Jean-Jacques Rousseau - Aforismi, frasi e citazioni

Selezione di aforismi, frasi e citazioni celebri di Jean-Jacques Rousseau (Ginevra 1712 - Ermenonville 1778), scrittore e filosofo svizzero. I seguenti pensieri di Rousseau sono tratti dalle sue opere più importanti: Origini della disuguaglianza tra gli uomini (Discours sur l'origine et les fondements de l'inégalité parmi les hommes, 1755), Giulia o la Nuova Eloisa (Julie ou la Nouvelle Héloïse, 1761), Emilio o Dell'educazione (Émile ou De l'éducation, 1762), Il contratto sociale (Du contrat social, 1762), Le confessioni (Les Confessions, 1765-1770), Fantasticherie del passeggiatore solitario (Les rêveries du promeneur solitaire, 1776-1778).
Jean-Jacques Rousseau
Discorso sulle scienze e le arti
Discours sur les sciences et les arts, 1750

Le ricompense sono prodigate ai begli ingegni; e la virtù resta senza onori. Mille premi per i bei discorsi, nessuno per le belle azioni.

Discorso sull'economia politica
Discours sur l'économie politique, 1755

Per essere giusti bisogna essere severi: il tollerare le ingiustizie che uno ha il diritto e il dovere di reprimere, equivale a essere ingiusto.

Origini della disuguaglianza tra gli uomini
Discours sur l'origine et les fondements de l'inégalité parmi les hommes, 1755

Continuate a far valere, in ogni occasione, i diritti del cuore e della natura, a vantaggio del dovere e della virtù.

È chiaramente contro la legge di natura, in qualsiasi modo la si definisca, che un fanciullo comandi a un vecchio, un imbecille guidi un saggio e che un pugno di uomini nuoti nel superfluo, mentre la moltitudine affamata manca del necessario.

Il primo che, avendo recintato un terreno, osò dire: "questo mi appartiene", e trovò uomini abbastanza ingenui per credergli, quegli fu il vero fondatore della società civile. Quanti delitti, quante guerre, assassini, quante miserie ed errori avrebbe risparmiato al genere umano colui che, strappando i paletti o colmando il fossato, avesse gridato ai suoi simili "guardatevi dall'ascoltare quest'impostore; siete perduti, se dimenticate che i frutti sono di tutti e la terra di nessuno".

L’ineguaglianza, quasi inesistente nello stato di natura, ricava la sua forza e il suo incremento dallo sviluppo delle nostre facoltà e dai progressi dello spirito umano e diviene infine stabile e legittima con l’istituzione della proprietà e delle leggi.

L’ineguaglianza morale, autorizzata dal solo diritto positivo, è contraria al diritto naturale ogni volta che non corrisponde nella stessa proporzione all’ineguaglianza fisica.

L'uomo selvaggio e l'uomo incivilito differiscono talmente, nel fondo del cuore e delle inclinazioni, che ciò che forma la felicità suprema dell'uno, ridurrebbe l'altro alla disperazione.

Il denaro è seme di denaro, e il primo centesimo è qualche volta più difficile da acquistare che il secondo milione.

I popoli, una volta avvezzi ad avere padroni, non sono più in grado di farne a meno.

Saggio sull'origine delle lingue
Essai sur l'origine des langues, 1755

Tutti lavoriamo per arrivare al riposo: è ancora la pigrizia a renderci laboriosi.

Lettera a Voltaire
Lettre à Voltaire, 1756

Ognuno è padrone delle proprie azioni.

Lettera a d'Alembert
Lettre à d'Alembert sur les Spectacles, 1758

Nella donna, l'audacia è sicuro indizio di vergogna; essa non arrossisce più perché è già arrossita troppe volte.

Questa è la semplicità dei geni autentici: essi non sono né intriganti né attivi; ignorano la strada degli onori e della fortuna né pensano a cercarli; non fanno confronti con nessuno: traggono ogni risorsa da sé stessi, sono insensibili alle offese e poco sensibili alle lodi; se conoscono sé stessi, non si assegnano un posto, e godono di sé stessi senza sopravvalutarsi.

Vi è forse nel mondo uno spettacolo cosi commovente, cosi degno di rispetto come quello di una madre di famiglia circondata dai suoi figliuoli, intenta a organizzare i lavori domestici, procurando cosi una vita felice al marito e governando saggiamente la casa?

Giulia o la Nuova Eloisa
Julie ou la Nouvelle Héloïse, 1761 - Selezione Aforismario

L'arte di dar sapore ai piaceri è quella di esserne avari.

Il primo passo verso il vizio è mettere del mistero in azioni innocenti. 

