Robert Musil - Aforismi, frasi e citazioni

Selezione di aforismi, frasi e citazioni di Robert Musil (Klagenfurt 1880 - Ginevra 1942), scrittore e drammaturgo austriaco. Robert Musil è conosciuto nel mondo soprattutto per il suo grande romanzo incompiuto L'uomo senza qualità (Der Mann ohne Eigenschaften, 1930-1942), considerato una delle opere più importanti della letteratura mondiale: "Un uomo senza qualità non dice di no alla vita, dice "non ancora!" e si risparmia".
La maggior parte delle seguenti citazioni di Robert Musil, oltre che da L'uomo senza qualità, sono tratte da I turbamenti del giovane Törless (Die Verwirrungen des Zöglings Törleß, 1906) e dalla celebre conferenza Sulla stupidità tenutasi a Vienna nel 1937.
Robert Musil
I turbamenti del giovane Törless
Die Verwirrungen des Zöglings Törleß, 1906 - Selezione Aforismario

È certo che un uomo lo si comprende assai meglio dagli occhi che non dalle parole.

Esseri autentici sono soltanto quelli che sanno penetrare in se stessi, esseri cosmici in grado di immergersi fino al nesso profondo che li lega al grande processo dell'universo.

La prima passione di un adolescente non è amore per quell'una, ma odio per tutte. Il sentirsi incompresi, il non comprendere il mondo non accompagnano la prima passione, ne sono se mai l'unica e non casuale origine. Ed essa non è che una fuga in cui l'essere in due altro non è che una solitudine raddoppiata.

Quasi ogni prima passione è di breve durata e lascia dietro di sé un gusto d'amaro.

Se un uomo ha perso se stesso e ha rinunciato a sé, allora ha perduto l'elemento particolare e inconfondibile per il quale la natura lo ha fatto uomo. E mai come in questo caso si può star sicuri che si ha a che fare con qualcosa di non necessario, con una forma vuota, con qualcosa che l'anima del mondo ha già da tempo abbandonato.

Il compimento dell'amore
1911

Ogni cervello non è qualcosa di solitario e di unico?

Nell'arte c'è una finezza che apprezzo: il lieto fine che ci consola dell'esistenza quotidiana. La vita è delusione, tanto spesso ci defrauda dell'atto finale. Ma questa non è forse la stupidità della naturalezza?
Non è il genio a essere cent’anni in anticipo sul proprio tempo;
è l’uomo comune a essere cent’anni indietro. (Robert Musil)
L'uomo senza qualità
Der Mann ohne Eigenschaften, 1930-1942
(incompiuto) - Selezione Aforismario

Anche l'amore era fra quelle esperienze mistiche e pericolose, perché toglie l'uomo dalle braccia della ragione e lo lascia letteralmente sospeso a mezz'aria sopra un abisso senza fondo.

Chi voglia varcare senza inconvenienti una porta aperta deve tener presente che gli stipiti sono duri. 

Dalle più violente esagerazioni, se lasciate a sé stesse, nasce col tempo una nuova mediocrità. 

Di un uomo importante non si deve sapere quello che fa, ma soltanto i suoi arrivi e le sue partenze.

Dinanzi alla legge tutti i cittadini erano uguali, ma non tutti erano, appunto, cittadini. 

Fare l’avventuriero, [...] una professione che trasforma la vita in una specie di eterno fidanzamento.

Già da tempo possedere una doppia personalità spirituale non è più un trucco di cui solo i matti sono capaci.

Gli ideali hanno strane proprietà, e fra le altre anche quella di trasformarsi nel loro contrario quando si vuol seguirli scrupolosamente.

I filosofi sono dei violenti che non dispongono di un esercito e perciò si impadroniscono del mondo rinchiudendolo in un sistema.

I migliori e più evidenti successi dell'intelletto umano si sono avuti quasi solo quando esso sta alla lontana da Dio. Ma il pensiero che lo tentava disse: "E se questa libertà da Dio non fosse altro che la via moderna verso Dio?".

