Alessandro Baricco - Aforismi, frasi e citazioni

Selezione delle migliori citazioni e delle frasi più interessanti di Alessandro Baricco (Torino 1958), scrittore italiano. Le seguenti citazioni di Alessandro Baricco sono tratte dai suoi libri più noti (romanzi, racconti e saggi), tra i quali: Castelli di rabbia (Rizzoli 1991), Oceano mare (Rizzoli 1993), Novecento (Feltrinelli 1994), Barnum (Feltrinelli 1995), Seta (Rizzoli 1996).
Alessandro Baricco
Castelli di rabbia
© Rizzoli 1991 - Selezione Aforismario

Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde.

C'è una dignità immensa, nella gente, quando si porta addosso le proprie paure, senza barare, come medaglie della propria mediocrità.

Come sarebbe a dire "per caso"?... tu credi davvero che ci sia qualcosa che succede "per caso"?

Così fa il destino: potrebbe filar via invisibile e invece brucia dietro di sé, qua e là, alcuni istanti, fra i mille di una vita. Nella notte del ricordo, ardono quelli, disegnando la via di fuga della sorte. Fuochi solitari, buoni per darsi una ragione, una qualsiasi.

Crepita, la vita, brucia istanti feroci e negli occhi di chi passa anche solo a venti metri da lì non è che un'immagine come un'altra, senza suono e senza storia. 

È solo questo davvero importante: che quando arriva il momento di pagare uno non pensi a scappare e stia lì, dignitosamente, a pagare. 

È così che ti frega, la vita. Ti piglia quando hai ancora l'anima addormentata e ti semina dentro un'immagine, o un odore, o un suono che poi non te lo togli più. E quella lì era la felicità. Lo scopri dopo, quand'è troppo tardi. E già sei, per sempre, un esule: a migliaia di chilometri da quell'immagine, da quel suono, da quell'odore. Alla deriva.

I desideri sono la cosa più importante che abbiamo e non si può prenderli in giro più di tanto. Così, alle volte, vale la pena di non dormire per star dietro ad un proprio desiderio.

Il destino fa fuoco con la legna che c'è.

Il sesso cancella fette di vita che uno nemmeno si immagina. Sarà anche stupido, ma la gente si stringe con quello strano furore un po' panico e la vita ne esce stropicciata come un biglietto stretto in un pugno, nascosto con una mossa nervosa di paura. Un po' per caso, un po' per fortuna, spariscono nelle pieghe di quella vita appallottolata mozziconi di tempo dolorosi, o vigliacchi, o mai capiti. Così.

La musica è l'armonia dell'anima. 

La realtà ha una coerenza, illogica ma effettiva.

La sera, come tutte le sere, venne la sera. Non c'è niente da fare: quella è una cosa che non guarda in faccia a nessuno. Succede e basta. Non importa che razza di giorno arriva a spegnere. Magari era stato un giorno eccezionale, ma non cambia nulla. Arriva e lo spegne. Amen.

La strana intimità di quelle due rotaie. La certezza di non incontrarsi mai. L'ostinazione con cui continuano a corrersi di fianco.

La vita è sostanzialmente incoerente e la prevedibilità dei fatti un'illusoria consolazione. 

Non per altro: ma è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo.

Ognuno ha il mondo che si merita.

Ognuno ha davanti le sue rotaie, che le veda o no. 

Quando la gente ti dirà che hai sbagliato... e avrai errori dappertutto dietro la schiena, fottitene. Ricordatene. Devi fottertene. Tutte le bocce di cristallo che avrai rotto erano solo vita... e la vita vera magari è proprio quella che si spacca

Quando ti viene quella voglia di piangere pazzesca, che proprio ti strizza tutto, che non la riesci a fermare, allora non c'è verso di spiaccicare una sola parola, non esce più niente, ti torna tutto indietro, tutto dentro, ingoiato da quei dannati singhiozzi, naufragato nel silenzio di quelle stupide lacrime.
Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto,
oppure anni, e poi la vita risponde. (Alessandro Baricco)
Oceano mare
© Rizzoli 1993 - Selezione Aforismario

C'è gente che muore e, con tutto il rispetto, non ci si perde niente.

C’è il mare, d’accordo, ma il mare è poi sempre quello, sempre uguale, mare fino all'orizzonte, se va bene ci passa una nave, non è che sia poi la fine del mondo.

Chi ha visto la verità rimarrà per sempre inconsolabile.

