Paolo Mantegazza - 100 Aforismi, frasi e citazioni

Selezione di aforismi frasi e citazioni di Paolo Mantegazza (Monza 1831 - San Terenzo 1910), fisiologo, antropologo, scrittore e saggista italiano. I seguenti pensieri di Paolo Mantegazza sono tratta da alcuni dei suoi saggi più noti: Il bene e il male (1861), Elementi d'igiene (1867), Fisiologia dell'amore (1873), Fisiologia del piacere (1880), Le estasi umane (1887), Elogio della vecchiaia (1893), L'arte di prender marito (1894), ecc.
Paolo Mantegazza
Il bene e il male
1861 - Selezione Aforismario

Aspirare alla gloria non è di tutti, ma chi ne è degno deve lavorare per essa. 

Credete a me, la salsa più saporita è l’appetito; e se questo vi manca, potreste avere dinanzi a voi la tavola di un imperatore, e tutto vi parrebbe insipido e mal fatto.

Di cento malattie, cinquanta sono prodotte per colpa, quaranta per ignoranza.

Dio ha dato all'uomo più forza e intelletto, alla donna maggior bellezza e più cuore.

Essere avaro vuol dire rubare agli altri, scialacquare vuol dire rubare a sé ed agli altri.

Il lavoro è il migliore contravveleno del dolore, è fonte di salute e di ricchezza per l'individuo, causa prima di grandezza e di prosperità per le nazioni.

Il merito è sempre tanto più grande quanto maggiore fu il sacrificio.

Il miglior modo di solidificare il tempo, di vederlo e di toccarlo con mano è quello di fare molte cose buone. Le azioni virtuose e i nostri lavori ci dimostrano meglio d'ogni altra cosa che noi abbiamo vissuto. 

In tutte le circostanze della vita non fate mai che la troppa condiscendenza tolga il rispetto, né che la troppa severità degeneri in tirannia.

La coscienza sublime di essere uomini stimabili dà molti diritti, e prima di tutto quello in invdiabilissimo di non dover arrossire dinanzi ad anima viva.

La debolezza è spesso colpevole come la malvagità: il lasciar fare il male quando si può impedirlo è farci complice di esso.

La felicità corre dietro a chi lavora e fa il bene; fugge lontano da chi la cerca sola e a dispetto di tutti.

La gentilezza è il profumo della bontà; essa ci avvicina gli uomini  e ci appiana il cammino della vita.

La religione non è fatta dal sacerdote; ma è il culto di Dio, e quando il prete è degno del suo ministero, è l'uomo più santo che si conosca.

La società più felice è quella in cui il maggior numero di cittadini è onesto.

Lasciare l'ingegno senza un'applicazione è lasciare un capitale senza impiego; è quindi per lo meno stupidità e trascurataggine.

Le esagerazioni sono sempre menzogne.

L'obbedienza a chi sa più di noi non è bassezza, ma giustizia.

Non vi pentirete mai di aver aspettato, potreste pentirvi cento volte di aver fatto troppo presto.

Nessun giorno sia da te vissuto inutilmente. Ricordati che il tempo è la cosa più nostra di tutte e che, perduto una volta, non lo si recupera più. 

Quando la tua coscienza ti dice che un’azione è cattiva, non consultar mai chi credi più debole di te, onde dar ragione alla tua debolezza. Non cancelli la tua colpa e fai colpevole un altro di un cattivo consiglio.

Se nel fare il bene si prova tanto piacere, io voglio guadagnarmi molti denari per poter sempre dar delle scarpe a chi ha i piedi nudi e del pane a chi fame.

Se tu soccorri il povero e lo racconti agli altri, non fai male; ma se non lo dici, sei giusto due volte.

Tra l'avarizia e la prodigalità sta l'economia, ed è questa una virtù che l'uomo onesto deve praticare.
Vivere è di tutti, viver bene di pochi;
viver con scienza e conoscenza di pochissimi. (Paolo Mantegazza)
Elementi d'igiene
1867 - Selezione Aforismario

Chi col muovere troppo poco i muscoli eccita il cervello a maggior lavoro, può accumulare in una data unità di tempo maggior quantità di forze intellettuali, ma accorciando la vita finisce per produrre minor copia di pensieri.

Chi esercita con saggia economia le proprie forze, vive degli interessi senza toccare il capitale.

