Antonio Amurri - Aforismi, frasi e battute divertenti

Selezione delle frasi più belle e delle battute più divertenti di Antonio Amurri (Ancona 1925 - Roma 1992), scrittore e umorista italiano. Le seguenti citazioni di Antonio Amurri sono tratte da: Piccolissimo (1973), Famiglia a carico (1975), Come ammazzare il marito senza tanti perché (1976), Stavolta m'ammazzo sul serio (1977) e Qui lo dico e qui lo nego (1990).
Antonio Amurri
Piccolissimo
© Mondadori 1973 - Selezione Aforismario

L'unico metodo infallibile per conoscere il prossimo è giudicarlo dalle apparenze.

La statistica è quella scienza esatta che, riferendosi a venti individui di cui dieci con un occhio solo e dieci con due, stabilisce che hanno, in media, un occhio e mezzo a testa.

Col progresso tecnico in continuo sviluppo, siamo regrediti al punto che è sempre più difficile riuscire a spostarsi da un capo all'altro della città.

Se non avete mai sentito una lucidatrice, un aspirapolvere, un battitappeto, una lavapiatti e una lavabiancheria tutti contemporaneamente in azione, non sapete che cos'è l'inferno.

In generale, alle riunioni condominiali sono quasi sempre presenti quegli inquilini che non sono quasi mai presenti nella tua memoria, perché non si vedono mai in giro. O, se si vedono, ti salutano appena, frettolosi e schivi, mentre poi sbucano regolarmente alle riunioni condominiali rivelandosi come le persone più verbose, intransigenti e pignole.

Perché, se leggiamo di un marito abbandonato dalla moglie, proviamo un così sfacciato sentimento d'invidia?

Quando si pretende di allevare con ogni cura quattro figli, non ci si può lamentare se, alla fine del mese, i conti del fruttivendolo e del farmacista si equivalgono.

Se la decisione di prendere l'aereo è sempre dettata da un sano desiderio di avventura purificatrice, una volta acquistato il biglietto, il mio inconscio si mette in stato di agitazione e fa scattare immediatamente l'operazione previdenza, che, tutto sommato, potrebbe anche essere definita «operazione scaramanzia». Due giorni prima della partenza, comincio praticamente a dare le mie disposizioni testamentarie.
Il guaio nell'arrivare puntuali agli appuntamenti
è che non c'è mai lì nessuno ad apprezzarlo. (Antonio Amurri)
Famiglia a carico
© Mondadori 1975 - Selezione Aforismario

C'è una parola che fa fremere d'indignazione le mogli di tutto il mondo, ed è «casalinga». Guai dare della casalinga a una casalinga.

Così come le domestiche sono state promosse a colf (collaboratrici familiari), anche le casalinghe avrebbero diritto di fregiarsi per lo meno del titolo di sicas (signore della casa), il che salverebbe per lo meno le apparenze: le poverette non sarebbero costrette a confessare arrossendo: «Io sono casalinga…», ma, al contrario, potrebbero esclamare con sicumera, alzando fieramente il capo: «Io sono sicas!».

Il sogno di ogni casalinga è quello di diventare segretaria d'azienda, poiché questa professione rappresenta ai suoi occhi il simbolo dell'efficienza, anche se in definitiva non fa che renderla indispensabile a un uomo d'affari anziché al marito.

Io accetto ogni forma di turpiloquio, purché sia disinvolto, naturale, assolutamente non premeditato. Per poter dire un «vaff» a qualcuno, bisogna averne l'autorevole sicurezza. La parolaccia regge solo se pronunciata con tranquilla superiorità; come se fosse, insomma, una parola d'uso comune.

Mia moglie, ogni tanto, tira fuori l'annosa questione che sarebbe potuta essere una bravissima segretaria d'azienda, dimenticando d'avere sulle spalle un'azienda in piena regola [la famiglia] con cinque dipendenti, della quale è non già semplice segretaria, ma addirittura efficientissimo anche se esagitatissimo manager.

Il senso dell'umorismo è un pesante fardello da portare. Ci si riesce soltanto se si ha molto senso dell'umorismo.

Assicurazione auto - Cosa che, quando è già scaduta, mia moglie si ricorda di dirmi di rinnovare. (Marito). Cosa che mi ricordo di dire a mio marito di rinnovare quando è già scaduta. (Moglie)

Bagno - Stanza sempre occupata.

Casa - Luogo dove il capofamiglia è padrone di dire tutto quello che gli pare, tanto nessuno lo ascolta.

Dieta - Un breve periodo di fame che precede un aumento di due chili.

Faccende domestiche - Cose di cui nessuno s'accorge, a meno che non si manchi di farle.

Frigorifero - Luogo dove scompaiono le vivande.

Idraulico - Persona che ha scoperto il segreto inseguito invano dagli antichi alchimisti: trasformare il piombo in oro.

Lampadina tascabile - Astuccio per pile scariche. 

Legno - Materiale che brucia così bene nei boschi italiani, ma così male nel nostro caminetto.

Moquette - Tipo di pavimento che attira le boccette di inchiostro di china senza tappo.

Vacanze - Periodo nel quale scopriamo dove non tornare mai più.

Come ammazzare il marito senza tanti perché
© Mondadori 1976 - Selezione Aforismario

Tutti sappiamo che Caino ammazzò Abele. Ebbene, secondo noi, fu proprio questo intempestivo fratricidio a impedire che il primo assassinio della storia fosse compiuto da una moglie contro il marito. Molto probabilmente Caino fregò la madre per un soffio e col cadavere di Abele ancora caldo, come poteva Eva poveraccia, continuare a pensare di far fuori Adamo? Oltre tutto, su soli quattro abitanti in tutta la Terra, due morti ammazzati poteva sembrare troppo.

