Max Horkheimer - Aforismi, frasi e citazioni

Selezione di aforismi, frasi e citazioni di Max Horkheimer (Stoccarda 1895 - Norimberga 1973), filosofo e sociologo tedesco, tra i più importanti esponenti della Scuola di Francoforte. La maggior parte delle seguenti riflessioni di Max Horkheimer sono tratte da Teorie tradizionale e critica (Traditionelle und kritische Theorie, 1937), Dialettica dell'illuminismo (Dialektik der Aufklärung, 1947), scritto con Theodor Adorno e Eclisse della ragione (Eclipse of Reason, 1947).
Max Horkheimer
Teorie tradizionale e critica
Traditionelle und kritische Theorie, 1937

Ciascun individuo sta al centro del proprio mondo e sa al tempo stesso di essere superfluo nel mondo reale.

Né le prestazioni della scienza in sé, né il perfezionamento dei metodi industriali si identificano immediatamente con il reale progresso dell'umanità. È evidente che gli uomini, nonostante il progresso della scienza e dell'industria, possono impoverire materialmente, emozionalmente e spiritualmente.

Oggi lo sviluppo è determinato [...] dai contrasti nazionali e internazionali di cricche dirigenti ai diversi livelli di comando nell'economia e nello Stato.

Dialettica dell'illuminismo
Dialektik der Aufklärung, 1947 (con Theodor Adorno)
Selezione Aforismario

Il film e la radio non hanno più bisogno di spacciarsi per arte. La verità che non sono altro che affari serve loro da ideologia, che dovrebbe legittimare le porcherie che producono deliberatamente. 

I talenti appartengono all'industria molto tempo prima che questa li presenti: altrimenti non si adatterebbero con tanto zelo. 

La costituzione del pubblico, che teoricamente e di fatto favorisce il sistema dell'industria culturale, fa parte del sistema, e non lo scusa punto. 

Se la tendenza sociale oggettiva dell'era in cui viviamo si incarna nelle tenebrose intenzioni soggettive dei direttori generali, si tratta, in origine e in prima istanza, di quelli dei settori più potenti dell'industria: acciaio, petrolio, elettricità e chimica. I monopoli culturali sono, nei loro confronti, deboli e impotenti.

Ci si guarda bene dal dire che l'ambiente in cui la tecnica acquista il suo potere sulla società è il potere di coloro che sono economicamente più forti sulla società stessa. La razionalità tecnica di oggi non è altro che la razionalità del dominio. È il carattere coatto, se cosi si può dire, della società estraniata a se stessa.

Nonostante tutti i progressi delle tecniche riproduttive, delle regole e delle specialità, nonostante tutto questo agitato affaccendarsi il pane che l'industria culturale ammannisce agli uomini non cessa di essere la pietra della stereotipia.

Nelle condizioni attuali il semplice svolgimento della vita, pur conservando determinate capacità tecniche o intellettuali, porta già nella maturità al cretinismo.

L'animismo aveva vivificato le cose; l'industrialismo reifica le anime.

Le reazioni più intime degli uomini sono così perfettamente reificate ai loro stessi occhi che l'idea di ciò che è proprio e peculiare a ciascuno di essi sopravvive solo nella forma più astratta: personality non ha praticamente altro senso, per loro, che quello di denti bianchi, bocca fresca e libertà dal sudore e dalle emozioni. È il trionfo della pubblicità nell'industria culturale, l'imitazione coatta, da parte dei consumatori, delle merci culturali pur scrutate nel loro significato.

Il diritto è la vendetta che rinuncia. 

Non si tratta di conservare il passato, ma di realizzare le sue speranze.

Al fascista è difficile rivolgersi. Che un altro prenda la parola, gli appare già come un'interruzione sfrontata. È inaccessibile alla ragione, poiché la vede solo nella capitolazione dell'altro.

Parlare di cultura è sempre stato contro la cultura. Il denominatore comune «cultura» contiene già virtualmente la presa di possesso, l'incasellamento, la classificazione, che assume la cultura nel regno dell'amministrazione.
Non si tratta di conservare il passato,
ma di realizzare le sue speranze. (Max Horkheimer e Theodor Adorno)
Eclisse della ragione
Eclipse of Reason, 1947 - Selezione Aforismario

Al culmine del processo di razionalizzazione, la ragione è diventata irrazionale e stupida.

Aver fede nella filosofia significa non permettere alla paura di diminuire la nostra capacità di pensare.

Il cieco sviluppo della tecnica rafforza l'oppressione sociale, e a ogni passo lo sfruttamento minaccia di trasformare il progresso nel suo contrario, la barbarie completa.

Il peso della realtà sociale odierna sulla vita dell’uomo medio è tale che ormai predomina il tipo “rassegnato”. Dal momento in cui nasce, l’individuo si sente continuamente ripetere una lezione: c’è un solo modo di farsi strada nel mondo, e cioè rinunciare alla speranza di realizzare pienamente sé stesso.

Il principio del dominio dell'uomo sulla natura è divenuto l'idolo al quale si sacrifica tutto.