Il gusto è, per così dire, il microscopio del discernimento. 

La pazienza è amara, ma il suo frutto è dolce. 

Le piccole precauzioni conservano le grandi virtù. 

Odio le cattive massime più ancora che le cattive azioni.

Proponiamoci grandi esempi da imitare, piuttosto che vani sistemi da seguire.

Se mai la vanità fece felice qualcuno sulla terra, quel qualcuno non poteva essere altri che uno sciocco.

Si dimentica mai ciò che si è amato una volta?

Una grande passione infelice è un grande mezzo di saggezza.
Il paese delle chimere è, in questo mondo,
l'unico degno d'essere abitato. (Jean-Jacques Rousseau)
Emilio o Dell'educazione
Émile ou De l'éducation, 1762 - Selezione Aforismario

Avvertite il giovane dei suoi errori prima che vi cada: quando vi è caduto, non glieli rinfacciate; non fareste che infiammare e far sollevare il suo amor proprio. Una lezione che sdegna non dà profitto.

Chi è più lento a promettere è più svelto a mantenere.

Chi arrossisce è già colpevole, la vera innocenza non ha vergogna di nulla.

Com'è possibile che un fanciullo sia allevato bene da chi non è stato bene allevato egli stesso?

Dovendo combattere la natura o le istituzioni sociali, bisogna scegliere tra fare un uomo o un cittadino: l'uno e l'altro insieme, non si può.

È la conoscenza dei pericoli che ce li fa temere: chi si credesse invulnerabile non avrebbe paura di nulla.

Fa veramente la propria volontà solo chi non ha bisogno, per farla, di accrescere la potenza del proprio braccio con quella del braccio altrui: ne consegue che il primo di tutti i beni non è l'autorità, ma la libertà.

Gli uomini dicono che la vita è breve, e io vedo che essi si sforzano di renderla tale. Non sapendo impiegarla, si lamentano della rapidità del tempo.

I nostri primi maestri di filosofia sono i nostri piedi, le nostre mani, i nostri occhi.

La coscienza è la voce dell'anima.

La temperanza e il lavoro sono sono i migliori medici dell'uomo: il lavoro aguzza l'appetito e la temperanza impedisce di farne abuso. 

L'infanzia è il sonno della ragione.

L'inquietudine dei desideri produce la curiosità e l'incostanza: il vuoto dei piaceri turbolenti genera la noia. Nessuno si annoia mai della sua condizione, quando non ne conosce di più piacevoli.

La più grande, la più importante, la più utile regola di tutta l'educazione? È non di guadagnare tempo, ma di perderne.

La sola abitudine che si deve lasciar prendere al bambino è di non prenderne nessuna.

Le idee generali e astratte sono la fonte dei più grandi errori degli uomini.

L'uomo dice quello che sa, la donna quello che piace.

La violenza della donna è nel suo fascino.

L'amor di sé fa più libertini che l'amore.

L'uomo allegro è spesso soltanto uno sventurato, che cerca di trarre gli altri in inganno e di stordire sé stesso.

La fede dei fanciulli e di molti uomini è una pura questione di geografia.

Nella società umana, il più grande strumento dell'uomo è l'uomo, e il più saggio è colui che meglio si serve di questo strumento.

Nessuna buona azione è moralmente buona se non quando la si fa come tale, e non perché gli altri la fanno.

Non c'è che una scienza da insegnare ai fanciulli: è quella dei doveri dell'uomo.

Odio i libri; insegnano soltanto a parlare di quello che non si sa.

Più il corpo è debole, più comanda, più è forte, meglio obbedisce.

Purché un uomo non sia pazzo, si può guarirlo d'ogni follia tranne la vanità.

Queste due parole, patria e cittadino, devono essere cancellate dalle lingue moderne.

Si è curiosi soltanto nella misura in cui si è istruiti.

Solo nel cuore dell'uomo è la vita dello spettacolo della natura; per vederlo, bisogna sentirlo.

Tutto è buono quando esce dalle mani del Creatore, tutto degenera nelle mani dell'uomo.

Un uomo veramente felice non parla, non ride: la sua felicità, per così dire, se la stringe al cuore. La giocosità chiassosa, la gioia turbolenta nascondono il disgusto e la noia.

Val molto di più avere la costante attenzione degli uomini che la loro occasionale ammirazione.
È la conoscenza dei pericoli che ce li fa temere: chi si credesse
invulnerabile non avrebbe paura di nulla. (Jean-Jacques Rousseau)
Il contratto sociale
Du contrat social, 1762 - Selezione Aforismario

Anche chi si crede il padrone degli altri non è meno schiavo di loro.

