René Descartes (Cartesio) - Aforismi, frasi e citazioni

Selezione di aforismi, frasi e citazioni di René Descartes, meglio conosciuto in Italia con il nome di Cartesio (La Haye en Touraine 1596 - Stoccolma 1650), filosofo e matematico francese.
Ha scritto Descartes ne La Geometria: "Spero che i posteri mi giudicheranno con benevolenza, non solo per le cose che ho spiegato, ma anche per quelle che ho intenzionalmente omesso, così da lasciare ad altri il piacere della scoperta".
Le seguenti riflessioni di René Descartes sono tratte da alcune delle sue opere più importanti, come: Discorso sul metodo (Discours de la méthode, 1637), Meditazioni metafisiche (Méditations métaphysiques, 1641) e Principi di filosofia (Principia philosophiae, 1644).
René Descartes (Cartesio)
Regole per la guida dell'intelligenza
ca. 1628

Non diventeremo mai matematici, ancorché ritenessimo a memoria tutte le dimostrazioni degli altri, se non siamo forniti anche d’intelligenza per risolvere a nostra volta qualsiasi problema.

Discorso sul metodo
Discours de la méthode, 1637 - Selezione Aforismario

In luogo del grande numero di precetti da cui la logica è composta, credetti che mi sarebbero state sufficienti le quattro regole seguenti, a patto che prendessi la ferma e costante risoluzione di non trascurare nemmeno una volta di osservarle. La prima era di non accettare mai per vera nessuna cosa che non riconoscessi tale con evidenza, cioè di evitare diligentemente la precipitazione e la prevenzione e di non comprendere nei miei giudizi nulla di più di quanto si presentasse così chiaramente e distintamente al mio spirito, da non lasciarvi alcuna occasione di dubbio.
La seconda era di suddividere ogni difficoltà che esaminavo nel maggior numero di parti possibili e necessarie per meglio risolverla.
La terza era di condurre per ordine i miei pensieri, cominciando dagli oggetti più semplici e più facili da conoscere, per salire a poco a poco, come per gradi, fino alla conoscenza dei più complessi, presupponendo un ordine anche tra gli oggetti che non si precedono naturalmente l’un l’altro.
E l’ultima era di fare ovunque enumerazioni così complete e revisioni così generali da esser sicuro di non omettere nulla.

Coloro che procedono lentamente, se seguono la giusta strada, possono andare molto più avanti di coloro che corrono e se ne allontanano.

Coloro che scoprono a poco a poco la verità nelle scienze, sono quasi come quelli che cominciano a divenire ricchi: durano minor fatica ad acquistare grandi ricchezze, di quanta ne dovevano durare prima, quando erano poveri, per acquistarne di assai minore consistenza.

Conversare con gli autori degli altri secoli è quasi lo stesso che viaggiare.

È assai più l’abitudine e l’esempio a persuaderci di qualche cosa anziché una conoscenza certa.

Fra tutti coloro che hanno finora ricercato la verità nelle scienze, soltanto i matematici hanno potuto trovare qualche dimostrazione, ossia qualche ragione certa ed evidente.

Il buon senso è tra tutte le cose quella meglio distribuita: ciascuno infatti ritiene di esserne così ben fornito, che persino quelli che su di ogni altra cosa sono i più difficili a contentarsi, di solito non ne desiderano di più di quanto non ne posseggono.

L’esistenza di Dio, che è l’essere perfetto, è per lo meno tanto certa, quanto non potrebbe esserlo nessuna dimostrazione di geometria.

La lettura di tutti i buoni libri è come una conversazione con gli uomini più eminenti dei secoli passati, che ne sono stati gli autori, anzi una conversazione meditata, nella quale essi ci rivelano solo quanto di meglio c’era nel loro pensiero.

La maggioranza dei consensi non è una prova che valga per stabilire verità piuttosto ardue a scoprire, perché in tal caso è di gran lunga più probabile che sia stato un solo uomo a scoprirle che non un intero popolo.

La mia terza massima fu di vincere sempre piuttosto me stesso che la fortuna, e di voler modificare piuttosto i miei desideri che l'ordine delle cose nel mondo.

La teologia ci insegna a guardare il cielo, e la filosofia il mezzo per parlare di tutto con verosimiglianza e farci ammirare da quelli che ne sanno di meno.

L’operazione del pensiero mediante la quale si crede in una cosa è diversa dall’operazione mediante la quale si conosce quello in cui si crede, e quindi l’una può darsi senza che si dia l’altra.

Le anime più grandi sono capaci dei più grandi vizi come delle più grandi virtù.

Notai che la verità: io penso, dunque sono era così solida e certa, che non avrebbero potuto rimuoverla neppure le più stravaganti supposizioni degli scettici, e quindi giudicai che potevo accoglierla senza esitazione, come primo principio della filosofia che andavo ricercando.

Non è sufficiente essere dotati di un buon ingegno, l’importante è saperlo applicare bene.
[Ce n'est pas assez d'avoir l'esprit bon, mais le principal est de l'appliquer bien].

Non si potrebbe così bene intendere una cosa e renderla propria quando la si impara da un altro, come quando la si scopre da sé.

