Piovano Arlotto - Proverbi, motti, massime e consigli

Selezione di aforismi, frasi e citazioni di Piovano Arlotto (Firenze 1396 - 1484), sacerdote italiano. La notorietà del parroco Piovano Arlotto (il cui vero nome è Arlotto Mainardi) è legata ai racconti delle sue facezie, dei suoi motti e delle sue burle raccolti da un autore ignoto con il titolo di Motti e facezie del Piovano Arlotto.
Piovano Arlotto
Motti e facezie del Piovano Arlotto
Proverbi, motti, massime consigli, sentenze, domande, definizioni, 
ca. 1480 (postumo 1514/15) - Selezione Aforismario

Proverbi e consigli morali
Chi vòle fare adirare uno suo amico, adoperi d’essere molto buono.

Cerca la medicina quando tu se’ sano, ché meglio è andare a vedere il medico che il medico venga a vedere te.

Quando tu vedi venire a te uno cane per farti carezze, caccialo con li sassi, perché istando teco farà il medesimo a te, ch’e’ ti lascerà come il padrone.

Domandato il Piovano come si cognoscono gli uomini se sono buoni o cattivi, rispose: – Al suono, come il bicchiere o altri vasi che al suono si cognoscono. Cioè che al parlare si cognoscono gli uomini. 

Tanto debbe essere ricco l’uomo quanto ragionevolemente ha di bisogno; e tanto abbi le cose necessarie che non abbi a andare alle mercé d’altri.

Debole uomo è chi non sa celare uno secreto.

Temperato uomo è colui che li basta quello che ha.

Fortissimo uomo si de’ dire chi vince l’ira.

È cosa manifesta che l’uomo può acquistare sapienzia, cioè in non aspettare né desiderare quello che non si può avere né ricordarsi del passato.

L’uomo savio quando è vilipeso non si adira e quando è lodato non si lieva in superbia.

Non si debbe abitare dove le spese avanzano il guadagno, né dove i buoni possono meno che i rei, né dove sono meno istimati, né dove non si teme Iddio, né dove gli uomini possono più che le legge.

Se vòi domandare una grazia da uno signore, intendi di sua natura e costumi: se è pazzo segui la sua voluntà, se è savio segui di domandare cose ragionevoli.

Beato al mondo quando è governato dalli uomini savii.

Chi non sa governare l’anima né ’l corpo suo non saprà governare l’altrui.

Chi vòle gustare il dolce ricòrdisi dello amaro. 

Spesso guardati nello ispecchio: se ti vedrai essere bello ti vergognerai di fare male; se ti vedrai essere brutto ti vergognerai di congiugnere male a male, cioè brutti costumi con brutto viso.

La voluttà è esca delli uomini cattivi; perché li uomini maligni si pigliano alle voluttà come i pesci allo amo.

Chi potessi vedere la forma della sapienzia, parrebbe sì bella cosa che ogni uomo si innamorrebbe di lei.

Grande trionfo e loda è di colui che non pecca potendo peccare.

Tutta la filosofia è fondata in sulla sapienzia.

La maggiore vittoria che possa avere l’uomo si è vincere se stesso.

Fa che di te non parli mai né bene né male nel cospetto d’altri, perché chi si loda è vano e chi si biasima è pazzo.

Uno buono uomo non sa patire ingiuria né fame ad altri. La ingiuria ingiustamente fatta è infamia a colui che la fa.

Egli è molto dificile a provare uno nelle prosperità: nelle avversità è vero giudicio a provare l’amico.
L’amico è una anima in dua corpi.

Quella diferenzia è tra li uomini che hanno iscienzia e quelli che non l’anno, come da uomini vivi e uomini morti.

Quella cosa ha’ tu a offerire al tuo amico che tu volessi che fussi oferto a te.

Che si può egli allegare meglio, che dica la verità? La ’sperienzia che è quello vero testimonio che non si può mentire.

