André Malraux - Aforismi, frasi e citazioni

Selezione di aforismi, frasi e citazioni di André Malraux (Parigi 1901 - Créteil 1976), scrittore e politico francese. Le seguenti citazioni di André Malraux sono tratte da alcune delle sue opere maggiori, tra cui: La condizione umana (La condition humaine, 1933) e La speranza (L'Espoir, 1937).
André Malraux
I conquistatori
Les conquérants, 1928

Ho imparato che una vita non vale nulla, ma che nulla vale una vita.
[J'ai appris qu'une vie ne vaut rien, mais que rien ne vaut la vie].

L'anarchia si ha quando il Governo è debole, non quando non c'è Governo.

Le idee son fatte per essere sviluppate!

La via dei re
La voie royale, 1930

È quando inizia il decadimento che bisogna uccidersi, ma è proprio quando inizia il decadimento che si ama di nuovo la vita.

Forse non è più difficile morire per se stessi che vivere per se stessi, ma ho i miei dubbi...

Il potere va definito dalla possibilità di abusarne.
[Le pouvoir doit se définir par la possibilité d'en abuser].

La morte è la prova irrefutabile dell'assurdità della vita.

Lei non immagina cosa sia il destino limitato, ineluttabile, che ci cade addosso come un regolamento su un prigioniero; la certezza che saremo così e non altrimenti, che siamo stati così e non altrimenti, e quello che non abbiamo avuto non lo avremo mai. E, alle spalle, tutte le nostre speranze, speranze che abbiamo nel sangue come non avremo mai nessun essere vivente...
Ho imparato che una vita non vale nulla, ma che nulla vale una vita.
(André Malraux)
La condizione umana
La condition humaine, 1933 - Selezione Aforismario

Abbiamo sempre bisogno di un tossico: questo paese ha l'oppio, l'Islam ha l'hascisc, l'Occidente ha la donna... L'amore è forse il mezzo che l'Occidentale adotta di preferenza per liberarsi dalla sua condizione di uomo.

Al disotto degli atteggiamenti di ciascun uomo c'è un fondo che può essere toccato e la cui natura si può presentire pensando alla sua sofferenza.

Darsi per una donna, possedere per un uomo, sono i due soli mezzi che gli esseri abbiano per capire qualunque cosa.

Di ogni persona, possediamo soltanto quello che riusciamo a cambiare in lei. 

È raro che un uomo possa adattarsi − come dire? − alla sua condizione di uomo...

Gli uomini non sono i miei simili; sono coloro che mi osservano e mi giudicano; i miei simili sono quelli che mi amano e non mi osservano.

Gli uomini sono i vermi della terra.

Il gioco è un suicidio senza morte.

La donna è sottomessa all'uomo come l'uomo è sottomesso allo Stato; e servire l'uomo è cosa meno dura che servire lo Stato.

La sofferenza peggiore è nella solitudine che l'accompagna.

La malattia chimerica, di cui la volontà di potenza non è che la giustificazione intellettuale, è la volontà di divinità: ogni uomo sogna di essere dio.

L'ideale di un dio è quello di diventare uomo colla certezza di poter ritrovare la sua potenza; e il sogno dell'uomo è di diventar dio, senza perdere la propria personalità.

L'amplesso col quale l'amore mantiene attaccati gli esseri l'uno all'altro contro la solitudine, non portava il suo aiuto all'uomo, ma al pazzo, al mostro incomparabile, preferibile a ogni cosa, che ogni essere è per se stesso e che blandisce nel proprio cuore.

L'oppio insegna una cosa sola: che all'infuori della sofferenza fisica, non c'è nessuna realtà.

Morire è passività, ma uccidersi è atto.

Nessun uomo capisce che ogni nuova truccatura, ogni vestito nuovo, ogni nuovo amante, suggeriscono alla donna un'anima nuova.

Non c'è nulla che sia senza importanza per un uomo quando egli abbia messo in gioco il suo orgoglio, e il piacere è una parola che gli permette di saziarlo più in fretta e più spesso.

Non esiste dignità, non c'è vita reale per un uomo che lavora dodici ore al giorno senza sapere per quale scopo lavora.

Non trovate che una delle sciocchezze tipiche dell'umanità è che un uomo che ha una vita sola la possa perdere per un'idea?

