Victor Hugo - Aforismi, frasi e citazioni

Selezione di aforismi, frasi e riflessioni di Victor Hugo (Besançon 1802 - Parigi 1885), scrittore, poeta e drammaturgo francese. Le seguenti citazioni di Victor Hugo sono tratte da alcune delle sue opere più importanti, tra cui:  Notre-Dame de Paris (1831), I miserabili (Les misérables, 1862), I lavoratori del mare (Les travailleurs de la mer, 1866), L'uomo che ride (L'homme qui rit, 1869) e Il Novantatré (Quatrevingt-treize, 1874).
Victor Hugo
L'ultimo giorno di un condannato a morte
Le Dernier Jour d'un condamné, 1829

Gli uomini che giudicano e che condannano proclamano la pena di morte necessaria, prima di tutto: perché è importante scindere dalla comunità sociale un membro che le ha già nuociuto e che potrebbe nuocere ancora. Si trattasse solo di questo, il carcere a vita basterebbe. Perché la morte? Voi mi obiettate che da una prigione si può scappare? Fate meglio la guardia... Niente carnefici dove bastano carcerieri.

Le foglie d'autunno
Les feuilles d'automne, 1831

Chi dona ai poveri, presta a Dio.

L'elemosina è sorella della preghiera.

Notre-Dame de Paris
Notre-Dame de Paris, 1831 - Selezione Aforismario

Cos'è un bacio? Un lambire di fiamma.

L'amore è come un albero: spunta da sé, getta profondamente le radici in tutto il nostro essere, e continua a verdeggiare anche sopra un cuore in rovina. 

I professori, detestabili come sono, fanno, non solo a loro insaputa, ma anche assolutamente loro malgrado, eccellenti discepoli.

Un guercio è molto più incompleto di un cieco. Sa cosa gli manca.

Il re si diverte
Le Roi s'amuse, 1832

Sovente muta la donna e ben pazzo è colui che confida in lei! Sovente la donna non è che piuma al vento.
[Souvent femme varie / bien foi est qui s'y fie! / Une femme souvent / n'est qu'une plume au vent].
Victor Hugo, Il re si diverte, 1832

Lucrezia Borgia
Lucrèce Borgia, (prefazione), 1833

Alla cosa più orrenda aggiungete un'idea religiosa, essa diventerà santa e pura. Attaccate Dio al patibolo, avrete la croce.

Canti del crepuscolo
Les chants du crépuscule, 1835 

La musica esprime ciò che non può essere detto e su cui è impossibile rimanere in silenzio.

Ruy Blas
Ruy Blas, 1838

La popolarità è la gloria in moneta.

Dio s'è fatto uomo. Il diavolo s'è fatto donna. 

La popolarità è la gloria in spiccioli. 

I burgravi 
Les Burgraves, 1843 

Quel che la favola ha inventato, la storia qualche volta lo riproduce.

Dalla conchiglia si può capire il mollusco, dalla casa l'inquilino.

Contemplazioni
Les contemplations, 1856 

Dio aveva fatto soltanto l'acqua, ma l'uomo ha fatto il vino.

La leggenda dei secoli
La légende des siècles, 1859 

La libertà comincia dall'ironia.

Questo suicidio spaventoso, il celibato.

Un amico a metà è un mezzo traditore.

Gesù disse: amate; la Chiesa dice: pagate.

Prose filosofiche 
Proses philosophiques, 1860-1865 (postumo)

Non è possibile ammirare un capolavoro senza provare nello stesso tempo una certa stima di sé.
Nel destino di ogni uomo può esserci una fine del mondo
fatta solo per lui. Si chiama disperazione. (Victor Hugo)
I miserabili
Les misérables, 1862 - Selezione Aforismario

A torto si è voluto fare della borghesia una classe. La borghesia è semplicemente la parte soddisfatta del popolo. Il borghese è l'uomo seduto. Una sedia non è una casta.

C'è un modo solo di rifiutare il Domani, è morire.

C'è uno spettacolo più grandioso del mare, ed è il cielo, c'è uno spettacolo più grandioso del cielo, ed è l'interno di un'anima.
[Il y a un spectacle plus grand que la mer, c'est le ciel; il y a un spectacle plus grand que le ciel, c'est l'intérieur de l'âme].

Che cos'è la coscienza? È la bussola dell'ignoto.

Chiacchiere da mensa e discorsi d'amore sono inafferrabili; i discorsi d'amore sono nubi, le chiacchiere da mensa sono fumi.