Niuna cosa è nimica di ben fare quanto fare presto, senza pensare.

Niuna cosa è più accetto a Dio che l’uomo con buono animo, e [che] mettalo in asecuzione con le sante e giuste operazioni.

Odi molto e parla poco, perché la natura t’ha fatto una bocca e dua orecchi.

Quando la povertà è lieta, è cosa onesta. Chi non si contenta di quello ch’egli ha, è misero.

Se tu vòi vivere onestamente pensa in te stesso e abbi innanzi agli occhi tuoi sempre uno uomo di buona vita al quale tu porti riverenzia; e pensa di non potere fare cosa che lui non vegga. E in questo modo ti guarderai da molte triste cose e iscelleratezze.

Se tu viverai secondo la natura, mai sarai povero; se viverai secondo la oppinione, mai sarai ricco: perché la natura di poco si contenta, ma la oppinione mai si sazia.

L’uomo debbe provare l’amico; e provato, perpetualmente amarlo.

L’uomo sanza amico è come anima sanza corpo.

Con li amici il parlare debbe essere brieve, ma l’amicizia debbe essere lunga.

L’amico debbe sempre temere di non diventare nimico dello amico.

Al ricco amico va quando se’ chiamato; al povero, sanza essere chiamato.

Guardati da amico che ti vadia [attorno] con belle parole e che dolcemente favella.

El buono amico tardi s’adira.

In alcuno modo si debbe offendere l’amico: al vero amico pensa a dire e fare quello ch’a te proprio.

Meglio è a morire con li amici che vivere con li nimici.

Colui che non sa fare la vendetta prima manifesta al nimico, l’ha perduta mezza.

Niuna cosa è più difficile che a conservare l’amicizia insino alla morte. Niuna cosa è sì pestifera né sì cattiva tra li amici quanto è la cupidità della gloria, perché, se dua amici crescono di pari in gloria, diventono capitali nimici.

Gli uomini superbi si debbono domare con la povertà, come i cavagli puledri si dòmono col freno.

Ogni laude consiste prima nella virtù e poi nell’opra.

Ogni cosa è creato per lo uomo è l’uomo e creato per servire l’uomo.

Debbesi seguitare la natura, perché la utilità si debbe conferire comune.

La guerra giustamente si può pigliare solo per mantenere pace senza ingiurie.

Niuna cosa è tanta nimica della iustizia quanto far male e mostrare d’essere buono.

Non è compagnia [sì dolce] quanto quella delli amici, quando s’adopera in opere virtudiose e laudabili.

Opera degna è laudabile quando nell’uomo regna umanità, clemenzia e liberalità, cioè che quello che doni sia di tua roba lecita e ben guadagnata.

Nel gastigare e punire si debbe rimuovere ogni ira e passione.

Molto è in dispetto a Dio l’uomo lussurioso, el povero superbo, el ricco ingrato.

La vera amicizia è non domandare cose innoneste: e così a chi le domanda non farle.

Vituperio grande è quando nella amicizia è adulazione.

Ogni mal fresco nel principio si rimuove, ma invecchiato sempre diventa maggiore.

Umano è all’uomo errare, diabolico il presseverare, angelico l’emendare.

La sapienza sanza eloquenzia è poco utile e l’eloquenzia sanza sapienza poco vale, ma fa danno.

La republica non solamente diventa grande per arme, ma per consiglio e prudenzia.

Usura non è altro che uccidere uomini.

Molto meglio è avere uno vero nimico che uno finto amico.

Quattro cose sono necessarie a una cura di famiglia: ben fare, ben vivere, ben vestire e ben fare cultivare.

Assai s’inganna se medesimo chi non crede essere meritato del bene che fa ad altri.

Non pigliare amicizia né di pazzi né di tristi né d’ingrati.

L’uomo è il più perverso e maligno animale che sia, imperò che chi gli è al pari di sé non lo può soferire, s’egli è minore e’ lo isprezza, se è maggiore e’ gli ha invidia, s’egli è eguale non si concorda seco.

