Peter Handke - Aforismi, frasi e citazioni

Selezione di aforismi, frasi e citazioni di Peter Handke (Griffen 1942), scrittore, drammaturgo, saggista, poeta, reporter di viaggio e sceneggiatore austriaco.
I seguenti pensieri di Peter Handke sono tratti da Il peso del mondo, raccolta di appunti e aforismi pubblicata nel 1978, e tradotta in italiano dall'editore Guanda nel 1981: "Una nuvola vista dalla finestra, una malattia, un incontro sulle scale di casa, un libro, una trasmissione televisiva, una figlia: tutto è occasione e pretesto, in Handke, per trascrivere quasi medianicamente - o come in quel limite ambiguo che separa la veglia dal sonno - il proprio trasalire di fronte alle cose. Il peso del mondo è uno dei più bei libri di uno scrittore che crede quasi fideisticamente nell'esistenza di un'«ora del vero sentire». Ogni frase si tramuta in un'epifania, in un momento rivelatore. È un procedimento che registra il «bello» e il «buono», tutto ciò che nasce per la seconda volta; ogni «aurora», «ogni rinascita degli dei» sono deputate a togliere al mondo il suo peso e all'aforisma il suo alone sentenzioso. Una magistrale prova d'autore di uno dei più grandi scrittori europei d'oggi".
Peter Handke
Il peso del mondo
Das Gewicht der Welt, 1978 - Selezione Aforismario

Alcune persone adoperano la parola «pensieri» solo per le loro preoccupazioni («Ho tanti di quei pensieri»)

Appendere davanti a casa mia un cartello con l'ammonimento: "Attenzione, in questa casa si legge!".

Avverto di nuovo la sensazione di conoscere solo le persone sbagliate.

Basta con la memoria! Voglio che ogni cosa sia bella già fin d'ora e non solo nel ricordo che ne avrò.

De-pensarsi... finché non vi sia più nulla di sé e tutto si perda nel vento e nel sole, nulla, tranne un piccolo punto di dolore.

Dopo aver preso coscienza della ridicolaggine delle mie azioni mi sento proprio a posto.

È difficile avere tante sensazioni da poter scrivere più di una lettera al giorno.

È noioso mangiare ciliegie che non hai raccolto tu stesso, arrampicandoti sull'albero.

Essere privo di bagaglio, desiderare di esserne privo, la gioia delle mani libere, «nient'altro che uno spazzolino da denti»

Felicità − e contemporaneamente la sensazione, terrorizzante, che si tratti solo di un'eccezione.

Guardare su in cielo, osservare il passaggio delle nuvole e pensare: no, non mi suiciderò mai e poi mai!

«Ho aspettato per due giorni che qualcuno mi dicesse una buona parola. Poi me ne sono andato all'estero»

Il brutto del dolore è che tutto intorno a noi si fa così irreale, che non ci è più nemmeno possibile aiutare qualcun altro!

Il mito di Narciso: come se non fosse proprio la lunga e attenta contemplazione della propria immagine allo specchio a darci la forza e la schiettezza per osservare a lungo gli altri.
Spesso provo la sensazione di essere l'impiegato di me stesso.
(Peter Handke)
L'elemento del ridicolo nella sessualità: utilizzare una tecnica.

L'inganno di chi pensa-fino-in-fondo.

La certezza che, quando sono gentile, non possa accadermi nulla.

La mia grandezza: la solitudine.

Lo svantaggio della grande letteratura sta nel fatto che ogni stronzo ci si può identificare.

Mai cercare paragoni! Essi vengono vissuti.

Mentre disprezzi il tuo passato, non disprezzi anche gli altri che lo vivono ancora, questo tuo passato?

Non c'è bisogno di mandare a memoria le frasi: esse anzi possono essere tranquillamente dimenticate, il bello è che ciò nonostante rimangono in testa.

Quest'odio per la gente, che s'infila gli occhiali da sole fra i capelli.

Scartare qualcosa e gettare via, invece dell'involucro, il contenuto.

Sfrutta la sua distrazione come arma di resistenza.

Smise di masturbarsi: improvvisamente si frappose il desiderio.

Solo dopo che ho deposto da una parte i giornali e i loro avvenimenti reali, sono nuovamente libero, guardandomi intorno e sospirando di sollievo, di avvertire ciò che «davvero accadde»

«Spesso, dopo essere stato insieme a qualcuno, mi sento orgoglioso di non aver rivelato nulla di me»

Spesso provo la sensazione di essere l'impiegato di me stesso.

Tanto estraneo può diventare solo ciò che si ama alla follia.

Un signore vuole rimanere solo. (Del resto, non c'è nessun altro nella stanza.) Allora chiama il suo maggiordomo e, non appena questi varca la soglia, gli intima: « Fuori! » Ora è finalmente solo.

Un'illuminazione: posseggo un destino! E l'ho in mano!

«Vendicarsi della creazione»: quel desiderio di stonare con tutta l'anima

Libro di Peter Handke
Il peso del mondo 
Traduzione: Raoul Precht 
Editore: Guanda, 2005 

Un diario di frammenti e illuminazioni, una raccolta di occasioni registrate dalla mente e trascritte dalla penna sul foglio bianco, una raccolta di impressioni fugaci che diventano ognuna un'epifania, una scoperta o riscoperta della bellezza e della bontà. Attraverso un procedere quasi onirico, simile a quello stato di parziale incoscienza che è tipico del passaggio dalla veglia al sonno, Handke trascrive, quasi medianicamente, i segni del risorgere del bello in una serie di aforismi brucianti e luminosi, che alleggeriscono il mondo del suo "peso" e lo riconducono a una levità che si direbbe originaria.

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