Napoleone Bonaparte - 130 massime e frasi celebri

Selezione di aforismi, massime e frasi celebri di Napoleone Bonaparte (Ajaccio 1769 - Isola di Sant'Elena 1821), imperatore francese col nome di Napoleone I. Ha affermato napoleone: "Il nome d'imperatore è una parola come ogni altra; quegli che lo porta deve avere altri titoli per presentarsi ai posteri". Per le sue grandi imprese, per la sua forte personalità e per la vasta influenza che ha avuto su interi popoli, Napoleone è considerato uno dei più grandi personaggi che la storia abbia mai avuto.
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Napoleone Bonaparte
Aforismi e pensieri politici, morali e filosofici
Aphorismes politiques, pensées morales et philosophiques - Selezione Aforismario

Anche il sole ha le sue macchie.

Anche le sciagure hanno il loro eroismo e la loro gloria.

Bisogna parlar agli occhi per persuader il popolo.

Bisogna sempre lasciar trascorrere la notte sulle ingiurie del giorno innanzi.

Che cosa è un governo? Nulla, se non è sostenuto dall'opinione.

Che follia chiedere l'uguaglianza per le donne! [...] Esse sono solo macchine per la produzione di figli.

Chi non arrischia qualche cosa non guadagna mai nulla.

Chi s'abbandona al dolore senza resistenza o si uccide per evitarlo abbandona il campo di battaglia prima di aver vinto. 

Colui il quale teme di perdere la gloria, è sicuro che la perderà.

Con i competenti le cose più semplici diventano difficili.

Dal sublime al ridicolo vi è appena un passo. 

Dopo la mia caduta la fortuna mi ordinava di morire, l'onore mi ordinò di vivere.

È difficile veder fallire i grandi uomini nelle imprese più pericolose. Alessandro, Cesare, Annibale, il grande Gustavo riuscirono sempre. Divennero uomini tanto grandi per la fortuna? No, solo perché erano grandi uomini si sono meritati la fortuna.

È la fame, è il ventre che fa muovere il mondo.

È meglio avere un nemico conosciuto che un amico forzato.

È molto meglio per un popolo l'avere un ordinamento cattivo che non essere ordinato affatto.

Esaminando ciò che è la gloria, essa si riduce a piccola cosa. Che si sia giudicato dagli ignoranti, vantato dagl'imbecilli, applaudito o criticato dal popolaccio, non vi è in ciò di che addivenir gonfio.

Gli adulatori sono in gran numero, ma pochi sanno lodare in maniera nobile e decente.

Gli ecclesiastici devono contenersi nel governo del cielo.

Gli uomini si guidano con trastulli.

Gli uomini sono rari.

Guai al generale che si presenta su un campo di battaglia con un sistema.

Ho avuto bisogno di credere e ho creduto; ma la mia fede si è trovata inceppata da quando ho cominciato a ragionare; e questo mi è accaduto assai presto, a tredici anni.

Ho fallito nell'intento, e perciò ho torto; questa è una mera giustizia.

I cortigiani consumati disprezzano l'idolo che sembrano adorare, e sono sempre pronti a spezzarlo.
[Les courtisans consommés méprisent l'idole qu'ils semblent adorer, et sont toujours prêts à la briser].
I cortigiani consumati disprezzano l'idolo che sembrano adorare,
e sono sempre pronti a spezzarlo. (Napoleone Bonaparte)
I grandi uomini sono come meteore destinate a splendere e a consumarsi per illuminare la terra.
[Les grands hommes sont des météores destinés à brûler pour éclairer la terre].

I nemici che possono diventare pericolosi sono sempre abbastanza scaltri per non esporsi al pericolo.

I Papi hanno commesso troppe imbecillità per crederli infallibili.

I più forti non trattano, ma dettano le condizioni e ne sono obbediti.

I preti ripetono continuamente che il loro regno non è di questo mondo, e si impadroniscono di tutto ciò che è a tiro. Il Papa è il capo di questa religione celeste ma si occupa soltanto di questa terra.

I re e i mariti ingannati sono sempre gli ultimi ad avvedersi del loro ridicolo.

I soldati vincono le battaglie e di solito i generali se ne prendono il merito.
[Les soldats généralement gagnent des batailles; les généraux en obtiennent le crédit].

I teologi di tutte le religioni sono tutti uguali; non risparmiano a parole o a scritti per accomodare secondo le loro passioni, la loro autorità o i loro capricci la legge di Mosè, o quella di Gesù Cristo o di Maometto.

Il buon esito dei mezzi dipende dall'unità di azione.

Il buon senso fa gli uomini capaci: l'amor proprio è il vento che gonfia le vele, e conduce il lor vascello nel porto.

Il caso è la provvidenza degli avventurieri.

Il cuore di un uomo di Stato dovrebbe essere nella sua testa.

Il dolore ha certi limiti che non conviene oltrepassare.

Il generale più grande è quello che commette meno errori.

Il gregge cerca il grande non per il suo bene, ma per la sua influenza. E il grande lo accoglie per vanità o per bisogno.

