Gottfried Benn - Aforismi, frasi e citazioni

Selezione di aforismi, frasi e citazioni di Gottfried Benn (Mansfeld 1886 - Berlino 1956), poeta, scrittore e saggista tedesco. Le seguenti citazioni di Gottfried Benn sono tratte dall'epistolario e dai suoi racconti e i suoi saggi più importanti.
Gottfried Benn
Osteria Wolf
Weinhaus Wolf, 1937

I popoli bianchi sono nello stadio terminale, e non importa se oggi abbiano o non abbiano qualche valore le teorie sul loro tramonto. Il dissolvimento è tangibile, un ritorno alle condizioni primitive è impossibile, la sostanza è venuta meno, qui vale la seconda legge della termodinamica. La nuova potenza è arrivata, la miccia è vicina al detonatore.

Vita provocata
1949

Esistenza vuol dire esistenza nervosa, cioè eccitabilità

Dopo il nichilismo 
Nach dem Nihilismus, 1932 

C'è soltanto l'uomo superiore, cioè l'uomo che tragicamente combatte, solo di lui si occupa la storia, solo lui ha un senso pieno in termini antropologici. 

Il tolemaico
Ptolemäer, 1949

Il destino interviene soltanto per le mediocrità, ciò che sta più in alto conduce la propria esistenza per conto suo.

Tre vecchi
Drei alte Männer, 1949

Sbagliare e tuttavia dover continuare a prestar fede alla propria interiorità, questo è l'uomo, e al di là di vittoria e sconfitta comincia la sua gloria.

Doppia vita
Doppelleben, 1950 - Selezione Aforismario

L'essenza dell'arte è riservatezza infinita. 

Lo stile è superiore alla verità, porta in sé la dimostrazione dell'esistenza. 

La storia non progredisce in base a principi democratici: avanza per mezzo della violenza.

Quando si ha davvero la stoffa, allora il primo verso può venire dall'orario ferroviario e il secondo da una strofa del libro di preghiera e il terzo da una barzelletta, e il tutto è pur sempre una poesia. E quando invece la stoffa non c'è, allora tutte le rime e le strofe che i mariti possono indirizzare alle mogli e le madri ai loro figli e i nipoti alle loro prozie in poltrona o nella pace della sera non servono a niente, e anche il profano si accorgerà subito che questa non è più lirica.

Problemi della lirica
Probleme der Lyrik, 1951 - Selezione Aforismario

La parola è il fallo dello spirito

La tecnica c'è sempre stata, solo i più non hanno studiato abbastanza per saperlo.

Ovunque sono uomini, lì dimoreranno anche dèi.

Parole, parole - sostantivi! Basta che aprano le ali, e millenni cadono dal loro volo.

Potete imparare a fare l'equilibrista, a ballare sulla fune, a fare numeri di acrobazia, a correre sui chiodi, ma dare fascino alla parola con una certa collocazione, questo lo sapete fare o non lo sapete. La parola è il fallo dello spirito, radicata nel centro. E sono radici nazionali. Quadri, statue, sonate, sinfonie sono internazionali - le poesie mai. Si può definire l'opera di poesia come l'intraducibile. La coscienza concresce nelle parole, la coscienza trascende nelle parole.

La voce dietro il sipario
Die Stimme hinter dem Vorhang, 1952 

Se una donna è intelligente, benissimo; ma se non lo è, per il concerto non cambia niente, come quando un violinista soffre di raucedine.

Invecchiare: problema per artisti
Altern als Problem für Künstler, 1954 - Selezione Aforismario

La preoccupazione «per la famiglia» giustifica qualsiasi viltà, qualsiasi ritardo, qualsiasi imbastardimento intellettuale.

Se si scrivesse sempre soltanto quello che quindici anni dopo sarebbe opportuno aver scritto, è probabile che non si scriverebbe niente del tutto.

Niente da dire contro i medici, gente grandiosa: prima quando si aveva una puntura di zanzara ci si grattava, oggi ci possono prescrivere dodici pomate diverse e nessuna serve.

La poesia deve migliorare la vita?
1955

La poesia moderna, la poesia assoluta è la poesia senza fede, la poesia senza speranza, la poesia che non si rivolge a nessuno, una poesia di parole che voi montate insieme per affascinare.

La poesia non migliora le cose, ma fa qualcosa di assai più decisivo: le modifica. Non ha ripercussioni sulla storia, se è arte pura, non ha ripercussioni terapeutiche e pedagogiche, agisce in altro modo: abolisce il tempo e la storia, la sua azione si esercita sul gene, sulla massa ereditaria, sulla sostanza - un lungo cammino interiore.

