Franz Fischer - Aforismi, frasi e citazioni

Selezione di aforismi, frasi e citazioni di Franz Fischer (Vienna 1928), medico, saggista e aforista austriaco. Riguardo alla scrittura aforistica, ha affermato Franz Fischer: "Oggi i migliori aforismi diventano luoghi comuni, perché sono spesso citati, ma nessuno ne trae le conseguenze". [...] "L'aforismo deve essere pure un segnavia, altrimenti è solo un riscontro, un'arguzia, uno scherno formulato più o meno spiritosamente".
La possibilità che Dio non esista non è ancora
un motivo per credere negli uomini. (Franz Fischer)
Aforismi
© Ponte nuovo 1979 - Selezione Aforismario

Bisogna combattere fino alla morte i difetti personali, ma bisogna anche accettare con umiltà la loro presenza.

Certe persone mentono in modo tale che non si può credere nemmeno il contrario di quanto affermano. 

Chi mangia dimentica la fame altrui.

Com'è difficile la sorte dell'uomo che non crede in se stesso, ma vorrebbe pure credere in Dio.

È indifferente, se l'insuccesso è dovuto a piccole o grandi cause, basta questo fatto come tale e la vita crudele non si preoccupa di nessuna giustificazione.

Forse la massima azione eroica dell'uomo consiste nell'accettazione del suo carattere con tutte le sue limitazioni e la volontà di farne il meglio.

Gli egoisti sono molto contenti delle condizioni morali del mondo, perché finché predomina il principio «homo homini lupus» dispongono di questo pretesto meraviglioso per giustificare il loro atteggiamento.

Gli uomini sono piccole nuvole che si formano, passano e si sciolgono senza alterare minimamente le condizioni meteorologiche. 

Il buon politico rispetta sempre la stupidità dei suoi simili.

In attesa del treno rapido morte ci si dedica alla conversazione nella sala di attesa della stazione della vita, tentando di risolvere i cruciverba dell'esistenza. 

La maturità di un uomo può essere giudicata facilmente, se si osserva la sua reazione verso la bontà. L'uomo immaturo considera la bontà come una debolezza e diventa subito insolente.

La possibilità che Dio non esista non è ancora un motivo per credere negli uomini. 
[Die Moglichkeit, dass Gott nicht existiert, ist noch kein Grund, um an die Menschen zu glauben].

La «volontà ferrea» dell'uomo si scioglie spesso nella caldaia del fato.

L'autocompiacimento è la virtù del diavolo.

L'umiltà e la pazienza sono le materie di insegnamento più difficili.

Nessuno sa essere tanto modesto da non considerarsi migliore di quanto effettivamente sia.

Non: «Diventa ciò che sei!», ma: «Diventa ciò che puoi essere!».

Non è una consolazione, però è un fatto che molte persone migliori di noi stanno ancora peggio.

Non essendo abituati alla bontà degli uomini, abbiamo spesso difficoltà nell'immaginare la bontà di Dio.

Non ogni uomo mente, ma tutti gli uomini deformano involontariamente la verità.

Per coloro che sanno suscitare sentimenti genuini nei propri simili, il potere diventa superfluo.

Puoi fuggire, ma alla fine sei il prigioniero di te stesso.

Quando si vive troppo a lungo, si perde il diritto di essere compatiti al momento della morte. 

Quanto più aspettiamo dalla vita. tanto più siamo infelici.

Riconoscere chiaramente, obiettivamente e senza masochismo che siamo delle nullità in quasi tutti i campi e continuare a vivere, questa è l'arte!

Sarebbe possibile il rapporto sessuale, se si potessero vedere i microbi sulla pelle dell'amante?

Se fai per benino l'uomo ignoto della strada, non dici mai il tuo parere, ti occupi solo della tua famiglia e non vivi in tempi di guerra, hai ottime probabilità di morire di un infarto, di una trombosi cerebrale o di cancro. 

Si può pure finire male dopo un comportamento onesto, ma almeno la coscienza è poi tranquilla.

Siamo i prigionieri del nostro carattere e come tali disegniamo ogni giorno i nostri desideri ed umori sulle pareti delle nostre celle, sprofondiamo nei nostri disegni e li seguiamo con sentimenti mutevoli e spesso violenti, come se essi, e non i nostri caratteri, fossero i fattori decisivi.

Siamo quasi tutti buoni, finché non ci costa niente.

Tutti sanno dove sta il male, ma si comincia ad urlare solo quando siamo colpiti noi stessi.

Un'azione non compiuta costituisce pure un'azione con tutte le sue conseguenze.

Uomini e donne sono così virtuosi, quando respingono un pretendente che non piace!

Uomini orribili creano condizioni orribili che a loro volta producono uomini orribili.

Vorremmo avere gli stessi rapporti con i nostri simili come con i nostri libri: Ci si serve di essi, li si mette alloro posto, quando non servono più, senza che si offendano o pretendano ricompense di varia natura ed alla prossima necessità essi ci serviranno fedelmente come nel passato.

Libro di Franz Fischer consigliato
Aforismi
Ponte nuovo Editrice, Bologna, 1979

«Diseur de bons mots, mauvais caractère», scriveva Pascal nei suoi «Pensées». Chi scrive aforismi deve affrontare il pericolo di essere considerato o come uno spiritoso che si compiace delle sue battute a scapito del contenuto delle singole frasi oppure come un saccente che intende insegnare i «mores» a un'umanità corrotta, indegna di stare alla pari con il sublime moralista. L'Autore di questi aforismi, nella sua veste di peccatore fra peccatori, garantisce al suo lettore che i due suddetti atteggiamenti sono quanto mai lontani dalle sue intenzioni. Si tratta spesso di amare esperienze vissute e se non manca qualche frase apparentemente più scherzosa per alleggerire altre «sentenze» che sanno di precettore, tutto è scaturito da errori e valutazioni superficiali dell'Autore. Con queste ammissioni l'Autore non intende affatto sedersi sul banco degli imputati, in attesa di rivolgere agli spettatori il suo ultimo discorso moralistico da peccatore ravveduto sul patibolo prima dell'esecuzione. Si tratta solo di un piccolo contributo per un ideale che sembra guadagnare lentamente terreno. Abbiamo bisogno di una morale accettabile per tutti, credenti o no, «valida su ogni palcoscenico con o senza cortina di ferro», per fare un 'autocitazione. Nessuna rivoluzione sociale potrà riuscire a lunga scadenza, se non sarà accompagnata da una rivoluzione morale che ogni uomo, qualunque sia il regime politico in cui viva, dovrà gestire di fronte alla propria coscienza. È una riforma gratuita, ma è la più lunga e la più dolorosa, perché significa riconoscere i propri limiti. In cambio si dovrebbe ottenere un inventario delle nostre verità, di ciò che siamo e di ciò che vogliamo. Non saremo più sublimi, ma saremo finalmente genuini, quindi più onesti.

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