Davvero ci sono momenti in cui l'onnipresente e logica rete delle sequenze casuali si arrende, colta di sorpresa dalla vita, e scende in platea, mescolandosi tra il pubblico, per lasciare che sul palco, sotto le luci della libertà vertiginosa e improvvisa, una mano invisibile peschi nell'infinito grembo del possibile e tra milioni di cose, una sola ne lasci accadere.

Dove inizia la fine del mare? O addirittura: cosa diciamo quando diciamo: mare? Diciamo l’immenso mostro capace di divorarsi qualsiasi cosa, o quell’onda che ci schiuma intorno ai piedi? L’acqua che puoi tenere nel cavo della mano o l’abisso che nessuno può vedere? Diciamo tutto in una parola sola o in un sola parola tutto nascondiamo?

Due pezzi di puzzle. Fatti l’uno per l’altro. Da qualche parte del cielo un vecchio Signore, in quell'istante, li aveva finalmente ritrovati.

È geniale questa cosa che i giorni finiscono. È un sistema geniale. I giorni e poi le notti. E di nuovo i giorni. Sembra scontato, ma c’è del genio. E là dove la natura decide di collocare i propri limiti, esplode lo spettacolo. I tramonti.

È un bel modo di perdersi, perdersi uno nelle braccia dell'altra.

Fanno delle cose, le donne, alle volte, che c'è da rimanerci secchi. Potresti passare una vita a provarci: ma non saresti capace di avere quella leggerezza che hanno loro, alle volte. Sono leggere dentro.

Il destino non è una catena ma un volo.

Il mare è senza strade, il mare è senza spiegazioni. 

Il mare incanta, il mare uccide, commuove, spaventa, fa anche ridere, alle volte, sparisce, ogni tanto, si traveste da lago, oppure costruisce tempeste, divora navi, regala ricchezze, non dà risposte, è saggio, è dolce, è potente, è imprevedibile. Ma soprattutto: il mare chiama.

Il mondo di fuori è sempre là. Puoi fare qualsiasi cosa ma stai certo che te lo ritrovi al suo posto, sempre. C'è da non crederci, ma è così.

La natura ha una sua perfezione sorprendente e questo è il risultato di una somma di limiti. La natura è perfetta perché non è infinita.

La sconcertante scoperta di quanto sia silenzioso, il destino, quando, d'un tratto, esplode. 

La spiaggia. E il mare. Potrebbe essere la perfezione - immagine per occhi divini - mondo che accade e basta, il muto esistere di acqua e terra, opera finita ed esatta, verità - verità - ma ancora una volta è il salvifico granello dell’uomo che inceppa il meccanismo di quel paradiso, un’inezia che basta da sola a sospendere tutto il grande apparato di inesorabile verità, una cosa da nulla, ma piantata nella sabbia, impercettibile strappo nella superficie di quella santa icona, minuscola eccezione posatasi sulla perfezione della spiaggia sterminata.

La vita non è abbastanza grande per tenere insieme tutto quello che riesce ad immaginarsi il desiderio.

Noi camminiamo, lasciamo tutte quelle orme sulla sabbia, e loro restano lì, precise, ordinate. Ma domani, ti alzerai, guarderai questa grande spiaggia e non ci sarà più nulla, un'orma, un segno qualsiasi, niente. Il mare cancella, di notte. La marea nasconde. È come se non fosse mai passato nessuno. È come se noi non fossimo mai esistiti. Se c'è un luogo, al mondo, in cui puoi pensare di essere nulla, quel luogo è qui. Non è più terra, non è ancora mare. Non è vita falsa, non è vita vera. È tempo. Tempo che passa. E basta.

Non è che la vita vada come tu te la immagini. Fa la sua strada. E tu la tua. E non sono la stessa strada.

Non è facile capire un tramonto. Ha i suoi tempi, le sue misure, i suoi colori. E poiché non c’è un tramonto, dico uno, che sia identico a un altro allora lo scienziato deve saper discernere i particolari e isolare l’essenza fino a poter dire questo è un tramonto, il tramonto.

Non si è mai lontani abbastanza per trovarsi. 

Se lo guardi non te ne accorgi: di quanto rumore faccia. Ma nel buio... Tutto quell'infinito diventa solo fragore, muro di suono, urlo assillante e cieco. Non lo spegni, il mare, quando brucia nella notte.

Succede. Uno si fa dei sogni, roba sua, intima, e poi la vita non ci sta a giocarci insieme, e te li smonta, un attimo, una frase, e tutto si disfa. Succede. Mica per altro che vivere è un mestiere gramo. Tocca rassegnarsi. Non ha gratitudine, la vita.

