Frasi Pessimistiche - Antologia del pensiero negativo

Raccolta di frasi pessimistiche. In questa antologia del pensiero negativo sono riportate alcune tristi riflessioni di grandi pessimisti: Schopenhauer, Leopardi, Cioran, Caraco, Bernhard, Verrecchia, ecc.
− Poteva andare anche peggio. − No
(Altan © L'Espresso © la Repubblica)
Frasi Pessimistiche
© Aforismario

− Poteva andare anche peggio.
− No.
Altan

Le energie del nostro sistema un giorno potrebbero degenerare, la gloria del sole potrebbe essere oscurata, e la terra, senza marea e inerte, non tollererà a lungo la razza che per un momento ha disturbato la sua solitudine. L'uomo cadrà nell'abisso e tutti i suoi pensieri svaniranno.
Arthur James Balfour, Le fondamenta della fede, 1895

Ci sono soltanto due cose: schifosa umanità e silenzioso, solitario soffrire − un confine che non si sposta!
Gottfried Benn, Lettere, XX sec.

No, non c'è nulla di chiaro. Gli occhi si aprono nella nebbia e si chiudono nella tenebra.
Gottfried Benn, Lettere, XX sec.

Il mondo è la scuola della morte. Dapprima il mondo è la scuola elementare della morte, poi la scuola media della morte, poi, per pochissimi […], è l'università della morte.
Thomas Bernhard, Perturbamento, 1967

Questo mondo di sofferenze, è orrore, nient'altro che orrore.
Thomas Bernhard, Perturbamento, 1967

La vita è un penitenziario con scarsissima libertà di movimento. Le speranze si rivelano malintesi.
Thomas Bernhard, Il freddo, 1981

La nascita è una ghigliottina.
Maurice Blanchard, Débuter après la mort, 1977

Tutto si liquida in perdita nella vita: morire è depositare il proprio bilancio. La morte, in realtà, non è altro che una bancarotta definitiva.
Louise-Victorine Ackermann Choquet, Pensieri di una solitaria, 1882

Tutto è al peggio nel più malvagio dei mondi possibili. Non sulla porta dell'inferno, bensì su quello della vita, bisognerebbe scrivere: Lasciate ogni speranza. 
Louise-Victorine Ackermann Choquet, Pensieri di una solitaria, 1882

Se qualcosa può andar male, lo farà.
Arthur Bloch, La legge di Murphy, 1977

Sorridi... Domani sarà peggio.
Arthur Bloch, La filosofia di Murphy, La legge di Murphy, 1977

L'anima non esiste. è tutta una fregatura. gli eroi non esistono. i vincitori non esistono − è tutta una fregatura e una gran cagata. I santi non esistono, i geni non esistono son tutte fregature, tutte favole, è così che va avanti il giochetto. Ognuno cerca solo di tirare a campare e d'aver fortuna − se ci riesce. Il resto non sono che stronzate. 
Charles Bukowski, Compagno di sbronze, 1972

Tutti dobbiamo morire, tutti quanti, che circo! Non fosse che per questo dovremmo amarci tutti quanti e invece no, siamo schiacciati dalle banalità, siamo divorati dal nulla. 
Charles Bukowski, Il capitano è fuori a pranzo, 1998

Eterna risorge sempre la speranza, come un fungo velenoso. 
Charles Bukowski, Niente canzoni d'amore, 1990

La vita eterna è un nonsenso, l'eternità non è vita, la morte è la quiete a cui aspiriamo, vita e morte sono legate, chi reclama altro pretende l'impossibile e otterrà in ricompensa solo fumo.
Albert Caraco, Breviario del Caos, 1982 (postumo)

È per la morte che noi viviamo, è per la morte che amiamo ed è per lei che procreiamo e sgobbiamo, le nostre fatiche e i nostri giorni si susseguono ormai all'ombra della morte, la disciplina che osserviamo, i valori che salvaguardiamo e i progetti che facciamo portano tutti a un solo esito: la morte.
Albert Caraco, Breviario del Caos, 1982 (postumo)

L'uomo non può cambiare, né prendere un'altra strada; può soltanto finire male.
Guido Ceronetti, Il silenzio del corpo, 1979

