Frasi Storiche di Personaggi celebri

Raccolta di frasi storiche dall'epoca antica a quella contemporanea. Chi ha pronunciato la frase: "Lo Stato sono io!"? oppure: "Dio me l'ha data, guai a chi la tocca!"? o "Venni, vidi, vinsi"? o "Parigi val bene una messa!"? Quante volte ci viene in mente o sentiamo dire una frase molto nota di cui però non ricordiamo o non conosciamo l'autore e il contesto in cui fu pronunciata? In questa sezione, una rassegna di frasi storiche pronunciate da grandi personaggi, ma anche da uomini comuni che sono ricordati ancora oggi per aver detto qualcosa di memorabile.
Le citazioni sono in ordine alfabetico secondo l'iniziale della prima parola della frase in lingua italiana. 
Dio me l'ha data; guai a chi la tocca!
Dieu me l'a donnée, garde à qui y touchera! (Napoleone I)
Frasi Storiche
© Aforismario

A nemico che fugge, ponti d'oro.
Gonzalo Fernández de Córdoba 
(1453 - 1515) generale spagnolo.
Frase attribuita al generale Córdoba e ripresa anche da Cervantes nel Don Chisciotte: "Fermatevi, aspettate, canaglia vera, che qua v'invita un cavaliere solo, che non viene a patti, né è del parere di quelli che dicono: Al nemico che fugge fagli il ponte d'argento”.

Acqua alle corde!
Bresca, capitano di mare.
Nel 1586, Papa Sisto V incaricò l'architetto Domenico Fontana di innalzare in Piazza San Pietro il gigantesco obelisco (25 metri d'altezza per 350 tonnellate di peso!), che tutt'ora si trova al centro della grande piazza di Roma. La difficoltà e la delicatezza dell'operazione − per la quale pare furono necessari circa 800 uomini e un centinaio di cavalli − spinsero Sisto V ad emanare un editto col quale imponeva, pena la morte, il massimo silenzio durante lo svolgimento dei lavori. Quando l'obelisco fu sollevato ad una certa altezza, si videro le funi allungarsi pericolosamente col rischio di cedere da un momento all'altro. Proprio nel momento di massima tensione, un uomo presente tra la folla, incurante dell'imposizione del papa al silenzio, urlò: "Acqua alle corde!". Il consiglio fu subito seguito, le funi furono bagnate e l'obelisco poté essere innalzato senza problemi. L'autore dell'incitazione era di un marinaio sanremese di nome Bresca, il quale sapeva per esperienza che la canapa, con la quale sono fatte le cime delle navi, bagnandosi si accorciano e diventano più resistenti. In un primo momento Bresca venne arrestato per aver violato l'editto papale, ma non appena Sisto V venne a conoscenza del fatto, invece di farlo punire premiò il coraggioso marinaio con una pensione e numerosi privilegi.

Anche tu, Bruto, figlio mio? 
Tu quoque, Brute, fili mi?
Giulio Cesare 
(100 - 44 a.e.c.) imperatore romano.
Citato da Svetonio in Vite dei Cesari.

Bonaparte buono a niente.
Bon-a-part Bon-à-rien.
Frase attribuita a Giuseppina di Beauharnais 
(1763 - 1814)
prima moglie di Napoleone Bonaparte dal 1796 al 1809.

Brucia, ragazzo, brucia!
Burn, baby, burn!
Slogan usato nella rivolta dei neri di Watts 
(Los Angeles) nell'agosto del 1965

Che mangino della brioche.
Qu'il mangent de la brioche.
Maria Antonietta 
(1755 - 1793) regina di Francia.
Frase attribuita a Maria Antonietta in risposta all'annuncio che al popolo mancasse il pane. Una risposta simile si trova ne Le confessioni di Jean-Jacques Rousseau, pubblicato postumo tra il 1782 e il 1789: "Disgraziatamente non sono mai riuscito a bere senza mangiare. Come procurarmi del pane? Mi era impossibile metterne da parte. Farne acquistare dai servi significava tradirmi, e quasi insultare il padrone di casa. Comprarne io stesso, non osai mai. Un signore elegante, la spada al fianco, entrare da un fornaio e comprare un pezzo di pane: era mai possibile? Mi ricordai infine il ripiego di una gran principessa, cui dicevano che ai contadini mancava il pane, e che replicò: "Mangino focaccine". Comprai focaccine".