Molte volte volere sapere contro a molti è ignorare, ed è vero e comune proverbio che chi più sa men sa.

El dono è grande secondo l’animo del donante.

Niuno ripùti suo quello che è fuori di sé.

El maggiore danno che sia è il tempo perduto.

Più inconveniente è gittare parole vane che sassi.

Parla in quel tempo che non è utile il tacere.

Meglio è dicendo il vero essere vinto, che dire la bugia e vincere altri.

Sarai savio allora quando tu non ti riputerai.

Abbi più dolore della vita de’ cattivi figliuoli che della morte de’ buoni.

Se vòi vivere lieto non ti mettere a fare troppe cose.

Chi adempie i suoi desidèri, tanto più gli accende.

L’uomo debbe essere savio per potere sostenere le pazzie de’ pazzi.

Come volentieri disìderi e vorresti essere lodato, così con pazienza porta in pace quando se’ vituperato.

Chi tu non lodi non vituperare.

Chi fa bene per pompa ad altri, non lo fa a colui ma alla volontà.

Perché il corpo è vestimento dell’anima, però si debbe tenere mondo.

La morte non perde l’anima, ma la cattiva vita.

Solo colui è buono se egli ama e teme Idio.

La vendetta di Dio è lenta né mai vien presta.

La dolcezza della vita ci fa patire cose assai.

Non giova fuori di casa parere magnifico se in casa si vive male.

Quella potenzia è sicura che mette modo alle sue forze.

Non fa ricco l’uomo il molto possedere ma il poco desiderare.

Tu non debbi attendere quanto uno ha istudiato, ma se ha bene istudiato.

Mala natura è a volere più presto udire dire male d’altri che di se istesso.

Non tentare quella cosa che per niente si può fare.

Così manca all’avaro quello ch’egli ha come quello che non ha.

Quando la fortuna è prospera ogni cosa pare lecita.

L’animo che vòle bene istudiare debbe essere netto da ogni vizio.

Quando le parole non si concordano con la mente, non si può bene parlare.

Non solamente si debbe mancare del peccato, ma si debba l’uomo guardare da alcuna suspizione d’esso.

Non è povero chi sa signoreggiare il suo appetito.

Chi tra’ savi è più umile, è più savio.

Non consigliare sanza essere domandato.

Non dire i tuoi secreti a chi non sa celare i suoi proprii. 

Chi non si corregge per altri, altri non si corregge per lui.

Chi si fonda in sulla bugia, presto manca.

Bene sono maligni gli invidiosi che di quello male d’altri si rallegrano.

Chi della lieta fortuna non si essalta, della avversità non si turba.

La scienzia nello insensato niente giova, né il senso giova a colui che non l’usa.

Chi non conosce se medesimo non può correggere altri.
Molto meglio è avere uno vero nemico che uno finto amico.
(Piovano Arlotto)
Definizioni. 
Che cosa è il mondo. – È uno circuito che non viene mai meno.

Che cosa è il mare. – È abracciamento del mondo, termine coronato, catena di tutta la natura, partimento de’ reami, casa e albergo di fiumi, fontana di tempeste.

Che cosa è Iddio. – È mente immortale, altezza incontemplabile, forma di molte forme, inquisizione incogitabile, occhio che mai dorme, governatore del tutto, luce de’ buoni: ed è in efetto uno sommo e infinito bene.

Che cosa è il cielo. – Uno circuito volubile, tetto sanza misura.

Che cosa è il sole. – Occhio del giorno, concreazione della notte, bellezza del cielo e della natura, distributore dell’ore, grazia della natura.

Che cosa è luna. – Porpora del cielo, innimica de’ malfattori, allegrezza de’ viandanti, dirizzamento de’ navicanti, ricirculatore de’ mesi, occhio della notte, divinatrice di tempesta e d’altri mali.