L'uomo è un'anima che trascina un cadavere. Noi deploriamo come morte il suo stancarsi, alla fine, di fare da spazzino.
Guido Ceronetti, Pensieri del tè, 1987

Obiezione contro la scienza: questo mondo non merita di essere conosciuto.
Emil Cioran, Sillogismi dell'amarezza, 1952

Chiunque non sia morto giovane merita di morire.
Emil Cioran, Il funesto demiurgo, 1969

Nascita e catena sono sinonimi. Vedere la luce, vedere delle manette...
Emil Cioran, L'inconveniente di essere nati, 1973

In un pianeta incancrenito ci si dovrebbe astenere dal fare progetti, ma se ne fanno sempre, perché l'ottimismo, com'è noto, è una mania degli agonizzanti.
Emil Cioran, Confessioni e anatemi, 1987

Pentimenti sul passato, noia del presente, e timor del futuro; ecco la vita. La sola morte, a cui è commesso il sacro cangiamento delle cose, promette pace. 
Ugo Foscolo, Ultime lettere di Jacopo Ortis, 1801/17

La vita è soltanto un'altra morte. Il principio della vita, non la fine, è la morte.
Christian Friedrich Hebbel, Diario, 1835/63
La miglior cosa per gli uomini di questa terra
è non essere nati e non vedere la luce del sole. (Teognide)
La vita è, di fatto, una lotta. Su questo punto pessimisti e ottimisti si trovano d'accordo. Il male è insolente ed è forte; la bellezza è stupenda, ma è rara; la bontà è spesso soggetta a essere debole, la follia a essere arrogante e la malvagità ad avere la meglio: gli imbecilli ai posti d'onore e i migliori in disparte; e l'umanità, nel suo complesso, infelice.
Henry James, La lezione del maestro, 1888

Veniamo da un abisso oscuro; ritorniamo in un abisso oscuro. Lo spazio luminoso che intercorre tra di loro lo chiamiamo vita. Appena nati inizia il nostro ritorno; contemporaneamente l’inizio e il ritorno; ogni attimo moriamo. Per questo molti hanno protestato: lo Scopo della vita è la morte.
Nikos Kazantzakis, Ascetica, 1927 

L'omo e gli animali sono propio transito e condotto di cibo, sepoltura d'animali, albergo de' morti, facendo a sé vita dell'altrui morte, guaina di corruzione. 
Leonardo da Vinci, Codice Atlantico, 1478-1518

Non gli uomini solamente, ma il genere umano fu e sarà sempre infelice di necessità. Non il genere umano solamente ma tutti gli animali. Non gli animali soltanto ma tutti gli altri esseri al loro modo. Non gl'individui, ma le specie, i generi, i regni, i globi, i sistemi, i mondi. 
Giacomo Leopardi, Zibaldone, 1817/32 (postumo 1898/1900)

Tutto è male. Cioè tutto quello che è, è male; che ciascuna cosa esista è un male; ciascuna cosa esiste per fin di male; l'esistenza è un male e ordinata al male; il fine dell'universo è il male; l'ordine e lo stato, le leggi, l'andamento naturale dell'universo non sono altro che male, né diretti ad altro che al male. Non v'è altro bene che il non essere; non v'ha altro di buono che quel che non è; le cose che non son cose: tutte le cose sono cattive.
Giacomo Leopardi, Zibaldone, 1817/32 (postumo 1898/1900)

Non siamo dunque nati fuorché per sentire, qual felicità sarebbe stata se non fossimo nati?
Giacomo Leopardi, Zibaldone, 1817/32 (postumo 1898/1900)

Tutti noi viventi siamo condannati a morte, dei condannati a morte chiamati alla vita da un cieco caso, vagolanti in un universo buio e indifferente. 
Sándor Márai, Terra, Terra!, 1972 

Qualcuno ha definito la malattia dell'uomo d'oggi come una progressiva perdita del centro. Un tempo l'uomo fu creduto misura di tutte le cose, più tardi si continuò a crederlo misura di tutte le cose, oggi non lo si crede più misura di nulla.
Eugenio Montale, Auto da fé, 1966

Non è certo necessario avere un animo molto elevato per capire che quaggiù non c'è vera e durevole soddisfazione, che tutti i nostri piaceri sono solo vanità, che i nostri mali sono infiniti e che da ultimo la morte, che ci minaccia ad ogni istante, nel giro di pochi anni ci porrà nell'orribile necessità di essere per sempre annientati o infelici.
Blaise Pascal, Pensieri, 1670 (postumo)