Dio me l'ha data; guai a chi la tocca!
Dieu me l'a donnée, garde à qui y touchera!
Napoleone I 
(1769 - 1821) imperatore francese.
Frase pronunciata in occasione della sua incoronazione come Re d'Italia, avvenuta nel duomo di Milano il 26 maggio 1805.

Dopo di me il diluvio.
Après moi, le déluge.
Luigi XV 
(1710 - 1774) re di Francia.
Frase attribuita a Luigi XV in risposta alle esortazioni della Pompadour di occuparsi degli affari dello Stato.

Dopo di noi il diluvio.
Après nous, le déluge.
Jeanne-Antoinette Poisson de Pompadour 
(1721 - 1764) marchesa francese.
La frase, nella forma al plurale, è attribuita a Madame Pompadour, nota amante del re di Francia Luigi XV, che l'avrebbe pronunciata per consolare il re dopo la battaglia di Rossbach.

È meglio morire in piedi che vivere in ginocchio.
Es mejor morir de pie que vivir toda una vida arrodillado. 
Emiliano Zapata 
(1879 -1919) capo rivoluzionario e guerrigliero messicano. 
La frase, attribuita, è stata resa popolare dalla politica spagnola Dolores Ibárruri, detta "la Pasionaria", nel discorso per i repubblicani spagnoli tenuto a Parigi nel 1936.

− È una rivolta?
− No, Sire, è una rivoluzione.
Louis XVI: "C'est une Révolte?"
Liancourt: "Non, Sire, c'est une révolution".
Dialogo tra il re di Francia Luigi XVI e il duca di Liancourt alla notizia della presa della Bastiglia a Parigi durante la Rivoluzione francese del 1789.

Eppur si muove!
Galileo Galilei 
(1564 - 1642) scienziato italiano.
La frase sarebbe stata pronunciata da Galileo subito dopo l'abiura del 1632. Probabilmente si tratta solo di un'attribuzione.

Eureka!
Ho trovato!
Archimede 
(ca. 287 - 212 a.e.c. ) Matematico, fisico e inventore greco.
Esclamazione attribuita al grande inventore greco Archimede. Secondo la leggenda, mentre faceva il bagno, con un'illuminazione improvvisa intuì che si poteva calcolare il volume di un corpo di forma irregolare misurando il volume dell'acqua spostata nell'immergervi il corpo (principio di Archimede). Sempre secondo la leggenda, Archimede a questa scoperta balzò fuori dal bagno e uscì per strada urlando: "Eureka! Eureka!...". Secondo quanto scrive Vitruvio nel De architectura, invece, Archimede avrebbe esclamato "Eureka" quando, mentre cercava di stabilire se una corona di Gerone di Siracusa era fatta di solo oro, scoprì la legge del peso specifico. 

Fate l'amore, non la guerra.
Make love not war.
Frase scritta in inglese sui muri dell'Università di Nanterre, in Francia, durante i moti studenteschi del 1968. 

Fermarsi significa retrocedere.
Benito Mussolini
 (1883 - 1945) politico italiano.
Frase pronunciata durante il Discorso al popolo di Genova del 24 maggio 1926.

Guai ai vinti!
Vae victis!
Brenno capo dei Galli.
La frase sarebbe stata pronunciata dal condottiero gallo durante le trattative per il pagamento di un grosso riscatto in oro in cambio della liberazione dei Romani, dopo l'occupazione e il saccheggio di Roma del 390 a.e.c. La frase è citata da Livio in Storia di Roma.

Hai vinto Galileo!
Vicisti, Galilaee!
Giuliano L'Apostata 
(331 - 363) imperatore e filosofo romano.
Secondo quanto riportato in Storia della Chiesa (444-449) dal vescovo di Cirro Teodoreto, queste sarebbero state le ultime parole prima di morire pronunciate dall'imperatore Giuliano, detto l'Apostata per aver rinnegato il cristianesimo e restaurato il culto pagano.