Idealità e morale sono i mezzi migliori per colmare il gran buco che si chiama anima. 

Il tempo presente è antifilosofico e vile; non ha il coraggio di decidere che cosa ha valore e che cosa non ne ha, e democrazia, per dirlo con la massima concisione, significa: 'Fai quello che accade!'

In amore come in affari, nella scienza come nel salto in lunghezza è necessario credere prima di guadagnare e di vincere, e come non dovrebbe esser lo stesso anche per la vita in genere?

L'abitante di un paese ha almeno nove caratteri: carattere professionale, carattere nazionale, carattere statale, carattere di classe, carattere geografico, carattere sessuale, carattere conscio, carattere inconscio, e forse anche privato, li riunisce tutti in sé, ma essi scompongono lui, ed egli non è che una piccola conca dilavata di quei rivoli, che v'entrano dentro e poi tornano a sgorgare fuori per riempire insieme ad altri ruscelletti una conca nuova. Perciò ogni abitante della terra ha ancora un decimo carattere, e questo altro non è se non la fantasia passiva degli spazi non riempiti.

L'avversione basata su motivi nazionalistici di solito non è altro che avversione nei confronti di se stessi, tratta dagli oscuri recessi delle proprie contraddizioni e fissata su una vittima opportuna; un procedimento collaudato fin dai primordi, quando lo stregone, usando un bastoncino che dichiarava sede del demonio, estraeva la malattia dal corpo dell'infermo.

La dedizione a un dovere, a un superiore o a un capo, e anche alla vita stessa nella sua ricchezza e nella sua varietà, era sempre stata per lui, intesa come virtù virile, la quintessenza della dirittura morale, che pur schietta e aperta contiene più riserbo che abbandono.

La nostra civiltà è un tempio di ciò che non sorvegliato sarebbe chiamato follia, ma è anche il luogo dov'è tenuto sotto sorveglianza.

La probabilità di apprendere dal giornale una vicenda straordinaria è molto maggiore di quella di viverla personalmente; in altre parole, oggi l'essenziale accade nell'astratto, e l'irrilevante accade nella realtà.

Le pulci prediligono anch'esse le regioni care agli amanti.

Negli anni della maturità pochi uomini sanno, in fondo, come son giunti a se stessi, ai propri piaceri, alla propria concezione del mondo, alla propria moglie, al proprio carattere e mestiere e loro conseguenze, ma sentono di non poter più cambiare di molto. Si potrebbe sostenere persino, che sono stati ingannati; infatti è impossibile scoprire una ragione sufficiente per cui tutto sia andato proprio così come è andato; avrebbe anche potuto andare diversamente; essi hanno influito pochissimo sugli avvenimenti, che per lo più sono dipesi da circostanze svariate, dall'umore, dalla vita, dalla morte di tutt'altri individui; e solo in quel dato momento si sono abbattuti su di loro.

Non è vero che il ricercatore insegue la verità, è la verità che insegue il ricercatore. 

Non esiste altro esempio di destino inesorabile pari a quello di un giovane d'ingegno che si raggrinza a vecchietto mediocre; senza colpi della sorte, solo per il rattrappimento a cui era già predestinato!

Non esiste una sola idea importante di cui la stupidità non abbia saputo servirsi, essa è pronta e versatile e può indossare tutti i vestiti della verità. La verità invece ha un abito solo e una sola strada, ed è sempre in svantaggio.

Non si sa bene come avvenga quel mutamento che in certe circostanze trasforma degli uomini coscienti in una massa consenziente, capace di qualunque eccesso nel bene come nel male, e incapace di ragionare, anche quando gli uomini di cui è formata non han coltivato nulla nella vita quanto la misura e la ponderatezza.

Oggigiorno soltanto i delinquenti osano ancora far del male al prossimo senza filosofia.

Ogni bellezza perfetta – un animale, un quadro, una donna – non è che l'ultimo pezzo di un cerchio; una curva è perfetta, lo si vede, ma si vorrebbe conoscere il cerchio...