Quando si soffre, si crede che di là dal cerchio esista la felicità; quando NON si soffre si sa che questa non esiste, e si soffre allora di soffrire perché non si soffre nulla.
Cesare Pavese, Il mestiere di vivere, 1935/50 (postumo, 1952)

Non manca mai a nessuno una buona ragione per uccidersi.
Cesare Pavese, Il mestiere di vivere, 1935/50 (postumo 1952)

Nella vita attuale il mondo appartiene solo agli stupidi, agli insensibili e agli agitati. Il diritto a vivere e trionfare oggi si conquista quasi con gli stessi requisiti con cui si ottiene il ricovero in manicomio: l’incapacità di pensare, l’amoralità e l’ipereccitazione.
Fernando Pessoa, Il libro dell'inquietudine, 1982 (postumo)

È così pervasivo il tedio, così sovrano l’orrore di essere vivo da non riuscire a immaginare cosa possa servire da lenitivo, da antidoto, da balsamo o oblio.
Fernando Pessoa, Il libro dell'inquietudine, 1982 (postumo)

Non possediamo né il corpo né una verità – neppure un’illusione. Siamo fantasmi di menzogne, ombre di illusioni e la nostra vita è vuota dentro e fuori.
Fernando Pessoa, Il libro dell'inquietudine, 1982 (postumo)

Il nichilismo l'abbiamo già alle spalle, di fronte abbiamo il nulla. 
Sergio Quinzio, La croce e il nulla, 1984

La vita non è se non la corsa verso un abisso, senz'ancora che possa trattenere, senza alcuna seria speranza di trovare nel fondo di esso qualsiasi forma di salvezza, senza che nulla valga la pena di fare, poiché tutto si cancella e si distrugge. Puro e semplice precipitare in un vuoto.
Giuseppe Rensi, Cicute, 1931

Vuoi la pace? L'hai, ma con la morte. Vuoi la "vita" (cioè l'agitazione e la passionalità vitale)? L'hai, ma con l'irrequietezza, la fluttuazione continua tra mancanza e sazietà, tra contento e malcontento, tra gioia e dolore: l'hai, cioè, col tormento. La pace è la morte. La vita è il tormento.
Giuseppe Rensi, Frammenti d'una filosofia dell'errore e del dolore, del male e della morte, 1937

Talvolta si vorrebbe poter sputare fuori la propria vita come un boccone troppo disgustoso; o scrollarla giù dalle spalle come un carico troppo pesante; o stracciarla e gettarla nel cestino come un romanzo che annoia o non piace o disgusta.
Giuseppe Rensi, Frammenti d'una filosofia dell'errore e del dolore, del male e della morte, 1937

La violenza non è in noi: la violenza è nel divenire. Quando qualcosa si muove, siamo già in presenza di una catastrofe.
Mario Andrea Rigoni, Variazioni sull'impossibile, 1993

Si impara più da una visita a un mattatoio che da venticinque secoli di esperienza filosofica.
Mario Andrea Rigoni, Variazioni sull'impossibile, 1993

A noi che siamo nati dopo la fine di tutto, non resta nemmeno la freschezza del decadere.
Mario Andrea Rigoni, Variazioni sull'impossibile, 1993

Conoscenza del vero − conoscenza del nero.
Mario Andrea Rigoni, Variazioni sull'impossibile, 1993
Il mondo un condominio tra la malvagità e la pazzia:
l'una regna e l'altra comanda. (Anacleto Verrecchia)
La vita dei più non è che una diuturna battaglia per l'esistenza, con la certezza della sconfitta finale. 
Arthur Schopenhauer, Il mondo come volontà e rappresentazione, 1819

Quest'umano mondo è il regno del caso e dell'errore, i quali senza pietà vi imperano, nelle grandi come nelle piccole cose; e accanto a quelli agitano inoltre follia e malvagità la sferza.
Arthur Schopenhauer, Il mondo come volontà e rappresentazione, 1819 