Esser santo è un'eccezione; esser giusto è la regola. Sbagliate, mancate, peccate, ma siate giusti.

Giunge un momento in cui la protesta non è più sufficiente: dopo la filosofia è necessaria l'azione.
[Il vient une heure où protester ne suffit plus: après la philosophie, il faut l’action].

Il coraggio non teme il delitto e l'onestà non teme l'autorità.

Il Domani compie irresistibilmente l'opera sua, e la comincia oggi, arrivando sempre al suo scopo, nei modi più strani.

Il miserabile, ogni qual volta ha il tempo di pensare, si fa piccolo davanti alla legge e meschino davanti alla società; si getta bocconi, supplica e cerca di toccare il tasto della compassione. Si sente che sa d'aver torto.

Il riso è il sole, che scaccia l'inverno dal volto umano.

Il successo è una cosa piuttosto lurida; la sua falsa somiglianza col merito inganna gli uomini.

Il vero amore s'addolora o va in estasi per un guanto perduto o per un fazzoletto ritrovato, eppure ha bisogno dell'eternità per la sua devozione e per le sue speranze. Esso si compone insieme dell'infinitamente grande e dell'infinitamente piccolo.

L'amore è il saluto degli angeli agli astri.

L'amore è il saluto degli angeli agli astri.

L'amore non ha mezzi termini; o perde, o salva.

L'anima aiuta il corpo e in certi momenti lo solleva. È l'unico uccello che sostenga la sua gabbia.

L'inverno cambia in pietra l'acqua del cielo e il cuore dell'uomo.

L'unico pericolo sociale è l'ignoranza.

L'uomo è cattivo l'uomo è deforme; la farfalla è riuscita, ma l'uomo ha fatto fiasco. Dio ha sbagliato questo animale. Una folla è una accolta di orrori; il primo venuto è un miserabile e chi dice donna dice danno.

La coscienza è il caos delle chimere, delle brame, dei tentativi; la fornace dei sogni; l'antro delle idee vergognose; il pandemonio dei sofismi; il campo di battaglia delle passioni.

La miseria d'un giovane non è mai miserabile. Per povero che sia, il primo giovanotto venuto, colla sua salute, la forza, il passo svelto, gli occhi scintillanti, il sangue che gli circola con impeto, i capelli neri, le gote colorite, le labbra rosee, i denti bianchi e l'alito puro farà sempre invidia ad un vecchio imperatore.

La pigrizia è madre: ha un figlio, il furto, e una figlia, la fame.

La prima prova della carità, nel prete, è la povertà.

La suprema felicità della vita è essere amati per quello che si è o, meglio, di essere amati a dispetto di quello che si è.

La vita è una brutta istituzione di non so chi. Non dura nulla e non vale nulla. Ci si rompe il collo a vivere.

La vita, la sventura, l'isolamento, l'abbandono, la povertà, sono campi di battaglia che hanno i loro eroi, eroi oscuri a volte più grandi degli eroi illustri.

Le colpe delle donne, dei fanciulli, dei servi, dei deboli, dei poveri, degli ignoranti sono colpe dei mariti, dei padri, dei padroni, dei forti, dei ricchi, dei sapienti.

Le nostre chimere sono quel che più ci rassomiglia.
[Nos chimères sont ce qui nous ressemble le mieux].

Morire non è nulla; non vivere è spaventoso.

Non c'è il nulla. Zero non esiste. Ogni cosa è qualche cosa. Niente non è niente.
[Il n'y a pas de néant. Zéro n'existe pas. Tout est quelque chose. Rien n'est rien].

Non v’è nulla di più imminente dell’impossibile, e se c'è una cosa che bisogna sempre prevedere, è l’imprevisto.

Non vi sono né cattive erbe né cattivi uomini: vi sono soltanto cattivi coltivatori.

Osare: il progresso si ottiene solo così.
[Oser: le progrès est à ce prix].

Quello che ci manca ci attira. Nessuno ama la luce come il cieco.

Tutta la storia non è che una lunga ripetizione: un secolo plagia l'altro.

Umanità significa identità: tutti gli uomini sono fatti della stessa argilla; nessuna differenza, almeno quaggiù, nella predestinazione; la medesima ombra prima, la medesima carne durante, la medesima cenere dopo. Ma l'ignoranza mescolata all'impasto umano lo rende nero incurabile penetrando nell'interno dell'uomo vi diventa il male.

Un uomo non è un pigro, se è assorto nei propri pensieri; esistono un lavoro visibile ed uno invisibile.