Lirica del decennio espressionista
1955

Una frase di Joseph Conrad: «Seguire il sogno e ancora seguire il sogno e così in eterno - usque ad finem». In altre parole: come artisti, a lungo andare, si deve non solo avere talento, bensì anche carattere e coraggio.
Ovunque sono uomini, lì dimoreranno anche dèi. (Gottfried Benn)
Lettere
Selezione Aforismario

Chi dice «vita» - non ha mai vissuto; questo suono appartiene al grugnire delle mandrie della pampa. Solamente al di là di questa parola comincia l'eroismo, quello umano.

Ci sono soltanto due cose: schifosa umanità e silenzioso, solitario soffrire - un confine che non si sposta!

È probabile che non esista una cosa chiamata tempo, ma continuiamo pure tranquillamente a mettere al polso i nostri orologi.

Hamsun dice: c'è soltanto un amore -: quello rubato, - ha ragione. Nel matrimonio ci sono questioni economiche, questioni alimentari, aspetti mondani, « interessi comuni » - tutti siluri contro il sesso. Il legame umano con la moglie paralizza l'elemento volgare, inferiore, criminale che per l'uomo sta al fondo di ogni coito autentico; egli diventa impotente, ma questa impotenza nel matrimonio è un'ovazione per la coniuge in quanto essere umano.

I filosofi e i biologi, i cultori di scienze morali e i fisici, tutti quanti vorrebbero in fondo essere poeti, in loro c’è qualcosa che è lì lì per capirlo, per riconoscerlo, per ammetterlo e per sentire che tutto il resto, in loro, è ripiego e surrogato.

Il matrimonio è un'istituzione intesa a paralizzare l'istinto sessuale, quindi una costruzione cristiana. Abramo e Odisseo non ebbero a soffrirne. Per l'uomo c'è però solo l'illegalità, la lussuria, l'orgasmo, mentre tutto ciò che ha l'aria di un legame è contro la sua natura. Una banalità!

La preoccupazione «per la famiglia» giustifica qualsiasi viltà, qualsiasi ritardo, qualsiasi imbastardimento intellettuale.

La storia universale gioca il suo gioco grottesco.

Lo spirito umano è sorto come arma di morte e come tremendo strumento di vendetta, non già come flemma dei democratici: serviva alla lotta contro i coccodrilli dei mari preistorici e contro i rettili squamati delle caverne - non come piumino da cipria!

No, non c'è nulla di chiaro. Gli occhi si aprono nella nebbia e si chiudono nella tenebra.

Scrivere è l'arte forse di cinquanta persone, delle quali trenta non sono normali. Quello che pubblicano la grandi case editrici non è arte, ma il lavoro di persone che soddisfano la loro mediocrità scrivendo.

Scrivere, non importa se in versi o in prosa, significa maneggiare le parole come pietre, come pietre nude, - un mestiere spietato!

Se ci fossero più preti profondi e aperti alla vita, la Chiesa non sarebbe poi una cattiva cosa.

Se qualcuno ha un talento - e dico espressamente se, perché il più delle volte il talento si vede soltanto dopo la morte - l'interessato non ne ha colpa, e quando è ormai invecchiato è più che mai innocente. Non c'è niente che possa indurre il pubblico ad accorgersene.

Un poema è un'opera difficile, tutto dev'esservi concatenato, un terribile lavoro di accordo e raccordo finché tutto tiene e corrisponde, e anche gli spazi vuoti possono essere necessari, eventualmente per fare risaltare con maggior forza quelli più pieni. Con una poesia non si vuol mica essere attraenti, piacere, essa deve invece tendere i cervelli e stimolarli, aprirli a forza, irrorarli di sangue e renderli creativi.

Libro di Gottfried Benn consigliato
Pietra, verso, flauto 
Curatore G. Forti; J. Wallmann 
Editore Adelphi, 1990 

Forse un giorno, quando si guarderà indietro a questo secolo, e ci si domanderà chi ha detto la sua verità letteraria con un timbro che solo in quest’epoca poteva apparire (un po’ come lo pensiamo per Baudelaire nell'Ottocento), forse allora si dirà: Gottfried Benn. Nessuno ha avuto la sua spregiudicatezza insolente, la sua malinconia letargica, la sua insofferenza per la dignità sociale, infine il suo orecchio assoluto per la forma: «Lo stile è superiore alla verità, porta in sé la prova dell’esistenza». Pietra, verso, flauto è una sequenza di passi in prosa che Jürgen P. Wallmann ha tradotto da tutti gli scritti di Benn, saggistici, narrativi, epistolari. Forma quanto mai congeniale all'opera di Benn, che si presenta sin dall'inizio come una successione di schegge («Chi non vede più connessioni, più alcuna traccia di un sistema, può ancora procedere solo per episodi»).

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