Di anno in anno, di scenata di gelosia in scenata di gelosia, anche la moglie più ingenua capisce che un marito sempre sul piede di guerra è un castigo che non merita.

Il marito geloso è geloso a prescindere. Se la moglie è una racchiona alla quale farebbe forse l'occhiolino soltanto il più brutto gorilla dello Zoo, il marito è geloso ugualmente. Il suo comportamento è dunque quanto mai apprezzato, poiché anche la più bulldozer delle mogli si sente oggetto di possessività e bersaglio di attentati sessuali che nessuno si è mai sognato di farle.

Spesso i mariti gelosi hanno determinato nella loro donna una tale autosupervalutazione della propria femminilità da trasformare quella che era una moglie scialba e incolore in una stupenda adultera.

Il marito impiccione-disattento-pasticcione è peggiore della moglie appartenente alla stessa categoria, perché è uno che vuole sapere tutto ma non è provvisto del buon senso, dell'ottima memoria e dello squisito savoir-faire di una donna.

Il marito impiccione, al contrario dell'impicciona moglie, non è un sano impiccione che dai casi altrui trae prezioso insegnamento, utili informazioni, raffinati diletti, squisiti spunti di conversazione. Egli, al contrario, propina le notizie alla spicciolata, in maniera scomposta, senza nesso e scopo, evitando di vagliarne il peso, le conseguenze, le possibili variazioni. "La moglie di Rossi se n'è andata!", esclama, omettendo la ghiottoneria basilare che tutto è accaduto perché Rossi se la intendeva con la baby-sitter dei Bianchini il cui figlio è fuggito insieme alla signora Rossi perché ne è l'amante.

Il superlavoratore viene sempre colpito da un superinfarto, in conseguenza del quale la moglie può tranquillamente godersi la superpensione con un superfusto antilavoro.

Se il marito ha i capelli bianchi, non può essere che "interessante", se li ha lei passa di grado e diventa "vecchia".

Se lei non si sposa resta "zitella"; se non si sposa lui è un "impenitente scapolone".

Se lei è gobba, "pussa via gobbaccia"; se è gobbo lui, "porta fortuna"!

Si può sapere in virtù di quale privilegio all'uomo è stato concesso di poter fare pipì stando in piedi e di poterla fare, tutto sommato, in qualunque posto, mentre la donna è costretta invece ad accoccolarsi come una gallina? Vogliamo forse negare che anche il Padreterno, quando ha deciso certi particolari anatomici, si è comportato da perfetto antifemminista?

Stavolta m'ammazzo sul serio
© Mondadori 1977

La morte è il momento più importante della vita: godiamocelo. Bisogna che mi concentri. Non voglio perderne neanche un attimo: si muore una volta sola.
Convegno chiassoso e scomposto è la festa dei vicini di casa
alla quale non siamo stati invitati. (Antonio Amurri)
Qui lo dico e qui lo nego
© Mondadori 1990 - Selezione Aforismario

Convegno chiassoso e scomposto è la festa dei vicini di casa alla quale non siamo stati invitati. 

Chi dice che non vuole parlare male degli altri lo sta per fare.

Col tempo, sono sempre più disposto a condividere le opinioni altrui pur di non faticare a difendere la mie.

Gli indigeni che battono i tamburi per scacciare gli spiriti del male sono derisi dagli automobilisti che suonano il clacson agli ingorghi.

Il guaio nell'arrivare puntuali agli appuntamenti è che non c'è mai lì nessuno ad apprezzarlo.

Il semaforo è il mezzo per far arrivare i pedoni senza pericolo al centro della strada.

In fondo morire sarebbe niente. Quel che non sopporto è il non poter sapere come andrà a finire.

L'Alitalia comunica che, a causa di una improvvisa giornata di lavoro proclamata dai piloti Anpac, il volo delle 21:30 per Parigi partirà effettivamente alle 21:30 e proprio per Parigi.

La bigamia è avere una moglie di troppo e la monogamia anche.

La giovinezza è un'orribile età che apprezziamo soltanto nel momento in cui la rimpiangiamo. 

La lotta alla criminalità organizzata è molto difficile, perché la criminalità è organizzata, ma noi no.

Molti passano metà del loro tempo a desiderare le cose che potrebbero avere se non passassero metà del loro tempo a desiderarle. 

Non mi importa niente se l'erba del vicino è più verde; mi rode che sia perfettamente rasata.

Ormai non mi sto più a sentire nemmeno quando parlo a me stesso.

Perché Dio è sempre così sereno, saggio, sicuro di sé? Perché non ha padre.

Quando qualcuno mette troppo entusiasmo nel suo lavoro, ho sempre l'impressione che sprechi più tempo ad entusiasmarsi che a lavorare. 

Quando un'attrice si ostina a non rivelare per anni il nome del padre di suo figlio è proprio perché non lo sa.

Qui da noi, ormai, l'opinione pubblica è sempre più opinione di pochi.

Un comitato è un gruppo di incapaci nominati da persone che non hanno voglia di fare cose non necessarie. 

Libro di Antonio Amurri consigliato
Famiglia a carico
Editore Mondadori, 1975 

M'è francamente difficile fare appello al mio senso dell'umorismo quando, la mattina appena alzato, mi vedo riflesso nello specchio del bagno e so che ci vorrà non meno di un'ora per ridare un aspetto umano a quell'ammasso di fattezze scomposte, sparse dentro il perimetro della mia faccia, e qualche volta perfino penzoloni al di fuori.

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