Il principio di maggioranza [...] è diventato la forza sovrana davanti alla quale il pensiero deve inchinarsi. È il nuovo dio, ma non nel senso in cui gli araldi delle grandi rivoluzioni lo concepivano – cioè come una forza di opposizione all'ingiustizia esistente – bensì come una forza di opposizione a tutto ciò che non si uniforma.

L’illusione nutrita dalla filosofia tradizionale nei confronti dell’individuo e della ragione - l’illusione cioè della loro eternità - si va perdendo. Un tempo l’individuo vedeva nella ragione solo uno strumento dell’io; ora si trova davanti al rovesciamento di questa deificazione dell’io. La macchina ha gettato a terra il conducente, e corre cieca nello spazio.

La crisi della ragione trova espressione nella crisi dell’individuo, come strumento del quale la ragione aveva conosciuto i suoi trionfi.

La storia dello sforzo dell'uomo per soggiogare la natura è anche la storia del soggiogamento dell'uomo da parte dell'uomo.

Oggetto del riso non è più la moltitudine ansiosa di conformismo ma l'eccentrico che ancora osa pensare con la sua testa.

Oggi più che mai al potere sociale si arriva attraverso il potere sulle cose; ma quanto più intensamente l’individuo si preoccupa di acquistare un potere sulle cose, tanto più le cose lo dominano e tanto più egli perde ogni genuino carattere individuale e la sua mente si trasforma in un automa della ragione formalizzata.

Oggi siamo troppo facilmente indotti a evitare la complessità arrendendoci all'illusione che le idee fondamentali saranno chiarite dal progresso della fisica e della tecnica.

Venute meno le basi filosofiche della democrazia, l'affermazione che la dittatura è un male è razionalmente valida solo per coloro che non ne beneficiano, e nessun ostacolo teorico impedisce di dichiarare vero l'opposto.

La nostalgia del totalmente Altro
Die Sehnsucht nach dem ganz Andere, 1970

La dimensione teologica sarà soppressa. E, con essa, scomparirà dal mondo ciò che noi chiamiamo 'senso'. Certo ferverà una grande attività, ma in fondo sarà priva di senso, e dunque portatrice di noia. E un giorno anche la filosofia sarà considerata una pratica puerile. Forse già in un prossimo futuro si qualificherà come puerile, ciò che noi con tutta serietà abbiamo fatto in questa conversazione, e ciò è speculare sui rapporti tra trascendente e relativo. La filosofia vera si avvia sul viale del tramonto.

Fonte sconosciuta
Selezione Aforismario

Guai a chi dice la verità con parole semplici.

Il giusto amore evita sia la dedizione insana sia il dominio.

Il più autentico spirito europeo non è caratterizzato dal rinnegamento della dottrina biblica, sviluppatasi da radici sociali e assurta in seguito a verità assoluta, bensì da un continuo e tormentoso dubitare. La volontà di sradicare il Dubbio dalle masse è stata matrice di violenza, e ha prodotto quel connubio di fanatismo e di crudeltà che è stato la nota distintiva della storia europea.

Il singolo può sì vivere senza preoccupazioni materiali, ma non conta più nulla.

Il destino degli animali nel nostro mondo è simboleggiato da un trafiletto pubblicato da un giornale pochi anni fa, in cui si osservava che l'atterraggio degli aeroplani in Africa era spesso ostacolato da branchi di elefanti e di altri animali: qui gli animali sono dunque considerati semplicemente come disturbatori del traffico. Questa mentalità che concepisce l'uomo come unico e assoluto padrone del mondo si può far risalire fino ai primi capitoli del Genesi.

L'autorevolezza è una superiorità accettata dagli altri.

L'indifferenza teorica per l'idea è preannuncio del cinismo della pratica.

La ragione diventa ragione solo quando non è più pura ragione.

La teoria critica, che è una teoria pessimistica, ha sempre seguito una regola fondamentale: attendersi il peggio, e annunciarlo francamente, ma nello stesso tempo contribuire alla realizzazione del meglio.

Libro di Max Horkheimer consigliato
Eclisse della ragione
Critica della ragione strumentale
Traduttore: E. Spagnol Vaccari
Editore: Einaudi, 2000

La ragione di cui si delinea la crisi è la ragione oggettiva, sostituita nella moderna società industriale dalla ragione soggettiva, strumentale, che non bada alla razionalità dei fini, ma solo all'efficacia dei mezzi. La filosofia, che Horkheimer difende contro i tentativi dei pragmatisti e dei neopositivisti di risolverla nei moduli puramente strumentali del sapere scientifico e tecnologico, addita la necessità di conciliare ragione soggettiva e oggettiva, ma tale conciliazione può aver luogo solo in un mondo emancipato. Se la filosofia è ancora indispensabile, il suo compito - avverte Horkheimer - non va quindi sopravvalutato: «la denuncia di ciò che attualmente viene chiamato ragione è il massimo servigio che la ragione possa rendere».

Note
Vedi anche aforismi, frasi e citazioni di: Theodor Adorno - Martin HeideggerKarl Popper

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