Per fare un uomo non ci vogliono nove mesi, ci vogliono cinquant'anni, cinquant'anni di sacrifici, di volontà, di... tante cose. E quando quest'uomo è fatto, quando in lui non c'è nulla né dell'infanzia né dell'adolescenza, quando è proprio un uomo, non è buono che per morire.

Se non si crede a nulla, specialmente perché non si crede a nulla, si è obbligati a credere alle qualità del cuore, quando si incontrano: questo è naturale.

Troviamo sempre lo spavento in fondo a noi stessi. Basta cercare alla profondità sufficiente. Per fortuna, ci resta l'azione.

Tutti gli uomini assomigliano al loro stesso dolore.

Un uomo è la somma dei suoi atti, di quel che ha fatto, di quel che può fare. E basta.

Un uomo che se ne frega del mondo, se trova sul serio l'affetto, il sacrificio, una qualunque di queste fregnacce, è suonato per sempre.

Viviamo forse per noi stessi? Noi non siamo nulla. Viviamo per lo Stato nel presente, e per l'ordine dei morti nei secoli... 
Troppe chiese dorate e troppi villaggi senza pane. (André Malraux)
Foto: Chiesa di Padre Pio a San Giovanni Rotondo
La speranza
L'Espoir, 1937 - Selezione Aforismario

A pensarci bene, Cristo è l'unico anarchico che ha avuto veramente successo.

Essere amati senza sedurre è uno dei bei destini dell'uomo. 

La tragedia della morte sta in questo, che trasforma la vita in destino. 

La morte non è una cosa così grave; il dolore, sì.

Non c'è eroe senza pubblico.

Non si fa politica con la morale, ma non se ne fa ancora di più senza.

Non si può creare un'arte che parli all'uomo se non si ha niente da dire. 

Non ci sono cinquanta modi di combattere, non ve ne è che uno, essere vittorioso.

Troppe chiese dorate e troppi villaggi senza pane.
[Trop d'églises en or et trop de villages sans pain].

Gli alberi di noce di Altenburg
Les Noyers de l'Altenburg, 1943

L'uomo sa che il mondo non è su scala umana; e vorrebbe che lo fosse.

L'uomo è ciò che fa!

La psicologia dell'arte
La Psychologie de l'art, 1947-1949

La scoperta dell'arte, come ogni conversione, è la rottura di un rapporto anteriore fra un uomo e un mondo. 

Ogni creazione è, all'origine, la lotta di una forma in potenza contro una forma imitata.

L'arte è un antidestino.

L'incarnazione più alta di un artista si fonda egualmente sul rinnegamento dei suoi maestri e sull'annientamento di tutto ciò che lui stesso era stato un tempo.

Le voci del silenzio
Le voci del silenzio, 1951 

Alla domanda: «Che cosa è l'arte?» siamo portati a rispondere: «Ciò attraverso cui le forme diventano stile».

Come l'amore, l'arte non è piacere, ma passione.

L'arte è un antidestino.

La cultura ci si presenta come la conoscenza di ciò che rende l'uomo qualcosa di diverso da un incidente dell'universo.

Il cranio di ossidiana
La Tête d'obsidienne, 1974

L’arte è la presenza nella vita di ciò che dovrebbe appartenere alla morte; il museo è l'unico posto al mondo che sfugge alla morte.

Fonte sconosciuta
A volte la politica somiglia alla grammatica: un errore che commettono tutti, alla fine è riconosciuto come una regola.

In ogni minoranza intelligente si nasconde una maggioranza di imbecilli.

Libro di André Malraux consigliato
La condizione umana 
Traduttore A. R. Ferrarin 
Editore Bompiani, 2001 

La condizione umana, Premio Goncourt 1933, è un grande romanzo (celebratissimo da Trotsky, Gide ed Hemingway) sulla Rivoluzione cinese del 1927, una lucida analisi dell’epica dell’azione. La rivoluzione diviene qui simbolo di libertà, di fraternità umana, di palingenesi del mondo. La "condizione umana" che interessa Malraux non è quella disperata di centinaia di milioni di diseredati, ma il sentimento dell'impossibilità di comunicazione con l'altro che è la caratteristica saliente dell'essere umano.

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