Ciò che l'uomo perde col contratto sociale è la sua libertà naturale; il diritto illimitato su tutto ciò di cui tenta e riesce a impadronirsi; ciò che guadagna è la libertà civile e la proprietà di tutto ciò che possiede.

Finché un Popolo è costretto a obbedire e obbedisce fa bene, appena può scuotere il giogo e lo scuote fa ancora meglio, giacché, recuperando la sua libertà per mezzo dello stesso diritto con cui gli è stata sottratta, o è autorizzato a riprendersela o nessuno lo era mai stato a togliergliela.

È una previdenza necessaria capire che non si può prevedere tutto.

L'ordine sociale è un diritto sacro, che sta a base di tutti gli altri. Tuttavia questo diritto non deriva dalla natura, ma è fondato su convenzioni. 

L'uomo è nato libero, e dappertutto è in catene.
[L'homme est né libre, et partout il est dans les fers].

La pace, l'unione, l'eguaglianza sono nemiche delle sottigliezze politiche.

La volontà generale è sempre retta, ma il giudizio che la guida non è sempre illuminato.

Il più forte non è mai tanto forte da poter essere sempre il padrone, a meno che trasformi la sua forza in diritto e l'obbedienza in dovere.

O il lusso è l'effetto delle ricchezze, o le rende necessarie; corrompe insieme il ricco e il povero, l'uno con il possesso, l'altro con la cupidigia.

Rinunciare alla propria libertà significa rinunciare alla propria qualifica di uomo, ai diritti dell'umanità e anche ai propri doveri.

Se anche Sparta e Roma sono perite, quale Stato può sperare di durare in eterno?

Se ci fosse un popolo di dèi, si governerebbe democraticamente. Un governo così perfetto non è adatto agli uomini.

Se l'opposizione degli interessi privati ha reso necessaria l'istituzione della società, a suo volta l'accordo di questi stessi interessi l'ha resa possibile.

Le confessioni
Les Confessions, 1765-1770 (postumo 1782-1789) - Selezione Aforismario

Bisogna mettere sul numero delle buone azioni l'astenersi dal male che si è tentati di commettere.

Col denaro si ottiene di tutto, ad eccezione del cuore dei buoni cittadini.

È troppo difficile pensare nobilmente quando si pensa a guadagnarsi da vivere.

Il rimorso dorme in un periodo prospero ma si risveglia nell'avversità.

La mia nascita fu la prima delle mie sventure.

Il denaro che si possiede è strumento di libertà; quello che si insegue è strumento di schiavitù.

Non sono fatto come nessuno di quanti ho incontrati; oso credere di non essere fatto come nessuno di quanti esistono. Se pure non valgo di più, quanto meno sono diverso.

Tutti gli animali diffidano dell'uomo, e non hanno tutti i torti, ma quando sono sicuri che non vuol fargli del male, la loro fiducia diventa così grande che bisogna essere più che barbari per abusarne.

Uno dei vantaggi delle buone azioni è elevare l'anima e disporla a farne delle migliori.

Fantasticherie del passeggiatore solitario
Les rêveries du promeneur solitaire, 1776-1778 (postumo 1782)

Basta non essere mai ingiusto per essere sempre innocente?

Fare del bene è la felicità più sincera che il cuore umano possa gustare.

La felicità non ha alcun segno esteriore; per conoscerla, bisognerebbe leggere nel cuore dell'uomo felice.

La forza e la libertà fanno gli uomini eccellenti. La debolezza e la schiavitù non hanno mai fatto altro che malvagi.

La libertà dell'uomo consiste nel non fare mai ciò che non desidera fare.

Il paese delle chimere è, in questo mondo, l'unico degno d'essere abitato.

Se bisogna essere giusti per gli altri, bisogna essere sinceri per sé stessi: è un omaggio che l'onest'uomo deve rendere alla propria dignità.

Rousseau giudice di Jean-Jacques
Rousseau juge de Jean-Jacques, 1780-1782 (postumo)

Non si arriva al bene passando per il male, né alla virtù attraverso la frode.

Libro di Rousseau consigliato da Aforismario
Le confessioni 
Traduzione: Valentina Valente 
Editore: Mondadori, 2014

"Ecco il solo ritratto d'uomo, dipinto esattamente al naturale e assolutamente fedele al vero, che esiste e che mai probabilmente esisterà". Così Rousseau inizia la sua ricca autobiografia, che ripercorre attraverso un lucido esame di coscienza gli anni della formazione, l'amicizia con gli altri illuministi, la riflessione filosofica e letteraria, le fughe e i contrasti che sempre caratterizzarono la sua vita.

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