Un uomo si giudicherebbe con ben maggiore sicurezza da quel che sogna che da quel che pensa.

Zero, non volendo andar nudo, s'è vestito di vanità.

William Shakespeare 
William Shakespeare, 1864 

Dio è l'invisibile evidente.

C'è una certa  solidarietà e un'infamia condivisa tra il governo che fa il male e il popolo che lo lascia fare. Soffrire è una cosa venerabile, subire è una cosa disprezzabile.

L'oppresso che accetta l'oppressione finisce per farsene complice.

I lavoratori del mare
Les travailleurs de la mer, 1866 - Selezione Aforismario

I pertinaci sono i sublimi. Chi è soltanto audace non ha che un impulso; chi è soltanto valoroso non ha che un temperamento; chi è soltanto coraggioso non ha che una virtù; l'ostinato nel vero ha la grandezza. 

Il cadere non esclude il librarsi. Dalla caduta sorge l'ascesa.

I mediocri si lasciano sconsigliare dall'ostacolo specioso; i forti no. Morire è la loro alea, conquistare è la loro certezza.

L'alba ha una sua misteriosa grandezza che si compone d'un residuo di sogno e d'un principio di pensiero.

La malinconia è la felicità di essere triste.

La perseveranza è, rispetto al coraggio, ciò che è la ruota rispetto alla leva; il perpetuo rinnovarsi del punto di appoggio. 

L'inaccessibile aggiunto all'impenetrabile, l'impenetrabile aggiunto all'inspiegabile; ecco che cos'è il cielo.

Le proverbiali montagne che la fede muove non sono niente in confronto a ciò che fa la volontà.

Niente eguaglia la timidezza dell'ignoranza se non la sua temerità. Quando l'ignoranza si mette a osare, essa ha in sé una bussola. Quella bussola è l'intuizione del vero, più chiara talvolta in uno spirito semplice che in uno spirito complicato. 
Se c'è una cosa che bisogna sempre prevedere, è l’imprevisto.
(Victor Hugo)
L'uomo che ride
L'homme qui rit, 1869 - Selezione Aforismario

Che un uomo, sia pure dotato della più gran fermezza ed energia, cada in deliquio ad un'improvvisa percossa della fortuna, non deve meravigliare. Si uccide un uomo con l'imprevisto come un bue con la mazza.

Chi è soddisfatto è inesorabile. Per il satollo, l'affamato non esiste.

È dell'inferno dei poveri che è fatto il paradiso dei ricchi.

Far ridere significa far dimenticare: quale miglior benefattore su questa terra di chi regala l'oblio!

Il destino, quando apre una porta, ne chiude un'altra. Dati certi passi avanti, non è possibile tornare indietro.

Il popolo ha bisogno di ridere, e anche i re.

L'anima è piena di stelle cadenti.

L'indietreggiare nel senso inverso dei nostri vizi, ci conduce ai vizi opposti.

L'unico vero lettore, è il lettore attento.

La cosa che in questo mondo può essere più orrida è la gioia.

La vita non è che una lunga perdita di tutto ciò che si ama. Ci lasciamo dietro una scia di dolori. Il destino ci confonde con una prolissità di sofferenze insopportabili. E con tutto ciò ci si stupisce che i vecchi si ripetano. È la disperazione che ci rimbecillisce.

Le disillusioni si allentano come l'arco, con una forza sinistra, e scoccano l'uomo, questa freccia, verso il vero.

La disperazione è un contabile. Vuol far tornare i conti. Niente le sfugge. Addiziona tutto. Non molla neppure i centesimi. Rimprovera a Dio i fulmini e i colpi di spillo. Vuole sapere come regolarsi con il destino. Ragiona, pesa e calcola.

Nel destino di ogni uomo può esserci una fine del mondo fatta solo per lui. Si chiama disperazione.
[Tout homme peut avoir dans sa destinée une fin du monde pour lui seul. Cela s'appelle le désespoir].

Un io feroce: ecco l'invidioso.

Il Novantatré
Quatrevingt-treize, 1874 - Selezione Aforismario

I vasti orizzonti generano le idee complesse, i piccoli orizzonti le idee ristrette. 

La curiosità è una delle forme del coraggio femminile.

Storia e leggenda sono accomunate da una stessa finalità: tratteggiare l'uomo eterno attraverso gli uomini caduchi. 

Se Dio avesse voluto che l'uomo indietreggiasse, gli avrebbe messo un occhio dietro la testa. Noi guardiamo sempre dalla parte dell'aurora. 

