José Ortega y Gasset - Aforismi, frasi e citazioni

Selezione di aforismi, frasi e citazioni di José Ortega y Gasset (Madrid 1883-1955), filosofo e saggista spagnolo. La maggior parte delle seguenti riflessioni di José Ortega y Gasset sono tratte da La ribellione delle masse (La rebelión de las masas, 1930).
José Ortega y Gasset
Meditazioni sul Don Chisciotte
1914

Il rancore è l'effusione di un sentimento di inferiorità.
[El rencor es una efusión de un sentimiento de inferioridad].

Quanto più superficiale è un'intelligenza, maggior propensione mostrerà a qualificare le discussioni come mere dispute verbali.

Lo spettatore
1916/34

Il liberalismo prima che una questione di più o di meno in politica, è un'idea radicale della vita: è credere che ogni essere umano debba essere libero di soddisfare la propria individualità e il proprio destino intrasferibile.

Missione dell'Università
1930

Quando il regime di un uomo o di una istituzione è fittizio, ne deriva una completa demoralizzazione. Alla fine si produce l'avvilimento, perché non è possibile adattarsi alla propria falsificazione senza aver perduto il rispetto verso sé stessi.

La ribellione delle masse
La rebelión de las masas, 1930 - Selezione Aforismario

Caratteristica della nostra epoca: non che l'uomo volgare ritenga d'essere eccellente e non volgare, ma che proclami e imponga il diritto della volgarità, o la volgarità come un diritto.

Civiltà progredita è una stessa cosa che problemi ardui. Quanto maggiore è il progresso, maggiore è il pericolo.

Come quegli insetti che non si sa come estrarre dal nido dove abitano, non c'è modo di sloggiare l'ottuso dalla sua ottusità; di portarlo un po' più in là della sua cecità e obbligarlo a mettere a fuoco la sua torbida visione abituale con altri punti di vista più sottili. L'ottuso lo è a vita e senza respiro. Per questo diceva Anatole France che un imbecille è più funesto d'un malvagio: perché il malvagio qualche volta si riposa, l'imbecille mai

Essere della sinistra è, come essere della destra, una delle infinite maniere che l'uomo può scegliere per essere imbecille: ambedue, in effetti, sono forme dell'emiplegia morale.

Fu il così detto «individualismo» quello che arricchì il mondo e tutti nel mondo e fu questa ricchezza che moltiplicò così straordinariamente la pianta umana.

Il cinico, parassita della civiltà, vive negandola, mentre è convinto che essa non verrà mai meno. Che farebbe il cinico in un ambiente selvaggio, dove tutti, naturalmente e sul serio, fanno quello che egli, per farsa, considera come il ruolo personale?

L'uomo medio possiede delle "idee", però manca della funzione di pensare. 

L'uomo-massa non poggia il piede sulla stabilità inamovibile del suo destino, bensì vegeta, aleggiando fittiziamente nello spazio.

La moltitudine, improvvisamente, s'è fatta visibile, si è installata nei luoghi migliori della società. Prima, se esisteva, passava inavvertita, occupava il fondo dello scenario sociale; adesso è avanzata nelle prime linee, è essa stessa il personaggio principale. Ormai non ci sono più protagonisti: c'è soltanto un coro.

La ribellione delle masse può, effettivamente, costituire un transito a una nuova e singolare organizzazione dell'umanità; però può anche diventare una catastrofe nel destino degli uomini. Non c'è ragione per negare la realtà del progresso; però è necessario rettificare la nozione che ritiene sicuro questo progresso.

La violenza è la retorica della nostra epoca.

I privilegi della nobiltà non sono originariamente concessioni o favori, ma, al contrario, sono conquiste. E, per principio, il suo mantenimento presuppone che il privilegiato sarebbe capace di riconquistarle a ogni istante, se fosse necessario e se qualcuno gliele contendesse.

La libertà ha sempre significato in Europa una franchigia per essere chi autenticamente siamo.

Il perspicace si sorprende sempre a un pelo dall'essere ottuso; perciò fa uno sforzo per sfuggire all'imminente ottusità, e in questo sforzo risiede l'intelligenza. L'ottuso, invece, non ha dubbi: si ritiene avvedutissimo, e di qui deriva l'invidiabile tranquillità con cui lo sciocco s'abbandona e si installa nel suo torpore.
Massa è "l'uomo medio". (José Ortega y Gasset)
Le città sono piene di gente. Le case, piene di inquilini. Gli alberghi, pieni di ospiti. I treni, pieni di viaggiatori. I caffè, pieni di consumatori. Le strade, piene di passanti. Le anticamere dei medici più noti, piene di ammalati. Gli spettacoli, non appena non sono troppo estemporanei, pieni di spettatori. Le spiagge, piene di bagnanti. Quello che prima non soleva essere un problema incomincia ad esserlo quasi a ogni momento: trovar posto .

La missione del così detto «intellettuale» è, in un certo modo, opposta a quella del politico. L'opera intellettuale aspira, frequentemente invano, a chiarire un poco le cose, mentre quella del politico suole, al contrario, consistere nel confonderle più di quanto non lo siano.

