Philippe Petit - Aforismi, frasi e citazioni

Selezione di aforismi, frasi e citazioni di Philippe Petit (Nemours 1949), funambolo, mimo e giocoliere francese. Philippe Petit è uno dei più famosi funamboli del mondo. Tra le sue imprese in equilibrio su un cavo teso a grandi altezze vi sono: la traversata dei campanili di Notre-Dame a Parigi (1971), quella delle cime dei piloni nord dell'Harbour Bridge a Sydney (1973), la traversata delle cascate del Niagara e quella delle Torri Gemelle di New York (1974). Quest'ultima impresa è raccontata nel documentario Man on Wire - Un uomo tra le Torri (2008), per la regia di James Marsh.
Dice di sé Philippe Petit: "Nato in un contesto di rigida genitorialità e di un sistema scolastico repressivo, nella mentalità ristretta di un Paese impegnato a produrre trecentosessantacinque varietà di formaggi, ho iniziato molto presto a ribellarmi all'autorità. Non ero molto bravo a uniformarmi. Dovevo distanziarmi dalla norma, avventurarmi per sentieri solitari, imparare da solo. A sei anni, da autodidatta, ho imparato la magia; a quattordici, la giocoleria; a sedici, il funambolismo. Nel frattempo sono stato espulso da cinque scuole diverse. Malgrado tutto, non avrei mai permesso che la scuola interferisse con la mia formazione".
I seguenti pensieri di Philippe Petit sono tratti da Trattato di funambolismo (Traité du funambulisme, 1985) e Creatività (Creativity 2014).
Philippe Petit
Trattato di funambolismo
Traité du funambulisme, 1985 - Selezione Aforismario
  
Bisogna battersi contro gli elementi per apprendere che tenersi su un filo è poca cosa, ma restare dritti e ostinati nella nostra follia di vincere i segreti d’una linea è per noi funamboli la forza più preziosa.

Chi è fiero della propria paura osa tendere cavi sui precipizi; si lancia all'assalto dei campanili; allontana e unisce le montagne. Ecco il viaggio da fare: alzati quando il filo si mischia alla carta del cielo.

Chi non vuole intraprendere una lotta accanita di sforzi inutili, pericoli profondi, trappole, chi non è pronto a dare tutto per sentirsi vivere non ha bisogno di diventare funambolo. Soprattutto non lo potrebbe.

Il filo non è ciò che si immagina. Non è l'universo della leggerezza, dello spazio, del sorriso. È un mestiere. Sobrio, rude, scoraggiante.

L’essenziale è nella semplicità. Ecco perché il lungo cammino verso la perfezione è orizzontale.

L’orizzonte non è un punto, è un continente.

La caduta sul cavo, l'incidente lassù, l'esercizio mancato, il passo falso; tutto ciò deriva da una perdita di concentrazione, da un piede male appoggiato, da una fiducia esagerata in se stessi.

La gloria di soffrire mi è indifferente. D’altronde, non credo in niente. Non c’è che il superfluo che m’incanti.

La rete, la correggia e altri sistemi di protezione garantiranno sempre la conquista dell’impossibile, ma a basso prezzo.

Mai esser tristi sul filo!

Non lasciate niente al caso, è un ladro inafferrabile.

Ogni pensiero sul filo è una caduta in agguato.

Possiedo la saggezza di colui che una volta è caduto; quando mi si dice che un funambolo s'è sfracellato al suolo rispondo: "Ha avuto ciò che si meritava".

Quando i carpentieri in legno iniziano a costruire un ponte, quando i maghi esibiscono una cordicella sul palco, quando i bambini giocano a tiro alla fune e quando i funamboli clandestini installano un cavo, c’è sempre un momento in cui il filo penzola liberamente tra due punti, e sorride.

Uomo dell'aria, tu colora col sangue le ore sontuose del tuo passaggio fra noi. I limiti esistono soltanto nell'anima di chi è a corto di sogni.
[Homme de l’air, enlumine de ton sang les très riches heures de ton passage sur terre. Les limites n’existent que dans l’âme de ceux qui sont dépourvus de songes].
Uomo dell'aria, tu colora col sangue le ore sontuose del tuo passaggio fra noi.
I limiti esistono soltanto nell'anima di chi è a corto di sogni. (Philippe Petit)
Creatività
Il crimine perfetto
Creativity: The Perfect Crime, 2014 - Selezione Aforismario

Cercando di ottenere sempre il meglio da me stesso mi macchiavo della colpa di volere inseguire la perfezione…

Credi… Credi… nella verità di cui da tanto tempo si è perso il ricordo, ossia che noi umani siamo capaci di realizzare ciò che è giudicato irrealizzabile.

Il creatore deve essere un fuorilegge.

Il vero impulso artistico non ha niente a che vedere con la gratificazione del pubblico (o, se è per questo, con la soddisfazione dell’impresario in modo da ottenere più scritturazioni e più soldi). Quella non è arte. Se sei un artista desideri creare intorno a te una gigantesca muraglia all’interno della quale seguire la tua integrità e il tuo intuito. Il pubblico vedrà un uomo o una donna prigioniero/a della propria passione, e al mondo non esiste performance più stimolante.

La passione è la calcina che tiene insieme i miei collage creativi, il motore delle mie azioni. Essendo in movimento perpetuo, possiede una componente di impazienza. Di urgenza. E poiché esorta la mia arte a crescere, è indispensabile.

Nel caos, tutto è possibile. Ogni idea che arriva è la benvenuta, senza riguardo per la realtà. Dimentica il tempo, il denaro, la ragione! Accogli un universo traboccante! Perché, se cominci dalla regole, la tua creazione fallirà in partenza.

Nel mio mondo non esiste la motivazione. Io non sono motivato a fare quello che faccio. In quanto artista avverto un impulso, un’impellenza, sono trascinato da una forza che ha radici profonde in me, una forza così persuasiva che sembra vano cercare di spiegarla. Essa, tuttavia, ha un nome: passione.

Resisti alle convenzioni! Combatti la banalità!

Libro di Philippe Petit consigliato
Trattato di funambolismo
Traduttore: Danilo Bramati 
Editore: Ponte alle Grazie, 2009

Philippe Petit è un funambolo di fama mondiale, che ha attraversato su un filo la distanza tra le guglie di Notre-Dame, tra le Torri gemelle del World Trade Center, tra altissimi picchi alpini e tra sponde di pericolose cascate. In questo libro Petit ha raccolto l’essenza del funambolismo, un’arte sottile, effimera e ineffabile come l’arte di vivere: l’uomo che sa camminare sulla corda, cammina anche sulla corda metaforica tesa sulle difficoltà quotidiane della vita. Per questo il Trattato di funambolismo è risultato fatalmente un libro sulla vita, poetico e filosofico, ed è subito diventato un caso letterario che ha affascinato artisti e intellettuali di tutto il mondo.

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