che se ne parli, e lo si chiama mondo reale, perché non si ha nessun bisogno di parlarne per vederlo. L'altro è il mondo dell'arte, e di questo bisogna parlarne, perché altrimenti non esisterebbe

La porta stretta
La Porte étroite, 1909

Non si avverte la propria catena quando si segue spontaneamente colui che trascina; ma quando si comincia a resistere e a camminare allontanandosi, si soffre molto. 

Oscar Wilde
Oscar Wilde, 1910

Lo scultore non cerca di tradurre in marmo il proprio pensiero: egli pensa direttamente come se già tutto fosse di marmo, egli pensa in marmo.

Nuovi pretesti
Nouveaux Prétextes, 1911

L'arte è sempre il risultato di una costrizione. Credere che si levi tanto più alta quanto più è libera equivale a credere che ciò che trattiene l'aquilone dal salire sia la corda. 

I sotterranei del Vaticano
Les Caves du Vatican, 1914

In questo mondo è importante non avere l'aria di ciò che si è.

La sinfonia pastorale
La Symphonie pastorale, 1919

Il vero ipocrita è quello che non si rende più conto di mentire, quello che mente in tutta sincerità.

Peccato è tutto ciò che oscura l'anima.

Incidences
Incidences, 1924

Fu un unico Dio a creare il lupo e l'agnello e poi a sorridere "vedendo che ciò era buono".
[Un même Dieu a créé le loup et l'agneau, puis a souri «voyant que son œuvre était bonne»].
Vero ipocrita è chi non si rende più conto di mentire,
chi mente in tutta sincerità. (André Gide)
I falsari
Les Faux-monnayeurs, 1925 - Selezione Aforismario

A volte mi sembra che scrivere impedisca di vivere, e che ci si possa esprimere meglio coi fatti che con le parole.

Chiunque ama veramente rinuncia alla sincerità. 

È bene seguire la propria inclinazione, purché sia in salita.
[Il est bon de suivre sa pente, pourvu que ce soit en montant].

Il presente sarebbe pieno di ogni possibile avvenire, se già il passato non vi proiettasse una storia.

La crudeltà è il principale attributo di Dio.

Non si possono scoprire nuove terre senza accettare di perdere di vista la costa per un periodo molto lungo.

Posso dubitare della realtà di tutto, ma non della realtà del mio dubbio.

Se si potesse recuperare l'intransigenza della gioventù, la cosa che ci indignerebbe maggiormente sarebbe il vedere quello che siamo diventati. (da I falsari)

Se il seme non muore
Si le grain ne meurt, 1926

Ogni cosa appartiene a chi ne sa godere. 

Viaggio in Congo
Voyage au Congo, 1927

Meno è intelligente il bianco, più gli sembra che sia stupido il negro.

Dialogo con André Gide
Charles Du Bos, 1929

Quando un filosofo vi dà una risposta, non siete più in grado di capire nemmeno la domanda che avevate posto.

La scuola delle mogli
L'école des femmes, 1929

Il male più grande è mettere al mondo un bambino destinato a essere infelice.

L'uomo è solo un bambino invecchiato.
[L'homme n'est qu'un enfant vieilli].

I nuovi nutrimenti
Les Nouvelles Nourritures, 1935

Conosci te stesso. Massima tanto perniciosa quanto brutta. Chiunque si osservi arresta il proprio sviluppo. Il bruco che cercasse di "conoscersi bene" non diventerebbe mai farfalla.

Poetica
Poétique, 1947

L'arte comincia dalla resistenza: dalla resistenza vinta. Non esiste capolavoro umano che non sia stato ottenuto faticosamente.

Così sia o i giochi sono fatti
Ainsi soit-il ou Les Jeux sont faits, 1952

Dubitate di tutto, ma non dubitate mai di voi stessi.

Credete in coloro che cercano la verità, dubitate di coloro che la trovano.
Ciò che sfugge alla logica è quanto v'è di più prezioso in noi stessi.
(André Gide)
Diario
Journal, 1887-1950 (postumo 1996) - Selezione Aforismario

Ciò che sfugge alla logica è quanto v'è di più prezioso in noi stessi.

Conquistare la propria gioia è meglio che arrendersi alla tristezza.
[Conquérir sa joie vaut mieux que de s'abandonner à la tristesse].

Da un sillogismo non si può cavare nulla che lo spirito non vi abbia messo in anticipo.

