Abel Bonnard - Aforismi, frasi e citazioni

Selezione di aforismi, frasi e citazioni di Abel Bonnard (Poitiers 1883 - Spagna 1968), poeta, romanziere, saggista e politico francese. Le seguenti citazioni di Abel Bonnard sono tradotte dal francese a cura di da Aforismario.
Abel Bonnard
Il palazzo Palmacamini
Le Palais Palmacamini, 1914

Certe delicate mortificazioni sono gli ultimi piaceri delle anime sensibili.

La meraviglia della vita è l'amore. Tutto il resto è stato prescritto e pianificato: l'amore è l'unica libertà degli uomini.

L'amicizia
L’Amitié, 1928 - Selezione Aforismario

I veri amici sono i solitari insieme.

L'indulgenza è la forma più cortese del distacco.

Gli amanti si danno a intendere che rimarranno sempre amici, per rassicurarsi reciprocamente su ciò che dopo essersi ben conosciuti potrebbero dire l'uno dell'altro.
[Les amants se donnent à entendre qu'ils resteront toujours amis, pour se rassurer mutuellement sur ce qu'après s'être si bien connus, ils pourraient dire l'un de l'autre].

Il denaro
L’Argent, 1928 - Selezione Aforismario

I poveri si vantano delle loro spese, i ricchi delle loro economie.
[Les pauvres sont fats de leurs dépenses et les riches de leurs économies].

Il denaro non deve essere che il più potente dei nostri schiavi.
[L'argent ne doit être que le plus puissant de nos esclaves]. 

Il mondo moderno è il mondo del denaro: è il modo più breve per dire che non ha più un'anima.

Il piacere di un ricco che fa testamento non è quello di pensare a coloro che arricchirà, ma ai quelli che deluderà.

Il vero disprezzo del denaro riposa sulla conoscenza di tutte le ricchezze che si possono avere senza di esso.
[Le vrai mépris de l'argent repose sur la connaissance de toutes les richesses qu'on peut avoir sans lui].

L'amore e il denaro sono come quelle persone che fingono di non conoscersi e che si incontrano continuamente in appuntamenti segreti.
[L'amour et l'argent sont comme ces personnes qui feignent de ne pas se connaître et qui se trouvent sans cesse dans des rendez-vous secrets].

La maggior parte dei ricchi non hanno abbastanza anima da farci dimenticare di avere soldi.
[La plupart des riches n'ont pas assez d'âme pour nous faire oublier qu'ils ont de l'argent].

La povertà non impedisce a un essere di mostrare ciò che egli ha di nobile, ma ha bisogno di un po' di denaro per manifestare ciò che ha di affascinante.

La ricchezza illumina la mediocrità. 
[La richesse illumine la médiocrité]. 

Le collezioni più belle sono state fatte con pochi soldi e molto amore.

Quando un artista o un autore si vanta di fare soldi, ci informa senza accorgersene che ha cambiato mestiere.
[Quand un artiste ou un auteur se vante de gagner de l'argent, il nous avertit sans y prendre garde qu'il a changé de métier].

Ricchi o poveri, la peggiore miseria che possa capitarci è che questa caratteristica accidentale diventi la definizione di noi stessi. 
Il mondo moderno è il mondo del denaro:
è il modo più breve per dire che non ha più un'anima. (Abel Bonnard)
San Francesco d'Assisi
Saint François d'Assise, 1929

La santità è grandezza consumata.
[La sainteté: c'est de la grandeur consumée].

I moderati
Les moderés, 1936

I moderati sono le femmine della politica: desiderano subire una piacevole violenza. L’idea di venire salvati da un avversario sta loro sempre in fondo al cuore.

Saper amare
Savoir aimer, 1937

L'amore è soprattutto la poesia delle persone che non possono avere altro.
[L'amour est surtout la poésie des gens qui n'en sauraient avoir d'autre].

Fonte sconosciuta
Selezione Aforismario

È sempre un gran segno di mediocrità non sapere associare la diffidenza e la chiaroveggenza.

I giovani di un grande paese, in tempi felici, ricevono degli esempi. In tempi critici, li danno.

Voi altri militari, siete davvero fortunati: quando vincete le guerre, ottenere la gloria; quando le perdete, ottenete il potere; e se tradite, vi resta l'onore

Note
  1. Le citazioni di Abel Bonnard riportate in questa pagina sono state tradotte dal francese da Aforismario.
  2. Vedi anche aforismi, frasi e citazioni di: André GideMarcel Jouhandeau 

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