Il dado è tratto!
Iacta alea est!
Giulio Cesare 
(100 - 44 a.e.c.) imperatore romano.
Citata da Svetonio in Vite dei Cesari, II sec.

Il lavoro rende liberi
Arbeit macht frei.
Scritta (alquanto cinica) posta all'ingresso di molti Lager nazisti.

Il re è morto, viva il re!
Le roi est mort, vive le roi!
Frase con la quale gli araldi (dal 1461 in poi) annunciavano la morte di un re di Francia e l'avvento al trono del successore.

Io accuso!
J'accuse!
Emile Zola 
(1840 - 1902) scrittore francese.
Titolo di una lettera aperta, pubblicata sul giornale L'Aurore del 13 gennaio 1898, indirizzata al presidente della Francia, in cui denunciava il comportamento dell'esercito francese nell'affare Dreyfus.

Io ho un sogno.
I have a dream.
Martin Luther King 
(1929 - 1968) pastore protestante e attivista statunitense.
Locuzione usata più volte da Martin Luther King nel suo discorso pronunciato a Washington il 28 agosto 1963 al Lincoln Memorial, durante la marcia per il lavoro e la libertà.

L'umanità deve porre fine alla guerra, 
o la guerra porrà fine all'umanità.
Mankind must put an end to war 
or war will put an end to mankind.
John Fitzgerald Kennedy 
(1917 - 1963) 35° presidente degli Stati Uniti d'America.
Messaggio all'ONU del 25 settembre 1961

Libera Chiesa in libero Stato.
Camillo Benso Conte di Cavour 
(1810 - 1861) politico italiano.
"Noi siamo pronti a proclamare nell'Italia questo gran principio: libera Chiesa in libero Stato". La frase fa parte del discorso parlamentare per Roma capitale pronunciato da Cavour il 27 marzo 1861.

Lo Stato sono io.
L'Etat c'est moi.
Luigi XIV 
(1638 - 1715) re di Francia.

Mai servire un signore che possa morire.
Francisco de Borja y Aragón 
Francesco Borgia 
(1510 -1572), duca di Gandia e viceré di Catalogna, proclamato santo da papa Clemente X nel 1670.
Frase pronunciata prima di prendere gli ordini religiosi come gesuita, quando vide il feretro aperto che conteneva il cadavere dell'imperatrice Isabella.

Nero è bello.
Martin Luther King
(1929 - 1968) pastore protestante e attivista statunitense.
Motto usato da Martin Luther King nel 1967.

Non ho altro da offrire che sangue, fatica, lacrime e sudore.
I have nothing to offer but blood, toil, tears and sweat.
Winston Churchill 
(1874 - 1965) politico britannico.
Frase pronunciata in occasione del Discorso alla Camera dei Comuni del 13 maggio 1940.

Obbedisco.
Giuseppe Garibaldi 
(1807 - 1882) generale e politico italiano.
Risposta telegrafica di Garibaldi al telegramma del generale La Marmora che gli ingiungeva di lasciare il Tirolo già aperto ai suoi volontari.

Parigi val bene una messa!
Paris vaut bien une messe!
Enrico IV
(1553 - 1610) re di Francia. 
La frase, attribuita, sarebbe stata pronunciata dal futuro re di Francia, l'ugonotto Enrico di Navarra, che decise di convertirsi al cattolicesimo nel 1593 per eliminare ogni ostacolo alla sua incoronazione, che avvenne nel 1594.

Questo è un piccolo passo per un uomo, 
ma un grande passo per l'umanità. 
That's one small step for a man, one giant leap for mankind.
Neil Armstrong
 (1930 - 2012) astronauta.
Frase pronunciata dopo aver posato piede per la prima volta sulla Luna nel 1969.

Qui si fa l'Italia o si muore.
Giuseppe Garibaldi 
(1807 - 1882) generale e uomo politico italiano.
La frase (attribuita) sarebbe stata rivolta da Giuseppe Garibaldi al generale Nino Bixio durante la battaglia di Calatafimi del 1860 contro le truppe borboniche.