Il mondo è una gran commedia dove si trovano dieci Tartufi per un Molière.

II più gran generale, con soldati senza entusiasmo, non è che un ignorante.

Il primo dovere del principe è quello senza dubbio di fare ciò che vuole il popolo, ma il popolo non sa quasi mai ciò che vuole.

Il soldato, non è mai in terra straniera ogni qualvolta serve sotto le bandiere nazionali, dov'è la bandiera là pure è la patria.

Il successo giustifica tutto.

Il terreno è la scacchiera di un generale; è la sua scelta che decide della sua abilità o ignoranza.

Il trono è un pezzo di legno ricoperto di velluto.

Il vero carattere si mostra sempre nelle grandi circostanze.

Il vero eroismo consiste nell'essere superiori ai mali della vita.

In guerra come in amore per venire a termine bisogna avvicinarsi.

Io do un ordine, o taccio.

Io non ho mai dato istruzioni di dettaglio ai miei generali; ma ordinavo loro soltanto di vincere.

Io non sono fatto per le mezze misure.
I grandi uomini sono come meteore destinate
a splendere e a consumarsi per illuminare la terra. (Napoleone Bonaparte)
L'abdicazione di un sovrano è un'ironia; egli abdica il giorno in cui la sua autorità non è più riconosciuta.

L’acqua, l’aria e la pulizia sono i principali prodotti della mia farmacia.

L'amicizia non è altro che un nome.

L'amore reca più male che bene.

L'antica Grecia contava sino a sette savi: io non ne trovo alcuno in Europa.

La debolezza dell'autorità suprema è la più spaventevole calamità de'popoli.

La decadenza dell'Italia data dal punto in cui i preti vollero governare le finanze, la polizia e l'armata.

La fortuna è donna; se voi ve la lasciate sfuggire oggi non crediate di ritrovarla domani.

La fortuna è una cortigiana schietta.

La legge dev'essere chiara, precisa, uniforme; interpretarla è lo stesso che corromperla.

La moglie è fatta per suo marito; e il marito è fatto per la patria, per la famiglia e per la gloria.

La moltitudine che mi guarda con ammirazione farebbe lo stesso se mi vedesse salire sul patibolo.

La morte non è nulla; ma vivere sconfitto e senza gloria è morire ogni giorno.
[La mort n'est rien; mais vivre vaincu et sans gloire c'est mourir tous les jours].
I soldati vincono le battaglie e i generali se ne prendono il merito.
(Napoleone Bonaparte)
Foto: Vasilij Vereščagin, Napoleone assiste alla battaglia di Borodino, 1897
La pace è il primo bisogno, come è la prima gloria.

La polizia non è che una diplomazia in cenci.

La ricchezza fu sempre il primo titolo alla stima.

La ricchezza non consiste nel possesso dei tesori, ma nell'uso che se ne sa fare.

La severità previene un maggior numero di colpe, di quante non ne reprima.

La sola vittoria contro l'amore è la fuga.

La virtù delle donne fu posta in dubbio sin dal cominciar del mondo e lo sarà sempre.

La vita è cosparsa di tanti triboli e può recare tanti mali che la morte non è il male peggiore.

L'amicizia non è altro che un nome.

Le circostanze le più irrilevanti producono i massimi avvenimenti.

Le pene dell'altro mondo furono immaginate per supplire alle insufficienti attrattive che ci si offrono in esso.

Le sole conquiste che non lasciano nell'animo amarezza sono quelle che si vincono contro l'ignoranza.

L'immortalità è il ricordo che si lascia nella memoria degli uomini. Quest'idea spinge a grandi imprese. Meglio sarebbe non aver vissuto che non lasciare tracce della propria esistenza.

L'indecisione dei principi è al governo ciò che la paralisi è all'azione delle membra.

L'indipendenza è, al pari dell'onore, un'isola irta di scogli e senza lido.

L'interesse è la chiave delle sole azioni volgari.

Lo spettacolo di un campo di battaglia dopo la pugna è utile per ispirare ai principi l'amore della pace e l'orrore della guerra.

Lo spirito umano non è ancora abbastanza maturo, perchè i governanti facciano ciò che debbono, e i governati ciò che vogliono.

L'uomo nato per gli affari e per l'autorità non vede gli individui, ma solo le cose, il loro valore e le loro conseguenze.

L'uomo si chiede: donde vengo? chi sono? dove vado? Questi misteri ci spingono verso la religione. Noi accorriamo ad essa, la nostra naturale tendenza ci trascina, ma l'istruzione ci arresta.

Meglio varrebbe non aver vissuto che vivere senza gloria.
Meglio varrebbe non aver vissuto che vivere senza gloria.
(Napoleone Bonaparte - ritratto di Jacques-Louis David, 1801)
Molto si apprezza che i giovani studino la guerra nei libri; questo è un buon mezzo per avere dei cattivi generali.

Nell'avvilimento non si rispettano, che coloro che si sono rispettati nella grandezza.

Niente si ottiene in guerra se non per mezzo di precisi calcoli... il caso da solo non è mai apportatore di successo.

Non bisogna essere severo e debole nello stesso tempo.