Che cosa è uomo. – Mente incarnata, anima faticosa, abitacolo di poco tempo, recettacolo di spirito, speculatore della vita, abandonatore della luce, consumazione di vita, moto etterno, camminatore ischiavo della morte.

Che cosa è la terra. – Fondamento del cielo, tuorlo del mondo, custodia d’ogni pianta, coperchio dello inferno, madre di quelli che nascono, nutrice di quelli che vivono, divoratrice di tutti, cellario della vita.

Che cosa è il giorno. – Misura di affanno, ricorso de’ dodici segni, principio quotidiano.

Che cosa è aria. – Mantenimento della vita.

Che cosa è luce. – Faccia di tutte le cose.

Che cosa è le stelle. – Guida de’ naviganti, pittura del cielo, ornamento della notte; sono ancora delli uomini e animali.

Che cosa è la piova. – Concezione della terra, genitrice de’ frutti.

Che cosa è nebbia. – Notte del giorno, affanno degli occhi.

Che cosa è vento. – Turbazione d’aria, mobilità dell’acqua, siccità della terra.

Che cosa è acqua. – Sussidio della vita, mondatrice di bruttura.

Che cosa è i fiumi. – Corso che non viene mai meno, refezione del sole, rigatrici della terra.

Che cosa è gelo. – Seccatore delle erbe, prigione della terra, ponte d’acqua.

Che cosa è neve. – Acqua secca e rappresa.

Che cosa è primavera. – Parturimento di terra.

Che cosa è estate. – Bellezza e mutazione de’ frutti.

Che cosa è femmina. – Confusione dell’uomo, bestia insaziabile, continova sollecitudine, guerra che mai non viene meno, danno quotidiano, casa dello uomo, impaccio dello istudio, pericolo dell’uomo, incontenente animale, pericolosa battaglia, vasello di adulterio, animale pessimo, pondo gravissimo, schiavo e signore dell’uomo.

Che cosa è bellezza. – Naturale innamoramento, filicità di poco tempo, fiore che si marcisce, carnale beatitudine, umana concupiscenzia.

Che cosa è isperanza. – Immagine dell’animo, refrigerio dello affanno.

Che cosa è amicizia. – Equalità delli animi.

Che cosa è amico. – Desiderabile nome, reparazione d’aversità, continuo riposo di misericordia. L’amico vero in bene operare è più che parente.

Che cosa è fede. – È una certezza di quello che non si vede e che ci fa beati credendo bene.

Che cosa è vita. – Letizia di beati, dolore di miseri.

Che cosa è morte. – Etterno sonno, corruzione de’ corpi, timore de’ ricchi, desiderio de’ poveri, cosa che non si può fuggire, peregrinazione incerta, disoluzione di tutti i vivi.

Che cosa è vecchiaia. – Male desiderato, morte de’ vivi.

Che cosa è sonno. – Immagine di morte, riposo delli affanni, boto delli infermi, desiderio de’ miseri, esperimento de’ medici, solazzo dilicato, riposo dello ispirito.

Che cosa è contadino. – Ministro di affanni, dirizzatore delle selve, operatore del mangiare, medico della terra, piantatore d’alberi, spianatore di monti.

Che cosa è la nave. – Operazione marina, casa sanza fondamento, uccello di legno, salute incerta.

Che cosa è marinaio. – Cavaliere di mare, albergatore del mondo, abandonatore della terra, tentatore di tempeste.

Che cosa è ricchezze. – Carico di pensieri, dilettazione con paure, desiderio insaziabile.

Che cosa è povertà. – Bene odiato, cosa sanza cura, via sanza sollecitudine, trovatrice di sapienzia, mercanzia sanza danno, possessione sanza calunnia, felicità sanza ansietà.

Che cosa è parola. – Traditore dell’animo.

Che è libertà. – Innocenza dell’uomo.

Che cosa è corpo. – Casa dell’anima.

Note
Vedi anche aforismi, frasi e citazioni di: Francesco Guicciardini

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