Gabriele Moneta - Aforismi, frasi e citazioni

Selezione di aforismi, frasi e citazioni di Gabriele Moneta (Chiaravalle), avvocato, docente universitario e aforista italiano. Gabriele Moneta è autore di quattro monografie in materie giuridiche. Ha pubblicato le raccolte di aforismi: Che la morte ci trovi vivi (1998), E vegeti (2002), L'aforisma (2012) e Aforismi (2017).
I soldi non fanno la felicità, ma chiunque
sarebbe ben felice di averli. (Gabriele Moneta)
L'aforisma
Una schiavitù dell'intelletto
© Il lavoro editoriale 2012 - Selezione Aforismario

Chi pretende il rispetto non lo merita.

Chi vive di ricordi si è dimenticato di vivere.

Distratto come sono temo di poter morire senza accorgermene; nel qual caso prego terso. gli amici più cari di farmelo sapere.

Dopo i sessanta gli auguri per il compleanno sanno tanto di... condoglianze.

È quando le comodità ci vengono a mancare che capiamo quanto siano comode.

È tanto stupido quanto paradossale pensare che per vivere in pace bisogna fare la guerra.

I soldi non fanno la felicità, ma chiunque sarebbe ben felice di averli.

I soldi servono a soddisfare bisogni; ma soprattutto servono a non averne bisogno.

La fortuna non sbaglia mai strada.

La poesia è la prosa dell'anima.

La vita è fatta di piccole e grandi cose; fortunatamente spesso sono le piccole ad essere grandi.

La voce che non si vorrebbe mai ascoltare è quella della propria coscienza.

La speranza è l'anticamera della disperazione.

Mi consola il fatto che quando sarò morto sarò il solo a non saperlo.

Nella mia vita non mi sono mai posto dei limiti; ci hanno sempre pensato gli altri.

Penso sempre a quello che dico, ma non per questo dico sempre quello che penso.

Per rendere più dolce la vita niente di meglio di un cioccolato amaro.

Quando penso che un giorno sarò vecchio, quel giorno mi sembra sempre tanto mi auguro, più che di vivere a lungo, che questa sensazione mi accompagni per tutta la vita.

Quando sarò morto non voglio assolutamente essere ricordato, voglio che si parli di me come la persona che non ha voluto essere ricordata.

Quando si avvicina la morte ci si sente più vicini alla vita degli altri.

Quando si muore a tarda età non è una morte che arriva, ma una vita che se ne va.

Rendersi simpatico significa non esserlo.

Se come diceva Seneca felicità è accontentarsi di quello che si ha rimane dimostrato che la felicità non esiste.

Se errando scopro la verità anche l'errore fa parte della verità.

Si sopporta meglio una persona noiosa che una annoiata.

Tutti nasciamo ignoranti; molti lo rimangono.

Viaggiare è importante... per capire che non ne vale la pena.

E allora cos'è in definitiva l'aforisma? Una malattia, una schiavitù dell'intelletto.

Libro di Gabriele Moneta consigliato
L'aforisma
Una schiavitù dell'intelletto
Editore: il lavoro editoriale, Ancona, 2012

Gli aforismi non sono frutto di studio o di immaginazione. L'aforisma non nasce a priori e non esiste un tempo da dedicare all'aforisma. L'aforisma nasce, al contrario, dal tempo, dalle circostanze e dalle esperienze che il tempo stesso offre. Possiamo dire che l'aforisma nasce occasionalmente, ma poi è lo studio, la sensibilità, l'immaginazione che lo modellano. Ma è bene riflettere che, se 1'aforisma nasce, per così dire, accidentalmente, tuttavia l'occasione che lo propizia porta alla luce ciò che da tempo cova nell'autore senza trovare la via per esprimersi. Non c'è, quindi, contraddizione tra l'aver definito l'aforisma quale frutto di una lunga esperienza di vita e l'accidentalità della sua rivelazione perché, appunto, ciò che occasiona 1'aforisma costituisce semplicemente quella scintilla che illumina una profonda esperienza di vita fino ad allora rimasta nel buio. In definitiva nell'aforisma vero e proprio è sempre presente la componente culturale, qualunque sia la sua origine e qualunque sia il modo in cui esso si rivela.

Note
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