Non ci fu dato un cuore per vedere impassibilmente piangere altrui.

Non sono ateo, ma non posso credere in quel che mi vogliono insegnare contro la mia intelligenza, senza sentirmi falso e ipocrita.

Nulla è fatto finché vi rimane qualche cosa da fare.

Nulla è tanto funesto alla felicità dei popoli quanto l'instabilità delle loro istituzioni.

Ogni albero produce il suo frutto, e si raccoglie solo ciò che venne seminato.

Per gli stomaci vuoti non esistono né obbedienza né timore.

Per non piangere degli uomini conviene riderne.

Quando un cortigiano fa l'elogio al suo re senza che questo lo meriti, gli rende un cattivissimo servigio.

Quando un governo dipende dai banchieri per il denaro, questi ultimi e non i capi del governo controllano la situazione, poiché la mano che dà è al di sopra della mano che riceve [...] Il denaro non ha patria e i finanzieri non hanno patriottismo né decenza; il loro unico obiettivo è il profitto.

Quando un nemico è in nostro potere bisogna far sì che non ci possa mai più nuocere.

Quando un sovrano conosce gli uomini che vogliono disfarsi di lui, dovrebbe prima d'ogni cosa disfarsi di loro.

Quando un ufficiale non è più ubbidito, egli non deve più comandare.

Quando uno è solo cammina più rapidamente. 
Nell'avvilimento non si rispettano che coloro che si sono rispettati nella grandezza.
(Napoleone Bonaparte - Immagine: C'est fini: Napoléon Ier à Sainte-Hélène, Oscar Rex)
© Musée national des châteaux de Malmaison et Bois-Préau
Se un sultano fa tagliare teste a capriccio rischia di perdere la propria. L'eccesso si sposta sempre da una parte all'altra.

Si può benissimo con dei nastri decorare i cortigiani ma con ciò non si fanno degli uomini.

Soldati valorosi. ma senza esperienza, sono meglio disposti a battere il nemico. Aggiungetevi una razione di acquavite prima di condurli al fuoco, e voi sarete sicuro della vittoria.

Strapazzando un uomo so, da come reagisce, che cosa pensare di lui. Vedo a quale tono è salita la sua anima: se colpite un bronzo con un guanto, non vi darà alcun suono; ma colpitelo con un martello e risuonerà. 

Tra gli uomini che non amano essere oppressi, se ne trovano molti che amano opprimere.

Tutte le divinazioni sono mere imposture, e il prodotto della frode, della follia o del fanatismo.

Tutto diviene facile quando si segue l'opinione.

Tutto nella vita è soggetto a calcolo; bisogna tener la bilancia tra il bene e il male.

Un principe cade nel disprezzo quand'egli è debole e irresoluto; e peggio ancora quando è governato da un ministro inetto e senza considerazione.

Un principe perfetto dovrebbe avere la condotta di Cesare, i costumi di Giuliano, e le virtù di Marco Aurelio.

Un re non deve discendere al di sotto delle disgrazie.

Un sovrano ha sempre torto a parlare in collera.

Un uomo deve avere tanto meno di volontà quanto più è grande; allora egli dipende dagli avvenimenti e dalle circostanze.

Un uomo di Stato non dovrebbe mai introdurre una donna nel suo gabinetto.

Un vero carattere riesce sempre a emergere nei grandi momenti.

Un vero eroe gioca una partita di scacchi dopo una battaglia perduta o guadagnata.

Una potenza misteriosa mi spinge verso una meta che ignoro. Finché non l'avrò raggiunta sarò invulnerabile, invincibile. Dopo, anche un soffio di vento basterà a rovesciarmi.

Uno sciocco è soltanto noioso, un pedante è insopportabile.
[Un sot n'est qu'ennuyeux, un pédant est insupportable].

Vi è nulla che tanto invilisca una nazione quanto il dispotismo religioso.

Ultime parole
Francia, esercito, capo dell'esercito, Giuseppina...
[France, armée, tête d'armée, Joséphine...].
Secondo una ricostruzione più recente, pare che le ultime parole di Napoleone siano state soltanto: "tête d'armée" (capo dell'esercito).

Epitaffio
Hic cineres, ubique nomen.
[Qui son le ceneri, dappertutto è il nome].

Libro di Napoleone Bonaparte consigliato
Aforismi, massime e pensieri
Curatore: F. Perfetti 
Editore: Newton Compton, 1993

Della vita avventurosa di Napoleone Bonaparte e del suo temperamento sappiamo ormai quasi tutto, sebbene resti ancora da scoprire qualcosa di più sull'uomo Napoleone Bonaparte. Non particolarmente vicino alle "belles lettres", Napoleone ci ha lasciato una serie di brevi pensieri morali, aforismi politici e massime sulla guerra, riunite in questo volume. Si tratta di una raccolta di riflessioni personali, scritte in momenti diversi e talvolta in piena contraddizione tra loro, che si rivelano uno strumento di analisi interessante e utile al fine di individuare tratti della personalità e delle idee di Napoleone.

Note
Vedi anche: Opinioni e giudizi su Napoleone

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