Vittorio Sgarbi - Frasi e citazioni "sgarbate"

Selezione di aforismi, frasi e citazioni di Vittorio Sgarbi (Ferrara 1952), critico d'arte, scrittore, docente, politico, opinionista e polemista italiano. Vittorio Sgarbi è un personaggio assai noto in Italia soprattutto per le sue numerose apparizioni in televisione, dove è spesso invitato come opinionista e tuttologo, oltre che come uomo di cultura. Apprezzato critico d'arte, e ammirato in modo particolare dalle donne, per la sua facilità a polemizzare con chicchessia, Sgarbi ha ovviamente anche numerosi "nemici". Per Indro Montanelli, Sgarbi "è un volgare calunniatore, che non solo disonora sé stesso, ma anche il suo committente e padrone (tutti sappiamo chi è) che si serve di un simile scherano". Famosa è anche la definizione  di Sgarbi data da Roberto Benigni: "Quando lo vedo in televisione mi sembra il figlio impazzito di Wanna Marchi".
Le seguenti frasi di Vittorio Sgarbi sono tratte dai libri: Lezioni private (1995) e Ragione e passione (2005), e da interviste, articoli, post sui social network e interventi televisivi.
Vittorio Sgarbi
Lezioni private
© Mondadori 1995

L‟arte moderna ha la grande forza di rappresentare emozioni, e cioè non quello che si vede bensì quello che si sente.

L‟opera d‟arte informale non è un‟opera senza forma, poiché nasce da una forma che magari è la forma emotiva del profondo – quindi psicanalitica -: una forma che corrisponde al calco del corpo ma anche a quello della mente.

Ogni cosa che non capiamo è un nostro limite: quindi il primo passo da fare per comprendere un‟opera d‟arte è entrare in possesso degli strumenti per «vederla».

Stabilire cosa sia l‟arte è un‟impresa ardua, perché l‟arte è mutevole al punto che non possiamo fissarla in un dogma estetico.

Se esistesse un paradigma fisso dell‟arte, Picasso non potrebbe essere considerato un grande artista qualora lo si paragoni a Fidia: chi guarda Fidia e guarda Picasso vede due espressioni talmente lontane che, se vi fosse un unico modello fuori dalla storia, una delle due non sarebbe arte.

Un‟opera astratta, non avendo referenti nella realtà, diventa incomprensibile, eppure spesso è più comprensibile di un‟opera figurativa, la quale presuppone una conoscenza storica specifica. Pertanto la comprensione di un ritratto, di un soggetto mitologico o religioso, impone anche una conoscenza letteraria. Di fronte a un dipinto di Michelangelo o di Raffaello occorre avere delle conoscenze più maturate di quanto occorra per capire i dipinti di Mondrian o di Pollock, nei quali vediamo un‟espressione quasi fisica, animale, bestiale, di sensibilità, di emotività che si scarica nel colore o nella rigorosa razionalità dell‟impaginazione, ma dove l‟equivalente psicologico è immediatamente riconoscibile.

Se siamo abituati a percepire la realtà seguendo determinati modelli, quando vediamo un artista nuovo sapremo che quell'artista è tanto più grande quanto più riesce a farci percepire la realtà in modo diverso

Che cos'è lo stile? Ogni autore ha uno stile: è la forma che egli dà, la forma che la sua mente imprime all'opera che sta intraprendendo.

Lo stile è il pensiero di un artista sul mondo.

Per i giovani non c‟è niente di più comune che amare, provare quel sentimento che sembra rarissimo ma che è assolutamente comune: il mondo infatti è pieno di canzoni d‟amore, di poesie d‟amore, di lettere d‟amore. Ci vorrebbe una legge che proibisse – prevedendo pene pesanti per i trasgressori – di scrivere poesie d‟amore, o di scrivere poesie in generale. E questo non perché uno non possa scrivere, ma perché rischia di scrivere cose già scritte all'infinito e di farlo anche in modo banale; rischia di dire scemenze in versi, sia per i contenuti sia per la forma.