Di tutta questa commedia, alle due estremità gli atti importanti: la nascita e la morte. Dell’una non ci accorgiamo ancora; dell’altra non ci accorgiamo più. E dobbiamo anche credere che, appena spalata la terra, non ci si ricorda più d’essere morti. Ci si accorge solo della morte altrui, – poiché essa facilita la nostra vita.

Entriamo in un'epoca nella quale il liberalismo diventerà la virtù più sospetta e la meno praticabile.

I miracoli sono disobbedienze di Dio.

Il nazionalista ha un grande odio e un piccolo amore.

Il numero di stupidaggini che una persona intelligente può dire in un giorno è incredibile. E senza dubbio io ne direi quanto gli altri, se non tacessi più spesso.

Il tempo e lo spazio sono i palcoscenici che, per la recita, innumerevoli verità hanno sviluppato con l’aiuto dei nostri cervelli e noi vi recitiamo come marionette volontarie, convinte, devote e voluttuose. Non vedo cosa vi sia in ciò da rattristarsi, al contrario mi diletto in questa convinzione del mio ruolo, e tale ruolo, tutto sommato, se tutto lo motiva, è proprio ognuno da solo che lo inventa.

L'illogicità irrita. Troppa logica annoia.

«L’io è detestabile», dite. Non il mio.

L'opera d'arte è l'esagerazione di un'idea.

La buona fede è una virtù essenzialmente laica che sostituisce la fede.

La fede solleva le montagne, è vero: delle montagne di assurdità.

La preghiera è la forma oratoria dell’anima.

La responsabilità dell'uomo aumenta col diminuire di quella di Dio.

La sola arte di cui mi accontento è quella che, elevandosi dall'inquietudine, tende alla serenità.

La spiegazione del vizio del bere del popolo è questa: bevono per dimenticare che non hanno quanto desiderano; d’altra parte il vizio del bere delle classi elevate si spiega allo stesso modo. L’ebbrezza non è altro che una sostituzione della felicità.

La tristezza è quasi sempre soltanto una forma di stanchezza.

Le adolescenze troppo caste fanno le vecchiaie dissolute.

Le inconseguenze della ragione sono spesso conseguenze del cuore.

Nel sentimento di un accordo, non di una rivalità, consiste la felicità.

Non c'è alcun divertimento a giocare in un mondo dove tutti barano.

Non esistono problemi; ci sono soltanto soluzioni. Lo spirito dell'uomo crea il problema dopo. Vede problemi dappertutto.

«Non vi sono così grandi delitti che non mi sia sentito in certi giorni capace di commettere», dice Goethe. Le più grandi intelligenze sono anche le più capaci di grandi delitti, che in genere non commettono, per saggezza, per amore, e perché vi si limiterebbero.

Solo nell'avventura alcuni arrivano a conoscersi.

Fonte sconosciuta
Credi a coloro che cercano la verità; dubita di quelli che la trovano.

L'inconveniente di un viaggio troppo bene preordinato, è quello di non lasciare sufficiente spazio all'avventura.

L'umanità è complicata, bisogna riconoscerlo, e ogni tentativo di semplificazione, di irreggimentazione, ogni sforzo dall'esterno per ridurre ogni cosa e ogni persona allo stesso denominatore comune sarà riprovevole, pericoloso e sinistramente ridicolo.

Le azioni più decisive della nostra vita sono il più delle volte azioni avventate.

Senza rischi non si fa nulla di grande.

Libro di André Gide consigliato
Diario
Vol. 1 e 2
Traduttore: S. Arecco
Curatore: P. Gelli
Editore: Bompiani, 2016

Il "diario" che André Gide cominciò a scrivere nel 1887 e tenne praticamente tutta la vita, fino alla morte nel 1951, pubblicandone larghe parti durante tutta la sua esistenza, finisce con l'essere l'opera sua più narrativa, nel desiderio di crearsi personaggio. Ma è anche indubbiamente un documento intimo, segreto, pubblico, civile, politico, per l'ansia di verità che lo anima e le battaglie condottevi (per l'omosessualità, i diritti umani violati nei paesi coloniali, in quelli comunisti). L'edizione odierna è la prima completa, perché i curatori francesi hanno recuperato anche le parti che l'autore teneva nel cassetto, ritenendole, per vari motivi, non pubblicabili.

Nessun commento: