Federico Basso Zaffagno - Aforismi contro l'incertezza della banalità

Selezione dei migliori aforismi e delle frasi più belle di Federico Basso Zaffagno (Savona 1980), imprenditore e aforista italiano. Federico Basso Zaffagno è Laureato in giurisprudenza ed esercita "l'impresa di essere se stesso". Delle radici ha fatto il suo modo di camminare. Non ha un cattivo carattere, molto semplicemente non fa nulla per dissimulare il carattere. Riesce ancora a vedere l'armonia delle cose e a stupirsene, perciò non vuole lasciare campo al disordine. Soffre il caldo e la sindrome delle banalità, più o meno allo stesso livello. A parte il fumo di sigarette, aspira a comportarsi con dignità fino in fondo.
I seguenti pensieri di Federico Basso Zaffagno sono tratti da Il re del proprio mondo, aforismi contro l'incertezza della banalità editi da Genesi nel 2012.
Federico Basso Zaffagno
Il re del proprio mondo
Gli aforismi contro l'incertezza della banalità 
© Genesi 2012

Chi non conosce il potere della rinuncia non potrà mai avere un diritto alla conquista.

Ciò che è gratuito è stato pagato da un altro.

Dove c'è fiducia c'è speranza.

È noto, ma puntualmente si dimentica, che l'origine dei conflitti interpersonali è sempre nella mancanza di comunicazione.

E se qualcosa finisce, non facciamone una tragedia, c'è sempre la vita davanti!

Essere antipatici è l'arte della sincerità; la simpatia è un metodo di conquista.

Ho raggiunto l'indipendenza nel momento in cui ho deciso che tutti erano importanti e nessuno indispensabile.

I miracoli sono diventati rari da quando ci si è lasciati condizionare dalla schiavitù della scienza.

I sensi di colpa mettono nello stato di vittima, proprio quando dovresti renderti responsabile.

Il modo più veloce per raggiungere una meta è bruciarsi i ponti alle spalle, per evitare la tentazione di tornare alla protezione della consuetudine.

Il mondo pratica il qualunquismo perché non ha volontà e spirito di sacrificio necessari per raggiungere i traguardi di coloro che si sono meritati ciò che, giustamente, si godono.

Il paradiso è la ricompensa per avere evitato l'inferno che alcuni si creano in terra.

In un mondo complesso resiste e prevale soltanto chi osa.

Io sono il tempo che mi manca.
Ciò che è gratuito è stato pagato da un altro. (Federico Basso Zaffagno)
La tempra si forma nello scontro tra fuoco e materia, perché ciò che non brucia è destinato a restare.

La fedeltà è il riconoscimento di non essere superficiali e la convinzione di non essere stati casuali.

La pazienza certosina è prerogativa di chi crede all'eternità e non al tempo.

Le buone idee capitano a tutti, ciò che manca è il sacrificio per metterle in pratica.

Le persone cattive per uno scopo sono semplicemente grintose, quelle cattive gratuitamente lo sono perché messe con le spalle al muro o rabbiose per il loro fallimento totale.

Le persone frustrate sono di gran lunga più false e dannose di quelle cattive.

L'unico amore interminabile è quello dimenticato.

Nella maggior parte dei matrimoni la presenza dei testimoni è necessaria, altrimenti non ci crederebbe nessuno.

Non scegliere è solo un altro modo per rinunciare a crescere.

Ogni scelta comporta una forma di pericolo ed è appunto questo a misurare il motivo.

Propongo una cura molto semplice per tutte le crisi psicologiche: sano e sfiancante lavoro che non faccia crogiolare nei pensieri.

Puoi credere a poche cose, pur mantenendo intatta la capacità di stupirti.

Quando mi dicono tu devi, traduco con io voglio.

Riconoscere un errore sembra quasi diventata una prerogativa da eroe.

Sempre più di frequente vedo scambiare la testardaggine per forza.

Libro di Federico Basso Zaffagno
Il re del proprio mondo
Gli aforismi contro l'incertezza della banalità
Editore: Genesi, Torino, 2012

Il re del proprio mondo – titolo migliore non poteva essere trovato – è un saggio di educazione etica, civile, religiosa, erotica, politica e sportiva. Anzi, è un racconto, senza vicenda e senza protagonisti, c’è solo l’ambientazione, cioè la lettura propositiva che fa lo scrittore dell’ambiente in cui vive e la propria dichiarazione di partigianeria a favore di un certo modo di pensare e di agire, all'interno della società metropolitana contemporanea. Il libro si dipana come un mosaico che sempre più mette a fuoco non solo la visione d’insieme, ma anche i piccoli momenti particolari degli specifici modi di essere e di pensare. Per il lettore è una gioia addentrarsi nel mondo di Federico Basso Zaffagno, che pennella l’ambiente mondano da lui illustrato con una rappresentazione vigorosa e colorata, ricca di emozioni e di valori, sempre rappresentati con grande generosità partecipativa e anche con il rischio di lasciare trapelare un’opinione propositiva chiara e corretta, da condividere o liberamente da contrastare. Un bel libro, che si legge con grande facilità e fascinazione e che rimane come amico confidente sul comodino dell’intimità.

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