Date al solitario pensatore la più cara delle sue gioie, quella di sapersi vivo nella vita di tutti.

Fra l'uomo che produce le forze senza conoscerle, e l'uomo che le produce, le misura e le dirige, sta tutta la differenza che passa fra la macchina e l'uomo.

La tensione della forza senza il suo esercizio logora gli organi, disperde gran quantità di lavoro utile, abitua all'inerzia.

Molti per vivere si divorano in una sola volta interessi e capitali, e falliscono, campando poco e male.

Nel grande oceano della natura gli individui son gocce che il vento spazza dall'onda e fa correre lucide e leggere sulla superficie per un solo istante.

Vivere è di tutti, viver bene di pochi; viver con scienza e conoscenza di pochissimi. 

Vivere vuol dire nutrirsi e generare.

Fisiologia dell'amore
1873

Dar molto, dar moltissimo, ma non dar mai tutto, ecco per la donna il più prezioso segreto per esser lungamente amata.

La seduzione è l’arte di far valere tutti i nostri valori e di presentarli nel miglior aspetto possibile. Per piacere noi miglioriamo noi stessi e, fatti belli dalla natura e dall'arte, bussiamo col corteggiamento alla porta per dove entrano gli affetti.

Fisiologia del piacere
1880 - Selezione Aforismario

Chi possiede maggiori ricchezze di fortuna, di mente e di cuore, ha anche maggiori doveri da esercitare; ma tutti gli uomini, purché abbiano soltanto un'individualità morale, devono essere giusti e buoni, e devono quindi rendersi degni di gustare queste gioie sublimi.

Ciò che è giusto è buono, ciò che è dovere è giustizia, e ciò che si deve fare è ciò che è giusto e buono.

L'invidia [...] non è altro che un odio per la superiorità altrui.

Le gioie della giustizia e del dovere esercitano la più benefica influenza sulla felicità della vita e, rendendoci calmi e soddisfatti nel presente, ci preparano un avvenire felice.

Se un uomo potesse nell'età della ragione rammentare l'ardore di un sol bacio materno, non potrebbe avere il coraggio di commettere la più piccola ingiustizia verso chi lo ha baciato in quel modo.

L'arte di essere felici
1886

Sei sano? Sì. Sei galantuomo? Sì. Hai il pane quotidiano? Sì. Sei felice? No. Ebbene, fatti curare e poi va' a scuola; perché tu sei malato e ignorante.

Il secolo nevrosico
1887

L'aforismo è ingegnoso, è eloquente, ma come tutti gli aforismi è una parte della verità, non tutta la verità. Per fare un aforismo, per formulare un dogma, bisogna tagliar troppe cose, arrotondar troppi spigoli; e la verità non è quasi mai né quadrata, né rotonda.

Testa
1887

Armonia di cuore e di testa, altissima e utilissima fra tutte le umane virtù.

La gente che lavora, che pensa colla propria testa, che si forma da sé sola e laboriosamente un piccolo patrimonio di cognizioni positive e sicure, acquista quasi sempre anche quel preziosissimo di tutti i tesori, che è il buon senso; armonia di cuore e di testa, altissima e utilissima fra tutte le umane virtù. 

È meglio cento volte essere il più bravo dei segretari comunali che il più asino dei senatori.

Non v'ha professione senza poesia e senza idealità, così come tutte le professioni, anche le più alte, divengono volgari e basse in mano degli incapaci e dei bricconi.
Tra l'avarizia e la prodigalità sta l'economia, ed è questa una virtù
che l'uomo onesto deve praticare. (Paolo Mantegazza)
Le estasi umane
1887 - Selezione Aforismario

Anche le anime come i corpi hanno un sesso, e nell'amor platonico stanno faccia a faccia e guardandosi eternamente si rimandano senza toccarsi, torrenti di luce e di calore. Due astri che girano nella stessa orbita, che non si toccan mai; che sorgono insieme con una stessa alba, che collo stesso tramonto svaniscono e sfumano nella grande voragine dell'infinito.

L'amore platonico è il sentimento che unisce un uomo e una donna, che pur desiderandosi, rinunziano volontariamente all'intreccio del corpi, maritando le anime. Fin dove arrivi quest'amore, fino a quando possa vivere, io non so.