Ricordatevi del povero fornaio.
Recordève del poaro fornareto.
Formula tradizionale con la quale il segretario del Consiglio dei Dieci, massimo organo giurisdizionale penale di Venezia, ammoniva i giudici prima di ogni sentenza, per ricordare loro l'ingiusta condanna a morte del Fornaretto avvenuta nel1507. Il giovane fornaio era stato accusato dell'assassinio di un nobile e costretto sotto tortura ad ammettere di aver commesso il delitto, nonostante il vero colpevole avesse confessato l'omicidio in punto di morte. Da questa vicenda, Francesco Dall'Ongaro nel 1846 trasse il dramma storico di grande successo Il fornaretto.

Roma, o morte.
Giuseppe Garibaldi
(1807-1882) generale, patriota e condottiero italiano.
Frase pronunciata durante un discorso di Garibaldi ai volontari presso Palermo nel 1862, e utilizzato come motto nella spedizione dei Mille. La frase sottintende la risolutezza con la quale Garibaldi mirava all'annessione di Roma, appartenente allo Stato Pontificio, per farla diventare capitale del Regno d'Italia.

Se avanzo seguitemi, se indietreggio uccidetemi, se muoio vendicatemi.
Benito Mussolini 
(1883 - 1945) politico italiano.
Frase pronunciata durante il Discorso agli ufficiali fascisti del 6 aprile 1926.

Se non fossi Alessandro, vorrei essere Diogene.
Alessandro Magno 
(356 - 323 a.e.c.) condottiero e re di Macedonia.
La frase si riferisce all'incontro del grande conquistatore con il filosofo cinico Diogene di Sinope, che viveva disprezzando le consuetudini sociali e rinunciando a tutti i beni superflui. L'aneddoto è riportato da Plutarco in Vite Parallele: "Il re in persona andò da lui e lo trovò che stava disteso al sole. Al giungere di tanti uomini egli si levò un poco a sedere e guardò fisso Alessandro. Questi lo salutò e gli rivolse la parola chiedendogli se aveva bisogno di qualcosa; e quello: − Scostati un poco dal sole. A tale frase si dice che Alessandro fu così colpito e talmente ammirò la grandezza d'animo di quell'uomo, che pure lo disprezzava, che mentre i compagni che erano con lui, al ritorno, deridevano il filosofo e lo schernivano, disse: − Se non fossi Alessandro, vorrei essere Diogene". (Plutarco, Vite Parallele, Alessandro)

Sotto questo segno vincerai.
In hoc signo vinces.
La frase, secondo quanto riportato da Eusebio in Vita di Costantino, sarebbe comparsa miracolosamente in cielo all'imperatore romano Costantino I (280-ca.337) prima della battaglia di Ponte Milvio.

Sul mio impero non tramonta mai il sole.
En mi imperio no se pone el sol.
Carlo V 
(1500-1588) re di Spagna e imperatore dei Romani.
Frase attribuita.

Tu uccidi un uomo morto.
Francesco Ferrucci
(1489-1530) condottiero fiorentino.
Dopo che il  3 agosto 1530 i soldati imperiali del principe d’Orange sconfissero i fiorentini a Gavinana, determinando la fine della Repubblica e la restaurazione dei Medici, Fabrizio Maramaldo, mercenario calabrese a capo dell’esercito di Carlo V, trafisse a morte il capitano fiorentino Francesco Ferrucci che teneva prigioniero. Questi, prima di morire, pare abbia pronunciato la fatidica frase: "Tu uccidi un uomo morto".

Un cadavere non morde.
Teodoto di Chio, consigliere di Tolomeo XIII 
(ca. 62 a.e.c. - 47 a.e.c.)
Secondo quanto riportato da Plutarco in Vite parallele (I-II sec.), queste furono le parole con le quali Teodoto prospettò al faraone Tolomeo l'opportunità di uccidere il generale romano Pompeo, il quale chiedeva ospitalità in Egitto per rifugiarsi dal rivale Giulio Cesare.

Venni, vidi, vinsi.
Veni, vidi, vici.
Giulio Cesare
(100 - 44 a.e.c.) imperatore romano.
La frase, citata da Svetonio in Vite dei Cesari, fu pronunciata da Cesare in Senato per sottolineare la rapidità della sua campagna militare a Zela contro Farnace II, re del Ponto, nel 47 a.e.c. 

Note

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