Nelle canzoni di Battisti, di Mina, nei testi di Mogol, Nannini, Conte, Fred Buscaglione, Ornella Vanoni c'è più poesia che in tutta la letteratura italiana di sei secoli: non perché non ci siano belle poesie, ma perché sono state fatte per la letteratura, non sono filtrate nella vita delle persone, nella vita quotidiana.

Gran parte della produzione poetica e pittorica oggi è morta, sta sotto il livello di vita, per cui non è possibile pensare di avere con essa un rapporto attivo, si può solo dire che non c‟è, che è al di là della soglia del giudizio, ossia di quella linea al di sotto della quale dico di non poter esprimere un giudizio.

Ragione e passione
Contro l'indifferenza
© Bompiani, 2005

Per me ragione significa che io ho ragione.

La passione è uno strumento di difesa della ragione. Perché non basta avere ragione: bisogna anche, appassionatamente, difenderla.
La passione è uno strumento di difesa della ragione. Perché non basta
avere ragione: bisogna anche, appassionatamente, difenderla.
(Vittorio Sgarbi)
Frasi
Selezione Aforismario

A differenza di un letterato, che può permettersi il lusso di essere malato, a uno storico dell'arte si richiede una componente di azione e dunque di integrità fisica. Non può fare il proprio mestiere senza muoversi e viaggiare.

Alcune ragazze pensano di fare le spiritose quando si avvicinano al tuo membro e iniziano a leccarlo come un gelato, ma dimostrano solo pigrizia e inadempienza.

Avere una moglie è un limite dell'uomo.

Capisco che piaccio alle donne perché contro di me insiste una congiura dei brutti, cioè quelli che scrivono contro di me con violenza sono orripilanti.

Capra! capra! capra!...

È idiota pensare oggi di togliere il velo alle donne musulmane. Dovremmo farlo allora anche con le nostre suore. Le religioni vanno rispettate.

Facebook è un ritrovo di lavativi e guardoni.

Generalmente tutti quelli che ce l'hanno con me, sono brutti e non piacciono alle donne, sono o omosessuali o impotenti.

Gli intellettuali sono pecore che hanno bisogno di un protettore: in Italia sono tutti vigliacchi, quindi di sinistra. Di non allineati ne conosco pochissimi.

Ho sempre trasformato il denaro in spirito. E non venderei neanche un francobollo.

I figli appartengono alle madri... se nasce da una distrazione non è detto che poi uno debba prendersene la responsabilità

Il culo è pura forma. Il culo è musica. Il culo è potere. Non per caso, la formula che indica la fortuna è legata al culo e alla sua dimensione. Si dice di chi vince, di chi ha successo, di chi ha buona sorte: "ha avuto culo"; "ha un gran culo". E, ovviamente, il culo è il più universale obiettivo erotico. Lo documentano tutti i film di Tinto Brass. La ragione è semplice: il culo è maschile e femminile, in natura è il doppio dei singoli organi sessuali, ha il pubblico più vasto di amatori.

Il Dio della morte non è Dio. Dio è grande e misericordioso, e dà la vita. Il Dio che uccide è il demonio. È il male: non può vincere.

Il matrimonio si chiama così perché il punto centrale è la madre. Infatti quello omosessuale non può esistere, dovrebbe chiamarsi culimonio.

Il pompino è un concetto serio, una produzione tipicamente italiana come il parmigiano, che poi si è estesa al resto del mondo. Il brevetto italiano è senza copertura, se bisogna farlo col condom è meglio rinunciare

Il potere è idiota perché sono gli idioti ad averlo, non avendo passioni. Si concentrano per ostacolare quelle degli altri, che non hanno tempo da perdere con il potere.

Il selfie è l'istantanea di un pirla che immortala la sua vanità.

Il selfie è la foto di un coglione che si commemora con te pensando di esistere.