La base di ogni volere è bisogno, mancanza, ossia dolore, a cui l'uomo è vincolato dall'origine, per natura. Venendogli invece a mancare oggetti del desiderio, quando questo è tolto via da un troppo facile appagamento, tremendo vuoto e noia l'opprimono: cioè la sua natura e il suo essere medesimo gli diventano intollerabile peso. La sua vita oscilla quindi come un pendolo, di qua e di là, tra il dolore e la noia, che sono in realtà i suoi veri elementi costitutivi.
Arthur Schopenhauer, Il mondo come volontà e rappresentazione, 1819 

Quando si è vecchi, si ha dinanzi a sé soltanto la morte, mentre quando si è giovani si ha davanti la vita; sennonché ci si può chiedere quale dei due casi sia il più inquietante, e se tutto sommato la vita non sia qualcosa che è meglio avere dietro di sé che davanti.
Arthur Schopenhauer, Parerga e paralipomena, 1851

Se lo scopo prossimo e immediato della nostra vita non è il dolore, allora la nostra esistenza è la cosa più contraria allo scopo del mondo. 
Arthur Schopenhauer, Parerga e paralipomena, 1851

Nel mondo non si ha molto di più, oltre la scelta tra la solitudine e la volgarità.
Arthur Schopenhauer, Parerga e paralipomena, 1851

La nostra situazione è davvero miserevole. Un brevissimo tempo per vivere, pieno di fatica, miseria, angoscia e dolore, senza minimamente sapere da dove veniamo, dove andiamo e perché viviamo, e per soprammercato anche preti di tutte le razze con le loro rispettive rivelazioni in proposito, accompagnate da minacce contro i miscredenti. A ciò si aggiunga che ci guardiamo in volto e abbiamo rapporti reciproci come maschere con maschere, giacché non sappiamo chi siamo; − ma come maschere che non conoscono neppure sé stesse. E allo stesso modo ci guardano gli animali; e noi loro.
Arthur Schopenhauer, Parerga e paralipomena, 1851

I bambini possono sembrare talvolta delinquenti innocenti che sono stati condannati non alla morte ma alla vita, senza tuttavia aver ancora appreso il contenuto del loro verdetto.
Arthur Schopenhauer, Parerga e paralipomena, 1851

Non si può essere reazionari perché non c'è dove tornare; non si può essere progressisti, perché non c'è dove andare. 
Manlio Sgalambro, La morte del sole, 1982

Come sopportiamo ancora di chiamarci viventi ― noi morenti!
Manlio Sgalambro, Del pensare breve, 1991

Che non ci sia niente di peggiore del mondo, non si deve dimostrare. 
Manlio Sgalambro, La conoscenza del peggio, 2007

C’è più vita in un cadavere che in chi, stanco di vivere, non desidera che la morte.
Giovanni Soriano, Maldetti. Pensieri in soluzione acida, 2007

Finché c'è vita non c'è speranza.
Giovanni Soriano, Finché c'è vita non c'è speranza, 2010

La vita è l’ingiusta pena che tutti dobbiamo scontare per una colpa che altri, mettendoci al mondo, hanno commesso.
Giovanni Soriano, Malomondo, 2013

La terra è una colonia penitenziaria dove dobbiamo scontare la pena per i delitti commessi in un'esistenza anteriore.
August Strindberg, Inferno, 1897

La miglior cosa per gli uomini di questa terra è non essere nati e non vedere la luce del sole; ma se son nati, allora quanto più presto possibile valicare le porte dell'Ade e giacere profondamente sepolti.
Teognide di Megara, Elegie, V sec. a.e.c.

L'unica sfortuna di quelli che non sono mai nati è che non sanno nulla della loro fortuna.
Anacleto Verrecchia, Rapsodia viennese, 2003

Il mondo è un condominio tra la malvagità e la pazzia: l'una regna e l'altra comanda.
Anacleto Verrecchia, Rapsodia viennese, 2003

L'uomo è un proiettile che la vulva spara verso la tomba.
Anacleto Verrecchia, Rapsodia viennese, 2003

La nostra vita è una corsa a ostacoli e il traguardo è la tomba.
Anacleto Verrecchia, Diario del Gran Paradiso, 1997

La vita, comunque e dovunque la si viva, è un affare che non copre le spese. Per tutti.
Anacleto Verrecchia, Diario del Gran Paradiso, 1997

Note
Vedi anche: Frasi Ciniche

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