Ogni progresso è anche un regresso. C'è progresso sempre e solo in un determinato senso. E poiché la vita nel suo complesso non ha senso, nel suo complesso non ha nemmeno progresso.

Per nessuna cosa ho così poco talento come per me stesso.

Per una quantità di ragioni nessun periodo del passato ci è tanto ignoto quanto i tre, quattro o cinque decenni che dividono i nostri vent'anni dai vent'anni di nostro padre.

Poiché possedere delle qualità presuppone una certa soddisfazione di constatarle reali, è lecito prevedere come a uno cui manchi il senso della realtà anche nei confronti di se stesso, possa un bel giorno capitare di scoprire in sé l'uomo senza qualità.

Prima [...] si dovettero inventare coltello e forchetta, e poi l'umanità imparò a mangiare correttamente.

Questa bellezza? – si pensa, – sì, va bene, ma è poi la mia? Questa verità che sto scoprendo, è davvero la mia verità? Gli scopi, le voci, la realtà, tutte queste cose seducenti che allettano e guidano, che noi seguiamo, in cui ci buttiamo, sono la vera verità, o invece non se ne coglie che un soffio inafferrabile, posatosi sulla realtà?

Quello che distingue un sano da un malato di mente è appunto che il sano ha tutte le malattie e il malato solo una!

Sono state donate a questo nostro secolo grandi idee in quantità, e per uno speciale favore della sorte ogni idea ha pure la sua contro-idea, di modo che individualismo e collettivismo, nazionalismo e internazionalismo, socialismo e capitalismo, imperialismo e pacifismo, razionalismo e superstizione vi si trovano tutti egualmente bene come a casa loro.

Lo sport [...] si potrebbe definire il sedimento di un odio universale finissimamente diffuso, che precipita nelle competizioni sportive.

Un uomo senza qualità non dice di no alla vita, dice "non ancora!" e si risparmia.

Un'epoca in cui tutto è permesso ha sempre reso infelici coloro che vivevano in essa. Onestà, continenza, cavalleria, musica, la morale, la poesia, la forma, il divieto, tutto ciò non ha altro scopo più profondo che dare alla vita una forma limitata e precisa. La felicità senza limiti non esiste. Non v'è grande felicità senza grandi divieti.

Vi sono innamorati che guardano nell'amore come nel sole, e divengono semplicemente ciechi; mentre ve ne sono altri che con stupore scoprono per la prima volta la vita quando l’amore la illumina.
Ogni intelligenza ha la sua stupidità. (Robert Musil)
Sulla stupidità
conferenza, Vienna, 1937 - Selezione Aforismario

Chiunque voglia parlare o utilmente partecipare al discorso sulla stupidità, deve presupporre di non essere egli stesso stupido. Così facendo, fa vedere che si considera intelligente, anche se fare così è in generale considerato segno di stupidità.

Io non so cosa la stupidità sia.

In stridente contrasto con la stupidità autentica sta quella pretenziosa. Non è tanto mancanza di intelligenza, quanto il suo venir meno, quando si impegna in prestazioni che non sono alla sua portata. Può avere tutte le peggiori qualità dell’intelletto debole, con in più quelle derivanti da un’indole non equilibrata, immatura e incostante, in breve malsana.

Non c’è un solo pensiero importante che la stupidità non sprechi applicandolo.

La stupidità si muove dappertutto e può vestire tutti i vestiti della verità. Per contro, la verità ha una sola veste e una sola via ed è sempre in svantaggio.

Poco per volta la questione: che cos'è veramente la stupidità? è diventata ineludibile.

Occasionalmente siamo tutti stupidi. Occasionalmente dobbiamo tutti agire alla cieca, almeno in parte, altrimenti il mondo si fermerebbe. Se, dati i pericoli della stupidità, qualcuno volesse dedurre la regola: “Astieniti dal giudicare e dal decidere su ciò che non comprendi abbastanza”, ci bloccheremmo.

Sarà stupido vantarsi di essere intelligente, ma non è sempre intelligente farsi la fama di stupido.