La cosa importante è la memoria degli errori, che ci consente di non commettere sempre gli stessi.

La nobiltà si definisce per l'esigenza, per gli obblighi, non per i diritti. "Noblesse oblige".

L'unica cosa che sostanzialmente e realmente si può chiamare ribellione, è quella che consiste nel non accettare ciascuno il proprio destino, nel ribellarsi contro sé stesso.

L'uomo-massa è l'uomo la cui vita manca di programma e va alla deriva. 

L'ottuso è insipiente perennemente, incessantemente. Per questo Anatole France diceva che un imbecille è più funesto di un malvagio: il malvagio talvolta si riposa, l'imbecille mai. 

La guerra non è un istinto ma un'invenzione.

Massa è tutto ciò che non valuta sé stesso − né in bene né in male − mediante ragioni speciali, ma che si sente "come tutto il mondo", e tuttavia non se ne angustia, anzi si sente a suo agio nel riconoscersi identico agli altri.

Massa è "l'uomo medio".
[Masa es el "hombre medio"].

Noi ci sforziamo di acquistare sicurezza e di diventare insensibili alla fondamentale drammaticità del nostro destino, versando su di esso l'abitudine, l'uso, il luogo comune, tutti i cloroformi.

Nel nostro tempo domina l'uomo-massa; è lui che decide.

Ogni destino è drammatico e tragico nella sua profonda dimensione.

Se qualcuno discutendo con noi si disinteressa di avvicinarsi alla verità, se non ha la volontà di essere veridico, è intellettualmente un barbaro. Di fatto questa è la posizione dell'uomo-massa quando parla, dà conferenze o scrive.

Si vive umoristicamente, e tanto più quanto più tragica è la maschera adottata. C'è umorismo dovunque si viva di atteggiamenti precari in cui la persona non si conceda intera e senza riserve.
Riflettere è considerevolmente laborioso;
ecco perché molta gente preferisce giudicare. (José Ortega y Gasset)
Fonte sconosciuta
Selezione Aforismario

Riflettere è considerevolmente laborioso; ecco perché molta gente preferisce giudicare.
[La reflexión es considerablemente más lenta, por lo que muchas personas prefieren juzgar].

Che l'uomo abbia bisogno di sapere, che abbia bisogno, lo voglia o no, di darsi da fare con i mezzi intellettuali di cui dispone, è quel che indubitabilmente costituisce la condizione umana.

Io sono me più il mio ambiente, e se non preservo quest'ultimo non preservo me stesso.

Quando nessuno comanda, tutti si immaginano di poter comandare.

L'esistenza di un disoccupato è una negazione al diritto di vivere peggiore della morte stessa.

Il persistere dello stato di sorpresa può trasformarsi in stupidità.

Il senso della vita non è altro che accettare ognuno la propria circostanza e, nell'accettarla, trasformarla in una creazione nostra. L'uomo è l'essere condannato a tradurre la necessità in libertà.

La condizione dell'uomo è, in verità, stupefacente. Non gli viene data né gli è imposta la forma della sua vita come viene imposta all'astro e all'albero la forma del loro essere. L'uomo deve scegliersi in ogni istante la sua. È, per forza, libero.

Saper comandare a sé stessi è la prima condizione per poter comandare agli altri.

Se insegni, insegna anche a dubitare di ciò che insegni.

Sorprendersi, stupirsi, è iniziare a capire.

L’arazzo della storia, che sembra così pieno di tragedie visto sul davanti, ha innumerevoli scene comiche tessute sul suo rovescio. In verità, la tragedia e la commedia sono le maschere gemelle della storia.

La scienza consiste nel sostituire un sapere che sembrava ormai certo, con una teoria, ovvero con qualcosa di problematico.

Vita umana, in senso proprio ed originale, è quella di ognuno, vista dal di dentro; pertanto, è sempre la mia, è personale.

Vivere significa, fin dall'inizio, essere costretti ad interpretare la nostra vita.

Libro di José Ortega y Gasset consigliato
La ribellione delle masse 
Traduzione Salvatore Battaglia e Cesare Greppi 
Editore SE, 2001 

"C'è un fatto che, bene o male che sia, è decisivo nella vita pubblica europea dell'ora presente. Questo fatto è l'avvento delle masse al pieno potere sociale. E poiché le masse, per definizione, non devono né possono dirigere la propria esistenza, né tanto meno governare la società, questo significa che l'Europa soffre attualmente la più grave crisi che popoli, nazioni, culture possano patire. Questa crisi si è verificata più d'una volta nella storia. La sua fisionomia e le sue conseguenze sono note. Se ne conosce anche il nome. Si chiama la ribellione delle masse." "La ribellione delle masse", un titolo che ha lasciato lunga traccia di sé nella memoria del secolo appena concluso.

Note
Vedi anche aforismi, frasi e citazioni di: Joan Fuster - Ramón Gómez de la Serna

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