Giuseppe Rosato - Aforismi, frasi e citazioni

Selezione di aforismi, frasi e citazioni di Giuseppe Rosato (Lanciano, 1932), scrittore, giornalista e aforista italiano. I seguenti aforismi di Giuseppe Rosato, per la maggior parte in tono umoristico, sono tratti dal libro Diamoci da dire, pubblicato dall'editore Carabba nel 2007.
Giuseppe Rosato
Diamoci da dire  
© Carabba 2007

Actung fìdanzati focosi: chi troppo abbraccia culla stringe.

Alla cena di lavoro seguì una digestione laboriosa.

Basta un malanno anche non grave a far sì che la nostra vita incominci ad andare a rotoli. Una diarrea, per esempio.

Chissà se infine l'angelo del male metterà giudizio, universale.

Da quando ho la prostata la mia vita è diventata un fatto di orinaria amministrazione.

Dio si affacciò sulla terra e vide l'immane tragedia che ne straziava ogni lembo. "Pensa", si mise allora a pensare, "se fossi stato io l'artefice di tutto questo". Quindi, confortato: "Meno male che non esisto!".

È curioso, da quando il grande pubblico ha smesso di ridere dell' arte d'avanguardia e ha incominciato
a prenderla sul serio ed acquistarla, l'avanguardia è finita. Aveva ragione Flaiano: per un genio incompreso non c'è peggior sorte che essere compreso.

Grondava tanta intelligenza – davvero da ogni poro – che alla fine non gliene rimase neppure una goccia.

I tempi s'erano fatti così leggeri e disinvolti che anche la legge di gravità sembrò opportuno trasformarla in legge di frivolezza.

Il Complesso di Edipo suonava solo in Re.

Il disimpegno. "E lei, come si chiama?" "Chi, io? lo mi chiamo fuori!".

II mango uscì gridando: "lo me ne vado! Ve la vedrete con il mio avocado!"

Il primo governo fatto di sole donne decretò che tutte le nuove regole entrassero in vigore ogni ventotto giorni.

Il self made man si guarda allo specchio ma sembra scontento, fa una smorfia, si disapprova. In effetti (starà pensando) mi potevo fare un po' meglio.

Il trattamento del seno a base di silicone ha dato risultati palpabili.
Ormai non si fa più in tempo a prendere sul serio una cosa e già
in tanti hanno provveduto a farla diventare ridicola. (Giuseppe Rosato)
L'amministrazione della vita si fa sempre più leggera. Su un barattolo in offerta-lancio, al supermarket, leggo questa scritta: "Contiene un pasto completo / precotto / premasticato / predigerito.
Aprire e versare direttamente nel w.c.".

La narrativa soggettiva stia attenta a concordare bene con il predicato, se non vuole incorrere in spiacevoli anacoluti.

La vecchia scuola è crollata sotto la furia degli elementi di latino.

Molte sono le cose che vanno così così, altre procedono a stento, altre ancora si salvano non si sa come dallo sfascio. Ma non c'è da disperarsene: piano piano, vedrete che poi tutto si guasta.

Non c'è nulla di peggio dell'ottusità delle persone intelligenti.

Non c'è peggior dolore che ricordarsi dei tempi felici quando non si ha più memoria.

Oggi un gatto nero che attraversa la strada non porta più né sfortuna né fortuna. Semplicemente muore, arrotato.

Ormai non si fa più in tempo a prendere sul serio una cosa e già in tanti hanno provveduto a farla diventare ridicola.

Per far carriera (una scrittrice ha detto) occorre avere scritto e avere letto.

Pochi, ma buoni a nulla.

Prosperano le assunzioni alle pubiche relazioni.

Se due treni s'incrociano nascerà un vagoncino?

Si era convinti di avere a capo un uomo onnipotente e poi si scopre che si trattava semplicemente di un uomo capace di tutto.

"Sogni particolari nessuno": uno sconforto, le carte d'identità.

Libro di Giuseppe Rosato consigliato
Diamoci da dire 
Editore Carabba, 2007 

Aforismi, apologhi, calembours, minicronache, appunti e dis/appunti, epigrammi e altre minutaglie: la parola sottratta ad ogni uso strumentale e restituita interamente alla bella libertà di servirsene. Giuseppe Rosato ha insegnato lettere e lavorato nella Rai, nei servizi culturali e nei programmi. Ha diretto le riviste “Dimensioni” e “Quest'arte”. Ha pubblicato libri di versi, di narrativa, di prose brevi, di aforismi, oltre ad operine satiriche e parodistiche. Si è occupato di critica d'arte, dando alle stampe monografie su artisti contemporanei. È anche autore di antologie per le scuole.

Note
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