Nessuno si comporta sempre in modo così intelligente come dovrebbe e, anche se non sempre, ognuno di noi di tanto in tanto è stupido.

Ogni intelligenza ha la sua stupidità.

Sia per paura di passare per stupidi sia per non offendere il comune senso del pudore molti uomini si ritengono intelligenti ma non lo dicono.

La stupidità è fittamente intessuta con altro, senza che da qualche parte spunti il filo che sciolga la tessitura. Persino genialità e stupidità sono indissolubilmente legate.

Ultimo e più importante rimedio contro la stupidità: la modestia.

Se la stupidità non assomigliasse tanto al progresso, al talento, alla speranza o al miglioramento, nessuno vorrebbe essere stupido.

Il lecchino
XX sec. - Selezione Aforismario

Chi dispone di lecchini può restarsene comodamente seduto alla propria scrivania, e in questo modo, dunque da seduto, consente al lecchino di penetrare e conquistarsi gl’intimi recessi del suo superiore. Quest’ultimo non se ne accorgerà nemmeno, ma, una volta lì, il lecchino diventerà per lui un piacere irrinunciabile.

Un leccapiedi lo si calpesta a piacimento.

Il lecchino non ha mai un’opinione propria, ma sempre quella dei suoi superiori – e, se è particolarmente abile, ce l’ha ancor prima degli stessi interessati.

Diari
1899-1941

Un buon aforisma deve sciogliersi sulla lingua come una caramella.

Fonte sconosciuta
Selezione Aforismario

Il linguaggio dell'amore è un linguaggio segreto, e la sua espressione più alta è un abbraccio silenzioso.

Il progresso sarebbe meraviglioso, se solo volesse fermarsi.

La nobiltà dello spirito, rispetto a quella tradizionale, ha il vantaggio che uno se la può conferire da solo.

La stessa malattia può essere uno stimolante della vita, solo che si deve essere abbastanza sani per essa.

Non è il genio a essere cento anni avanti rispetto al proprio tempo, è l’uomo medio a essere cent'anni indietro.

Ogni bellezza perfetta, come un animale o un quadro o una donna, non è che l'ultimo pezzo di un cerchio. L'ambizione dell'uomo è di scoprire e conoscere quel cerchio.

Se avete intenzione di affogare i vostri problemi nell'alcol, tenete presente che alcuni problemi sanno nuotare benissimo.

Libro di Robert Musil consigliato
L'uomo senza qualità 
Editore Einaudi, 2005 

L'uomo senza qualità, l'opera cui Robert Musil lavorò praticamente tutta la vita, è una delle maggiori costruzioni letterarie che il Novecento ci abbia dato, un "torso" colossale da mettere accanto all'Ulysses di Joyce e alla Ricerca del tempo perduto di Proust. Come scrisse Thomas Mann, "questo scintillante libro, che sta in audace equilibrio tra il saggio e la commedia, grazie a Dio non è un romanzo: non lo è più nel senso in cui Goethe disse che tutto ciò che nel suo genere è compiuto deve necessariamente uscire dal suo genere e diventare qualcosa di non paragonabile". L'azione si svolge a Vienna nel 1913-14. L'uomo senza qualità è Ulrich, eletto segretario di un comitato che vuole organizzare le celebrazioni del giubileo di Francesco Giuseppe: in realtà di qualità ne ha molte, ma è vittima d'una intelligenza affascinata dall'esattezza scientifica e dall'infinita indeterminatezza della realtà, e dissolve ogni decisione in lucida ironia. Attorno a lui, l'alta società viennese, raffinata, capricciosa, illusa della propria potenza: dame facilmente sedotte e seduttrici, alti funzionari, finanzieri internazionali, generali, artisti; e da ultimo la sorella di Ulrich, Agathe. Ognuno di essi è parte del gioco che Musil scompone e ricompone con entusiasmante intelligenza.

Note
Vedi anche aforismi, frasi e citazioni di: Thomas Bernhard - Peter Handke - Arthur Schnitzler

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