L'amore platonico deve essere puro da ogni voluttà terrena; è questa la sua grandezza, è questa l'acqua lustrale che lo battezza e lo santifica. 

La donna che adoriamo d'amore platonico non è più per noi Laura o Beatrice, ma è la donna, la donna unica e sola che per noi personifica tutte le bellezze, tutte le grazie, tutti gli incanti di Venere e di Eva. 

La donna che non ha figli può esser madre nel cuore e nel pensiero, anzi lo è sempre. Essa ama i figli degli altri, ama gli infelici, ama i deboli, gli orfani, i derelitti; ama sempre qualcuno che possa chiamar creatura.

La donna senza maternità fisica o psichica, può essere femmina, può essere uomo; ma non è donna. La donna madre è la donna completa: la donna giovane, bella, ricca, invidiata da tutte le donne e desiderata da tutti gli uomini, regina del mondo e dei cuori, non è ne può essere felice se in lei non palpita la maternità.

L'amore abbraccia sempre qualche cosa, colle mani o colle braccia, colle labbra o col cuore; l'amore platonico non abbraccia, perchè l'infinito non si stringe; l'amore platonico, contempla, ammira, adora. 

Quando due labbra si son toccate, ahimè, l'amor platonico è ferito e per lo più a morte. Le anime sole possono amarsi platonicamente e la materia è sempre dotata di gravità; fosse pure piuma d'ala, vello di cotone o massa di piombo.

Se l'amore platonico per la sua alta idealità si avvicina ai rapimenti mistici dell'asceta, ha per 
altri suoi caratteri le profonde sensualità dell'avarizia. L'avaro e l'amor platonico hanno questo di comune: possedere un tesoro che contemplano, che adorano, ma che non spendono. 

Fisiologia dell'odio
1889

L'odio è cosi intrecciato colle fibre più minute e profonde dell'organismo umano, è cosi disciolto in ogni goccia del nostro sangue, da potersi dire, senza tema d'esagerazione, che esso ha scritto più che mezza la storia dell'umana famiglia.

La storia dell'umanità è scritta assai più col sangue e le lagrime, che colle carezze e i sorrisi. Per un bacio quante maledizioni, per un benefizio quanti delitti.

La vecchiaia è l'età più capace di rancori. Per la collera manca la forza, manca la rapidità della reazione, e al colpo non corrisponde la percossa.
L'obbedienza a chi sa più di noi non è bassezza, ma giustizia.
(Paolo Mantegazza)
Elogio della vecchiaia
1893 - Selezione Aforismario

Ai giovani la lotta, anche se fiera e tenace; ai vecchi l'indulgenza per gli uomini e per le cose. Ai giovani abbattere i nemici del bene e del vero; ai giovani combattere per il trionfo del progresso, della libertà, della giustizia. Ai vecchi medicare le ferite dei caduti, siano poi d'una parte o dell'altra. Ai giovani la fede, che apre gli orizzonti dell'avvenire; ai vecchi la carità che calma il dolore da qualunque parte venga, che medica i feriti e seppellisce i morti.

Fate il vecchio di buon'ora se volete farlo lungamente.

Anche se siete sani e robusti, anche se l'amore vi serba ancora de' fiori, dichiaratevi vecchi a sessant'anni.

Fate vostra la felicità degli altri. Nella vostra compagna, nei vostri figli, nei vostri nipoti vi è tanta parte del vostro sangue, della vostra vita; e la loro gioia è e deve essere gioia vostra.

Nella vecchiaia i conti con l'amore, con l'amicizia, con l'ambizione devono essere già tutti saldati. Non apritene mai di nuovi.

Il poter dir sempre, ogni giorno, fino all'estrema vecchiezza: io posso ancora giovare a qualcheduno, è tale la contentezza intima e serena, che basta da sola a farci benedire la vita.

I vecchi devono mangiar pochissimo e il loro cibo deve esser sempre di facile digestione.

Non pensate mai all'avvenire e rivivete nel vostro passato. Quanto al presente, considerate ogni giorno come un regalo squisito della provvidenza.

I vecchi dovrebbero viver sempre in campagna, e anche in città badare moltissimo alla purezza dell'aria che respirano. L'aria pura, tonica, calda e secca è un vero elisir di lunga vita.

Il vecchio deve lavorare sempre un poco; non far mai un solo sforzo.