Atti e parole
Actes et paroles, 1875-1876

Avremo questi grandi Stati Uniti d'Europa, che coroneranno il vecchio mondo come gli Stati Uniti d'America coronarono il nuovo.

Storia di un delitto
Histoire d'un crime, 1877/78

C'è una cosa più forte di tutti gli eserciti del mondo, e questa è un'idea il cui momento è ormai giunto.

Si può resistere all'invasione degli eserciti; non si resiste all'invasione delle idee.

Cose viste
Choses vues, 1887-1900 (postumo)

Sotto il cielo vi è una cosa soltanto davanti alla quale dobbiamo inchinarci: il genio; e una soltanto davanti alla quale dobbiamo inginocchiarci: la bontà.

Tutta la lira 
Toute la lyre, 1888 (postumo)

L'estate che fugge è un amico che parte.
Non è il bisogno di novità che tormenta gli spiriti,
è il bisogno di verità. Ed esso è immenso. (Victor Hugo)
Oceano
Océan, XIX sec. (postumo 1989) - Selezione Aforismario

Amare e perdonare non è proprio dell’uomo: è proprio di Dio o della donna.

Amare significa avere una luce nel cuore. La vita può distogliere da un pensiero; una nube può nascondere una stella: ciò non impedisce alla stella né al pensiero di essere fissi, l’una nelle profondità del cielo, l’altro in fondo all'anima.

Credete, per essere forti. Amate, per essere felici.

Fra innamorati le spiegazioni sono necessarie; fra amici sono superflue. L’affetto reciproco non ha quel grado di ardente sensibilità che fa sì che il minimo screzio sia un tormento. I vecchi amici si amano anche se ci sono degli screzi.

Gli ipocriti più miti sono anche i più temibili. Le maschere di velluto sono sempre nere.

Gli occhi che piangono di più sono anche quelli che vedono meglio.

Ho un padrone: è il dovere; ho un giudice: sono io.

Il cuore vive finché ha qualcosa da amare, così come il fuoco finché ha qualcosa da bruciare.

Il pensatore è come la terra: l’uno non conserva l’ombra degli avvenimenti più di quanto l’altra non conservi l’ombra delle nuvole.

L’uomo è costretto a fare; la donna può accontentarsi di essere.

L’uomo tende con tale naturalezza alla sofferenza e al dolore che la gioia, per lui, è solo un’occasione per distogliersene. I suoi piaceri li chiama diversivi.

La natura si vergogna del nostro orgoglio. Quando l’uomo si erge più alto, il filo d’erba si china più in basso.

La verità è come il sole: fa veder tutto, ma non si lascia guardare.

Nulla somiglia tanto alla bocca d’un cannone quanto l’orlo d’una bottiglia d’inchiostro.

Ogni autentica felicità è fatta d’amore.

Serenità e passione: ciò che abbiamo dentro di noi risplende necessariamente all'esterno. Le irradiazioni e gli incendi dell’anima, per quanto profondi, non si possono celare. Scintilla o bagliore, l’occhio ne lascia sfuggire sempre qualcosa.

Spesso ci sono più cose naufragate in fondo a un’anima che in fondo al mare.
[Il y a souvent plus de choses naufragées au fond d'une âme qu'au fond de la mer].

Talvolta amico è parola priva di senso, nemico mai.

Una donna degna d’essere amata deve esser capace di far perdere all'innamorato la ragione e l’egoismo. Deve possedere tutto quanto occorre per fare impazzire un uomo e rendere grande un’anima.

Libro di Victor Hugo consigliato
I miserabili 
Traduttore M. Picchi 
Editore Einaudi, 2006

Jean Valjean, un forzato, si rifugia presso il vescovo di Digne, ma lo deruba di due candelabri. Arrestato, il vescovo testimonia in suo favore e Valjean, commosso, cambia vita. Il suo nuovo nome è Madeleine e, diventato sindaco, difende una donna, Fantine che, sedotta e abbandonata con la figlia Cosette, era stata arrestata e maltrattata dal commissario Javert che sospettava che Madeleine e Valjean fossero la stessa persona. Per salvare un innocente, Valjean confessa la sua vera identità. Poi fugge, si rifugia a Parigi dove, dopo varie vicende, riuscirà a salvare Colette dal violento Thénardier. Nel 1832 si trova sulle barricate con Marius che, salvato da lui, sposerà Colette. Quando Valjean morirà al suo capezzale ci saranno i candelabri del vescovo.

Note
Vedi anche aforismi, frasi e citazioni di: Gustave Flaubert

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