Un pretesto per tornare bisogna sempre seminarselo dietro, quando si parte.
È un viaggio per viandanti pazienti, un libro. (Alessandro Baricco)
Novecento
© Feltrinelli 1994

Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia, e qualcuno a cui raccontarla.

Suonavamo perché l'Oceano è grande, e fa paura, suonavamo perché la gente non sentisse passare il tempo, e si dimenticasse dov'era e chi era. Suonavamo per farli ballare, perché se balli non puoi morire, e ti senti Dio. E suonavamo il ragtime, perché è la musica su cui Dio balla, quando nessuno lo vede. Su cui Dio ballava, se solo era negro.

Un pianoforte. I tasti iniziano. I tasti finiscono. Tu sai che sono 88, su questo nessuno può fregarti. Non sono infiniti, loro. Tu, sei infinito, e dentro quei tasti, infinita è la musica che puoi fare. Loro sono 88. Tu sei infinito. 

Uno che su una nave suona la tromba, non è che quando arriva la burrasca possa fare un granché. Può giusto evitare di suonare la tromba, tanto per non complicare le cose.

Barnum
Cronache dal Grande Show
© Feltrinelli 1995 - Selezione Aforismario

A prescindere da cultura alta o bassa, è il racconto della realtà che ti incunea la realtà nella testa, e te la fa esplodere dentro. I fatti diventano tuoi o quando ti schiantano la vita, direttamente, o quando qualcuno te li compone in racconto e te li spedisce in testa

La prossima volta che nasco ateo, lo faccio in un paese dove quelli che credono in Dio credono in un Dio felice. 

Guardare i quadri è un'attività che conviene centellinare, per non farsi travolgere da quell'impasto di goduria e frustrazione a cui solo anime sottilmente perverse possono sopravvivere. 

Ha un bello spremersi, il mondo tutto, per intrattenerti con il suo grande show quotidiano, a suon di dollari lacrime e sangue, ma poi c'è sempre la volta che a inchiodarti per la meraviglia è il niente di una frase, letta per caso, lunga poche parole, un'inezia.

Ogni quadro è in definitiva una promessa non mantenuta, e ogni museo una intollerabile via crucis di promesse non mantenute.

Puoi spendere anni a vivere, ore a leggere libri, milioni a farti allenare dallo psicanalista: ma alla fine la palla è in rete che finisce. L'errore annulla qualsiasi passato nell'istante in cui arriva a bruciarti qualsiasi futuro. L'errore azzera il tempo, qualsiasi tempo. Vedi cosa riesce a spiegarti, il tennis, senza dare nell'occhio: che quando sbagli, nel preciso istante in cui lo fai, sei eterno.

Raccontare non è un vezzo da dandy colti, è una necessità civile che salva il reale da un'anestetizzata equivalenza. Il racconto, e non l'informazione, ti rende padrone della tua storia.

Seta
© Rizzoli 1996

È uno strano dolore. [...] − Morire di nostalgia per qualcosa che non vivrai mai.

Ogni tanto, nelle giornate di vento, scendeva attraverso il parco fino al lago, e si fermava per ore, sulla riva, a guardare la superficie dell'acqua incresparsi formando figure imprevedibili che luccicavano a caso, in tutte le direzioni. Era uno solo, il vento: ma su quello specchio d'acqua, sembravano mille, a soffiare. Da ogni parte. Uno spettacolo. Lieve e inspiegabile.

City
© Rizzoli 1999

La crudeltà è la virtù per eccellenza dei mediocri, hanno bisogno di esercitare la crudeltà, esercizio per cui non è necessaria la minima intelligenza.

Muoiono nello stesso respiro, gli amanti.

Nulla può diventare così insignificante come qualsiasi cosa se ti ci svegli di fianco tutte le mattine della tua vita.

Rubi minuti alla sera. Li chiami: "Vita". Respiri.

Next
Piccolo libro sulla globalizzazione e il mondo che verrà
© Feltrinelli 2002

Dire che la Coca è dappertutto, è vero: dire che conta dappertutto, è un'estensione discutibile. E una deduzione che ci fa comodo ma che deduce il falso. Allora la domanda da farsi diventa: come mai le quattro bottigliette di Coca che beve l'indiano significano qualcosa, e le centinaia di bottigliette di Coca che non beve non significano niente? Oppure: come mai i litri di Coca-Cola che già vent'anni fa si scolava un brasiliano si chiamavano commercio estero, e le quattro bottigliette dell'indiano si chiamano globalizzazione?