Non prolungate mai il sonno artificialmente con calmanti delle farmacie. I vecchi hanno piccolissimo bisogno di dormire.

Il vino è il balsamo della vecchiaia. Lo hanno detto i proverbi di tutte le nazioni, lo hanno proclamato i medici d'ogni tempo e Galeno lasciò scritto: Sane vinum pueris est alienissimum, ita senibus aptissimum.

Nemico tremendo della vecchiaia è il freddo.

La decrepitezza è una forma morbosa della vecchiaia: il vecchio sano muore senz'esser mai stato decrepito.

Nessun giorno senza una piccola passeggiata e senza un breve lavoro intellettuale.

Quando la tristezza vuol far capolino sul vostro orizzonte, bevete un bicchierino di vino di più, fregatevi le mani e canticchiate a bassa voce questa giaculatoria: Oggi è il giorno più giovane che mi rimane a godere. E quanti vorrebbero giungere dov'io son giunto!

Quand'ero giovane, m'avevo fatto una bella e ricca armeria, che era uno dei più cari e dei più belli ornamenti della mia casa. Avevo una splendida collezione di sdegni, di collere, di ire; avevo un assortimento di impeti subitanei, di rancori e di risentimenti; ma con i primi capelli bianchi ho ricominciato a vendere ora uno sdegno ed ora un rancore, cambiandoli in libri e in fiori. Oggi che son vecchio ho venduto tutta quanta la mia armeria, e mi son provvisto di una grande quantità di indulgenza, che è come chi dicesse una flanella, che ci difende dai reumatismi del cuore e dalle nevralgie del pensiero. Consiglio a voi tutti di fare altrettanto

Il concetto femminile attraverso i tempi
1893

Dove appare una bella donna, tutte le energie umane zampillano dalle loro fonti schierate in battaglia: tutto ciò che l'uomo ha di meglio e di peggio balza per portarle omaggio o per oltraggiarla con invidia.

L'arte di prender marito
1894 - Selezione Aforismario

L'uomo innamorato è d'oro, finchè non gli hanno detto di sì, diventa d'argento quando gli hanno detto di sì; diventa di rame, quando da pretendente è divenuto marito.

I mariti buoni sono quelli, che fanno felici le loro mogli, facendo felici sè stessi.

Quando in un matrimonio si invertiscono le parti e la donna è più forte dell'uomo, essa se ne serve come di uno strumento comodo e buono a tutto; ma in cuor suo lo compatisce e lo disprezza, e intanto cerca altrove l'uomo uomo, a cui possa dare il corpo e l'anima; del cui amore possa sentirsi fiera e superba.

La donna deve essere fiera del marito suo, e della sua gloria; e del suo ingegno gode quanto lui e più che lui. Essa perdona la bruttezza, i capelli bianchi, perfino le infermità vergognose: non perdona mai l'imbecillità.

Se vi è una virilità del corpo, ve n'ha un'altra più alta e più vitale; quella dell'ingegno e dell'energia del carattere.

Vi sono pur troppo donne, che hanno sposato uomini stupidi, perché eran ricchi e portavano una corona irta di corna nello stemma di famiglia.

Lezioni di antropologia
1870-1910

La donna pensa come ama, l'uomo ama come pensa.

Libro di Paolo Mantegazza consigliato
L'arte di essere felici
Editore Colonnese, 2009

Difficile dire cosa sia la felicità, concetto sommamente relativo, ma Mantegazza sosteneva di averla trovata. Scrittore prolificissimo, autore di un centinaio di libri (quasi tutti di successo), antropologo e viaggiatore, nonché politico dalla parte dei ceti più popolari, in queste pagine Mantegazza costruisce il suo più bel “monumento” alla ricerca della felicità. Per lui, essere felici dipende forse, in gran parte, dalla “capacità artistica di stare al mondo”, di ricostruirlo volta per volta con la nostra creatività. Per alcuni la felicità è semplicemente la mancanza della sofferenza; nelle visioni più pessimistiche, l’intervallo fra due dolori; per altri ancora, è trovare l’amore. In fondo, non vi è luogo più bello di un piccolo giardino per passeggiare e l’immensità per fantasticare: ai nostri piedi ciò che si può coltivare e raccogliere, sopra di noi ciò che si può studiare e meditare.

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