Il sistema è talmente corrotto che tanto vale trarne vantaggio.

Il sole, quale io sono, abbronza ma non si abbronza.

Io non dico che la mafia non c'è più, dico che non c'è più il potere assoluto della mafia come non c'è più il nazismo. Cade il potere della mafia ma restano i mafiosi e i comportamenti mafiosi.

Io non soffro di manie di superiorità. Io sono realmente superiore.

Io rappresento un modello di virilità assoluta del cervello. E quindi l'idea di essere violentate e penetrate dal cervello invece che dal fallo eccita le donne ancora di più che della penetrazione che qualunque uomo può fare... è una iperpenetrazione.
Il selfie è l'istantanea di un pirla che immortala la sua vanità. (Vittorio Sgarbi)
L'amore in sostanza tra un uomo e una donna non si basa su chi insegue e chi fugge, ma su chi sa aspettare.

L'arte contemporanea è sublimata nella sua non essenzialità e invisibile concretezza. La metafisica incontra la oltrefisica nell'ulteriorità segmentata del genio. E chi non lo capisce è uno stronzo.

L'ignoranza è una colpa.

L'UNESCO è la più forte arma contro la mafia perché la mafia può essere battuta se la Sicilia è ricordata come luogo della bellezza e non della violenza.

La classe politica italiana è migliore di quello che sembra. Non è vero che i cittadini sono migliori dei politici; i cittadini sono lo specchio dei politici:

La fedeltà è una virtù dei cani.

La mia vita è un lungo tentativo di scappare dal pensiero della morte. Non mi fermo. Perché se uno si ferma riflette. Fuggo attraverso il mio vitalismo.

Le donne sono molto attratte dall'immagine di virilità non esteriore ma intellettuale. 

Le opere d'arte, inermi, nella loro fragilità sono come persone, sono come donne e bambini, perché nella materia tramandano l'anima degli artisti, che in esse continuano a vivere.

Mai presa. Se la cocaina mi vede, si eccita lei.

Mi occupo solo di me stesso, è chiaro o no?

Non è vero che i cittadini sono migliori dei politici; i cittadini sono lo specchio dei politici.

Per governare bene bisogna scopare bene.

Quando ci troviamo davanti io e la cocaina, è lei che si eccita.

Se si ha una buona idea occorre trasformarla in azione, solo così un intellettuale può avere un senso.

Sono contrario alla paternità. Quella del padre non è una categoria a cui ritengo di dover appartenere. Ciò detto sono anche contrario all'aborto. Ci sono donne che hanno voluto figli da me, non io da loro perché non può esserci l'obbligo di diventare padre.

Ti pare possibile, che Berlino abbia tre volte i turisti di Roma? Quel cesso di città che è Berlino!

Tutta l'opera di Petrarca si potrebbe riassumere nel verso di Sergio Endrigo: "Dite a Laura che l'amo".

Una persona normale tradisce la moglie. Se non lo fa è perché si sente inferiore.

Libro di Vittorio Sgarbi consigliato
Ragione e passione
Contro l'indifferenza 
Curatore: A. Crespi 
Editore: Bompiani, 2005

Vittorio Sgarbi affronta con ragione e passione i luoghi comuni dell'Italia di oggi e delle ideologie vigenti, scagliandosi contro l'indifferenza, quella pigrizia mentale che nutre tutti i conformismi. Mescolando citazioni e stile colloquiale, tono politically incorrect, denuncia senza pudori di nomi e cognomi, stigmatizza la nuova politica di destra e sinistra, figlia del giustizialismo dei primi anni '90; l'arte tra l'esigenza di salvaguardare i beni materiali e intellettuali, le lobby di potere e l'ignoranza che tentano di minarlo; la scuola tra esigenza di educare, nuove politiche e ignoranza generale; ma anche la religione che stringe vincoli con i poteri forti e guida milioni di fedeli.

Note
Vedi anche aforismi, frasi e citazioni di: Federico Zeri

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