Senza sangue
© Rizzoli 2002

Alla vita manca sempre qualcosa per essere perfetta.

Lo decide chi vince, quando una guerra finisce.

Questa storia
© Fandango 2005

Il proprio mestiere è quello che si fa senza fatica.

Il talento vero è possedere le risposte quando ancora non esistono le domande.

La gente vive per anni e anni, ma in realtà è solo in una piccola parte di quegli anni che vive davvero, e cioè negli anni in cui riesce a fare ciò per cui è nata. Allora, lì, è felice. Il resto del tempo è tempo che passa ad aspettare o a ricordare.

Scrivere è una forma sofisticata di silenzio.

Se ami qualcuno che ti ama, non smascherare mai i suoi sogni.

I Barbari
Saggio sulla mutazione
© Fandango 2006

È un viaggio per viandanti pazienti, un libro.

L'esistenza di umani che appendono in salotto puzzle incorniciati di paesaggi svizzeri confuta la grandezza della percezione romantica della natura?

Musica liturgica, o composizioni votate all'elevazione morale del credente: insomma il solito, massiccio, lavoro pubblicitario pagato dalla Chiesa per promuovere il suo prodotto (chissà quanto ci metteremo ancora ad ammettere che siamo debitori del meglio dell'arte occidentale alla geniale intuizione di una setta religiosa che inventò la pubblicità e vi investì quantità di denaro irragionevoli).

Si imparano un sacco di cose, avendo la pazienza di farlo.

Emmaus
© Feltrinelli 2009

Andiamo per il mondo portando una certezza in cui si scioglie ogni nostra timidezza, fino a condurci oltre alla soglia del ridicolo.

Conosciamo l'avvio delle cose e poi ne riceviamo la fine, mancando sempre il loro cuore. Siamo aurora ma epilogo – perenne scoperta tardiva.

Ho diciotto anni e già la felicità ha il sapore della memoria.

Nell'assenza di senso il mondo tuttavia accade, e in quell'acrobazia di esistere senza coordinate c'è una bellezza, perfino una nobiltà, talvolta, che noi non sappiamo.

Non c'è misura nell'amore.

Solo Dio ci basta, le cose mai. Ma non è sempre vero, non è vero per sempre. Basta alle volte l'eleganza di un gesto altrui, o la gratuita bellezza di una parola laica. Lo scintillio di vita, raccolto in destini sbagliati.

Mr Gwyn
© Feltrinelli 2011

In amore mentiamo tutti.

Le risoluzioni definitive si prendono sempre e soltanto per uno stato d'animo che non è destinato a durare.

Quando muore qualcuno, agli altri spetta di vivere anche per lui – altro non c'è, di adatto.

Se devo dimenticarti mi ricorderò di farlo, ma non chiedermi poi di dimenticare che me ne sono ricordato.

Una certa idea di mondo
I migliori cinquanta libri che ho letto negli ultimi dieci anni
© L'Espresso 2013

Cosa succede, a una civiltà, per passare in meno di cent’anni dalle gonne sotto al ginocchio della Lenglen ai body di Serena Williams? Per dire, è un fenomeno ascrivibile alle conquiste del femminismo, o al trionfo del maschilismo?

Non esistono piani giusti e piani sbagliati e non esistono regole migliori di altre. Esistono piani che vincono, e quelli stabiliscono le regole che gli altri, ingenuamente, adotteranno come regole giuste.

Prima regola, prudenza [...]. E la seconda? [...] Audacia.

Fonte sconosciuta

A volte le parole non bastano. E allora servono i colori. E le forme. E le note. E le emozioni.

Libro di Alessandro Baricco consigliato
Oceano mare 
Editore: Feltrinelli, 2007

Oceano mare racconta del naufragio di una fregata della marina francese, molto tempo fa, in un oceano. Gli uomini a bordo cercheranno di salvarsi su una zattera. Sul mare si incontreranno le vicende di strani personaggi. Come il professore Bartleboom che cerca di stabilire dove finisce il mare, o il pittore Plasson che dipinge solo con acqua marina, e tanti altri individui in cerca di sé, sospesi sul bordo dell'oceano, col destino segnato dal mare. E sul mare si affaccia anche la locanda Almayer, dove le tante storie confluiscono. Usando il mare come metafora esistenziale, Baricco narra dei suoi surreali personaggi, spaziando in vari registri stilistici. 

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