Non sarebbe possibile immaginare nulla di così strano e poco credibile, che non sia stato affermato da qualche filosofo.

Ogni problema che ho risolto è diventato regola che è servita più tardi per risolvere altri problemi.

Penso dunque sono
[Je pense donc je suis].  (cfr. Principi di filosofia).

Per ogni cosa c’è un’unica verità, per cui chiunque la trovi, ne sa quanto è possibile saperne.

Se vuoi diventare un vero cercatore della verità, almeno una volta nella tua vita devi dubitare, il più profondamente possibile, di tutte le cose.
  
Sarò sempre più grato a coloro che mi faranno godere senza impedimenti del mio tempo, che non a coloro che volessero innalzarmi alle più grandi dignità.
Cogito ergo sum - Penso dunque sono (Cartesio - René Descartes)
Meditazioni metafisiche sulla filosofia prima
Méditations métaphysiques, 1641 - Selezione Aforismario

Che cosa, dunque, io sono? Una cosa che pensa. Che cos'è una cosa che pensa? Una cosa che dubita, concepisce, afferma, nega, vuole, non vuole, immagina e sente.

È atteggiamento prudente non fidarsi mai di quelli che ci hanno ingannato anche solo una volta.

"Io sono, io esisto"; è certo. Ma per quanto tempo? Evidentemente per tutto il tempo che penso.

La scienza è come una donna; se rimane, pudica, presso suo marito, è onorata; se diventa pubblica, si avvilisce.

Non può accadere che io esista con una natura tale quale sono, e cioè con in me l'idea di Dio, se Dio non esistesse in realtà.

Niente esiste con certezza al di fuori di me e Dio.

Per il solo fatto che esisto, e che una qualche idea di un essere perfettissimo è in me, cioè l'idea di Dio, si può dimostrare in maniera evidentissima che anche Dio esiste.

Per il fatto che non posso pensare Dio se non esistente, ne consegue che l'esistenza non è separabile da Dio, e che egli quindi realmente esiste.

Tutto quel che dicono gli atei per impugnare l'esistenza di Dio dipende sempre o dal fingere in Dio affezioni umane, o dall'aver attribuito ai nostri spiriti tanta forza e saggezza da far presumere di determinare e comprendere ciò che Dio può e deve fare.
Non è sufficiente essere dotati di un buon ingegno,
l’importante è saperlo applicare bene. (René Descartes)
Principi di filosofia
Principia philosophiae, 1644

Cogito, ergo sum. 
[Penso, dunque sono]. 

Ego cogito, ergo sum, sive existo.
[Io penso, dunque sono, ossia esisto].

Per filosofare seriamente, per ricercare la verità di tutte le cose conoscibili: in primo luogo si devono abbandonare tutti i pregiudizi, ossia ci si deve guardare con cura dal non nutrire fiducia in alcuna opinione ricevuta da noi una volta, se non accertiamo prima che sia vera, dopo averla sottoposta a nuovo esame.

Tutta la Filosofia è come un albero, le cui radici sono la Metafisica, il tronco la Fisica e i rami che ne scaturiscono tutte le altre scienze, che si riducono a tre principali: la Medicina, la Meccanica e la Morale: intendo la più alta e perfetta Morale che, in quanto presuppone un’intera conoscenza delle altre scienze, costituisce l’ultimo grado della Saggezza.

Le passioni dell'anima
Les Passions de l'âme, 1649

Spesso una falsa gioia val meglio di una tristezza con una vera causa.

Tutte  le passioni son buone di loro natura; e noi abbiamo a temere soltanto il loro cattivo uso o i loro eccessi.

Fonte sconosciuta

Dubium sapientiae initium.
[Il dubbio è l'inizio della sapienza]

Non mancano dolcezze nell'amare qualcuno senza osare di dichiararglielo.

Libro di René Descartes consigliato
Discorso sul metodo
Editore: Mondadori, 2000 

"Poiché ci sono uomini che si ingannano nei loro ragionamenti, anche in quelli che riguardano i più semplici argomenti di geometria, e cadono in paralogismi, io allora, giudicando che ero soggetto a sbagliare come qualsiasi altro, respinsi come falsi tutti i ragionamenti che prima avevo accolto come dimostrazioni. Considerando infine che gli stessi pensieri che abbiamo da svegli possono venirci anche quando dormiamo, senza che in tale occasione ce ne sia nessuno vero, decisi di fingere che quanto fino ad allora avevo accolto nella mia mente, non fosse più vero delle illusioni dei miei sogni. Subito dopo però mi accorsi che nel momento stesso in cui volevo pensare che tutto fosse falso, era necessario che io, che così pensavo, fossi qualche cosa. Notai, allora che la verità: io penso, dunque sono era così solida e certa, che non avrebbero potuto rimuoverla neppure le più stravaganti supposizioni degli scettici, e quindi giudicai che potevo accoglierla senza esitazione, come primo principio della filosofia che andavo ricercando". L'opera in cui René Descartes teorizza il nuovo orientamento nel campo del sapere fondato sulla razionalità. Il manifesto della filosofia moderna, il nuovo metodo "per condurre la propria ragione e ricercare la verità nelle scienze".

Note
Vedi anche aforismi, frasi e citazioni di: Francis Bacon (Bacone)

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